In-format
Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di In-format, Giornalista, Modena.
IN DIALOGO CON I LETTORI
Siamo impegnati a scrivere e fornire notizie, interviste, reportage e immagini, per un informazione seria, attenta, con l'obiettivo di promuovere il territorio privo di un giornalismo aggressivo e scandalistico.
09/10/2026
SAN FELICE: IL SINDACO RINGRAZIA L’AGENTE RIMASTO FERITO
“ Desidero ringraziare a nome mio personale e di tutta la comunità, l’agente della Polizia locale che è rimasto ferito, per fortuna in modo non grave a San Felice sul Panaro, lo scorso 8 ottobre – ha dichiarato Michele Goldoni, sindaco di San Felice e assessore alla Polizia locale dell’Unione Comuni Modenesi Area Nord – il nostro operatore non solo ha garantito la sicurezza di alunni e genitori nei pressi della scuola, ma poi ha anche inseguito la persona che lo aveva investito, consentendone l’identificazione. Ancora una volta si conferma la straordinaria professionalità degli agenti del nostro Corpo unico di Polizia locale, l’abnegazione con cui svolgono il proprio lavoro e il ruolo determinate che ricoprono nel garantire la sicurezza del territorio».
09/10/2026
AL VIA GLI ERASMUS DAYS, A MODENA UNA SETTIMANA PER CRESCERE CON L’EUROPA
Dal 12 al 17 ottobre un calendario di eventi con scuole e partner del territorio: al centro competenze, cooperazione e opportunità del programma Erasmus+
Sei giorni per raccontare l’Europa attraverso le esperienze di studenti e insegnanti: da lunedì 12 a sabato 17 ottobre Modena partecipa alla decima edizione degli Erasmus Days, la manifestazione internazionale dedicata al programma Erasmus+, con un calendario di iniziative che coinvolge scuole e istituzioni del territorio. Sei giorni pensati per raccontare esperienze, condividere risultati e avvicinare nuovi pubblici alle opportunità offerte dall’Unione europea nel campo dell’istruzione, della formazione e della cooperazione.
Il tema scelto per il 2026 - “Imparare e crescere: competenze per il futuro” (Learning and growing: skills for tomorrow) - si inserisce nel percorso avviato dalla Commissione europea con l’iniziativa sull’Unione delle competenze e richiama l’attenzione sul valore delle conoscenze di base, sulle competenze digitali e di cittadinanza, e sul ruolo centrale di insegnanti e formatori nel costruire percorsi educativi all’altezza delle trasformazioni in corso. In questa prospettiva, gli Erasmus Days offrono un terreno di confronto aperto a chi guarda all’Europa come occasione di crescita personale, educativa e professionale.
Il programma modenese, realizzato in collaborazione con il centro Europe Direct Modena del Comune, vede il coinvolgimento diretto di istituti scolastici della città e della provincia insieme a partner regionali. Le iniziative si sviluppano tra momenti di incontro, scambio e formazione, dando spazio alla varietà delle esperienze attivate grazie a Erasmus+ e a communities europee come eTwinning.
Ad aprire il programma, lunedì 12 e mercoledì 14 ottobre alle 9, nella Galleria Europa di Piazza Grande 17, sono due appuntamenti promossi dall’Istituto comprensivo Sassuolo 2° Nord, dedicati alla scoperta della cittadinanza europea e ai valori del programma Erasmus+. Gli incontri offrono agli studenti più giovani l’occasione per riflettere sul significato dell’essere cittadini europei, anche attraverso le testimonianze di coetanei che hanno già vissuto esperienze di mobilità.
Martedì 13 ottobre, sempre alle 9 alla Galleria Europa, il Liceo Matilde di Canossa di Reggio Emilia propone una mattinata di confronto tra studenti italiani e spagnoli coinvolti in un progetto eTwinning, la piattaforma europea che favorisce la collaborazione tra scuole. Un dialogo diretto che mette al centro la dimensione internazionale dell’apprendimento e il valore delle relazioni costruite attraverso gli strumenti digitali.
Giovedì 15 ottobre alle 14.30 l’attenzione si sposta all’Istituto Venturi di via dei Servi 21, che ospita l’incontro “Connecting cultures, creating future”, dedicato ai percorsi di internazionalizzazione realizzati grazie a Erasmus+. Studenti e docenti condividono esperienze, attività e risultati attraverso workshop tematici legati alle diverse destinazioni europee, offrendo uno sguardo concreto sulle competenze maturate nei contesti di mobilità.
Giovedì 16 ottobre alle 9.30 il Liceo classico e linguistico Muratori San Carlo accoglie in via Cittadella 50 una giornata di formazione e confronto rivolta al personale scolastico, promossa insieme agli Ambasciatori Erasmus+ Scuola dell’Ufficio scolastico regionale per l’Emilia-Romagna. L’iniziativa approfondisce le opportunità offerte dal programma, le modalità di progettazione e le buone pratiche maturate negli anni, con un’attenzione particolare alla costruzione di percorsi di qualità e alla condivisione delle esperienze.
Nel loro insieme, gli appuntamenti modenesi delineano un quadro articolato di ciò che Erasmus+ rappresenta oggi per il mondo della scuola: mobilità internazionale, collaborazione tra istituti, educazione alla cittadinanza europea, formazione dei docenti e sviluppo di competenze linguistiche, digitali e sociali. Un patrimonio di esperienze che contribuisce a rafforzare la dimensione europea dell’educazione e a costruire relazioni durature tra territori, comunità e istituzioni.
A sua volta, il centro Europe Direct Modena accompagna questo percorso offrendo supporto e strumenti alle scuole, favorendo la conoscenza delle opportunità europee e sostenendo la progettazione. Il programma completo e gli aggiornamenti sono disponibili nella pagina dedicata sul sito del Comune di Modena.
09/10/2026
DA SABATO 10 OTTOBRE Thunder Town, San Felice s/P.
Due giorni tra cinema, fotografia e oltre 200 figuranti. Ma dietro la spettacolarità c’è un messaggio preciso: raccontare i cambiamenti climatici e le conseguenze delle scelte che facciamo oggi. Nel progetto anche un omaggio allo scenografo Roberto Gavioli
Per due giorni San Felice sul Panaro diventerà una città post-apocalittica. Ma dietro la polvere, le auto, le scenografie e gli oltre 200 figuranti di “Thunder Town – Choose your future”, in programma il 10 e 11 ottobre, c’è una domanda molto concreta: quale futuro stiamo costruendo?
È questo il filo conduttore emerso questa mattina durante la conferenza stampa di presentazione dell’evento, che porterà nel centro storico un grande set cine-fotografico ispirato alla saga di Mad Max, ma utilizzato per affrontare un tema tutt’altro che fantascientifico: cambiamenti climatici, acqua, ambiente e risorse.
L’assessore alla Cultura Elettra Carozzino ha spiegato che Thunder Town rappresenta il punto di arrivo di un percorso iniziato già nei primi mesi dell’anno attraverso conferenze e iniziative dedicate all’ambiente. L’idea è partire dall’immaginario cinematografico di una realtà sconvolta dalla scarsità di acqua e di risorse per arrivare a una riflessione sulla realtà contemporanea.
«Quarant’anni fa poteva sembrare fantascienza, è stato il senso del suo intervento, oggi alcune di quelle situazioni sono invece davanti ai nostri occhi». Il cambiamento climatico, ha sottolineato, non riguarda soltanto l’ambiente, ma può avere conseguenze anche sugli equilibri sociali e politici, sulle migrazioni e sulle scelte quotidiane delle persone. Da qui il sottotitolo “Choose your future”: non una semplice scenografia post-apocalittica, ma l’invito a interrogarsi sulle scelte che possono contribuire a modificare o almeno mitigare ciò che ci aspetta.
A raccontare come è nato concretamente Thunder Town è stato il direttore artistico Roberto Gatti, che ha ricordato la lunga esperienza degli organizzatori negli eventi fotografici e spettacolari realizzati a San Felice, dal Magico Carnevale a Sepulcrum, fino alle iniziative che hanno portato in paese fotografi e appassionati da molte parti d’Italia. Quest’anno la sfida è stata ancora più complessa. Venuta meno la disponibilità degli spazi utilizzati in passato per costruire le grandi scenografie, l’idea iniziale sembrava destinata a fermarsi. Poi, quasi per caso, la riscoperta dei DVD di Mad Max ha fatto ripartire il progetto. «Ci siamo chiesti se fosse possibile farlo senza la Del Monte», ha raccontato Gatti. La risposta è arrivata grazie a una rete di contatti e alla disponibilità di mezzi e materiali: autobotti, auto danneggiate, veicoli e oggetti reali diventeranno parte delle scenografie.
Ed è proprio questo uno degli elementi caratterizzanti di Thunder Town: non un semplice set costruito artificialmente, ma un ambiente nel quale i fotografi potranno trovare vere location, mezzi e materiali capaci di restituire un’atmosfera post-apocalittica. Un lavoro enorme, costruito anche attraverso il recupero. Vecchie stoffe trasformate in scenografie, legno riutilizzato, colori recuperati e materiali che avrebbero rischiato di essere buttati. Anche la costruzione dell’evento diventa così coerente con il messaggio ambientale che vuole trasmettere.
Per Luca Monelli presidente presidente del Photoclub Eyes È.F.I., Thunder Town è innanzitutto anche un grande appuntamento per i fotografi, nel solco della tradizione di San Felice. Ma le fotografie saranno soltanto una parte di un progetto molto più ampio. Durante i due giorni saranno visitabili diverse mostre, dalla documentazione fotografica del terremoto del 2012 realizzata da Luca, Roberto e Vanni Monelli, alla mostra “Nature is Coming”, fino al backstage di Thunder Town. Ci sarà poi uno spazio dedicato a Roberto Gavioli, con fotografie, attrezzature e materiali utilizzati dallo scenografo per realizzare le sue grandi costruzioni.
Tre invece i concorsi fotografici: “Thunder Town”, “Obiettivo Acqua” e il concorso Instagram. Quest’ultimo guarda anche alla capacità dei social di moltiplicare la visibilità dell’evento, attraverso le immagini scattate e condivise dai partecipanti. Domenica mattina è previsto inoltre il workshop Fujifilm con Alex Liverani, già sold out, mentre nel pomeriggio il grande spettacolo vedrà protagonisti oltre 200 figuranti.
Un’altra novità sarà l’esposizione di numerose auto americane, curate da Simona Mazzali, con vetture dagli anni Settanta agli anni Novanta, mezzi militari e auto legate all’immaginario cinematografico.
Ci saranno anche modelli particolari ispirati a film diventati cult, tra cui la vettura dei Blues Brothers e quella di Ritorno al futuro. Un modo, ha spiegato Mazzali, per coinvolgere un pubblico diverso e aggiungere un altro elemento spettacolare alla manifestazione.
Un evento di queste dimensioni richiede però anche un’importante macchina organizzativa. L’ingegnere Francesco Pullette ha posto l’attenzione sulla sicurezza, spiegando come siano state mappate le aree del paese, individuati i punti di accesso e organizzati i presidi necessari per gestire pubblico, figuranti, scenografie e mezzi.
Un lavoro che coinvolge anche la Polizia Locale e che richiede la collaborazione dei cittadini e dei commercianti, chiamati a contribuire alla gestione di un fine settimana inevitabilmente particolare per il paese.«La sicurezza non deve essere vista come un appesantimento burocratico», è stato il concetto espresso durante la conferenza, «ma come ciò che permette a un evento di rimanere una festa».
E poi c’è Roberto.
Roberto Gavioli è morto improvvisamente mentre il progetto era già in costruzione. La notizia ha segnato profondamente il gruppo di lavoro. Era una presenza costante negli eventi di San Felice, uno scenografo capace di inventare, costruire e soprattutto recuperare materiali trasformandoli in qualcosa di nuovo.
Gli organizzatori hanno raccontato che, dopo un primo momento di smarrimento, hanno deciso di andare avanti anche per lui. Alcune strutture che aveva già cominciato a realizzare saranno infatti parte di Thunder Town e una mostra ne racconterà il lavoro. Il suo modo di lavorare, basato sul recupero e sul riutilizzo, si inserisce del resto perfettamente nel messaggio di questa edizione.
San Felice arriverà così al 10 e 11 ottobre con un evento che nasce dall’immaginario di un mondo distrutto, ma che vuole parlare del presente. Un grande gioco di cinema, fotografia e spettacolo che, dietro la ruggine e le atmosfere post-apocalittiche, propone una riflessione molto reale.
Due giorni, dunque, per guardare un possibile futuro attraverso la fotografia e lo spettacolo, ma anche per ricordare che alcune delle scelte che determineranno quel futuro si fanno già oggi.
09/10/2026
Riceviamo e pubblichiamo
COSTELLAZIONI, PLATIS-FONTANA-BOTTI (FI): “SONO STATI FATTI I LAVORI ANTINCENDIO ALLE COSTELLAZIONI? NE VA DELLA SICUREZZA DI CENTINAIA DI PERSONE. INTERROGAZIONE DI GASPARRI AL SENATO”
“Prefettura e Vigili del Fuoco facciano immediatamente chiarezza sulla sicurezza antincendio delle Costellazioni. Esiste un documento ufficiale che dimostra che nel 2023 fu presentato un progetto per ripristinare l’impianto automatico di rivelazione incendi. Quel progetto fu approvato, ma il parere dei Vigili del Fuoco non era la SCIA e non certifica da solo quale sia oggi la situazione dell’edificio. Vogliamo sapere cosa è successo dopo, se il privato ha effettuato i lavori. Sul caso abbiamo interessato anche il senatore Maurizio Gasparri che presenterà un’interrogazione al Senato”.
Lo dichiarano Antonio Platis, responsabile regionale Organizzazione di Forza Italia, Enrico Fontana, commissario provinciale di Forza Italia Modena, e Giovanni Botti, segretario cittadino di Forza Italia Modena.
“Nel 2023 – aggiunge il sen. Maurizio Gasparri - venni personalmente in via delle Costellazioni e dissi che quella realtà rappresentava la dimostrazione del fallimento e della contraddizione delle politiche di accoglienza portate avanti a Modena e in Emilia-Romagna. A distanza di tre anni emergono nuovi elementi che meritano risposte immediate, questa volta sul terreno ancora più delicato della sicurezza antincendio. Per questa ragione presenterò un’interrogazione al Ministero dell’Interno per sapere se il gestore ha tutti le carte in regola per svolgere questi servizi.”
“La documentazione raccolta – spiegano gli azzurri Platis, Fontana e Botti - è molto precisa. Si tratta della pratica PI n. 45212, riferimento SUAP 369068/2023/2852, intestata a HYMA Srl per via delle Costellazioni 170. L’istanza fu ricevuta dai Vigili del Fuoco il 17 ottobre 2023, protocollo 20456, e aveva come oggetto il ‘ripristino dell’impianto di rivelazione automatica d’incendio a servizio del fabbricato’. La struttura veniva classificata alla voce 66.4.C, strutture ricettive e simili con più di 100 posti letto”.
Nel documento c’è una prescrizione inequivocabile: ‘Prima di avviare l’esercizio dell’attività, il responsabile è tenuto a presentare segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) presso questo Comando’.
Da qui – incalzano gli azzurri - partono le nostre domande che non hanno trovato riscontro in altri accessi: i lavori previsti dal progetto sono stati realmente eseguiti? L’impianto e i rilevatori di fumo sono stati ripristinati? La SCIA è stata poi presentata? Quando, con quale protocollo e con quale esito? Sono stati effettuati i successivi controlli e adempimenti previsti?”.
“Abbiamo il ragionevole dubbio - almeno secondo la documentazione che ci è stata messa a disposizione - che gli interventi previsti possano non essere stati completati e proprio per questo abbiamo chiesto formalmente accertamenti, anche in merito alla durata e alla scadenza delle autorizzazioni antincendio sia ai VVFF sia alla Prefettura. Abbiamo coinvolto nella segnalazione anche l'autorità prefettizia, visto che alle Costellazioni opera un Centro di accoglienza straordinaria a cui era stato affidato il servizio accoglienza straniera. La questione è ancora più delicata perché nello stesso edificio convivono diverse forme di assistenza. Per giunta, nel marzo scorso, lo stesso Comune ha inoltre annunciato la prospettiva di riqualificazione dello stabile con il cambio di proprietà, anche sotto il profilo impiantistico.
La nostra preoccupazione immaginiamo non possa che essere condivisa da tutti. Quando centinaia di persone vivono nello stesso palazzo, comprese famiglie, bambini e richiedenti asilo inviati nell’ambito dell’accoglienza pubblica, non può rimanere nemmeno un punto interrogativo sulla sicurezza antincendio. Non chiediamo rassicurazioni verbali, ma verifiche sul posto. Grazie anche all’intervento del sen. Gasparri ci aspettiamo certezze sul fatto che le Costellazioni siano pienamente in regola sotto il profilo antincendio."
09/10/2026
SPESE VETERINARIE, UN CONTRIBUTO COMUNALE PER GLI OVER 70
Dal Comune arriva un altro contributo destinato ai cittadini over 70, che vivono da soli o in coppia e che si prendono cura di un animale da compagnia.
L’Amministrazione di Maranello ha infatti finanziato, con risorse proprie, un nuova iniziativa finalizzata a dare un piccolo aiuto sulle spese veterinarie, in una fascia di età nella quale solitamente la presenza di un cane o di un gatto rappresenta un elemento fondamentale nella propria quotidianità.
Ai fondi stanziati possono accedere, fin da ora, i cittadini con ISEE inferiore a 15mila euro che hanno superato i 70 anni (entrambi, nel caso si tratti di una coppia): occorrerà presentare la richiesta entro il 19 novembre (fino alle ore 13.00).
Il contributo verrà erogato sotto forma di rimborso e ammonta a 120 euro per ogni animale, a fronte di una spesa uguale o superiore a questa cifra. Le richieste potranno essere inoltrate a partire da giovedì 8 ottobre ed entro giovedì 19 novembre (fino alle ore 13.00).
“Un animale da compagnia può essere un punto di riferimento emotivo molto importante per chi non è più in età lavorativa e ha figli ormai adulti che vivono altrove - commenta Davide Nostrini, Assessore al Welfare -. A questi cittadini abbiamo voluto dare un minimo di supporto, legandolo all’ISEE, proprio perché sappiamo quanto possono incidere su un bilancio familiare, in alcuni casi, le spese veterinarie”.
Per richiedere il finanziamento - disponibile fino ad esaurimento del fondo - basterà compilare il modulo (info e documentazione ed allegare la fattura o lo scontrino di pagamenti già sostenute per spese veterinarie tra il 1° gennaio e il 19 novembre 2026 con modalità tracciabili (es. carte, bancomat, bonifico, etc…).
La documentazione potrà poi essere inviata a [email protected] o consegnata di persona presso l’Ufficio Servizi Sociali (Viale Vittorio Veneto 9) dopo aver fissato un appuntamento allo 0536-240016.
Sempre tramite appuntamento, è possibile essere supportati dagli operatori comunali del medesimo ufficio per tutto ciò che riguarda la presentazione della richiesta.
Il contributo verrà poi rimborsato dal Comune tramite bonifico, secondo le coordinate bancarie indicate dal cittadino nel modulo di richiesta.
08/10/2026
MIRANDOLA SI TINGE DI ROSA: DOMENICA LA CAMMINATA PER LA PREVENZIONE
Domenica 11 ottobre alle ore 10.00 a Mirandola si terrà una camminata non competitiva aperta a tutti, dedicata alla prevenzione dei tumori femminili.
Partenza dal Gazebo in Piazza Costituente, presso la Chiesa La Madonnina.
Un’occasione per stare insieme, promuovere la salute e ricordare l’importanza della prevenzione. 💗
👚 Si consiglia di indossare una maglietta rosa! Al termine, ristoro offerto da Coop Alleanza 3.0
08/10/2026
QUALE OSPEDALE PER LA NOSTRA COMUNITA'? A MIRANDOLA UN'ASSEMBLEA PUBBLICA E UNA SALA GREMITA RIAPRE IL CONFRONTO SUL FUTURO DELLA SANITA'.
A Palazzo Vischi un’assemblea pubblica molto partecipata: sul tavolo posti letto, personale, servizi, viabilità, sostenibilità economica ed il futuro rapporto tra Mirandola e il nuovo ospedale di Carpi
Non c’erano sedie sufficienti per tutti, a Palazzo Vischi: ieri sera molte persone hanno seguito l’assemblea pubblica sull’ospedale rimanendo in piedi. Un dato che, al di là delle diverse posizioni espresse, racconta quanto il tema della sanità sia sentito dai cittadini della Bassa modenese. Ad introdurre e coordinare gli interventi è stato l’ex sindaco Luigi Costi, che ha accompagnato il pubblico attraverso un confronto, nel quale si sono susseguite esperienze e punti di vista differenti.
Sul palco la prof.ssa Nicoletta Arbizzi, il dottor Sergio Penitenti, il dottor Stefano Toscani, Ubaldo Chiarotti, Giorgio Cavazza e il dottor Stefano Cencetti, già direttore generale dell’Azienda Policlinico di Modena. Il tema non era soltanto il futuro dell’ospedale di Mirandola, la domanda posta dall’assemblea era più ampia: quale modello sanitario può garantire nei prossimi anni cure adeguate, servizi efficienti e accessibilità a una popolazione che invecchia e che vive in un territorio dove gli spostamenti verso Carpi e Modena non sono affatto semplici?
Il primo intervento è stato quello del dottor Sergio Penitenti, che ha affrontato la situazione dell’ospedale portando dati numerici precisi sulla progressiva riduzione dell’attività. I posti letto ed i ricoveri risultano più che dimezzati dal 2012, anno del terremoto. Unico ospedale della provincia a subire un tale ridimensionamento!
Nel corso della sua relazione ha dimostrato come negli anni l’ospedale di Mirandola abbia visto ridursi progressivamente gran parte della propria capacità operativa. Particolare attenzione è stata dedicata al Pronto Soccorso, uno dei servizi maggiormente esposti alle difficoltà, determinate dalla pressione assistenziale e dalla scarsa disponibilità di personale. Penitenti ha rivolto anche un appello ai cittadini: quando si entra in Pronto Soccorso, ha sottolineato, è necessario comprendere che gli operatori stanno lavorando già al massimo, con scarse risorse disponibili e che spesso non possono fare più essendo costantemente in carenza di organico. Un richiamo, quindi, a non confondere le difficoltà del sistema con la responsabilità dei professionisti.
A seguire, ha preso la parola il dottor Stefano Toscani, che ha allargato il ragionamento, partendo dall’esperienza maturata negli anni nell’ospedale e dalla trasformazione dei bisogni sanitari. Il problema, secondo Toscani, non può essere affrontato solo attraverso il numero dei posti letto. La popolazione sta cambiando, aumenta l’età media e crescono le persone con patologie croniche e multiple. Quindi non servono solo servizi chirurgici ad alti volumi, ma resta fondamentale mantenere i servizi Internistici: Medicina, geriatria, Cardiologia, Pneumologia, Riabilitazione ecc. Il sistema inoltre deve essere in grado di garantire percorsi assistenziali integrati, nei quali ospedale e territorio lavorano insieme. Toscani ha posto inoltre l’accento sulla necessità di valorizzare il personale sanitario. Un ospedale, ha ricordato, non è soltanto una struttura fisica: sono soprattutto le persone che vi lavorano a creare la qualità. Da qui la necessità di un progetto capace di motivare i professionisti, offrire ambienti di lavoro adeguati, aggiornamenti continui, per garantire servizi ottimali.
Più orientato al tema della programmazione sanitaria e territoriale l’intervento di Ubaldo Chiarotti, che ha messo a confronto differenti modelli organizzativi. Partendo dai dati relativi ai posti letto dell’Area Nord e della provincia, Chiarotti ha affrontato il rapporto tra dimensione delle strutture, costi, efficienza e qualità dei servizi. La sua tesi è che strutture ospedaliere troppo piccole possano avere maggiori difficoltà a contenere i costi, ad attrarre specialisti e garantire casistiche sufficientemente ampie. Al contrario, una struttura di dimensioni maggiori può consentire economie di scala e una maggiore concentrazione di competenze e tecnologie. Da qui la riflessione sull’ipotesi di un ospedale unico dell’Area Nord, tema che Chiarotti sostiene da tempo. Ma, nel suo intervento, la questione non riguarda soltanto la dimensione della struttura. Centrale è anche la sua collocazione geografica. Un ospedale, secondo Chiarotti, dovrebbe essere progettato considerando la distribuzione della popolazione, la rete viaria, i collegamenti con le infrastrutture esistenti e soprattutto i tempi necessari per raggiungerlo. Il rischio, ha evidenziato, è che una collocazione non baricentrica possa penalizzare proprio il nostro territorio.
Stefano Cencetti ha portato il ragionamento su un piano ancora più ampio, collegando il futuro della sanità ad una delle realtà economiche e scientifiche più importanti del territorio modenese: il distretto biomedicale. L’idea proposta è quella di costruire un ecosistema nel quale sanità, università, ricerca, imprese e istituzioni possano collaborare per trasformare le competenze scientifiche e tecnologiche in innovazione applicata. Cencetti ha ricordato esperienze e progetti sviluppati negli anni sul territorio modenese ed ha sottolineato la possibilità di rafforzare ulteriormente il rapporto tra attività sanitaria, ricerca e industria ed ospedale del territorio. In questa prospettiva, l’ospedale non sarebbe soltanto il luogo nel quale si cura una persona, ma potrebbe diventare anche un punto di riferimento per la ricerca clinica, l’innovazione tecnologica e la valutazione delle nuove tecnologie sanitarie. Un modello nel quale il valore di una tecnologia non viene misurato soltanto dal suo costo, ma anche dalla sua capacità di produrre risultati migliori per il paziente e, nel tempo, per l’intero sistema sanitario.
Anche Giorgio Cavazza, tra i promotori e partecipanti alla serata, ha richiamato il ruolo della politica e della partecipazione. Nel suo intervento ha sottolineato quanto sia importante, per chi è chiamato a prendere decisioni, avere una visione chiara e confrontarsi con il territorio. “I politici hanno un potere enorme”, è stato uno dei passaggi del suo intervento, accompagnato dalla domanda sul perché un confronto così importante non abbia visto una partecipazione più ampia. Cavazza ha inoltre espresso una certa sorpresa per la presenza del pubblico, che avrebbe voluto ancora più numeroso, pur ricordando che gli inviti erano stati rivolti a diversi soggetti. Un richiamo, dunque, alla necessità di riportare il tema dell’ospedale dentro un confronto il più possibile aperto e partecipato.
Terminati gli interventi dei relatori, il confronto è proseguito con alcune voci provenienti dalla platea.
Il professor Giorgio Siena ha posto innanzitutto una questione di metodo e di partecipazione. Secondo Siena, nelle decisioni più recenti relative alla riorganizzazione della rete ospedaliera, le istituzioni locali non avrebbero svolto un ruolo sufficientemente incisivo. Siena ha quindi riproposto il tema dell’ospedale unico, sostenendo che la scelta di mantenere due strutture dovrebbe essere valutata anche alla luce della sostenibilità economica e della disponibilità di risorse professionali. Nel suo intervento ha espresso la preoccupazione che la duplicazione di reparti e competenze possa determinare una competizione impari, che, nel tempo, penalizza soprattutto il presidio più debole. Ha inoltre contestato l’idea che i pazienti possano essere semplicemente indirizzati verso una struttura piuttosto che un’altra attraverso decisioni organizzative. Per Siena, la mobilità dei cittadini deve essere considerata tenendo conto delle reali esigenze e delle caratteristiche del territorio.
Anche Anna Greco ha richiamato la necessità di un confronto più ampio. La sua riflessione ha riguardato soprattutto il rapporto tra politica, istituzioni e cittadini. Le decisioni sulla sanità, ha sottolineato, spettano alla politica, ma la politica deve arrivare alle proprie scelte dopo aver ascoltato il territorio e aver messo a confronto le diverse argomentazioni. Da qui l’appello a costruire una posizione condivisa dell’Area Nord, capace di superare le divisioni tra singoli Comuni. La Greco ha richiamato anche l’esperienza del terremoto, quando il territorio seppe reagire e ricostruire attraverso una forte capacità di collaborazione. Una capacità che, secondo quanto emerso dalla sala, potrebbe essere nuovamente necessaria per affrontare una scelta destinata ad avere conseguenze sulla sanità dei prossimi decenni.
Tra gli interventi anche quello del dottor Valter Merighi, che ha ricordato il ruolo svolto negli anni dal comitato, nato nel 2012 in seguito ai problemi dell’ospedale. Merighi ha sottolineato come, in un clima di democrazia, un comitato rappresenti il malessere di fasce della popolazione e di operatori sanitari, fungendo così da stimolo per gli esponenti della politica in grado di coglierne gli aspetti costruttivi. Ha ricordato le iniziative promosse negli anni per riportare al centro dell’attenzione l’Ospedale di Mirandola e ha sostenuto la necessità di continuare a discutere delle scelte che riguardano la sanità dell’Area Nord. In chiusura ha riproposto una provocazione politica: se l’Area Nord avesse un’unica rappresentanza amministrativa (un Comune unico di 86 mila abitanti) avrebbe una valenza politica più forte nei confronti delle istituzioni provinciali e regionali.
La serata di Palazzo Vischi non ha consegnato una soluzione già scritta. Ha però riportato il tema al centro dell’attenzione pubblica, mettendo a confronto posizioni diverse e, soprattutto, questioni che non possono essere ignorate. Da una parte c’è chi ritiene necessario concentrare risorse, professionalità e tecnologie in un unico grande ospedale dell’Area Nord. Dall’altra c’è la necessità di capire se sia possibile garantire, anche mantenendo più presidi, livelli di assistenza realmente adeguati e sostenibili.
In mezzo ci sono le esigenze quotidiane dei cittadini: il Pronto Soccorso, i tempi di percorrenza, la disponibilità degli specialisti, i posti letto, la continuità assistenziale, la gestione delle cronicità e le necessità di una popolazione sempre più anziana. E proprio l’accessibilità è un tema che non può essere separato da quello dell’organizzazione sanitaria. Per chi vive nella Bassa, raggiungere Carpi o Modena significa spesso affrontare una viabilità con forte criticità e tempi di percorrenza poco compatibili con le necessità di chi deve raggiungere rapidamente a una struttura sanitaria. Un aspetto ancora più delicato per le persone anziane, per chi non dispone di un’auto o per le famiglie che devono accompagnare un proprio congiunto.
Un ospedale, quindi, non è soltanto una questione di muri, posti letto e tecnologie. È anche una questione di distanza, collegamenti e tempo. E quando si parla di emergenza, quel tempo può assumere un valore ancora maggiore. C’è poi un elemento che attraversa tutti gli interventi: la sanità non può essere progettata soltanto guardando alla situazione di oggi. Le decisioni che verranno prese riguarderanno infatti i prossimi decenni. Per questo la domanda posta ieri sera a Palazzo Vischi resta aperta, e forse è proprio questa la ragione della grande partecipazione all’assemblea: quale ospedale vogliamo lasciare alla comunità della Bassa modenese?
Una risposta che non riguarda soltanto Mirandola e nemmeno soltanto Carpi. Riguarda un intero territorio e migliaia di cittadini che chiedono, prima di tutto, di poter contare su una sanità accessibile, competente e capace di guardare al futuro.
Lorena Provasi
Clicca qui per richiedere la tua inserzione sponsorizzata.
Categoria
Sito Web
Indirizzo
Modena
Notifiche
Lascia la tua email e sarai tra i primi a sapere quando In-format pubblica novità e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.