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www.inarsind.org 17/09/2026

Inarsind in Uzbekistan: un ponte di formazione tra ingegneri italiani e uzbeki

Il vicepresidente Inarsind Mauro Iacumin ha partecipato come senior advisor alla delegazione istituzionale di Confprofessioni e APRI International in Uzbekistan, tra incontri con il Comune di Samarcanda, l'ambasciatore italiano, ministeri, università e CCIAA di Tashkent.

Al centro della sua proposta: portare studenti uzbeki in stage negli studi di ingegneria italiani e, nel percorso inverso, favorire la collaborazione dei nostri studi nel settore delle costruzioni uzbeko.

"Saremmo lieti di poter progettare insieme questo programma, con l'Università di Samarcanda"

Leggi l'articolo completo 👇
https://www.inarsind.org/blog/2026/09/17/inarsind-con-confprofessioni-in-uzbekistan-iacumin-un-ponte-di-formazione-tra-ingegneri-italiani-e-uzbeki/

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Compensi dei CTU e dei periti: tariffe ferme al 2002 e doppia penalizzazione. Cosa cambia dopo la sentenza del TAR | Inarsind 09/09/2026

Compensi dei CTU e dei periti: una sentenza del TAR Lazio riapre la questione dell'adeguamento tariffario fermo dal 2002.

Le tariffe che regolano i compensi dei consulenti tecnici d'ufficio e dei periti risalgono al maggio 2002. La legge (art. 54, d.P.R. 115/2002) impone un aggiornamento all'inflazione ogni tre anni: non è mai avvenuto. A questo si somma una seconda criticità, già oggi contestabile: quando la parte è ammessa al patrocinio a spese dello Stato, il compenso viene ulteriormente ridotto — di un terzo nel penale, della metà nel civile — nonostante la Corte costituzionale, con quattro pronunce tra il 2015 e il 2025, abbia chiarito che quella riduzione non è applicabile finché le tariffe sottostanti restano non aggiornate.

Sul fronte del blocco tariffario, il 19 agosto 2026 il T.A.R. Lazio (Sez. V-bis, sentenza n. 14327/2026) ha accolto il ricorso dell'Ordine degli Ingegneri di Genova contro il silenzio dei Ministeri della Giustizia e dell'Economia: i due dicasteri dovranno provvedere entro 120 giorni, con un commissario ad acta già nominato in caso di ulteriore inerzia. Due precisazioni contano più di ogni titolo: il TAR ha imposto di provvedere, non ha quantificato l'adeguamento, e la pronuncia è di primo grado.

INARSIND presenterà una propria richiesta formale ai Ministeri e chiede agli iscritti che operano come CTU o periti di segnalare le liquidazioni ricevute negli ultimi due anni.

Approfondimento completo, con la nota tecnica agli iscritti in allegato:
https://www.inarsind.org/2026/09/09/compensi-dei-ctu-e-dei-periti-tariffe-ferme-al-2002-e-doppia-penalizzazione-cosa-cambia-dopo-la-sentenza-del-tar/

Compensi dei CTU e dei periti: tariffe ferme al 2002 e doppia penalizzazione. Cosa cambia dopo la sentenza del TAR | Inarsind A questo blocco se ne somma un secondo, che agisce silenziosamente ogni volta che la parte è ammessa al patrocinio a spese dello Stato: il compenso del

24/08/2026

⚖️ La nostra posizione sul DDL 1663: Ordine e sindacato non sono la stessa cosa

La riforma delle professioni conferma un principio che per noi è da sempre chiaro: gli Ordini sono enti pubblici e tutelano l'interesse pubblico legato alla professione, non fanno attività sindacale.

Chi tutela gli interessi economici e contrattuali di ingegneri e architetti liberi professionisti? Un sindacato libero e indipendente, come Inarsind, che da settant'anni fa esattamente questo.

Abbiamo scritto una presa di posizione ufficiale su questo punto della riforma: la trovi sul nostro sito, insieme all'approfondimento completo sul DDL 1663.

👉 Approfondimento DDL 1663: https://www.inarsind.org/2026/08/05/ddl-1663-la-riforma-degli-ordini-professionali-e-cosa-cambia-per-ingegneri-e-architetti-liberi-professionisti/

15/08/2026

Buon Ferragosto da Inarsind

Un momento di pausa, prima di tornare a cantieri, progetti e scadenze.

A tutti gli ingegneri e architetti che ci leggono — iscritti e non — auguriamo un Ferragosto sereno, all'insegna del riposo che questa professione, fatta di responsabilità continua, si guadagna ogni anno.

Ci ritroviamo a settembre, con lo stesso impegno di sempre al fianco della categoria.

Buone vacanze! ☀️

11/08/2026

Equo compenso e gare pubbliche: cosa dicono le ultime sentenze TAR sul "ribasso" nei servizi tecnici

Negli appalti di servizi di ingegneria e architettura, la componente economica dell'offerta è divisa in due parti: una quota fissa (65%) non ribassabile e una quota variabile (35%) su cui i concorrenti possono competere in sede di gara.

Due pronunce recenti dei TAR fanno chiarezza su un punto molto discusso: un ribasso molto alto — anche fino al 100% — sulla quota variabile è di per sé legittimo?

📌 TAR Lazio, sentenza n. 5405/2026: il ribasso del 100% sulla quota variabile non determina automaticamente una violazione dell'equo compenso, perché la quota fissa resta comunque calcolata sull'importo complessivo posto a base di gara.

📌 TAR Campania, sentenza n. 3960/2026 (relativa a una gara per immobili pubblici nell'area del bradisismo dei Campi Flegrei): un ribasso elevato sulla quota variabile non basta, da solo, a dichiarare un'offerta insostenibile. Prima di escludere un concorrente, la stazione appaltante deve verificare puntualmente le giustificazioni presentate e accertare se i costi dichiarati stiano effettivamente erodendo la quota fissa destinata all'equo compenso.

In sintesi: la giurisprudenza non vieta il ribasso aggressivo sulla parte variabile ma sposta l'attenzione sul controllo sostanziale — la stazione appaltante non può limitarsi a un giudizio automatico, deve verificare che il compenso equo resti effettivamente tutelato nei fatti.

Per chi partecipa a gare pubbliche, è un aspetto da tenere presente sia in fase di offerta sia in eventuale contenzioso: il numero del ribasso, da solo, non è né una garanzia né una condanna.

06/08/2026

⚖️ Regolamento Generale Società di Inarcassa: cosa è cambiato per ingegneri e architetti in forma societaria

Da gennaio 2026 è in vigore il nuovo Regolamento Generale Società (RGS) di Inarcassa, che ha ridisegnato le regole per chi opera attraverso società di ingegneria, società di professionisti o STP.

A qualche mese dall'entrata in vigore, ecco cosa cambia rispetto al passato:

🔹 Registrazione legata alla forma giuridica. Prima il legame con Inarcassa dipendeva dall'attività effettivamente svolta; ora tutte le società che rientrano nelle nuove definizioni devono registrarsi, anche se non ancora pienamente operative;

🔹 Comunicazione annuale strutturata. Entro il 31 ottobre di ogni anno le società devono comunicare volume d'affari IVA, quota riferita ad attività di ingegneria/architettura e composizione societaria con le quote dei soci: un adempimento organico che prima non esisteva in questa forma;

🔹 Contributo dovuto anche se il cliente non paga. Il contributo integrativo si calcola sull'intero volume d'affari professionale, indipendentemente dall'incasso effettivo: un cambio di prospettiva importante rispetto alla logica "per cassa";

🔹 Responsabilità contributiva sui soci professionisti. In STP e società di professionisti, sono i soci ingegneri e architetti a rispondere del contributo, in proporzione alle rispettive quote;

🔹 Più poteri di controllo per Inarcassa. Accesso ai dati fiscali, richieste documentali e verifiche sui versamenti sono ora previsti espressamente dal Regolamento, con un sistema di sanzioni ma anche di regolarizzazione volontaria.

Un cambiamento strutturale nel modo in cui viene letta e verificata l'attività delle società tecniche, pensato per rendere il sistema più uniforme e trasparente tra professionisti individuali e società.

Inarsind resta a disposizione degli iscritti per approfondire come queste novità si applicano ai singoli casi.

DDL 1663: la riforma degli ordini professionali e cosa cambia per ingegneri e architetti liberi professionisti | Inarsind 05/08/2026

📢 Riforma delle professioni: cosa cambia per ingegneri e architetti?

Il Senato ha dato il via libera al DDL 1663, la riforma che riguarda 15 professioni, tra cui la nostra. Equo compenso, tirocinio, formazione su AI, società tra professionisti: tante le novità sul tavolo.

Attenzione: è solo il primo passo. Manca ancora il voto della Camera, poi i decreti attuativi... e il tempo, si sa, non è infinito.

Ne parliamo nel nuovo articolo sul sito 👇
https://www.inarsind.org/2026/08/05/ddl-1663-la-riforma-degli-ordini-professionali-e-cosa-cambia-per-ingegneri-e-architetti-liberi-professionisti/

DDL 1663: la riforma degli ordini professionali e cosa cambia per ingegneri e architetti liberi professionisti | Inarsind Il DDL 1663 non è una legge che modifica direttamente le professioni: è una legge delega. Significa che il Parlamento autorizza il Governo ad adottare, entro

04/08/2026

Riscatto della laurea: cosa cambia nel 2026 per iscritti Inarcassa

Con il nuovo Regolamento in vigore dal 1° gennaio 2026, Inarcassa ha reso il riscatto della laurea uno strumento più accessibile e flessibile per ingegneri e architetti.

Le novità principali:

📌 Per chi presenta domanda nei primi due anni di iscrizione, l'onere è sempre ancorato al contributo minimo soggettivo dell'anno della domanda, indipendentemente dal reddito degli anni precedenti — un costo più prevedibile per chi è all'inizio del percorso professionale;
📌 Rateizzazione fino a 10 anni, con rate anche mensili oltre che semestrali;
📌 Under 35 in regime agevolato: zero interessi sulla rateazione, a condizione di restare iscritti;
📌 Eliminato il limite temporale di 5 anni per il riscatto degli anni in deroga dal contributo minimo.

Ricordiamo che si può riscattare fino a 5 anni, una sola laurea, anche parzialmente e non in modo continuativo. La domanda si presenta su Inarcassa On Line, dove è disponibile anche la simulazione di costo — un passaggio da fare sempre prima di decidere, perché l'onere dipende da reddito, età e metodo di calcolo.

Vale la pena valutarlo con attenzione, soprattutto per chi è nei primi anni di attività: può incidere concretamente su anzianità contributiva e importo futuro della pensione.

30/07/2026

Oggi il Senato vota la riforma delle professioni: cosa c'è in gioco per ingegneri e architetti

Questa mattina l'Aula del Senato è chiamata al voto in prima lettura sul DDL 1663, il disegno di legge delega per il riordino degli ordinamenti di 15 professioni tecniche e ordinistiche — tra cui ingegneri e architetti, per una platea di circa 699.000 iscritti agli Albi coinvolti.

È la prima riforma organica del settore dopo tredici anni dal DPR 137/2012.

Cosa prevede il testo, in sintesi:

📌 Riconoscimento della consulenza professionale come attività propria degli iscritti agli Albi;
📌 Chiarimento sul perimetro delle attività riservate: tutto ciò che la legge non attribuisce esplicitamente resta libero;
📌 Nuove regole per le STP, incluso il superamento della doppia contribuzione previdenziale;
📌 Tirocini con rimborso spese e possibile compenso;
📌 Prescrizione quinquennale della responsabilità professionale;
📌 Rafforzamento dell'equo compenso.

Un passaggio importante da chiarire subito: si tratta di una prima lettura. Il testo, se approvato oggi, dovrà ancora passare alla Camera prima di diventare legge. Una volta in vigore, il Governo avrà 24 mesi per tradurre i principi della delega in decreti attuativi — è lì che si giocherà davvero la partita su competenze, formazione e responsabilità professionale.

28/07/2026

🏠 Recupero del sottotetto, la Cassazione apre alla deroga sulle distanze

Una sentenza recente della Corte di Cassazione (n. 15256 del 20 maggio 2026) offre un chiarimento importante per chi si occupa di recupero abitativo dei sottotetti: l'intervento può essere ammesso anche senza rispettare le distanze minime oggi vigenti, se ricorrono determinate condizioni previste dalla normativa statale e da quella regionale applicabile.

In particolare, i giudici indicano che devono restare ferme:
🔹 le distanze legittimamente preesistenti al momento della costruzione originaria;
🔹 la forma e la superficie del sottotetto, che non devono essere modificate;
🔹 l'altezza massima già assentita dal titolo edilizio originario.

Un principio che si inserisce nel quadro aperto dal decreto Salva Casa e che può avere ricadute pratiche significative nella valutazione di interventi di recupero, soprattutto nei casi in cui le distanze attuali non coincidano più con quelle originarie.

Un tema tecnico rilevante per chi si trova a valutare fattibilità e titoli abilitativi in interventi di questo tipo: continueremo a seguire l'evoluzione della giurisprudenza su questi aspetti.

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