Espressione
CONSULTORIO DI PSICOTERAPIA PSICOANALITICA E ISTITUZIONALE
per il trattamento del disagio psichico.
Il Progetto ESpressione nasce nel 2009 da un’idea di Antonio Maiolino, psicoanalista, che è riuscito a conciliare la dimensione soggettiva della psicoanalisi, cognizione di vita prima ancora che professionale, alla dimensione sociale e istituzionale. Il Progetto ha preso vita in diverse forme nel corso degli anni, costituendosi come équipe di professionisti il cui lavoro concilia teoria e metodo, in una prospettiva di ricerca volta all'approfondimento, accoglienza e trattamento del disagio psichico.
20/07/2026
La mia follia - Clementino
Da tempo immemore l'uomo sa che la parola fornisce sollievo. In questo caso, più precisamente, che la parola di un altro guarisca ogni ferita. La clinica suggerisce un quadro leggermente diverso. La psicoanalisi ha valorizzato la parola, soprattutto se frutto di distrazione o errore. Allora "sorridi che la vita ti sorride", "be positive", non sortiscono l'effetto sperato. Sono solo un tentativo di tacere quel dolore, di coprire un vuoto con parole vuote che rendono la persona inadeguata con la sua sofferenza e intimamente incompresa, in ragione di essa. Nessuno deve sentirsi alieno perché sente e patisce. Nessuna parola scioglierà mai il nodo della sofferenza, se quella parola non proviene da chi soffre nel tentativo di dare un senso al marasma interiore, svelandone la sua più profonda radice.
09/07/2026
The Big Bang Theory - 2007
Fu Freud, nel 1914, a descrivere ciò che spesso accade in terapia: nonostante il lavoro proceda e impegni il soggetto in una scoperta di sé, la terapia viene abbandonata per investire in un rapporto amoroso, decretato quale rinnovato luogo di cura. La terapia può rappresentare un sostegno per rimettersi in piedi, anche se questo è sovrapposto a un rimettersi in gioco per la ricerca di un nuovo partner, il più delle volte non dissimile dal precedente. L'alternativa è la prosecuzione di un viaggio che la persona fa, preservando il suo bagaglio, incuriosendosi di quello che vi contiene e potendo, per quanto complicato, optare per scelte diverse, persone diverse, una vita diversa.
06/07/2026
In un tempo in cui il corpo è iperinvestito in salute (con l'esercizio fisico) e in malattia (i sintomi) la parola è in crisi. A nostre spese, senza un racconto il dolore è tappato, incapsulato, incistito. Il senso di vuoto diviene un vuoto di senso. La risposta più naturale è tapparlo per non sentirlo più. Se non c'è pensiero o parola, il vuoto sparisce. Allora, armati di routines piene di impegni, tapis roulant e musica di sottofondo, scacciamo il turbamento. Nel silenzio della notte, fa di nuovo la sua comparsa. Inutile produrre richieste incessanti all'esterno per avere un'anestesia alla sofferenza. Se quel vuoto è vivo. richiede un senso, accompagnato da parole, diventa spazio di pensiero. In un racconto, diventa storia. E la storia aiuta a ritornare al vento che ci ha fatto cadere, per prepararci al suo inevitabile secondo soffio.
25/06/2026
Le pagine della nostra vita - 2004
Prima ancora "tu non sai quello che vuoi". E se tu non sai, nei tempi moderni, qualcuno lo sa al posto tuo. Il segreto per la felicità è essere sentimentalmente impegnati e guadagnare. Il dilemma non è se fare il medico, l'avvocato o l'ingegnere. Il dilemma è se, e in che misura, ascoltare il proprio desiderio. O più semplicemente ascoltarsi. Per fare questo, dobbiamo rischiare di perderci, lasciare quella segnaletica che indica la retta via (per gli altri) per scoprire quella più retta per noi. Per fare questo, però, bisogna scomodare il pensiero, essere ascoltati senza giudizio e ricordare di non essere "vasi da riempire, ma un fuoco da accendere" (Plutarco).
18/06/2026
The Big Kahuna - 1999
Trascorriamo una vita intera a sbirciare opportunità, invidiare chi le coglie e maledire chi, secondo noi, sabota i piani. È così che Freud ha introdotto la nevrosi. Non è una malattia, è una condizione umana tesa al sacrificio del proprio desiderio. Una condizione che incontra ostacoli alla realizzazione personale prima e al rimpianto poi. Non c'è modo di ovviare a questa condizione, se non attraverso un lavoro su se stessi. Non si tratta di imparare a vivere meglio, ma di rendere meno misteriosa la nostra natura. Si tratta di rendersi più padroni di noi stessi, dal momento che la psicoanalisi ci ha svelato che per natura non lo siamo. L'alternativa può essere trovare qualcuno che promette di essere il nostro porto sicuro, non senza un costo. Un lavoro personale fa diventare noi stessi quel porto sicuro.
#1999
15/06/2026
Io - Marracash
Donald Winnicott (1896-1971), psicoanalista e pediatra, sostiene che il lattante guardando il volto di chi lo allatta può vedere, nei suoi occhi, se stesso e il desiderio della madre. La sfida evolutiva sarà riuscire a vedere se stessi senza piegarsi eccessivamente al desiderio di qualcun altro. Una quota di bugia è necessaria per stare al mondo. Una bugia può dirci chi siamo, al principio. Il falso sé è questa condizione iniziale. In molti casi, diventa la nostra prigione e un'abitudine di stare al mondo che non ci consente di accedere alla nostra verità, al nucleo più autentico di cui siamo costituiti. In questo modo possiamo leggere i continui fallimenti in un progetto lavorativo o universitario che non ci appartiene completamente. La terapia è una fiaccola in quell'antro buio dove abbiamo relegato le nostre ambizioni. Come l'epilogo della canzone, l'effetto finale è riconoscere la bugia nella quale si è vissuti e provare a scorgere nuovi, incredibili e insoliti scenari.
28/05/2026
Berlino - 2023
La psicoanalisi svela che l'oggetto d'amore soddisfa il soggetto non solo per le sue qualità, ma soprattutto perché si offre come tappo alla sofferenza di una zona scoperta. Un tempo vi era un oggetto che soddisfaceva ogni bisogno senza che il lattante fosse conscio che qualcuno al di fuori di lui, operasse per il suo soddisfacimento. Questa umiliazione dura a digerire trova la sua soluzione in un partner che colmi la sensazione di vuoto esperita in origine. La stessa società ritiene che questa presenza completi ogni essere umano. Una volta trovato l'oggetto d'amore si è restii a perderlo: soddisfa la persona e alimenta l'immagine che restituisce alla società. Una volta perduto, il vuoto e l'inadeguatezza per aver tradito l'aspettativa sociale pervadono il malcapitato. La terapia è il luogo in cui elaborare la perdita e ridimensionare la ricerca disattesa di qualcuno che calmi e colmi. In terapia quella caduta può rendere la persona davvero libera e capace di contare sulle potenzialità, finora mascherate.
25/05/2026
Cambio stagione – Ron
Come quando a scuola si diceva: "è intelligente ma non si impegna". Siamo piuttosto avvezzi a scegliere l'alternativa meno gravosa, a mantenere quella modalità di risparmio energetico che salvaguardia gli sprechi. Poi più avanti negli anni, capiamo quanto sia importante sprecarsi, usare quell'intelligenza per impegnarsi per non avere troppi rimpianti e rimuginarvi a più riprese. In terapia, a prescindere dall'età, un bilancio diviene necessario. Il malessere è associato a obiettivi non realizzati, agli errori, alle distrazioni. Ognuno di essi assume un senso. Ognuno di essi può alimentare la paura di avanzare e la tentazione a restare fermi. Quale sia il freno al progresso non si può dire a priori. Nella propria storia, in quel preciso momento, si verificano le condizioni per inibire ogni passo. Ma quell'inibizione, se scovato il suo senso più profondo, può essere soltanto un punto di partenza per riprendere presto il cammino.
21/05/2026
Pensavo fosse amore… invece era un calesse - 1991
Siamo cresciuti con l'idea di un amore che non vale se non ci fondiamo fino a perderci. Un amore che cambia quasi i connotati. Troisi traccia lo statuto di certe relazioni amorose in cui i continui compromessi diventano una sempre più sacrificata libertà. E quella corda che ci lega non può che arrendersi al destino di spezzarsi. In terapia, questa rottura è l'occasione per domandarsi quale legame si sta rivendicando. Questa crepa può essere il pretesto per imparare a stare da soli senza sentire il vuoto laddove si creano degli spazi. Sono spazi necessari per respirare e perché ognuno possa, piuttosto che perdersi, conservare la propria identità. Non c'è amore senza libertà. E noi possiamo imparare a preservarlo senza soffocarne gli spazi vitali.
18/05/2026
Blu jeans – Calcutta ft Franco 126
Una vera e propria denuncia alla finzione di una perfezione possibile, unitamente al forzato sorriso da indossare anche quando una tempesta ha travolto la nostra casa e siamo senza un tetto sotto il quale ripararci. “Dobbiamo essere sicuri e non avere titubanze”, recitano alcuni slogan. “Sorridi e la vita ti sorride”, decantano altri. Chi vive invece vicende per le quali quella curva sul volto fatica ad uscire non si ritrova in questi manifesti. Perché per apprezzare la vita, bisogna anche fare spazio al proprio dolore. La terapia è una preziosa opportunità di soffrire senza ricevere un giudizio. È il posto che, più di tutti, legittima l'insicurezza dei tempi moderni in cui il dolore è messo su una scala di valori: se c'è chi sta peggio di te, devi tacere. In terapia parla il taciuto perché ognuno, nella maniera che più gli appartiene, possa trovare la strada per una serenità, ma non senza schiarire le insidie che lo tormentano. Ciò che rifiutiamo, ritorna sotto altre forme. La psicoterapia è prevenzione.
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Indirizzo
Via Eduardo Suarez, 10
Naples
80129
Orario di apertura
| Lunedì | 09:00 - 20:30 |
| Martedì | 09:00 - 20:30 |
| Mercoledì | 09:00 - 20:30 |
| Giovedì | 09:00 - 20:30 |
| Venerdì | 09:00 - 20:30 |
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