Orthokinetic
Studio medico di Barbara Bernasconi e del Dr Fabio Zerbinati, Primario di Ortopedia in Humanitas
05/10/2026
Il nostro metodo di Pilates kinesiologico mette al centro dell’attenzione il valore dell’individuo, l’ascolto del proprio corpo, il benessere e l’equilibrio tra mente, corpo e movimento.
Le lezioni sono pianificate una volta alla settimana, con un massimo di 5/6 persone perché l’insegnante possa avere il tempo da dedicare ad ogni allievo.
La progressione dell’allenamento viene plasmata sui partecipanti, in armonia ed ascolto del livello della preparazione fisica di ognuno.
È un lavoro completo e costante, strutturato nel rispetto dei tempi di ciascuno, alternando potenza rilassamento, apertura ed allungamento.
29/09/2026
Quel dolore sul lato esterno del gomito che compare quando apri una bottiglia, stringi una mano o sollevi una borsa è una delle problematiche più comuni che interessano il gomito. Non serve essere un tennista: nella maggior parte dei casi compare semplicemente perché il tendine è stato sottoposto a un carico superiore a quello che riesce a tollerare.
Nonostante il nome “epicondilite”, oggi sappiamo che raramente si tratta di una vera infiammazione. Più spesso il tendine è diventato temporaneamente più sensibile e fatica a gestire alcuni movimenti, soprattutto quelli che richiedono forza nella presa o un uso ripetuto della mano e del polso.
La soluzione non è smettere completamente di usare il braccio, ma nemmeno continuare a ignorare il dolore. Il tendine ha bisogno di recuperare gradualmente la sua capacità di sopportare il carico attraverso esercizi mirati e una gestione adeguata delle attività quotidiane.
Una valutazione fisioterapica permette di capire cosa sta mantenendo attivo il dolore e di impostare un percorso personalizzato. Perché l’obiettivo non è evitare di usare il gomito, ma tornare a farlo senza che anche aprire una semplice bottiglia diventi un problema.
Se l’”epicondilite” sta iniziando a limitarti nelle attività quotidiane, puoi approfondire il nostro approccio dal link in bio.
Dopo aver lasciato i tuoi dati, verrai ricontattat* per raccontarci meglio la tua situazione prima di fissare eventualmente una visita specialistica.
Se preferisci un contatto più immediato, puoi scriverci direttamente in DM.
27/09/2026
Leggere sul referto “ernia del disco” può fare paura. Molte persone pensano subito: “Avrò sempre male”. Ma nella maggior parte dei casi non è così.
Oggi sappiamo che tante persone hanno una o più ernie senza provare alcun dolore. Questo perché il dolore non dipende soltanto da ciò che mostra una risonanza, ma da come quella struttura si comporta e da come il sistema nervoso interpreta quello stimolo.
Per questo motivo due persone con la stessa ernia possono vivere situazioni completamente diverse: una può non accorgersene nemmeno, mentre l’altra può avere sintomi importanti.
Il referto è solo un pezzo del puzzle. Da solo non può spiegare quanto fa male, quanto durerà il dolore o cosa riuscirai a fare in futuro.
Una valutazione fisioterapica serve proprio a mettere insieme tutti i pezzi: capire se l’ernia è davvero la causa dei sintomi e costruire un percorso che ti aiuti a tornare a muoverti con fiducia. Perché un referto descrive un’immagine, non il tuo destino.
Se ti riconosci in queste situazioni, il primo passo non è “resistere ancora”.
È capire meglio cosa sta succedendo.
Per maggiori informazioni sul nostro approccio o per richiedere una visita specialistica, puoi visitare il link in bio.
Dopo aver lasciato i tuoi dati, verrai ricontattat* per conoscere meglio la tua situazione e capire insieme se e come procedere con la prenotazione della visita.
Se vuoi un contatto più immediato, puoi scriverci direttamente in DM e raccontarci la tua situazione.
24/09/2026
Quando il dolore parte dalla schiena o dal gluteo e scende lungo la gamba, è facile pensare subito a un’ernia del disco. In realtà non è sempre così. La sciatica è un insieme di sintomi dovuti all’irritazione o alla sensibilizzazione del nervo sciatico, e l’ernia rappresenta solo una delle possibili cause.
Inoltre, molte persone hanno ernie o protrusioni senza alcun dolore, mentre altre possono sviluppare sintomi anche senza una compressione importante del nervo. Per questo motivo una risonanza magnetica, da sola, non basta per spiegare il problema.
La sciatica può provocare dolore, bruciore, formicolio o una sensazione di scossa che si irradia lungo la gamba. Nella maggior parte dei casi tende a migliorare con il tempo, soprattutto se si continua a muoversi in modo graduale, evitando sia il riposo assoluto sia il dolore eccessivo.
L’obiettivo non è “rimettere a posto” il nervo con una posizione magica, ma capire quali movimenti aiutano, quali attività è utile modificare temporaneamente e come accompagnare il corpo verso il recupero.
Una valutazione fisioterapica permette di individuare la strategia più adatta alla singola persona e di favorire un ritorno graduale alle normali attività. Perché quando il dolore scende lungo la gamba, la soluzione è spesso più complessa — e molto meno spaventosa — di quanto si pensi.
Se il “dolore sciatico” sta iniziando a limitarti nelle attività quotidiane, puoi approfondire il nostro approccio dal link in bio.
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21/09/2026
Per anni ci hanno insegnato che esiste una postura perfetta. In realtà, il nostro corpo non
funziona così.
Non esiste una posizione ideale da mantenere tutto il giorno e nessuna postura, da sola, è
responsabile del dolore. Quello che può diventare un problema è rimanere fermi nella stessa
posizione per troppo tempo, anche se è quella che tutti definirebbero “corretta”.
Il nostro corpo è fatto per muoversi, cambiare posizione e adattarsi continuamente. Se dopo
un po’ senti il bisogno di alzarti, stiracchiarti o modificare il modo in cui sei seduto, non
significa che hai una postura sbagliata: significa semplicemente che il tuo corpo ti sta
chiedendo movimento.
Per questo motivo, invece di inseguire la postura perfetta, è molto più utile alternare le
posizioni, fare pause durante la giornata e mantenersi attivi.
Se il dolore è già presente, la soluzione raramente è “stare più dritti”. È capire perché quel
dolore è comparso e aiutare il corpo a tornare a muoversi con fiducia.
La postura perfetta non esiste. Il movimento, invece, è una delle migliori risorse che
abbiamo. Se ti riconosci in queste situazioni, il primo passo non è “resistere ancora”.
È capire meglio cosa sta succedendo.
Per maggiori informazioni sul nostro approccio o per richiedere una visita specialistica, puoi
visitare il link in bio.
Dopo aver lasciato i tuoi dati, verrai ricontattat* per conoscere meglio la tua situazione e
capire insieme se e come procedere con la prenotazione della visita.
Se vuoi un contatto più immediato, puoi scriverci direttamente in DM e raccontarci la tua
situazione.
17/09/2026
Quel dolore sotto il tallone appena metti il piede a terra al mattino è uno dei segnali più tipici della fascite plantare. Molte persone lo descrivono come una f***a intensa nei primi passi fuori dal letto, che poi tende ad attenuarsi man mano che si cammina.
Questo succede perché durante la notte la fascia plantare rimane per diverse ore in una posizione di relativo riposo. Quando al mattino torna improvvisamente a lavorare e a sopportare il carico, può risultare particolarmente sensibile.
Nonostante il nome, oggi sappiamo che nella maggior parte dei casi non si tratta di una semplice infiammazione, ma di una fascia plantare che sta facendo fatica a tollerare i carichi a cui viene sottoposta. Aumenti dell’attività fisica, molte ore in piedi, cambiamenti nelle abitudini o un recupero insufficiente possono contribuire alla comparsa dei sintomi.
La buona notizia è che il piede non è una struttura fragile. Riposo assoluto e immobilità raramente rappresentano la soluzione migliore. Nella maggior parte dei casi, una gestione graduale dei carichi e un percorso di esercizi mirati aiutano il tessuto a recuperare la sua capacità di lavorare senza dolore.
Se la fascite plantare sta iniziando a limitarti nelle attività quotidiane, puoi approfondire il nostro approccio dal link in bio.
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09/09/2026
Inizia una nuova avventura: nasce la collaborazione fra Elena Ajani e lo 𝐒𝐭𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐎𝐫𝐭𝐡𝐨𝐤𝐢𝐧𝐞𝐭𝐢𝐜 in Via Pozzi 9 a Prestino (CO).
💃Il mercoledì pomeriggio, dalle 13:30 alle 19:30 potete trovarla in studio con corsi di 𝗣𝗜𝗟𝗔𝗧𝗘𝗦 𝗺𝗮𝘁𝘄𝗼𝗿𝗸, integrati alle tecniche di movimento basate sulla 𝗯𝗶𝗼𝗺𝗲𝗰𝗰𝗮𝗻𝗶𝗰𝗮 𝗮𝗿𝘁𝗶𝗰𝗼𝗹𝗮𝗿𝗲 e sul metodo 𝗚𝗿𝗮𝗵𝗮𝗺.
Si comincia 𝗺𝗲𝗿𝗰𝗼𝗹𝗲𝗱𝗶̀ 𝟵 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲!
🫀 Cura
🌀 Benessere
⚡️ Consapevolezza
🧚🏻♀️ Piacere del movimento
🙆🏻♀️ Possibilità di sessioni personal in presenza.
📞 Per avere informazioni sulle lezioni, contattateci al numero 3339140712
04/09/2026
Molte persone pensano che perdere equilibrio, sentirsi più fragili o cadere sia una conseguenza inevitabile dell’età. In realtà, spesso dietro questi cambiamenti c’è la sarcopenia, cioè la progressiva perdita di massa e forza muscolare che può comparire con l’avanzare degli anni, soprattutto quando il movimento diminuisce.
Quando i muscoli diventano meno forti, attività semplici come alzarsi da una sedia, salire le scale o camminare a lungo possono richiedere più fatica. Questo porta spesso a muoversi meno, creando un circolo vizioso che aumenta ulteriormente debolezza e rischio di caduta.
La buona notizia è che il muscolo può migliorare anche in età avanzata.
Per questo l’Attività Fisica Adattata (AFA) rappresenta uno degli strumenti più efficaci per mantenere forza, equilibrio e autonomia.
Non serve diventare sportivi: serve continuare a dare al corpo uno stimolo adeguato e costante.
Per questo motivo, quando si parla di prevenire le cadute, non dovremmo concentrarci soltanto sull’età riportata sulla carta d’identità. La domanda più utile è: quanto sono forti e allenati i muscoli che ci permettono di vivere la nostra quotidianità?
L’età passa per tutti. La perdita di forza, invece, può essere contrastata. E spesso la prevenzione delle cadute inizia proprio da qui: continuare a muoversi.
Se ti riconosci in queste situazioni, il primo passo non è “resistere ancora”.
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01/09/2026
Il mal di schiena è uno dei disturbi più comuni, ma non sempre significa che ci sia qualcosa di “rotto” o danneggiato nella schiena.
Nella maggior parte dei casi nasce dall’interazione di più fattori: periodi di stress, poco movimento, molte ore nella stessa posizione, sonno insufficiente o cambiamenti nelle attività quotidiane.
La schiena è una struttura forte e progettata per muoversi. Spesso il problema non è il movimento in sé, ma la riduzione della sua varietà o la paura di muoversi dopo un episodio doloroso.
Quando il dolore porta a evitare determinate attività, può instaurarsi un circolo vizioso fatto di rigidità, perdita di fiducia e maggiore sensibilità della zona lombare.
Per questo motivo la soluzione raramente è il riposo assoluto o la ricerca della postura perfetta. Nella maggior parte dei casi, recuperare movimento in modo graduale e capire quali fattori stanno contribuendo ai sintomi rappresenta la strategia più efficace.
Una valutazione fisioterapica serve proprio a questo: capire come il dolore si comporta, quali movimenti risultano più difficili, quali abitudini possono influenzarlo e come costruire un percorso che permetta di tornare a fare ciò che conta davvero. Perché l’obiettivo non è proteggere la schiena da ogni sforzo, ma aiutarla a diventare più forte, più sicura e più resistente nel tempo.
Se la lombalgia sta iniziando a limitarti nelle attività quotidiane, puoi approfondire il nostro approccio dal link in bio.
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28/08/2026
Quando compare il mal di schiena, molte persone pensano che la soluzione migliore sia
stare ferme e riposare il più possibile.
In realtà, per la maggior parte degli episodi di mal di
schiena, il riposo assoluto non accelera il recupero e può persino rallentarlo.
Restare a letto o evitare ogni movimento per giorni aumenta spesso rigidità, perdita di
fiducia e sensibilità al dolore.
La schiena non è una struttura fragile: è fatta per
adattarsi e muoversi.
Questo non significa ignorare il dolore o sforzarsi oltre i propri limiti. Significa continuare a
muoversi in modo graduale e tollerabile, mantenendo le normali attività quando possibile.
Camminare, cambiare posizione frequentemente e restare attivi aiuta il corpo a recuperare
più velocemente.
Spesso il problema non è il movimento, ma la paura dello stesso. Più evitiamo di usare la
schiena, più il corpo può diventare sensibile e rigido, alimentando un circolo vizioso che
prolunga i sintomi.
La soluzione non è fermarsi completamente, ma trovare il giusto equilibrio tra recupero e
movimento. Perché nella maggior parte dei casi, la schiena migliora quando torna a fare ciò
per cui è stata progettata: muoversi.
Se ti riconosci in queste situazioni, il primo passo non è “resistere ancora”
È capire meglio cosa sta succedendo.
Per maggiori informazioni sul nostro approccio o per richiedere una visita specialistica, puoi
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Indirizzo
Via Giuseppina Pozzi 9
Como
22100
Orario di apertura
| Lunedì | 08:30 - 17:00 |
| Martedì | 08:30 - 17:00 |
| Mercoledì | 08:30 - 17:00 |
| Giovedì | 08:30 - 17:00 |
| Venerdì | 08:30 - 17:00 |
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