Libera Rimini
Libera Rimini è il coordinamento provinciale di "Libera. Associazioni, Nomi e Numeri contro le Mafie"
30/09/2026
23/09/2026
SARANNO CON NOI mercoledì 23 settembre al Teatro degli Atti di Rimini
11/09/2026
Ieri è morta una giovane donna coraggiosa e sofferente.
Qualcosa si è spezzato dentro la sua anima inquieta e sensibile. E qualcosa si sta spezzando anche dentro di noi, nel corpo vivo delle nostre realtà che hanno provato ad accoglierla e accompagnarla: sentiamo il dolore di una frattura che non si salderà mai del tutto.
Vogliamo adesso immaginarla come in questa foto, riunita in un grande abbraccio con la sua mamma.
Nella sua breve esistenza, Denise ha attraversato di tutto: la violenza patriarcale e mafiosa, il peso dell’abbandono, la tenerezza dell’accoglienza, la rigidità di certe regole che comunque volevano proteggerla, la gioia di diventare a sua volta mamma e la fatica di nuove responsabilità. Questo tutto, a un certo punto, è diventato troppo.
Non giudichiamo la sua storia, non innalziamola e non compatiamola. Lei non lo vorrebbe.
Denise, resterai per sempre dentro al nostro cuore e al nostro impegno. E già lo sai che scriveremo il tuo nome, accanto a quello della tua mamma, nel lungo elenco del 21 marzo: perché non c’è dubbio che siete state entrambe vittime della stessa violenza, ma anche protagoniste della stessa ribellione.
Insieme, vi ricorderemo vive.
Le parole di Luigi Ciotti e di tutt* noi per Denise Cosco, figlia di Lea Garofalo.
Parole che tengono insieme dolore, coraggio e impegno.
NO AI CPR SI AI DIRITTI
02/07/2026
🟠 Quella di oggi è una giornata importante e, per me, anche profondamente emozionante. Ho seguito il dibattito alla Camera con grande partecipazione, pensando alle donne e ai bambini che ho guardato negli occhi in questi anni e che continuo a seguire nei loro percorsi di emancipazione e di libertà. A loro è dedicato questo risultato.
è una legge che mette al centro la cultura della legalità e della responsabilità perché contrastare le mafie non significa soltanto intervenire dopo che i reati sono stati commessi, ma arrivare prima. Significa prevenire, proteggere e costruire alternative concrete per donne e minori che scelgono di rompere con i contesti mafiosi.
Abbiamo una responsabilità enorme verso queste donne e questi bambini che oggi spesso non rientrano ancora in una piena fattispecie giuridica di tutela. Questa legge unisce il diritto alla dimensione sociale, valorizza il ruolo delle istituzioni e dell’associazionismo e costruisce una rete di protezione reale. Quando la lotta alle mafie si fa davvero, partendo dalla cultura, dall’educazione, dalla possibilità di scegliere una vita diversa, allora lo Stato ha vinto. È un messaggio profondamente repubblicano: la Repubblica si prende cura delle persone più fragili, offre strumenti di emancipazione e rende effettivi i diritti.
Sono molto emozionata anche perché da questo dibattito è emersa con forza una consapevolezza condivisa: la lotta alle mafie è anche costruzione di opportunità, protezione e accompagnamento verso una vita nuova. È questa la connessione più autentica con i valori dell’antimafia sociale e costituzionale. Per questo rivolgiamo un appello a fare presto. Il Paese ha bisogno di questo strumento e queste persone non possono più aspettare. Ogni giorno ci chiedono una cosa semplice e potente insieme: poter vivere. Dotare rapidamente l’Italia di questa legge significa dare loro fiducia, sicurezza e futuro. 🟠
17/06/2026
Non solo Sud. Le sono anche qui.
✏️ La delibera del CSM dell’11 giugno individua undici Procure distrettuali situate in aree ad alta densità mafiosa - quasi tutte al Sud, con l'unica eccezione di Roma - per agevolare la nomina di magistrati con comprovata esperienza antimafia alla guida di questi uffici strategici. Un provvedimento importante che rischia però di far passare un messaggio sbagliato: la geografia della criminalità organizzata è radicalmente cambiata e non può più fermarsi al Meridione. E di conseguenza anche gli strumenti di osservazione devono evolversi. I processi contro le mafie in tutto il Centro e il Nord Italia raccontano una presenza pervasiva di organizzazioni che si sono evolute, unendo violenza a reati economici, radicandosi in profondità nei tessuti economici, sociali e culturali di tutte le regioni, come raccontano le sentenze definitive, le storie, i dati anche in Emilia-Romagna, Liguria, Piemonte, Lombardia, Veneto, Toscana e non solo.
Per questo abbiamo organizzato un'azione congiunta nelle principali piazze del Centro e del Nord Italia con l’obiettivo è favorire una maggiore consapevolezza sulla diffusione nazionale del fenomeno mafioso e sull’importanza di strumenti di analisi capaci di coglierne le trasformazioni. Perché riconoscere la mafia solo dove fa più rumore significa non riconoscerla dove è pericolosa e fa più danni.
📍 In Emilia-Romagna l’appuntamento il 18 giugno è doppio: a Bologna alle ore 12 in Piazza dei Tribunali e a Reggio Emilia alle ore 13 davanti al Tribunale in via Paterlini.
09/05/2026
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