IL FATTO Collegnese

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Fatti, cronache, avvenimenti ed eventi del nostro territorio.

27/09/2026

Meteo

Buonasera, la giornata di domenica risulterà prevalentemente soleggiata, salvo la presenza di qualche iniziale annuvolamento sul Cuneese. Nel pomeriggio non mancheranno innocui addensamenti a ridosso dei rilievi alpini.

Le temperature minime torneranno a diminuire, attestandosi per lo più tra 11 °C e 15 °C, mentre le massime aumenteranno lievemente raggiungendo i 23-26 °C. La ventilazione sarà in prevalenza debole.

Daniel

26/09/2026

Siamo insistenti , ma non ci rassegniamo a questa gestione oscura di un bene cittadino!

Non possiamo accettare che i nostri soldi di un bene pubblico siano gestiti e creino profitti a una sola cooperativa, senza alcun ritorno!
Non possiamo accettare che le permanenze siano a lungo termine e diventino un bene solo di alcuni
Non possiamo accettare il silenzio di chi a suo tempo disse delle cose e oggi ne fa altre
Non possiamo accettare il silenzio di un assessore che a suo tempo( prima delle elezioni) espresse i suoi dubbi e oggi latita e tace!
Non possiamo accettare e pensare che 25000 di ISEE siano per aiuto a un disagio abitativo( ripetiamo tetto 25000 isee per essere in graduatoria agli alloggi) chi lo fa sa il preciso reddito!

Usare il bene pubblico per profitto e reinvestire per il sociale ci sta bene,
Usarlo per fare doni , o maliziosamente pensando , per rafforzare egemonia di voti e colore politico non ci piace!
Portate pazienza siamo maliziosi!
Ma sappiamo con chi abbiamo a che fare per certi versi !

25/09/2026

Meteo sabato

Buonasera, il fine settimana comincerà con una giornata di sabato complessivamente soleggiata, anche se al mattino non mancheranno annuvolamenti irregolari soprattutto sui settori occidentali e settentrionali della regione al di sotto dei 1000-1500 m di quota. Nel corso del pomeriggio spazio a condizioni ampiamente soleggiate su gran parte del territorio, seppur con residua nuvolosità verso le valli alpine.

Le temperature si manterranno pressoché stazionarie sia nei valori minimi (12-16 °C), sia in quelli massimi (22-25 °C). La ventilazione sarà in prevalenza debole.

Daniel

25/09/2026

Rivolgiamo appello ai cittadini che in prima persona condividiamo , anche con Enrico Sulpizi che a suo tempo aveva perplessità medesime su questa edilizia , noi in più ci chiediamo ma assessore al patrimonio tace? Non ha nulla da dire ? …. Alla prossima puntata a breve termine….

+++ COLLEGNO RINASCE CHIEDE UNA ASSEMBLEA PUBBLICA URGENTE PER DISCUTERE DEL BANDO ALLOGGI SOCIALI +++

"Chiediamo una assemblea pubblica urgente sul futuro di Via Oberdan, prima che sia troppo tardi. Il sindaco e gli assessori competenti convochino urgentemente una riunione per affrontare le criticità e trovare soluzioni". Questa la richiesta di Massimo Cavazzini, fondatore di Collegno Rinasce, che aggiunge "spero che questa richiesta sia al più presto condivisa da tutte le forze civiche e politiche cittadine, qualsiasi sia l'orientamento, perchè si tratta di un tema trasversale che interessa i cittadini collegnesi".

Sul progetto degli alloggi sociali di via Oberdan restano, a nostro avviso, due questioni fondamentali che l’Amministrazione deve chiarire prima dell’assegnazione dei 24 appartamenti.

La prima riguarda la scelta di affidare gratuitamente l’intero stabile a una cooperativa per la gestione degli alloggi. Secondo le linee guida pubblicate, la cooperativa avrebbe un ruolo centrale nella gestione degli appartamenti e nella riscossione dei canoni. Si tratta di un patrimonio pubblico, riqualificato con un investimento di circa 3,3 milioni di euro di soldi pubblici, e riteniamo necessario chiarire perché gli eventuali utili della gestione debbano rimanere a un soggetto privato anziché tornare alla collettività ed essere reinvestiti in nuove politiche abitative.

La nostra proposta: la gestione del palazzo resti in capo al comune, affinchè gli utili possano essere re-investiti in "contributi per affitto" ad altre famiglie che non riusciranno ad entrare nei pochissimi appartamenti di Via Oberdan. Questo significa investire i proventi a beneficio di molti più cittadini, moltiplicando l'effetto benefico.

"E' davvero curioso che un edificio pubblico, ristrutturato con milioni di euro pubblici, possa essere di fatto dato in gestione a soggetti privati lasciando che i benefici economici del bene pubblico siano privatizzati" commenta Cavazzini.

La seconda questione riguarda la durata delle assegnazioni. Se gli alloggi saranno affittati con contratti a canone calmierato della durata 4+2, occorre spiegare quale meccanismo concreto consentirà quella rotazione tra le famiglie bisognose che dovrebbe essere alla base di un progetto di questo tipo.

"Il rischio è che un intervento nato per offrire una risposta temporanea all'emergenza abitativa si trasformi, di fatto, in una disponibilità pluriennale per gli stessi nuclei, riducendo nel tempo il numero di famiglie che potranno beneficiarne" commenta Cavazzini.

Il contratto a canone calmierato, di fatto, rende impossibile lo sfratto a termine contratto, e anche in caso di morosità si tratta di procedure lunghe e costose. Il nucleo che entra con un contratto da 4 anni più 2, se paga l'affitto quasi certamente non potrà essere sfrattato anche se i requisiti iniziali verranno a mancare. Dunque, di fatto, chi entra adesso potrà beneficiare di una casa nuova a canone agevolato per sempre (o finchè non deciderà spontaneamente di andarsene).

La soluzione è molto semplice, e questa la proposta di Collegno Rinasce: contratti di locazione liberi, 4+4 anni, in cui al termine del terzo anno vengano nuovamente verificati i requisiti. In questo modo sarà possibile non rinnovare i contratti nel caso manchino i requisiti, con procedure più rapide e certe. Inoltre, ricontrollare i requisiti ogni 4 anni permette la rotazione delle case tra più famiglie bisognose, andando davvero ad offrire case per emergenza abitativa. Il canone di un contratto libero è, come dice la parola, liberamente deciso dal proprietario: si può dunque avere un canone con contratto libero identico (o più basso) del canone con contratto a canone agevolato. La differenza sta appunto nella maggior certezza di poter rientrare in possesso dell'alloggio alla fine del contratto.

Ci sono poi altre questioni che meritano chiarezza: chi avrà esattamente diritto agli alloggi? Quali saranno i requisiti? Come verranno valutate le diverse condizioni di fragilità? Quali saranno i criteri per garantire trasparenza nelle assegnazioni? Le linee guida fanno riferimento a categorie diverse, comprese giovani, nuclei monoparentali, persone con disabilità, nuclei con fragilità economiche e persone inserite in percorsi sociali, ma alcuni criteri appaiono ancora da precisare.

Per questo chiediamo che venga convocata un’assemblea pubblica urgente, prima che le decisioni diventino definitive.

"Non siamo contrari agli alloggi sociali: un patrimonio pubblico di questo valore deve essere utilizzato nel modo più efficace possibile per aiutare il maggior numero di famiglie in difficoltà" conclude Cavazzini. "Ci aspettiamo che tutti i partiti e le liste civiche, associazioni e portatori di interesse a Collegno si uniscano alla nostra richiesta di una assemblea pubblica urgente prima che il bando sia definito e pubblicato".

La nostra proposta è semplice:

NO alla privatizzazione degli eventuali utili della gestione.
SÌ alla rotazione degli alloggi tra le famiglie realmente bisognose.
SÌ a criteri di assegnazione chiari, pubblici e verificabili.

Il palazzo è dei cittadini di Collegno. Anche le ricadute sociali ed economiche devono rimanere alla città.

SE ANCHE TU SEI D'ACCORDO CHE SERVA UNA ASSEMBLEA PUBBLICA URGENTE, CONDIVIDI E FAI GIRARE QUESTO POST!

Fratelli d'Italia - Collegno Forza Italia Collegno PD Collegno Alleanza Verdi e Sinistra - Collegno Lega Salvini Collegno Matteo Cavallone per Collegno IL FATTO Collegnese Movimento 5 stelle Collegno Cittadinanza Attiva Piemonte Paladini

24/09/2026

Meteo

Buonasera, la giornata di domani, venerdì 25 settembre, vedrà un rapido aumento della copertura nuvolosa entro le prime ore del mattino, stante l'afflusso di aria molto umida nei bassi strati della troposfera. Si tratterà di nuvolosità bassa, accompagnata all'alba da locali banchi di nebbia sulle pianure centrali. La coltre nuvolosa risulterà più compatta entro metà mattinata soprattutto tra alte pianure, zone pedemontane e di bassa montagna comprese tra Cuneese, Torinese, Biellese, Valsesia, alto Novarese e Verbano, aree dove non si esclude qualche isolata e debole pioviggine.

Nel corso del pomeriggio tendenza a schiarite via via più ampie a partire dalle pianure centro-orientali, mentre persisterà una significativa copertura nuvolosa a ridosso dei rilievi alpini.

Le temperature aumenteranno nei valori minimi previsti attorno ai 12-15 °C, mentre torneranno a diminuire le massime, per lo più comprese tra 22 °C e 25 °C. La ventilazione soffierà in prevalenza debole dai quadranti orientali, con possibili rinforzi specie nella prima parte del giorno.

Daniel

24/09/2026

Oggi
Presentiamo un prospetto interessante sul caro vita che incombe su popolo italiano

La propaganda politica rimane evidenza a ridosso delle elezioni , ma la dichiarazione di questa onorevole offre un punto di vista interessante.

I numeri non mentono e smascherano una realtà inaccettabile:

📉 Petrolio: da 129a 99 al barile (-23%)
📈 Gasolio: da 1,97€ a 2,34€ al litro (+19%)

Mentre la materia prima sul mercato internazionale crolla di quasi un quarto, alla p***a per gli italiani arriva una stangata record. Com’è possibile un paradosso del genere?

A peggiorare un quadro già critico c’è un sistema logistico e di rete energetica allo stremo. Una fragilità su cui incombe anche il blocco delle rotte delle petroliere a livello internazionale che potrebbe far precipitare ulteriormente le cose e far schizzare i prezzi a livelli insostenibili.

E di fronte a questo scenario, cosa fa il Governo Meloni? Guarda dall’altra parte.

Dov’è finita la furia con cui in campagna elettorale si prometteva il taglio immediato e definitivo delle accise?

Mentre famiglie, pendolari e autotrasportatori affondano sotto il peso del carovita, l’Esecutivo lascia scorrere la speculazione e non muove un dito.

Oggi la realtà è una sola: la materia prima costa molto meno, ma il pieno pesa sempre di più sulle spalle di chi lavora.

Giorgia Meloni e il suo Governo non possono limitarsi a fare da spettatori. Hanno il dovere morale e politico di trovare soluzioni alternative e concrete per proteggere il nostro tessuto economico, sostenere gli imprenditori, dare respiro alle famiglie e affiancare gli enti locali sommersi dai rincari.

Servono risposte subito!.

Fonte dati: MASE

Questo filmato Rai del 1961 mostra chi erano, allora, i bambini “difficili da integrare”.

I meridionali.

Oggi discutiamo della presenza degli alunni stranieri nelle classi. Sessantacinque anni fa, nelle scuole del Nord, a essere guardati con diffidenza erano i figli delle famiglie arrivate dal Mezzogiorno. Bambini siciliani, calabresi, napoletani, riconoscibili dall’accento, dal dialetto parlato in casa, spesso dalla povertà che si portavano addosso senza averla scelta.

Talvolta bastava questo perché una differenza diventasse un giudizio.

Eppure la Costituzione aveva già scritto una delle frasi più belle della nostra Repubblica.

«La scuola è aperta a tutti».

Articolo 34.

Cinque parole che contengono un’idea immensa di uguaglianza.

La scuola esiste perché nessun bambino debba ereditare il posto che la società aveva assegnato ai suoi genitori. Perché l’accento di sua madre non diventi una colpa. Perché la povertà di suo padre non stabilisca quanto lontano potrà arrivare. Perché chi entra in un’aula sentendosi estraneo possa uscirne, un giorno, sentendosi parte della stessa comunità.

Integrare significa insegnare una lingua comune, pretendere regole comuni, dare agli insegnanti gli strumenti per farlo davvero. Ma significa anche ricordare una cosa elementare che il dibattito pubblico dimentica troppo facilmente.

Un bambino non è il problema migratorio dei suoi genitori.

Sessantacinque anni fa quello seduto nell’ultimo banco, quello che parlava “male”, quello considerato troppo diverso dagli altri, poteva essere siciliano.

Poteva parlare come nostro nonno.

Poteva avere il nostro cognome.

La storia cambia gli accenti di chi viene considerato diverso.

L’articolo 34, per fortuna, continua a dire semplicemente «tutti». 24/09/2026

La storia
Il presente
La questione non cambia
prima nord e sud Italiano …
Oggi nord e sud del mondo in Italia

Questo filmato Rai del 1961 mostra chi erano, allora, i bambini “difficili da integrare”. I meridionali. Oggi discutiamo della presenza degli alunni stranieri nelle classi. Sessantacinque anni fa, nelle scuole del Nord, a essere guardati con diffidenza erano i figli delle famiglie arrivate dal Mezzogiorno. Bambini siciliani, calabresi, napoletani, riconoscibili dall’accento, dal dialetto parlato in casa, spesso dalla povertà che si portavano addosso senza averla scelta. Talvolta bastava questo perché una differenza diventasse un giudizio. Eppure la Costituzione aveva già scritto una delle frasi più belle della nostra Repubblica. «La scuola è aperta a tutti». Articolo 34. Cinque parole che contengono un’idea immensa di uguaglianza. La scuola esiste perché nessun bambino debba ereditare il posto che la società aveva assegnato ai suoi genitori. Perché l’accento di sua madre non diventi una colpa. Perché la povertà di suo padre non stabilisca quanto lontano potrà arrivare. Perché chi entra in un’aula sentendosi estraneo possa uscirne, un giorno, sentendosi parte della stessa comunità. Integrare significa insegnare una lingua comune, pretendere regole comuni, dare agli insegnanti gli strumenti per farlo davvero. Ma significa anche ricordare una cosa elementare che il dibattito pubblico dimentica troppo facilmente. Un bambino non è il problema migratorio dei suoi genitori. Sessantacinque anni fa quello seduto nell’ultimo banco, quello che parlava “male”, quello considerato troppo diverso dagli altri, poteva essere siciliano. Poteva parlare come nostro nonno. Poteva avere il nostro cognome. La storia cambia gli accenti di chi viene considerato diverso. L’articolo 34, per fortuna, continua a dire semplicemente «tutti».

24/09/2026

Il Fatto eco

Cosa fai con l'olio della frittura o delle scatolette di tonno quando finisci di cucinare? 🍳

⚠️ NON versarlo mai nel lavandino o nel WC! Un solo litro d'olio può inquinare un milione di litri d'acqua e danneggiare gravemente le condutture fognarie e i depuratori.

Come fare correttamente:

Lascia raffreddare l'olio.
Versalo in una bottiglia di plastica usata.
Quando la bottiglia è piena, portala nei punti di raccolta olio o all'Ecocentro.
Verrà trasformato in biocarburanti o altri prodotti utili! 🚗🌱

Scopri i nuovi punti di raccolta sul territoio:https://cidiu.it/cidiu/grassi-alimentari/

23/09/2026

AMARCORD

ricordi di eccellenze italiane

23/09/2026

Meteo giovedì

Buonasera, la giornata di domani, giovedì 24 settembre, vedrà condizioni di tempo stabile e soleggiato, salvo il transito di velature che diverranno spesse ed estese nella seconda parte del giorno. In prossimità dell'alba sarà inoltre possibile la presenza di locali foschie o banchi di nebbia sulle basse pianure centrali.

Le temperature minime caleranno sensibilmente, attestandosi per lo più tra 10 °C e 14 °C, mentre le massime aumenteranno lievemente portandosi sui 25-28 °C. La ventilazione si manterrà in prevalenza debole, con rinforzi dai quadranti meridionali nel pomeriggio tra le Langhe e il basso Alessandrino.

Daniel

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