Davide Moroni
Amo i libri, la musica, il basket e la lingua sp****la. Viaggio appena posso, ma posso meno di quanto vorrei. Scrivo per lavoro e per piacere.
In questa pagina condenso tutte le mie passioni e mostro quanto poco sono capace di promuovermi.
09/04/2026
Letti al cesso (marzo 2026)
Roberto Biadi - Le nuvole del soffitto (voto 5/10): Graphic novel sul senso della vita, anzi, sul significato dell’essere vivi, deprimente e noiosetta.
Rachele Salvini - Sh*ttysburg (voto 4/10): Lungi da me banalizzare un tema come la violenza di genere, ma la scelta del tema è l’unico pregio di questo romanzo breve in salsa Trainspotting che sa di già visto.
Paul Murray - Il giorno dell’ape (voto 8/10): Ci sono il paesino della campagna irlandese, i segreti del passato, la famiglia ricca, quella da servizi sociali, il fratello figo e quello un po’ sfigatello, la principessa da salvare e anche la strega e lo scemo del villaggio. E poi c'è un autore che mescola con estrema sapienza questi "cliché” creando un’ambiziosa saga famigliare in cui tutti sono alla ricerca della propria salvezza.
Naoise Dolan - La coppia felice (voto 5/10): Autrice irlandese che gioca a essere la br**ta copia di Sally Rooney, vorrebbe essere generazionale, e allora ecco i personaggi dalla sessualità fluida, così fluida che il matrimonio si fa in chiesa tra uomo e donna e poi manco si compie [scusate lo spoiler, lo faccio per voi] perché, più che (non) fluidi, i protagonisti sono dei disadattati incapaci di comunicare ma capacissimi di tenere in piedi l’assurda vicenda grazie esclusivamente al loro modo di fare disfunzionale.
Nemu Yoko - Salva il mondo all’ultimo canestro (voto 5/10): Avevo nostalgia di Slam Dunk, e così purtroppo ho deciso di dare una possibilità a questo manga in 4 volumi.
Kate Beaton - Ducks (voto 9/10): Graphic novel che racconta il periodo in cui, dopo la laurea, per ripagare il debito studentesco l’autrice/protagonista va a lavorare negli impianti di estrazione del petrolio, in un ambiente in cui vige un maschilismo sfrenato e accettato in nome di un capitalismo altrettanto sfrenato. Oltre 400 pagine in cui succedono bene o male sempre le stesse cose, ma non c’è una singola vignetta di troppo, o fuori posto.
31/03/2026
Letti al cesso (gennaio-febbraio 2026)
(sono in ritardo, lo so)
Gian Marco Griffi - Ferrovie del Messico (voto 9/10): Ad Asti, nel pieno della Seconda guerra mondiale, un milite fascista col mal di denti viene incaricato di realizzare una dettagliata mappa delle ferrovie del Messico. Parte da qui una storia incredibile che si intreccia con altre storie ancora più incredibili popolate da personaggi per lo più parecchio bizzarri. Una sorta di Bolaño molto più divertente. Straconsigliato. Laurana Editore
Michele Ruol - Inventario di ciò che resta dopo che la foresta brucia (voto 9/10): Come continua la vita dopo aver perso in un colpo solo due figli adolescenti? Più che un romanzo è un pugno allo stomaco, ma dato con un gu**to morbido. Da leggere. TerraRossa Edizioni
Giulio Somazzi - La mia personale idea di inferno (voto 7/10): Romanzo simpatico, protagonista a tratti, storia assurda quanto basta, qualche linea narrativa di troppo che toglie un po’ di ritmo, ma nel complesso molto piacevole. Accento edizioni
Marta Jiménez Serrano - No todo el mundo (voto 9/10): Non amo i racconti, ma quando sono scritti bene faccio volentieri un’eccezione. Tutti quelli di questa raccolta parlano di relazioni di coppia, e in maniera per niente scontata. Esiste anche in italiano (La nuova frontiera).
Flavio Nuccitelli - Quando fuori è buio (voto 8/10): Anche qui si parla di relazioni, ma anche di realizzazione personale, di soldi, di routine, di capacità di guardarsi dentro e uscirne migliori, almeno un po’. Piglio fresco e descrizione dell’amore poco da manuale. Fandango Libri
Elena Stancanelli - La gioia di ieri (voto 7/10): Mi è piaciuto il fatto che “normalizzi” tipi di relazioni tendenzialmente considerate “non conformi”, così come la descrizione dell’amicizia tra i protagonisti. E anche le pagine sulla pandemia sono molto belle. Ma praticamente ogni riga è ricoperta da una sorta di patina radical chic che in un certo senso annacqua un po' tutto. Einaudi editore
11/01/2026
LETTI AL CESSO 2025 - TOP 10
Fare la lista dei migliori libri letti durante l'anno è ormai così di moda che è diventato ancor più di moda non farla. E quindi io la faccio. E pure con un certo ritardo.
1. Takehiko Inoue - Slam Dunk
2. Ramiro Pinilla - Las cenizas del hierro
3. Guillermo Aguirre - Estival
4. Ander Izagirre - Vuelta al país de Elkano
5. Glòria de Castro - Los templos solemnes
6. Sally Rooney - Intermezzo
7. Ander Izagirre - Los sótanos del mundo
8. Rafael Navarro de Castro - Planeta invernadero
9. Stephen Markley - Diluvio
10. Irina Turcanu - Manca il sole ma si sta bene lo stesso
N.B.: la classifica è strettamente personale e rispecchia l’interesse e il piacere che ho provato io nel leggere questi libri, non la qualità letteraria dei libri stessi.
P.S.: per gli amanti delle statistiche, nel 2025 ho letto 28 libri (pochi per i miei standard, anche se i 20 volumi di Slam Dunk li considero un libro solo), equamente divisi tra italiano e spagnolo (14 e 14). Per quel che vale, 17 sono di autori, 11 di autrici (ma è pura causalità, non guardo il genere dell’autorə prima di iniziare un libro), 12 di spagnolə, 8 di italianə, 2 from USA, gli altri di Irlanda, Romania, Gran Bretagna, Messico, Puerto Rico e Giappone.
04/01/2026
Letti al cesso (ottobre-dicembre 2025)
Iván Repila - El jardín del diablo (voto 8/10): Tra il fantasy e il distopico, con un protagonista proveniente da un utopico mondo in armonia con la natura che deve adattarsi a una moderna società consumistica.
Glòria de Castro - Los templos solemnes (voto 9/10): Un personaggio complicato in una relazione complicata in una casa isolata, pura narrativa con una tensione sottile e continua e uno stile irresistibile.
Dolores Redondo - Legado en los huesos (voto 7/10): Thriller “americanata” con un pizzico di magia basca.
Candela Sierra - Lo sabes aunque no te lo he dicho (voto 6/10): Graphic novel che parla della mancanza di comunicazione e di gestione emotiva tipica della società odierna, ma lo fa in modo così frammentario che rimane poco.
Lucía Solla Sobral - Comerás flores (voto 8/10): Il racconto di una relazione tossica dal punto di vista della protagonista; tanto interessante quanto necessario, anche se secondo me non pienamente riuscito.
Paolo Borzacchiello - Stai calmo e usa le parole giuste nel giusto ordine (voto 2/10): ’na ca**ta colossale.
Paolo Borzacchiello - La parola magica (voto 4/10): ’na ca**ta colossale in forma di romanzo: metà fuffa-guru PNL, metà 50 sfumature di grigio ma senza sesso, con un protagonista/alter ego dell’autore che mi ha fatto pena fin dalla prima pagina. Un punto in più per l’anticlericalismo, sempre sia lodato.
Lois Lowry - La famiglia Sappington (voto 5/10): Libro per ragazzi potenzialmente geniale e irresistibile, promette bene ma razzola male.
Takehiko Inoue - Slam Dunk (voto 9/10): Ho letto i 20 volumi di questo capolavoro di manga sportivo centellinandoli nell’arco di mesi, rimpiangendo, alla fine, il fatto che l’anime sia stato troncato a metà.
Ramiro Pinilla - Las cenizas del hierro (voto 9/10): Monumentale volume conclusivo dell’altrettanto monumentale trilogia dedicata a Getxo (e all’Euskadi in generale) tra la metà dell’800 e la metà del ’900. Letto nel corso dei mesi non per centellinarlo ma perché a tratti è davvero impegnativo, ma è davvero un capolavoro.
28/09/2025
Letti al cesso (agosto-settembre 2025)
Cristina Fernández Cubas - La habitación de Nona (voto 7/10): L’autrice è considerata una delle maestre spagnole nel genere del racconto. A me i racconti tendenzialmente non piacciono, quindi se le ho dato 7 questi devono essere davvero belli.
Yolanda Arroyo Pizarro - Las negras (voto 8/10): Libro stranissimo: nella prima parte parla della tratta degli schiavi – anzi, delle schiave – nei secoli passati narrata in presa diretta dalle protagoniste; la seconda è ambientata in un futuro utopico in cui viene fatta giustizia di tutti i crimini razziali perpetrati nella storia. Forse non l’ho descritto in maniera allettante, ma è un libro molto potente (specie la prima parte).
María Elvira Bermúdez - Diferentes razones tiene la muerte (voto 6/10): Saranno trent’anni che non leggo Agatha Christie, quindi non riesco a giudicare questa “Agatha Christie messicana” (sigh). Qualcosa però mi dice che l’originale è meglio…
Colin Dexter - Il gioiello che era nostro (voto 7/10): Altro giallo di stampo classico, ma con un personaggio sopra le righe che gli toglie un po’ di polvere. Dexter è un autore che in generale mi piace, ma i suoi libri o sono geniali o sono piuttosto noiosi. Questo è un’eccezione, nel senso che sta un po’ a metà strada.
Davide Longo - Una rabbia semplice (voto 8/10): Io non lo so se davvero è un Camilleri in salsa piemontese. Sicuramente l’atmosfera è più deprimente, ma sta di fatto che i libri di questa serie li divoro e mi fanno staccare la testa come pochi altri.
Michele Bitossi - Ma io quasi quasi (voto 6/10): Non contento delle varie sfighe che sembra attrarre come una calamita, un cinquantenne che parla e ragiona come se di anni ne avesse la metà si impegna, nella settimana probabilmente più importante della sua vita, a complicarsi ancora di più l’esistenza, e per qualche motivo (probabilmente perché è un romanzo) non ci riesce. Non del tutto pessimo, ma più che dimenticabile.
21/08/2025
Letti al cesso (maggio-luglio 2025)
Spoiler: sono praticamente tutti libri in spagnolo, mi scuso con i miei fedelissimi lettori, in questo periodo va così.
Rafael Navarro de Castro - Planeta invernadero (voto 8/10): Come vengono coltivati i pomodori che compriamo al supermercato? A partire da qui entriamo nella vita della protagonista, ingegnera agronoma, e di tutto quello che le succede intorno in un momento particolare della sua vita, tra agricoltura intensiva e speculazione economica, cambiamento climatico e violenza di genere, precariato e caporalato, in un romanzo ricco come lo è la vita reale.
Ander Izagirre - Los sótanos del mundo (voto 9/10): Mentre molti fanno a gara per arrivare in cima alle vette più alte del mondo, Izagirre – meraviglioso raccoglitore e narratore di storie – viaggia per raggiungere le maggiori depressioni di ogni continente.
Nicolò Melli - La partita decisiva (voto 6/10): Scritto dal capitano della nazionale di basket, è il “solito” libro per bambini, senza infamia e senza lode.
Laura Chivite - El ataque de las cabras (voto 6/10): La protagonista ripercorre la storia della sua famiglia, tra il magico, il bizzarro e l’assurdo, in una specie di romanzo di formazione retrospettivo in cui la cosa migliore è il titolo.
Ander Izagirre - Vuelta al país de Elkano (voto 9/10): Si sarà capito che sono un fan di questo autore, e mentre ero nei Paesi Baschi potevo forse non leggere un libro sui Paesi Baschi scritto da lui (che è basco)? Una vera chicca per chi ama quel territorio.
Guillermo Aguirre - Estival (voto 9/10): Sono partito incuriosito, l’ho finito estasiato. Ogni capitolo parla di un’estate di Jonás, dall’anno della sua nascita al futuro, immaginato su diverse strade a partire dall’evento traumatico che è l’asse attorno a cui si sviluppa tutta la storia. Curiosamente narrato in seconda persona, con il narratore-protagonista che si rivolge al sé stesso del passato-presente-futuro, è un libro che fa lavorare anche il lettore, come forse dovrebbe fare la vera letteratura.
01/01/2025
LETTI AL CESSO 2024 - TOP 10
Fare la lista dei migliori libri letti durante l'anno è ormai così di moda che è diventato ancor più di moda non farla. E quindi io la faccio. Anche perché è stato un anno con meno letture, ma molto soddisfacenti.
1. Witold Szabłowski - Come sfamare un dittatore (Keller Editore)
2. Ander Izagirre - Cómo ganar el Giro… (Libros del K.O.)
3. Margo Rejmer - Bucarest (Keller Editore)
4. Gerald Murnane - Una vita tra le nuvole (Safarà Editore)
5. Michele Turazzi - Prima della rivolta (nottetempo)
6. Zerocalcare - Quando muori resta a me (Bao Publishing)
7. Roberto Bolaño - 2666 (Editorial Anagrama)
8. Frank McCourt - Le ceneri di Angela (Adelphi Edizioni)
9. Alasdair Gray - Povere creature! (Safarà Editore)
10. Bernardo Atxaga - Il figlio del fisarmonicista (21lettere)
N.B.: la classifica è strettamente personale e rispecchia l’interesse e il piacere che ho provato io nel leggere questi libri, non la qualità letteraria dei libri stessi.
Tra l'altro, noto ora che ho una Top 3 interamente di non-fiction. E io non sono un lettore di non-fiction. Mah.
31/12/2024
Letti al cesso (dicembre 2024)
Jordan Crane - Keeping two (voto 8/10): Una graphic novel angosciante, reale, contundente, molto verde (nel senso più letterale del termine), che parla di perdita a partire da una tragedia, ma che arriva a tutti, anche a chi quella tragedia non l’ha vissuta. Oblomov Edizioni
Zeshan Shakar - Oslo blocco Boyz (voto 8/10): Avevo promesso che basta Norvegia, e invece no (ma questo è davvero l’ultimo). In un quartiere periferico e degradato di Oslo (sì, esistono i “ghetti” anche nel Nord Europa), due adolescenti norvegesi di seconda generazione, assai diversi per personalità e situazione famigliare, raccontano il loro ingresso in un mondo che fatica ad accettarli per quello che sono e che vorrebbero essere. Stilo Editrice
Luca Restivo - San Marino Goodbye (voto 8/10): In seguito a una sorta di complotto internazionale, un giorno San Marino chiude i suoi confini e gli italiani si ritrovano, un po’ stretti, nel ruolo dei migranti indesiderati. C’è però chi a San Marino ci vuole entrare proprio a tutti i costi. E guardie di confine un po’ goffe che proprio non ne vogliono sapere. Esagerato, irriverente e f***e (a volte anche un po’ troppo), è una sorta di thriller dai toni farseschi, ma soprattutto è un libro incredibilmente divertente. Blackie Edizioni
(Z)ZeroCalcare - Quando muori resta a me (voto 9/10): Zerocalcare è per me sempre una garanzia, tanto che mi viene sempre da chiedermi se sia un genio o un Paolo Fox che dice cose talmente banali che chiunque ci si può riconoscere (anche se io propendo nettamente per la prima ipotesi, ve pare?). Poi qui si mette pure a scrivere in dialetto veneto… Bao Publishing
14/12/2024
Letti al cesso (novembre 2024)
Jo Nesbø - Sete (voto 7/10): Allora, Nesbø non è diventato un campione del thriller a livello mondiale per caso, giri una pagina dopo l’altra senza renderti conto del tempo che scorre. Però a me convince fino a un certo punto, sia perché sono delle americanate spesso senza senso, sia perché si vede che con l’età perde colpi e tende a ingarbugliare le storie tanto che secondo me, alla fine, non ci capisce più una ceppa nemmeno lui. Però è ambientato a Oslo! Einaudi editore
The Passenger - Norvegia (voto 8/10): Che la rivista The Passenger fosse una figata l’avevo sempre sospettato, e ora ne ho avuto la prova, con questo numero sulla Norvegia che racconta il Paese a tutto tondo, affrontandone gli stereotipi e facendo scoprire un sacco di cose pressoché sconosciute al di fuori (ma forse anche all’interno) dei suoi confini. Iperborea Casa Editrice
Camilla Bonetti - Dalla A alla Å. Norvegia: istruzioni per l’uso (voto 8/10): Libretto simpatico ma molto interessante, l’ha scritto un’italiana che in Norvegia ci ha vissuto per qualche anno, imparando a conoscerla dall’interno. E lo so che sto diventando monotematico con ’sta cosa della Norvegia, forse questo è l’ultimo. Forse. Polaris Casa Editrice
Michele Turazzi - Prima della rivolta (voto 9/10): Noir benscritto e ben costruito, di impianto diciamo classico, se non fosse per la meravigliosa e allo stesso tempo inquietante ambientazione nella Milano del 2045, in un futuro abbastanza lontano da rendere credibile il modo in cui viene rappresentato e allo stesso tempo abbastanza vicino da far immedesimare il lettore in una realtà simile a quella in cui, purtroppo, effettivamente si vivrà tra non molto. nottetempo
Lorenzo La Neve, Matilde Simoni - Rosa grezzo (voto 7/10): Parodia di fumetto rosa in cui la protagonista è tanto carina quanto dotata di un eloquio degno di uno scaricatore di porto. L’idea è simpatica, alcune strisce sono molto divertenti, alla lunga un po’ stanca. BeccoGiallo Editore
Lorenzo La Neve, Matilde Simoni - Amore e sugna (voto 6/10): Come sopra, ma un punto in meno perché essendo il secondo volume manca l’effetto novità. BeccoGiallo Editore
17/11/2024
Letti al cesso (settembre-ottobre 2024)
Ander Izagirre - Cómo ganar el Giro bebiendo sangre de buey (voto 9/10): Ho seguito il ciclismo per un breve periodo un quarto di secolo fa, potrei quindi definirmi un “tiepido” appassionato, ma questo libro l’ho divorato, l’avessi letto a maggio avrei acceso su Rai3 ogni pomeriggio per seguire la corsa. Più che la storia del Giro, sono storie dal Giro, ma in realtà sono molto di più, perché Izagirre è uno bravo e sa raccontare, in maniera peraltro estremamente divertente, la storia di un Paese intero partendo dalle due ruote. Libros del K.O.
Gerald Murnane - Una vita tra le nuvole (voto 9/10): Un adolescente cattolico cresce nella Melbourne degli anni Cinquanta facendosi un sacco di viaggi mentali per essere meglio dei suoi vicini protestanti ed evitare di peccare continuamente di onanismo. Uno dei libri più ferocemente antireligiosi e anticlericali che ho mai letto. L’ho adorato. Safarà Editore
Ander Izagirre - Pirenaica (voto 8/10): Mi è piaciuto così tanto il libro sul Giro che ne ho subito voluto leggere un altro dello stesso autore. Questo è un viaggio in bici lungo la catena dei Pirenei, da Donostia alla Catalunya. Sono due generi molto diversi, ma il talento nella narrazione è lo stesso. Editorial Planeta
Margo Rejmer - Bucarest. Polvere e sangue (voto 9/10): Letto mentre ero proprio a Bucarest, racconta la città nel suo più o meno recente, e tragico, passato e permette di capire un sacco di cose sulla Romania di oggi. Illuminante. Keller Editore
Kjell Ola Dahl - Il corpo di ghiaccio (voto 8/10): In un periodo di lavoro f***e, mentre lavoro all’aggiornamento della mia guida su Oslo, mi sembrava una buona idea leggere qualcosa di leggero, come un giallo, ambientato proprio nella capitale norvegese. Dahl e il suo detective molto poco supereroe in questo senso sono una garanzia. Marsilio
Kjell Ola Dahl - L’angelo nero (voto 8/10): Tanto una garanzia che ne ho letto un altro subito dopo, anche se Marsilio ha fatto quella cosa che ogni tanto succede di non pubblicare in ordine i libri di una serie, e per questo ha ricevuto svariate maledizioni da parte mia. Marsilio
02/10/2024
Bucarest - Day 7
1) Chiudiamo questo viaggio con un giro a piedi tra alcune delle più belle chiese/monasteri della città, oggi incredibilmente piene di gente, tanto che a un certo punto Elisa ferma delle ragazze chiedendo loro in inglese che festa fosse. Erano così giovani e sapevano così bene l'inglese che hanno telefonato a un'amica perché chiedessimo a lei
2) Siamo passati davanti alla Casa Poporului, ovvero il mastodontico palazzo del parlamento voluto da Ceauşescu perché i SUV non erano ancora stati inventati. Io ci ero già entrato anni fa ed era stata una visita assurda con un viscido funzionario come guida a elencare quanto è grande l'edificio, quante tonnellate di marmo ha richiesto, quante persone sono state sfrattate dall'oggi al domani per fargli posto, quanti operai sono morti durante la sua costruzione. Ho evitato volentieri il bis
3) Bucarest circa cent'anni fa era chiamata "la Parigi dell'est". Quindi da qualche anno si sono inventati il Little Paris Museum, che pensavo fosse una vaccata per turisti, e infatti un po' lo è, ma un po' anche no: ricrea un paio di ambienti d'epoca con un mucchio di oggetti curiosi e ha un bagno dove fare la c***a è un doppio piacere
4) L'Hanul lui Manuc è uno degli edifici più vecchi della città: un antico caravanserraglio che oggi ospita, oltre a Starbucks (sigh) anche un ristorante tanto caro di sera quanto economico a pranzo (stiamo parlando di 7 euro a testa per tutto quello che si vede in foto, bevande e dolce esclusi). Non potevamo chiudere meglio questo viaggio, almeno dal punto di vista gastronomico
5) Per chiuderlo in generale, invece, andiamo in quella che è oggi l'attrazione turistica su cui Bucarest punta più forte (doppio sigh): Therme București, ovvero "la più grande spa dell'Europa dell'Est". Che in realtà è un enorme parco acquatico con scivoli molto belli e un'area spa che non è poi chissà che. Tutto molto scenografico, certo. Diciamo che ci sono andato per dovere di documentazione...
Bonus: Al rientro in Italia come al solito i bagni di Malpensa mi ricordano che abbiamo i cessi più sporchi d'Europa. Sì, anche in confronto a Paesi "arretrati" come la Romania.
30/09/2024
Bucarest - Day 6
1) Mattinata in periferia per visitare un vero appartamento dell'epoca comunista. Eravamo solo noi e il bravissimo Bogdan di che ci ha accompagnato nell'appartamento (feres significa finestra) e raccontato un sacco di cose sulla vita quotidiana dell'epoca, ma con una prospettiva dal basso, della gente comune, anche attingendo a ricordi personali dei racconti di genitori e nonni. È stata forse la cosa più cara fatta qui, ma è valsa ogni euro speso
2) Il mercato di Obor è il più grande e famoso di Bucarest. La maggior parte delle bancarelle sono di contadini che vendono direttamente i loro prodotti (tipo dei pomodori che sanno di pomodoro). La vera star del luogo è però la Terasa Obor: una tettoia con una manciata di tavoli, musica balcanica a palla e una coda infinita fuori che aspetta di ordinare i piatti del ricco menu: mici, senape, pane e birra. No, i mici non sono di carne di gatto. Forse. Di sicuro si digeriscono tra le 12 e le 24 ore
3) Di nuovo sotto la pioggia, facciamo un giro in centro, tra lo sgarrupato Pasajul Englez, il più pretenzioso Pasajul Macca-Villacrosse, la famosa libreria Carusel, la magnifica chiesa Stavropoleos e la Curtea Veche. Questa in teoria è la zona più antica di Bucarest e lì si trova anche la celebre statua di Vlad Tepeș (cioè "Dracula", anche se non lo è) riprodotta su tazze, magliette e magneti per frigo. E però la statua non si vede, risucchiata — indovinate un po' — nel cantiere di ristrutturazione
4) Ci rituffiamo nel Novecento romeno con il museo del Comunismo, che racconta in lunghissimi pannelli scritti quello che ci ha raccontato Bogdan questa mattina. È un po' finto ma tutto sommato non è male, senza Ferestroika ci sarebbe piaciuto, così invece abbiamo notato la differenza
5) Sempre più distrutti dal viaggio e dalla digestione, stasera ci limitiamo a una zuppa (che qui amano molto) e ci trasciniamo a nanna
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