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"Iraniani cattivi": come Hollywood ha spianato la strada alla guerra - Contropiano 16/09/2026

"Iraniani cattivi": come Hollywood ha spianato la strada alla guerra - Contropiano Prima di poter essere uccisi, gli iraniani dovevano diventare dei bersagli legittimi. Ed è esattamente ciò che hanno fatto serie come Homeland e Tehran. Il consenso alla guerra non nasce la mattina in cui cadono le bombe. Si costruisce nel corso degli anni, nel lento accumulo di immagini che si se...

16/09/2026

USB AFAM, UNIVERSITA’ e RICERCA in piazza il 17 settembre a Montecitorio per rilanciare Alta Formazione e Ricerca e restituire un futuro al nostro Paese

Alta Formazione e Ricerca saranno in presidio, giovedì 17 settembre dalle ore 11, a Piazza Capranica-Montecitorio per chiedere alla Camera dei deputati di approvare gli emendamenti proposti da vari gruppi per ricostituire un comparto di contrattazione specifico, sbloccare i fondi accessori e destinare fondi già stanziati per incrementare i salari, oltre a tutelare l'ordinamento nella legge di conversione del DL 144/2026.

Il presidio lancerà, inoltre, anche le iniziative legate alla legge di bilancio, chiedendo di riassegnare fondi attualmente destinati al riarmo verso investimenti in ricerca e alta formazione.

USB stima la necessità di 3 miliardi a regime per stabilizzare e livellare i salari a standard europei per tutti i dipendenti, dal personale tecnico-amministrativo ai ricercatori e docenti. Altri 10 miliardi l’anno per i prossimi 3 anni devono essere destinati al miglioramento delle condizioni degli studenti e alla ristrutturazione delle infrastrutture didattiche.

Il Governo Meloni è impegnato esclusivamente a riarmare il nostro Paese e individua la Ricerca solo in chiave bellica e dual-use, marginalizzando invece la Ricerca che sarebbe davvero utile al paese reale in tema di ambiente, salute o energia.

Per un modello di sviluppo che metta al centro il benessere collettivo, dentro un quadro di compatibilità ambientale, sono necessari significativi investimenti, economici e normativi, e politiche attrattive nei settori pubblici. Unica via anche per recuperare competitività, come dimostra la Cina che oggi raccogli i frutti di una attenta ed equilibrata programmazione contraltare di un’Italia e di un contesto europeo che invece pagano i costi di scelte errate degli ultimi 20 anni che peraltro continuano ad essere reiterate.

Il 17 settembre 2026 una rappresentanza dei tre settori scenderà in piazza per denunciare l’abbandono da parte del Governo Meloni di Università, AFAM e Ricerca, destinando il paese ad un rapido declino.

Figli della stessa rabbia: 11-12 settembre, attivismo sociale, studentesco e sindacale in festa 24/08/2026

L'attivismo sociale, studentesco e sindacale torna in festa con il terzo appuntamento di "FIGLI DELLA STESSA RABBIA" al Circolo ARCI Concetto Marchesi, via del Frantoio, 9c.

Una due giorni ricca di incontri e dibattiti nel quartiere di Tiburtino III a Roma, con due grandi serate di concerti live a partire dalle 21:00.

Bull Brigade, The Bluebeaters & friends, Santa Canaglia e Radici nel Cemento saranno gli ospiti delle serate, dove sarà possibile cenare, bere e costruire incontro, solidarietà e conflitto.

Figli della stessa rabbia: 11-12 settembre, attivismo sociale, studentesco e sindacale in festa L'attivismo sociale, studentesco e sindacale torna in festa con il terzo appuntamento di "FIGLI DELLA STESSA RABBIA" al Circolo ARCI Concetto Marchesi, via del Frantoio, 9c. Una due giorni ricca di incontri e dibattiti nel quartiere di Tiburtino III…

WINDTRE PDR 2026: RISULTATI POSITIVI ? 20/07/2026

WINDTRE PDR 2026: RISULTATI POSITIVI ?
ALLORA PIÙ SALARIO

USB: NO AI TAGLI MASCHERATI DA WELFARE

WINDTRE PDR 2026: RISULTATI POSITIVI ? ALLORA PIÙ SALARIO USB: NO AI TAGLI MASCHERATI DA WELFARE

26/06/2026

TLC Rinnovi integrativi: basta accordi al ribasso. Non sulla pelle di chi lavora.
I rinnovi integrativi non possono diventare l’ennesima firma utile solo alle aziende. Il rinnovo del CCNL TLC sottoscritto l’11 novembre 2025 e il verbale del 10 giugno 2026 sulla nuova classificazione del personale non sono passaggi neutri: aprono il rischio concreto che riorganizzazioni, accorpamenti dei livelli e nuovi assetti professionali vengano usati per chiedere più mansioni, più flessibilità e più produttività, senza adeguati aumenti salariali, senza reali avanzamenti di livello e senza pieno riconoscimento del lavoro svolto.
Per USB è proprio qui il punto politico: se questi accordi restano dentro la logica della compatibilità aziendale, diventano strumenti per comprimere salario, diritti e professionalità. Per questo il rinnovo deve significare più salario certo, più diritti esigibili, meno orario, riconoscimento reale delle competenze e stop a ogni meccanismo che produce disparità, ricatto salariale e arretramento.
NON BASTA FIRMARE: BISOGNA CONQUISTARE
Non servono piccoli aggiustamenti né equilibri al ribasso. Serve una svolta vera: redistribuire la ricchezza prodotta, fermare lo scaricamento dei costi su chi lavora e riportare potere contrattuale nelle mani delle lavoratrici e dei lavoratori.
• Salario: basta mance, ticket e premi usati per nascondere l’assenza di aumenti veri. Le risorse devono stare nel salario fisso.
• PDR: il salario variabile non può sostituire aumenti certi. Il rischio d’impresa non si scarica su chi lavora.
• Orario: riduzione reale a parità di salario, senza baratti con ferie, permessi o diritti già conquistati.
• Lavoro agile: deve diventare un diritto esigibile per tutte le attività remotizzabili, non una concessione discrezionale.
• Organizzazione del lavoro: basta chiamare “flessibilità” l’aumento di carichi, pressione, reperibilità e controllo.
• Formazione: le competenze acquisite devono produrre salario, livello e riconoscimento professionale, non mansioni gratis.
IL NODO È QUI: NO A STRUMENTI CHE COMPRIMONO IL LAVORO
USB respinge ogni operazione che, dietro parole come “semplificazione”, “flessibilità” o “compatibilità”, chiede di più a chi lavora e restituisce meno salario, meno diritti, meno riconoscimento.
• Accorpamenti: no a livelli generici che svalutano professionalità, salario e progressioni.
• Part time involontari: basta lavoro povero imposto. Chi vuole il full time deve poterlo ottenere.
• Sotto inquadramento: mansioni e responsabilità reali vanno pagate con livello, salario e arretrati.
• ERA: basta strumenti che producono disparità, salario incerto e diritti compressi.
• Pari trattamento: stesso lavoro deve significare stesso salario, stessi diritti e pari dignità.
LA PIATTAFORMA USB NON È NEGOZIABILE
Serve un rinnovo che restituisca salario certo, tempo, diritti, dignità e potere contrattuale. Non un accordo comodo per le aziende, ma una conquista per chi lavora.
• aumenti salariali strutturali e consolidati, con meno salario variabile e più salario certo
• riduzione reale dell’orario a parità di salario e diritto esigibile al lavoro agile
• stop ad accorpamenti, part time involontari, sotto inquadramento ed ERA usati per comprimere il lavoro
• riconoscimento delle mansioni reali, pari trattamento economico e normativo, più redistribuzione
Senza conflitto arriva solo un rinnovo debole. Per questo USB chiama lavoratrici e lavoratori a non delegare, a prendere parola, a organizzarsi e a costruire mobilitazione nei luoghi di lavoro: perché salario, diritti, tempo di vita e riconoscimento professionale non si chiedono per favore, si conquistano.
Basta accordi al ribasso. Basta salario variabile usato contro gli aumenti veri. Basta accorpamenti, part time involontari, sotto inquadramento ed ERA usati per comprimere salario e diritti.
Non un passo indietro. Non un diritto in meno. Non un euro lasciato alle aziende.
Più salario. Più diritti. Più conflitto. Più redistribuzione.

11/06/2026

Telecom Italia Sparkle – Accordo su gestione esuberi (Legge 223/91)
Questo accordo è l’ennesima dimostrazione di un sistema malato, che scarica sui lavoratori il costo di scelte politiche e industriali fallimentari. Tra età pensionabile sempre più alta e assenza totale di ricambio, si spinge di fatto all’uscita anticipata.

USB firma solo per strappare condizioni migliori e garantire la volontarietà, senza arretrare di un millimetro nella denuncia di questo modello.

Nazionale - giovedì, 11 giugno 2026


In data 9 giugno 2026, la Segreteria TLC USB e le RSU sono state convocate da Unindustria e Telecom Italia Sparkle per la definizione di un accordo relativo alla gestione di 10 esuberi presso l’unità produttiva di Roma, ai sensi della Legge 223/91.

L’accordo prevede:

gli esuberi saranno gestiti solo su base volontaria
priorità di accesso ai lavoratori vicini al pensionamento (anzianità o vecchiaia)
integrazione aziendale della NASPI fino al 100% della retribuzione netta, inclusi tredicesima e premio annuo
adesione volontaria possibile anche per chi non è ancora pensionabile, con incentivi aggiuntivi fino a un massimo di due anni
Alla luce del numero contenuto di esuberi e delle condizioni complessivamente favorevoli, in particolare per i lavoratori più prossimi alla pensione, USB ha sottoscritto l’accordo.

Si evidenzia come elemento centrale e imprescindibile la volontarietà delle adesioni, principio che, anche in precedenti accordi analoghi in TI Sparkle, è sempre stato rispettato, senza alcuna forma di pressione o forzatura da parte aziendale.

L’accordo si inserisce nel solco di quanto già definito in data 30 aprile 2026, in relazione a ulteriori 16 uscite tramite il Fondo di Solidarietà Bilaterale delle TLC, anch’esso sottoscritto dalle RSU USB.

Pur in presenza di condizioni tecniche che rendono l’accordo sostenibile, permangono forti criticità di carattere generale:

il ricorso a tali strumenti è diretta conseguenza di una età pensionabile sempre più elevata e insostenibile
l’adesione da parte dei lavoratori è spesso determinata da una condizione di esasperazione, finalizzata ad anticipare l’uscita dal mondo del lavoro
l’assenza di politiche di ricambio generazionale produce una riduzione strutturale dell’occupazione
si determina un progressivo squilibrio tra lavoratori attivi e platea dei pensionati/prepensionanti
USB ribadisce che tali strumenti non possono rappresentare una soluzione strutturale.

È necessaria una riforma complessiva del sistema pensionistico che restituisca sostenibilità sociale e dignità ai lavoratori, superando l’attuale modello che scarica sulle singole realtà produttive la gestione di problematiche di natura generale.

Si sottolinea inoltre come l’attuale Governo abbia disatteso gli impegni assunti in tema di abbassamento dell’età pensionabile.

USB continuerà a monitorare l’applicazione dell’accordo, garantendo il rispetto della volontarietà e la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti.

28/05/2026

La legge 146 del 1990, quella che da allora limita pesantemente il diritto di sciopero, viola la Carta Sociale Europea in tre punti: 1) sono troppi i settori che rientrano nella definizione di servizi essenziali; 2) l’obbligo di indicare la durata dello sciopero già al momento della sua proclamazione indebolisce eccessivamente lo sciopero stesso; 3) sono eccessivi i periodi dell’anno nei quali non si può scioperare e, soprattutto, l’impossibilità di scioperare nei “momenti chiave” è un altro fattore di forte indebolimento dello sciopero.

www.usb.it

19/05/2026

Siamo stanchi di pagare sempre noi: il 23 maggio manifestazione nazionale a Roma
Ore 14:00 Piazza della Repubblica

Poste–TIM, il grande riassetto deciso dall’alto - Contropiano 14/05/2026

Poste–TIM, il grande riassetto deciso dall’alto - Contropiano Dietro il delisting e la retorica del campione nazionale si gioca una partita di controllo pubblico, mercato e rapporti di forza scaricata su lavoro, La questione centrale riguarda l'effettiva capacità di rafforzare un’infrastruttura strategica al servizio del Paese, o il rischio di determinare u...

14/05/2026
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Martedì 09:00 - 17:00
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Giovedì 09:00 - 17:00
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