Luigi Di Razza
✍🏼🎭📚🎬
“Faccio sempre tutto io”,
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Avere due figli a poca distanza
è come salire sulle montagne russe
e scoprire che non c’era la sbarra.
Il problema non è avere due figli, chiaramente.
È averne due che contemporaneamente
non sanno fare niente da soli.
Uno non sa mettere le scarpe.
L’altro non sa stare seduto.
Uno vuole essere preso in braccio.
E anche l’altro.
Prima ne vesti uno.
Poi vesti l'altro, ma il primo si è già tolto qualcosa.
Allora rivesti il primo, ma nel frattempo il secondo si è di nuovo spogliato.
Così, in loop.
Uscire di casa
è una prova di evacuazione.
Passeggino. Borsa.
Pannolini. Borracce.
Merende. Cambio. Giochi.
Poi arrivi in macchina e magari ti accorgi
che manca un figlio.
Quando si sveglia uno, l'altro si addormenta.
Si danno il cambio, come se avessero un accordo non scritto.
Sviluppi abilità che prima non avevi.
Prepari una cena con una mano.
Raccogli un calzino con un piede.
«Vedrai, cresceranno insieme.»
Certo. Ma prima devi sopravvivere
alla parte in cui sono piccoli, insieme.
Il tutto, condito da una costante sensazione di non riuscire a goderseli abbastanza, perché troppo impegnati a crescerli.
Perché all'inizio hai quasi paura di avergli tolto qualcosa. Tempo, attenzioni.
Un po' di voi.
Ma in realtà gli hai donato qualcuno con cui condividerà la vita.
La stessa casa.
Le stesse vacanze.
Le stesse frasi ripetute mille volte.
Poi un giorno li guardi giocare e sorridere, e ti accorgi che mentre tu cercavi soltanto di arrivare a sera,
loro stavano davvero scoprendo il mondo, l'uno accanto all'altro.
Almeno fino a quando, uno dei due,
non decide di immergere
la testa dell'altro
nel bidet.
👶 Da bambino, settembre non era di certo il mio mese dell’anno preferito.
Da genitore, ho finalmente capito perché i nostri sorridevano 😂
🏫 Bentornata scuola 😂🙏🏻
Io non so, se sono un buon padre.
So che amo i miei figli.
Ma ho capito presto che amarli
non significa automaticamente
saperli crescere bene.
Ci sono giorni in cui mi sento esattamente
il padre che vorrei essere.
E giorni in cui non mi riconosco nemmeno io.
Perdo la pazienza quando vorrei averne.
Dico cose che avrei potuto dire meglio.
A volte ci sono, senza esserci davvero.
Non so sempre quando devo insistere
e quando lasciar perdere.
Quando hanno bisogno di me
e quando devo farmi da parte.
Prima di avere figli pensavo che un buon padre fosse quello che sa sempre cosa fare.
Poi lo sono diventato e ho realizzato
che io quasi mai so davvero cosa fare.
Che non c'è nessuno che possa confermarmi
se sto facendo o meno la cosa giusta.
La cosa che mi spaventa di più non è sbagliare.
È non sapere quali dei miei errori ricorderanno.
Così ho smesso di chiedermi
come faccia un buon padre a non sbagliare.
Perché io sbaglio e continuerò a farlo.
Io non so, se sono un buon padre.
Ma so che ogni sera li guardo dormire
e penso sempre la stessa cosa:
domani voglio fare un po’ meglio di oggi.
🏡 AH, IL SILENZIO DELLA CASA SENZA FIGLI…
Ne vogliamo parlare…
o ci godiamo il momento? 😂
Voi di solito dopo quanto tempo iniziare a guardare le foto? 😂
🤵🏻♂️👰 MATRIMONIO CON FIGLI PICCOLI!
Un’esperienza da provare una volta nella vita (una e basta 😂😂).
Solo chi l’ha provato, può capire: MAI PIÙ! 😂
Ci sono tre parole che facciamo una fatica enorme a dire ai nostri figli:
“Non possiamo permettercelo.”
E allora diciamo:
“Non ti serve”
“È brutto”
“Magari un’altra volta”
Quando a volte la verità è semplicemente:
costa troppo.
Eppure non c’è niente
di vergognoso nel dirlo.
Non tutte le famiglie
possono comprare tutto.
Anzi.
Nessun genitore
dovrebbe farlo.
Abbiamo paura
che conoscano troppo presto
il peso dei soldi.
Ed è giusto proteggerli
dalle preoccupazioni degli adulti.
Ma proteggerli dalle preoccupazioni
non significa proteggerli dalla realtà.
Un bambino non ha bisogno
di sapere quanto manca
alla fine del mese.
Ma può sapere che esistono cose
che possiamo comprare,
cose per cui bisogna aspettare
e cose che, semplicemente,
non gli compreremo.
Siamo cresciuti pensando che
poter dare tutto ai propri figli
fosse la prova di essere ottimi genitori.
Il regalo.
La vacanza.
Le scarpe.
La festa.
Come se per dimostrare l’amore
servisse uno scontrino.
Un giorno capiranno
che non tutti possono permettersi
le stesse cose e che non è un problema
avere meno degli altri.
L’importante è che non confondano mai quello che hanno con quello che valgono.
Avete mai provato a comprare
dei vestiti per una bambina?
Reparto bambino: pantaloni comodi,
t-shirt larghe. Felpe, tasche.
Vestiti per fare cose.
Reparto bambina: pantaloncini più corti,
magliette più aderenti.
Perché un vestito per un bambino di 6 anni
deve essere soprattutto comodo
e quello per una bambina anche bello,
aderente, alla moda?
A 6 anni dovresti poter scegliere una maglietta perché c'è sopra il tuo animale preferito.
Non perché "ti sta bene addosso".
Bisognerebbe preoccuparsi se i pantaloni permettono di arrampicarsi.
Non se valorizzano le gambe.
Il corpo delle bambine diventa qualcosa da vestire bene, prima ancora che loro
abbiano iniziato a pensarci.
"Questo ce l'hanno tutti".
"Questo non si usa più".
Ed essere bambini inizia subito
a costare parecchio.
Perché noi adulti abbiamo questa fretta di farli vestire da grandi. Parlare da grandi.
Desiderare cose da grandi.
Siamo stati capaci di costruire un mondo
in cui persino a una bambina
vendiamo già l'idea di dover essere guardata.
Avrà tutta la vita per scoprire che qualcuno avrà sempre un'opinione sul suo corpo.
Troppo magra. Troppo grassa.
Troppo coperta. Troppo scoperta.
Almeno da bambina, lasciamole il privilegio
di non pensarci proprio.
🎅🏼 PASSATO IL FERRAGOSTO, GIÀ PENSIAMO AL NATALE!
Ma come è possibile che non siamo mai in grado di goderci il momento? Pubblicità di DIARI già a luglio, a settembre PANETTONI 🤷♂️
Basta accorciarsi la vita! O no? 😅
Non tutti i bambini
vivono la stessa estate.
Per qualcuno è:
«Finalmente niente scuola!»
Per qualcun altro:
«E adesso fino a settembre
come facciamo?»
Perché la scuola chiude
quasi tre mesi.
Gli uffici no.
I negozi no.
Le fabbriche, no.
E tuo figlio ha circa 90 giorni di vacanza.
Tu, se sei fortunato, forse 15.
E in qualche modo bisogna coprire gli altri 75.
“Una settimana con mamma.
Una con papà.
Due coi nonni”.
Poi ci sono i campi estivi.
Bellissimi. Sport, piscina, laboratori, natura.
A volte manca solo una cosa:
la possibilità di pagarli.
Una volta l’estate era:
“Scendi a giocare e torna per cena.”
Oggi per far giocare tuo figlio
dalle 16 alle 18 serve praticamente
un project manager.
E allora provi ad incastrare.
Ferie. Permessi. Smart working.
Baby-sitter. Amici. Parenti.
Ad agosto non sei più un genitore.
Sei diventato il direttore responsabile della logistica di Amazon per l’Asia.
Quei tre mesi di vacanza
sono uguali per tutti
solo sul calendario.
Perché per alcuni bambini
l’estate è una possibilità.
Per altri dipende dalle possibilità dei genitori.
Dal loro tempo. Dal loro lavoro. Dai loro soldi.
E a settembre torneranno tutti nella stessa classe. Ma qualcuno avrà “vissuto” tre mesi.
Qualcun altro li avrà visti
semplicemente passare.
✨LE STELLE CADENTI QUANDO HAI FIGLI!
Andiamo in spiaggia a vedere le stelle che ci rilassiamo! Certo! Tutto molto bello (in teoria) 😂
Ormai è tutto un lontano ricordo! Voi che dite?
Ci avete provato? 😅
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