Sara Raffaele Psicologa
Psicoterapeuta e Psicologa dello Sport
Docente Psicologia Clinica Università Cattolica del Sacro Cuore
• Psicologa Clinica per l' adolescente e il giovane adulto
• Psicologa dello Sport e Preparatrice MentaleTennis FIT (Programmi di Mental Training per la Performance ed il Benessere degli atleti)
• Psicologa Alimentare (consulenza psicologica per il comportamento alimentare e la soddisfazione corporea)
• Psicologa per la Performance artistica
• Formazione nella Psicologia Clinica e dello Sport
14/09/2026
SULL'AUTOSABOTAGGIO😶🌫️
"Tu mi chiedi quali progressi io abbia fatto?
Ho cominciato a essere amico di me stesso"
(Seneca, Lettere a Lucilio)
Di solito non parlo di argomenti cosi' delicati su insta perché il rischio di banalizzazione è troppo alto
Stavolta, però, faccio un'eccezione e voglio parlare del PICCOLO SABOTATORE DENTRO DI NOI e della possibilità di renderlo amico
🧐Quando siamo in balia di questa piccola parte, è l'inconscio a guidare il gioco
Come riconosciamo questa piccola parte? Può prendere la forma di una storia che si ripete, di un problema che parla attraverso il corpo, di una gioia che sfuma inaspettatamente
Scorri per leggere altro...
"Il sabotatore interno può avere molti registri: rimprovero, critica, colpa, paura del nuovo, certezza del fallimento.
Il problema è che si accende QUANDO DESIDERIAMO qualcosa, quando siamo sul punto di fare qualcosa di importante.
Entriamo in conflitto: da una parte desideriamo la gioia, dall'altro siamo ostacolati da questa VOCE INTERNA che ci destina all'insuccesso".
(Prof in Farsi Male)
La buona notizia? 👉
🪞 La nostra parte autosabotante non è davvero nemica, ma ha una funzione PROTETTIVA e fa del suo meglio, in base a ciò che ha imparato nelle esperienze
Da cosa ci protegge? Dalla paura di soffrire, di non essere all'altezza, dal senso di colpa...
Roba seria insomma. Il lavoro psicologico aiuta a riconoscerla, capire che funzione ha e appunto, renderla amica di noi stessə
13/08/2026
⚡️Se alcune gare sono una destinazione finale, altre sono un PONTE tra gli obiettivi, agonistici e mentali
La visuale in foto le rappresenta entrambe ma soprattutto, fa da cornice a uno strumento di lavoro diventato per me ormai insostituibile:
L'OSSERVAZIONE DI GARA
Utile a volte nell'immediato, altre nel ridefinire il lavoro a medio termine, altre ancora per indicare la strada nel lungo periodo
🌊 Dagli spalti della piscina più bella del mondo provo a raccontare perché OSSERVAZIONE E PRESENZA IN GARA (il più possibile discrete, per quanto mi riguarda)
forniscono un campo prova prezioso per il lavoro mentale con gli/le atletə
non per valutare la prestazione ma per rafforzare, integrare e affinare consapevolezza e sensibilità agonistica
🤯Se è provato che l'ansia e la PRESSIONE si vedono nei muscoli, nel respiro, nella fluidità del gesto tecnico, nella gestione di gara
allora la LENTE PSICOLOGICA può far emergere dettagli preziosi che, altrimenti, potrebbero rimanere in ombra o più silenziosi
🏊♂️Poiché il NUOTO è uno sport ad altissimo carico cognitivo latente e in più richiede un'elevata capacità di percezione dei segnali del corpo e del tempo, ci sono alcuni indicatori PSICOLOGICI che più di altri aiutano a LEGGERE la PERFORMANCE 👉
Cosa osservo quindi?
Ci sono alcuni valori comportamentali precisi:
⚡️Linguaggio corporeo (indicatore di fiducia, attenzione e un sacco di altra roba)
⚡️Gestione dei tempi ( o autoregolazione)
⚡️Routine
⚡️Recupero post-gara (fisico ed emotivo)
⚡️Interpretazione gara e Feedback a caldo
⚡️Qualità delle emozioni e Atteggiamento
❤️🔥🧠 Mi affascina il lavoro a bordo vasca insieme ad atleti e tecnici, quando possibile, perché rende la preparazione mentale viva e completa la programmazione rispettandone la complessità
Rif. biblio in comments
11/08/2026
Quando arrivi davanti al villaggio olimpico capisci che stai per avere accesso a uno spazio "sacro"
Un microcosmo unico nel suo genere, quasi magico, con un significato emotivo immenso per chi ci entra, me inclusa
🤷♀️ Post pubblicato con calma. In fondo sono passate "solo" tre stagioni
ma provo lo stesso a descrivere uno degli spazi più interessanti delle ultime due Olimpiadi (Parigi24 e Milanocortina26): la MINDZONE!
Scorrete per leggere e SEGUITEMI PER ALTRI POST A SCOPPIO RITARDATO ❤️🔥
Athlete365
mentaltraining
Non ho fatto molte foto per proteggere la privacy degli/delle ateltə 🤫
ma mostro un paio di DETTAGLI per raccontare cosa c'è alla base di un'idea così innovativa che, finalmente, abbraccia la complessità agonistica a 360°
⚓️È ovvio che nulla può sostituire un percorso psicologico che si sviluppa nel corso del quadriennio olimpico
Ma nello sport d’élite, la capacità di gestire il carico mentale e l’attivazione emotiva negli ISTANTI prima della performance fa una grande differenza 👉
Il senso della Mind Zone è stato quello di creare uno spazio protetto, per DECOMPRIMERE, alternandolo a quelli di socialità del villaggio
Un luogo in cui ripararsi dal SOVRACCARICO dell'esterno, dalla densità delle pressioni, dalle spinte dei media, dei social, dall'ambiente in generale
🧘Immancabili un'area per isolarsi un pochino, scaricare la tensione e ottimizzare il RECUPERO psicofisico
🛋e un'altra di totale riservatezza, per SESSIONI DI ALLENAMENTO MENTALE e supporto PSICOLOGICO
Ma una delle mie cose preferite? L'angolo creativo
✉️Gli atleti potevano disegnare o scrivere cartoline e, letteralmente, spedirle (anche al Se stessə del futuro)
Io l'ho trovato un modo adorabile per elaborare l'esperienza olimpica in tempo reale e CRISTALLIZARE i ricordi, consolidando la memoria emotiva attraverso un'esperienza pratica
🧠Gli stimoli che si vivono durante le Olimpiadi sono talmente tanti che, spesso, gli atleti raccontano di ricordare in maniera sfocata quello che accade
Mettere per iscritto quello che si vive o lasciare
06/08/2026
"Sogna ragazzə, sogna" Vecchioni
🌙A cosa servano esattamente i SOGNI ancora non è chiarissimissimo. Neuroscience, psicologia e psicoanalisi sono però d'accordo sul fatto che siano tutt'altro che casuali o irrilevanti.
Sicuramente hanno un potere enorme e, prima ancora che da terapeuta, ho potuto farne esperienza come paziente
😶🌫️Sono un modo, a volte gentile, a volte spaventoso, a volte strano, a volte incomprensibile, per mettere in luce qualcosa di assolutamente rilevante che, quando si è svegli, con il controllo della parte conscia, rimane nascosto
Il mio modo di usarli con pazienti e atletə è guidato dal pensiero di Jung, che diceva: che il sogno è la piccola PORTA che conduce alla parte più nascosta e intima dell’anima, nonché strada maestra per il CAMBIAMENTO
Praticamente quello che non affronti da sveglio, il sogno TE LO FA VEDERE DI NOTTE
Per Jung (a grandissime linee) i sogni possono:
Creare equilibrio. Ad esempio se di giorno si è razionali, di notte l'inconscio potrebbe mostrare il valore del caos
Guardare al futuro. I sogni indicano la strada per il cambiamento e l'autenticità
Far conoscere se stessə. Ogni personaggio del sogno mostra qualcosa di importante
La cosa più bella? Che ogni sogno diventa un messaggio intimo e personale che assume un valore per quel sognatore in quel preciso momento di vita
Quindi sogna ragazzə, sogna.
03/08/2026
Questo non è un post sull'Odissea, né su Christopher Nolan e neppure su Ulisse
Questo è un post sul controllo, sull'abbandonarsi all'incertezza e sul ruolo della terapia
La suggestione nasce guardando Odissey, in particolare il momento in cui Calipso dice a Ulisse che, per tornare a casa, deve lasciare andare il controllo, fare un atto di fede, VIVERE
Prendo in prestito questo passaggio del film come metafora per parlare delle paure, dei freni...delle zone d'ombra terapeutiche
Cosa intendo? Le paure, i freni interiori... Insomma tutti i salti carpiati che fa L'INCONSCIO per proteggerci dal dolore
A volte prendono la forma di quei momenti in cui la terapia appare faticosissima e,
come l'Ulisse di Nolan, si accetta l'oblio di un'isola sicura pur di non rischiare che emerga qualcosa di molto doloroso
Eppure un modo "per tornare a casa" c'è
Abbandonarsi, attraversare le paure per tornare a vivere pienamente
Insomma, nella mia metafora,la terapia è proprio la zattera, mezzo essenziale, a volte instabile che richiede di allentare un po' l'illusione del controllo e fare un atto di fede verso il percorso per stare, finalmente, meglio
24/07/2026
6 aspetti per me irrinunciabili alle basi del
mio lavoro di Mental Training
🏔perché tanto senza basi non si costruisce nessuna altezza
Ora faccio come gli influencer bravi: l'ultima è quella a cui si pensa meno ma è fondamentale
1. 💪(DEFINISCI) FORZA
Bellingham testimonial assoluto di uno dei messaggi più necessari di questo mondiale
Ma se fosse vero che prendersi cura delle proprie EMOZIONI fosse il modo più gentile e potente di dare solidità alla performance?
2. ❤️🔥PERSONALITÀ
Come Holland, rimanere fedeli a se stessə.
Perché la personalità di ogni atleta è qualcosa da tutelare sempre. Le aree critiche del CARATTERE possono essere alleggerite, quelle che sono una risorsa, potenziate
3. 🧘EQUILIBRIO
Il riposo è parte integrante del ritmo, dove per RITMO intendo le routine, la consistenza, l'intensità che, per rimanere elevate, necessitano di spazi di respiro, pausa e alterità. L'ossessione blocca, l'equilibrio sostiene
4. 👑VALORE
Il VALORE NON COINCIDE CON I RISULTATI e comunque senza benessere mentale non possono proprio esserci risultati. Nient'altro da aggiungere.
5.⚡️EVOLUZIONE
Cambiare, trasformare con flessibilità, evolvere in base alle esigenze proprie, di vita, del momento. Ascoltarsi per seguire un processo che si nutre di AUTOREALIZZAZIONE e non solo di risultati
6. ⚓️SEMPRE, NON SOLO QUANDO SI È IN CRISI
Alcaraz dice per 5 anni, non 10 mesi, non 12 incontri... Questo perché la preparazione mentale non è uno strumento magico grazie al quale si impara a vincere ma è un mezzo che RINFORZA O TRASFORMA il modo in cui pensi, reagisci e performi
22/06/2026
Sicuramente uno dei miei atleti preferiti da quando l'ho visto giocare per la prima volta a Roma nel 2005
Seguito fin da allora, forse anche per questo la docuserie sulla sua carriera mi ha colpito tanto. Un vero e proprio manuale di psicologia dello sport che tratta temi giganti come lo spingersi al limite, la mentalità, i rituali, il crollo psicologico, il fine carriera, il rapporto allenatore atleta...
Ma c'è punto che per me è centrale per profondità e delicatezza ed è il dialogo che Rafa ha con il coach Moyá dopo un allenamento andato male, poco prima del ritiro
💬Moyà: "Non lamentarti. Perché non..."
💬Rafa: "Non mi aiuta per niente."
💬Moyà: "Esatto. Ti infili in un vicolo cieco. So che non è semplice divertirti così, ma ci devi provare. Non sai quanto ancora potrai allenarti così e questo è il bello.
Tra quattro o cinque anni ci ripenserai...e cavolo, vorrai tornare indietro perché non te la sei goduta. DIVERTITI, PERCHÉ SONO MOMENTI CHE NON TORNANO"
👑Rafa è sempre stato un atleta iper esigente con se stesso ma Moyà, in un momento di grande fragilità, allarga la visuale portando una prospettiva nuova, non basata sulla sopportazione del dolore o sulla resistenza alla fatica, come Rafa era solito fare, ma sulla gratitudine e la gioia di quello che può ancora vivere sul campo.
⚠️A volte gli atleti si ritrovano talmente immersi nella loro stessa pressione, nel desiderio del buon risultato, dell'occasione da cogliere, che perdono il senso e la gioia di quello che stanno facendo e vivendo.
Tenere a mente quanto sia importante apprezzare L'UNICITÀDEIMOMENTI, è PROTETTIVO per l'agonismo ma ancor di più per la propria stabilità emotiva e identitaria
16/05/2026
🧘RESET- REFOCUS- RESTART
Post liberamente ispirato all'interruzione del Game degli internazionali di e dalla prospettiva di
Nello sport ogni imprevisto che interrompe il flusso di una gara è un ostacolo fastidioso
La perdita del ritmo, dell'energia calda del corpo e della concentrazione possono generare paura di PERDERE IL VANTAGGIO o di non saperlo riconquistare
Soffermarsi sull imprevisto può creare svantaggio competitivo SE LA MENTE SI FISSA SUL FASTIDIO O SULL' INGIUSTIZIA
RISCHI: rimuginio, frustrazione, ansia, rottura del ritmo fisico e mentale, deattivazione
🪄Il suo potenziale distruttivo può essere neutralizzato cosi, GESTENDO I CONTRO
👇
🧘Accettazione immediata. Nessuna difesa, nessuna lotta. È successo, è così.
🧘Focus su ciò che va fatto alla ripresa. Quali sono le azioni successive? Cosa devo fare ORA.
🧘RICREARE UNA BUONA ATTIVAZIONE o Mantenere il ritmo attivo. Respirare, muovere il corpo, SELF TALK gentile e INCORAGGIANTE
10/05/2026
«Dimmi che non importa se vinco domani.» 🎾
In questa frase di non c'è mancanza di ambizione. C'è il grido di un atleta al limite
Quando Art () chiede a Tashi () «dimmi che non importa», sta chiedendo:
"Sarò amato a prescindere da tutto?"
Art ha imparato che lui non è abbastanza al di fuori del suo tennis, e cerca nella relazione un luogo sicuro
Ricerca all'esterno il "permesso di fallire", per ottenere ciò che non riesce a immaginare per se stesso:
POTER PERDERE SENZA SENTIRSI PERSO, SBAGLIARE SENZA SENTIRSI SBAGLIATO
Questo punto di rottura nello sport non è raro: il momento in cui un* atleta ha estremo bisogno di sentirsi visto oltre la performance
🛑Attenzione Semi-Spoiler
Quando avviene la trasformazione?
Quando Art guarda in faccia il proprio "fallimento", smette di temerlo e di essere ostaggio del proprio talento. Solo così può tornare a giocare
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Viterbo
Orario di apertura
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| Martedì | 09:00 - 20:00 |
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| Giovedì | 09:00 - 20:00 |
| Venerdì | 09:00 - 20:00 |
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