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10/10/2026

Alfa Romeo GT 1300 Junior, 60 anni fa nasceva la coupé che fece innamorare i giovani del boom


Settembre 1966. Per presentare alla stampa la nuova Giulia GT 1300 Junior, l’Alfa Romeo non scelse Monza ma la sua nuova pista prove di Balocco. Sessant’anni dopo, quella piccola coupé è ancora uno dei simboli più amati del Biscione.
La sua nascita fu una risposta a un’esigenza precisa. Sul mercato mancava una sportiva 1300 davvero all’altezza, e l’arrivo della Lancia Fulvia Coupé nel 1965 rese la questione urgente. L’Alfa capì però anche un’altra cosa: il pubblico era cambiato. Chi sognava una coupé leggera non era più il gentleman driver dei tempi della Giulietta, ma il figlio della nuova borghesia del miracolo economico. Era stanco dell’utilitaria e voleva un’auto che lo rappresentasse.
La formula fu semplice e geniale: il motore della Giulietta, rivisto e potenziato, sotto la carrozzeria della Giulia GT 1600, con qualche semplificazione per contenere il prezzo. Anche il nome era azzeccato e diceva chiaramente a chi si rivolgeva.
Restava da capire se il pubblico avrebbe risposto…
Quali prestazioni aveva la Junior, quanti esemplari furono prodotti e perché è diventata un’icona di un’intera generazione?
👉 Continua a leggere la storia sul nostro blog
https://www.galdierirent.it/blog/guida-alle-curiosita

09/10/2026

Harald Ertl, il ‘driver’ giornalista ed intellettuale

Harald Ertl non era soltanto un giornalista e un intellettuale: aveva una passione irrefrenabile per le auto da corsa, e soprattutto per la Formula 1.
Nel suo palmarès figurano 19 Gran Premi con scuderie minori come Hesketh, Ensign e ATS. Non ha mai avuto a disposizione un mezzo all’altezza, ma questo non gli ha impedito di mettersi in mostra.
Nel 1976 era tra i piloti che al Nürburgring salvarono la vita a Niki Lauda, estraendolo dalla sua Ferrari in fiamme.
Nel 1978, al debutto con la Ensign, si trovava sesto e in zona punti a quattro giri dalla fine, sulla difficile pista di Hockenheim. Lo faceva con una monoposto molto deficitaria e un bagaglio tecnico lontano da quello dei migliori. Poteva essere una grande impresa, ma la macchina cedette.
Lo stesso anno, però, arrivò il riscatto. Nel combattutissimo campionato turismo tedesco (DRM), al volante della violenta BMW 320i Turbo, Ertl riuscì con grande maestria a ba***re Porsche e Mercedes e si laureò campione.
Dopo l’ultima, sfortunata stagione in F1 con l’ATS, si dedicò a tempo pieno al DRM. Con le Ford Capri del team Zakspeed ottenne vittorie importanti, anche se la Capri non era più tra le auto più moderne e competitive.
Poi, il 7 aprile 1982, il destino gli presentò il conto più amaro…
Come si è chiusa la storia di questo “driver cronista”, che ha corso accanto ai più grandi quando avrebbe potuto soltanto raccontarne le imprese?
👉 Scoprilo sul nostro blog
https://www.galdierirent.it/blog/harald-ertl-il-driver-giornalista

06/10/2026

Lo sapevate che...

Ferrari 308 GTB, emozione a 8 cilindri
Ad inizio anni Settanta i competitors tedeschi di Ferrari cominciano a fare sul serio.
La Porsche 911 RS 2.7 è davvero cattiva ed anche in BMW stanno preparando una supercar (la M1), che di lì a poco avrebbe fatto vedere i "sorci verdi" a molte sportive della vecchia guardia.
In Inghilterra la Lotus sta per presentare la Esprit, leggera, veloce ed incollata all'asfalto come un'auto da corsa.
L'inossidabile Dino non poteva reggere, ed a Maranello decidono di ristabilire le gerarchie con un vero atto di forza: la nuova 308 Gran Turismo Berlinetta.
Figlia dei concetti della velocissima 512 BB, ha il motore centrale ed una linea che fa dell'aerodinamica il suo punto di forza. E oltre ad essere efficace, è anche bellissima: Pininfarina firma un capolavoro di proporzioni armoniose e muscolose, che segnerà l'immaginario degli appassionati per decenni.
A Parigi, nel 1975, viene presentata una Star…

Continua a leggere la sua storia sul nostro blog 👉 https://galdierirent.it/blog/ferrari-308-gtb-emozione-a-8-cilindri

03/10/2026

Nissan Pixo, la citycar torna in versione 100% elettrica


Un nome che molti ricorderanno, una formula tutta nuova. Nissan rilancia la Pixo con una generazione completamente elettrica, pensata per chi si muove soprattutto in città e cerca un'auto compatta, pratica e dai costi contenuti.
Con i suoi 3,80 metri di lunghezza, la nuova Pixo nasce sulla stessa piattaforma della Renault Twingo E-Tech, ma si distingue con un design tutto suo: fari dall'inconfondibile taglio diagonale e dettagli che richiamano l'identità del marchio giapponese.
Sotto la carrozzeria c'è un motore elettrico da 82 CV con una batteria da 27,5 kWh, per un'autonomia dichiarata di 259 km. E per la ricarica rapida bastano circa 30 minuti per passare dal 10% all'80%.
Ma le sorprese non finiscono qui. A bordo c'è un assistente digitale che molti non si aspetterebbero di trovare su una citycar, mentre l'abitacolo nasconde una soluzione furba che permette di modulare lo spazio a seconda delle esigenze. E il bagagliaio, abbattendo gli schienali, raggiunge una capacità davvero sorprendente per un'auto di queste dimensioni...
Volete sapere dove verrà prodotta e quali sono tutte le sue caratteristiche?

👉 Scopritelo sul nostro blog:
https://galdierirent.it/blog/guida-alle-curiosita

02/10/2026

1997, l'occasione mancata per Heinz-Harald Frentzen

Tra Michael Schumacher e Heinz-Harald Frentzen non è mai corso buon sangue. E non solo per ragioni di pista: la rivalità aveva radici personali, perché Corinna, la donna che sarebbe diventata la moglie del Kaiser, era stata in precedenza la fidanzata di Frentzen.
Nel 1997 per Heinz arriva l'occasione della vita: un contratto con la Williams Renault, la monoposto migliore del lotto, al fianco di Jacques Villeneuve. Molti erano convinti che per il tedesco, più esperto in Formula 1, imporsi sul compagno canadese sarebbe stato quasi una formalità.
In Germania la stampa specializzata si spinge ancora più in là: si annuncia un duello senza esclusione di colpi con Schumacher, con i vecchi rancori pronti a esplodere in furiosi corpo a corpo sulle piste di tutta Europa. Una sfida tutta "made in Germany".
Aveva tra le mani la FW19, una macchina veloce come un caccia su qualsiasi tracciato. Di quelle che capitano una sola volta nella carriera di un pilota.
Eppure, quella stagione andò in un modo che nessuno aveva previsto... 🏁
Cosa successe davvero in quel 1997? E perché, due anni dopo, Frentzen si ritrovò di nuovo in corsa per il titolo con una squadra che nessuno considerava tra le favorite?
👉 Scoprite la storia completa sul nostro blog:
https://galdierirent.it/blog/la-formula-dei-grandi

29/09/2026

Lo sapevate che...

Honda Acty Van, furgone in formato ‘tascabile’
Le strade di Tokyo non sono mai state un contesto facile. Piccole e strette nelle zone residenziali, costantemente trafficate lungo le arterie principali. Una sfida quotidiana, soprattutto per chi deve lavorare con un veicolo commerciale.
Immaginate un Ford Transit o un Bedford CF muoversi nel traffico dell'ora di punta, quando anche uno spostamento di pochi chilometri diventa infernale. Negli anni Settanta, poi, le regole su parcheggi e circolazione che oggi conosciamo in Giappone erano ancora lontane.
È qui che Honda decide di osare. Propone un veicolo commerciale poco più grande di una Mini Clubman Estate: l'Acty Van. Un bicilindrico monoalbero da appena 28 cv, disponibile in versione vetrata, pick up o nella classica configurazione per il trasporto merci.
Sulla carta sembrava un azzardo. Invece l'Acty debutta nel 1977 e vende subito bene. Honda aveva intercettato un bisogno preciso: quello di chi cercava un mezzo piccolo, agile, capace di muoversi nel traffico portando con sé oggetti non troppo ingombranti.
Lavanderie, fiorai, servizi di catering e panettieri lo scelgono in massa, e il loro lavoro cambia: con l'Acty si va spediti anche quando la città è paralizzata. 💐🥖
Poi il piccolo van attraversa il mondo e arriva in Europa, dove di fatto non ha veri rivali. E proprio nel Regno Unito succede qualcosa di curioso: una grande catena di magazzini decide di utilizzarlo in un modo che oggi chiameremmo decisamente innovativo...
Ma la storia non finisce qui. Perché l'Acty Van non è stato solo un successo commerciale: ha aperto la strada a un intero segmento di mercato, è stato imitato da altri costruttori giapponesi e ha lasciato un'eredità che arriva fino alle nostre strade. C'è infatti un furgone italiano, ancora oggi molto richiesto, che porta avanti la stessa filosofia.

Sapete di quale si tratta?

👉 Leggete la storia completa sul nostro blog:
https://galdierirent.it/blog/galdieri-rent-racconta

26/09/2026

LEPAS L8, nuovo SUV Super Hybrid tra design e tecnologia

LEPAS L8, il SUV che segna il debutto del brand LEPAS nel panorama automobilistico italiano nostro Paese. Un modello che interpreta in chiave contemporanea il concetto di mobilità, combinando un design ricercato, tecnologie evolute e un sistema di propulsione Super Hybrid pensato per offrire efficienza e libertà di movimento.
Lunga 4,69 mt, LEPAS L8 si distingue per proporzioni equilibrate e linee moderne, con una presenza su strada elegante e dinamica. Il design esterno è caratterizzato da superfici pulite, gruppi ottici a LED e dettagli studiati per creare un'identità immediatamente riconoscibile, mentre gli interni puntano su comfort, spazio e tecnologia.
Al centro della L8 troviamo un sistema ibrido plug-in che combina un motore 1.5 turbo benzina con due motori elettrici, per una potenza complessiva di 279 CV. La batteria da 18,4 kWh permette di affrontare gli spostamenti quotidiani anche in modalità completamente elettrica, con un'autonomia fino a 90 km secondo il ciclo WLTP. Quando serve affrontare distanze più lunghe, la combinazione tra alimentazione termica ed elettrica consente di superare i 1.000 km di autonomia complessiva.
Anche le prestazioni confermano la vocazione dinamica del nuovo SUV: LEPAS L8 accelera da 0 a 100 km/h in 7,9 secondi, mantenendo al tempo stesso un'attenzione particolare al comfort di guida e all'efficienza.
L'abitacolo segue la stessa filosofia progettuale, con un ambiente moderno e tecnologico pensato per rendere ogni viaggio più piacevole. Il grande display centrale, i sistemi di connettività e le numerose tecnologie dedicate all'assistenza alla guida trasformano l'esperienza a bordo in un ambiente intuitivo e connesso. Il generoso spazio interno e la capacità del bagagliaio, che può arrivare fino a 1.314 lt con i sedili posteriori abbattuti, completano una configurazione pensata tanto per la quotidianità quanto per i viaggi.
Con LEPAS L8, il nuovo brand del gruppo Chery porta in Italia una nuova interpretazione del SUV elettrificato, dove estetica, tecnologia e versatilità si incontrano in un progetto pensato per una mobilità sempre più evoluta.

25/09/2026

Giancarlo Martini, il pilota che avrebbe meritato una seconda occasione
Giancarlo Martini, classe 1947, ha un approccio alla guida molto audace sopperendo con il coraggio alle sue carenze tecniche.
Questo poiché nella vita Martini fa altro, avendo una azienda che si occupa di concimi.
Le corse sono per lui un hobby.
Nonostante tutto Giancarlo Minardi gli offre un volante in F2, nel suo team ‘Everest’.
Martini non ottiene trionfi assoluti, ma si mette in luce per le sue qualità di guida.
Ferrari lo vede come l’uomo giusto da inserire nel suo neonato ‘programma giovani’, attuato proprio in collaborazione con la ‘Everest’ di Minardi.
Nel 1976 la ‘Everest’ schiera Martini al volante di una Ferrari 312 T.
Purtroppo Giancarlo è acerbo ed alterna gare incolori ad incidenti.
La ‘312 T’ del team Everest corre in eventi non validi per il Mondiale con Martini che non riesce ad estrarre il massimo potenziale della vettura.
L’avventura di questo ‘Team Giovani’ Ferrari finirà presto con Giancarlo che andrà a correre in Formula Aurora.
In questa particolare categoria (una sorta di F1 britannica) otterrà ottimi risultati, a riprova che forse questo ragazzo, simpatico e scapestrato, una seconda occasione l’avrebbe meritata.
Finita l’avventura nel motorsport diventerà un imprenditore di successo.
Il nipote Pierluigi, grazie all’appoggio dello zio riuscirà, a riportare il nome in F1 correndo in maniera dignitosa per Minardi.
C’era la velocità, ma forse mancava quella tecnica e quel rigore che avrebbero potuto permettere a Giancarlo Martini una carriera ‘regolare’ nel motorsport.
Nonostante tutto, con un ruolo da semplice comparsa, sicuramente Giancarlo si è divertito un mondo con quella bizzarra 3I2 T Rossa con vistosa presa d’aria blu’ del team Everest.
La sua è una storia tipica degli anni Settanta in cui bastavano un po' di coraggio e soldi per schierarsi ad un Gran Premio di F1 a fianco dei più grandi.
Oggi sembra impossibile, ma all’epoca, grazie anche ad auto molto più semplici, non lo era.
Con coraggio, incoscienza ed un bel conto in banca, unito alle conoscenze ‘giuste’, ci si poteva concedere il lusso di spingere una F1 a 250 km/h sulle piste più famose del mondo.
Pericoloso? Sicuramente.
Bellissimo? Senza alcun ombra di dubbio.

22/09/2026

Lo sapevate che...

BMW Isetta, un successo inaspettato
In Italia, nel secondo dopoguerra, c’è il boom degli scooter ‘Vespa’ e ‘Lambretta’ che offrono l’opportunità di muoversi ‘a motore’ con costi molto contenuti.
Con questi ‘mezzi‘ molte persone si affrancarono dalle biciclette, ma il risvolto ‘negativo’ della medaglia era costituito dalla poca praticità di questi ultimi in caso di neve e pioggia.
Renzo Rivolta, della ‘ISO‘, azienda specializzata in frigoriferi ha così un’intuizione geniale: uno ‘scooter chiuso’ che offre protezione anche in condizioni metereologiche avverse, dotato anche di tre ruote per una maggiore stabilità.
Siamo nel 1955 e il nuovo mezzo viene denominato Isetta.
Purtroppo il costo elevato ed il motore poco potente ne fanno un ‘flop’ commerciale.
Rivolta da imprenditore scaltro decide così di mettere in vendita progetto e brevetto.
Il ‘concept’ viene acquistato da un ‘costruttore’ inaspettato, Bmw.
I bavaresi erano sull’orlo della bancarotta e le loro grosse berline e sportive non riuscivano a compensare le perdite che il marchio accusava ogni giorno.
La gamma ‘Bmw’ in quei primi anni ‘50 era ‘vetusta’ e per recuperare quote di mercato aveva necessità di un ‘forte’ svecchiamento, ma mancavano i fondi.
I Tedeschi, con grande lungimiranza, vedono nel ‘giocattolo’ di Renzo Rivolta un‘importante opportunità di business finalizzata a fare ‘numeri’ nella fascia bassa del mercato con un prodotto frutto della migliore ingegneria italiana, mettendo nel mirino ‘competitors’ come Goggomobil e Messerschmitt che stavano vendendo molto bene auto dalla simile impostazione.
Isetta viene rivista attentamente dai tecnici ‘Bmw’, con un motore più potente derivato dal mondo ‘motorrad’ di Bmw, interni e finiture molto più curate rispetto al modello originale italiano.
L’operazione riesce ed Isetta è un successo.
Il ‘Rebranding’ di Bmw la rende un best seller non solo in madrepatria, dove vince facile sia nelle campagne sia nei grandi centri urbani , ma anche in altri paesi europei come Francia e Gran Bretagna.
Isetta diventa sinonimo di ‘Microcar’ affidabile e di qualità.
Le ottime vendite permettono a ‘Bmw’ di risollevarsi e di porre le basi per diventare un colosso ‘mondiale’.
Le Isetta, inoltre, si rendono ‘protagoniste’ anche di curiosi episodi di fuga tra la Germania est ed ovest grazie alla particolare conformazione del vano ‘posteriore’ che permetteva di ‘sagomare’ una nicchia dove poter inserire l’eventuale ‘fuggitivo’.
La Isetta diviene così, anche involontariamente, un simbolo della libertà ‘occidentale’ che permetteva a normali cittadini di fuggire da regimi oppressivi e totalitari.
Nata come ‘flop’ e poi migliorata grazie all’estro ingegneristico di Bmw Isetta rappresenta un ottimo esempio di design industriale capace di diventare un ‘piccolo cult’ grazie alla sue doti pratiche ed alla sua economia di gestione.
Un mezzo da considerare, a tutti gli effetti, il ‘vero’ antenato di tutte le ‘super -utilitarie’ venute negli anni successivi.

19/09/2026

Dodge Charger arriva in Italia

La nuova Dodge Charger sbarca ufficialmente in Italia. La storica muscle car americana può essere scelta sia con un potente motore a benzina sia in versione completamente elettrica.
La nuova generazione della Charger è disponibile con carrozzeria a due o quattro porte e con una gamma che punta senza mezze misure sulle prestazioni.
Per chi non vuole rinunciare al carattere della combustione interna, la Charger propone il 3.0 Hurricane, un sei cilindri in linea biturbo disponibile in due livelli di potenza.
La versione R/T sviluppa 420 CV, mentre la più sportiva S**t Pack arriva a 550 CV. La trazione integrale è di serie e il cambio è un automatico a otto rapporti.
La Charger S**t Pack raggiunge una velocità massima di 285 km/h, confermando una vocazione decisamente sportiva.
La vera rivoluzione è però rappresentata dalla Charger Daytona, la variante completamente elettrica.
Anche in questo caso sono disponibili le versioni R/T e S**t Pack. La prima raggiunge 536 CV, mentre la S**t Pack arriva a ben 670 CV.
La batteria ha una capacità di 100,5 kWh e permette un'autonomia dichiarata fino a 507 km per la R/T. La S**t Pack, più orientata alle prestazioni, si ferma invece a circa 416 km.
Una scelta che rompe con la tradizione, ma che permette alla Charger di mantenere il proprio DNA prestazionale anche nell'era dell'elettrificazione.
Con la nuova Charger, Dodge prova quindi a tenere insieme due mondi apparentemente opposti: da una parte il sei cilindri Hurricane, dall'altra la propulsione elettrica della Daytona.
Il risultato è una muscle car profondamente rinnovata, ma ancora riconoscibile per proporzioni, presenza scenica ed attenzione alle prestazioni.
La nuova Charger è già disponibile per il mercato europeo e le prime consegne sono previste a partire da settembre 2026.
Dodge Charger cambia pelle, ma non rinuncia alla sua identità: benzina o elettrica, l'obiettivo resta lo stesso. Far parlare di sé.

31/12/2023
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Pronta consegna...

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Tutte in pronta consegna....

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Nuova consegna all'amico biagio grazie per la fiducia...

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Altra consegna di fine estate.....

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Consegna di fine estate complimenti e buon viaggio....

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promo limitatissima pronta consegna.....

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Altra consegna effettuata.....

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