Ecu Lab Auto

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Siamo Gian Marco Caponera e Damiano De Santis, fondatori di Ecu Lab Auto.

Siamo due Tecnici Automotive specializzati in Blue&Me, centralina motore Ecu, File Service e chiavi e telecomandi auto.

05/10/2024

Se sono l’uomo che sono oggi, lo sono perché mio padre ha creduto nel bambino che ero ieri. Si dà spesso per scontato che un padre, solo per il fatto di essere tale, sia buono, bravo e invincibile, ma con mio padre questo non è sempre stato vero.

Non fraintendetemi, è solo che alle volte ho creduto di non potercela fare, ad essere come lui intendo, di non poter superare quell’ombra enorme che mio padre è, perché lui, nel suo lavoro, posso dirlo con fierezza, è il migliore.
Quando scegli di lavorare al fianco di tuo padre, scegli di trasformare una relazione per natura complessa e quasi intoccabile, quella padre-figlio, fatta di lavate di testa, urla, incomprensioni, pacche sulle spalle: ecco, se scegli di lavorare insieme quel rapporto deve necessariamente cambiare, deve essere uomo a uomo ed è in questo cambiamento che finalmente riesci a comprendere che tuo padre, per quanto buono e bravo sia, non può essere invincibile. Al diavolo l’invincibilità, mi leverebbe il gusto di aver raggiunto il traguardo con fatica.

Sul posto di lavoro, mio padre è Luciano.
“Lucia’ vie’ un attimo”, “Lucia’ ma ‘sta spia”, “Lucia’ apri un po’ ‘sta centralina”…
Se un padre ha diecimila responsabilità nei confronti di un figlio, secondo voi quante ne avrà se ci lavora anche assieme?

Grazie a questo rapporto ho capito cosa volevo e cosa non volevo dalla mia vita ed ho iniziato a seminare sogni. La meraviglia dei sogni è che sono contagiosi e che, facendosi forza l'un l'altro, alla fine si realizzano.

Oggi Ecu Lab Auto esiste proprio grazie a questa faticosa ma gratificante realizzazione, perché l'abbiamo desiderato così forte...

Io non so se sarò mai come Luciano ma forse non serve, sarò come me e questo (anche se fa paura) mi piace da morire.
Grazia pa’, da qui in poi ce la faccio.

Damiano

30/08/2024

C’è stato un periodo durante gli anni delle superiori in cui ho pensato di abbandonare la scuola, pensiero che si è subito spento dopo un mese di calce e mattoni.

L’unico amore costante della mia vita rimaneva la meccanica; le notti, nell’officina di casa, sognavo una mia azienda in futuro, simulavo l’accettazione clienti, stilavo preventivi che non consegnavo.

Subito dopo il diploma, entro come perito areonautico in una nota azienda che si occupa di difesa e aereospazio. Alla mia richiesta di trasferimento in America seguono “eh ma sai, il grado, il titolo, è troppo poco che sei qui”, ah ok, vi ringrazio, è stato bello “mi licenzio”.

In America ci vado da solo, là c’è il futuro della meccatronica, i miei ancora devono digerire l’aver stracciato il mio contratto a tempo indeterminato ma non mi posso fermare ora, non a vent’anni: cari mamma e papà mi avete insegnato tanto ma una cosa sento di poterla dire io a voi, che la vita, diversamente dai contratti, ha tempo determinato ed io non voglio vivere di rimorsi.

Torno in Italia dopo due anni nel Nuovo Mondo e ad Alatri, nell’autofficina di Luciano imparo che forse ho peccato di superbia, che c’è ancora tanto da sapere e che non sempre serve fare migliaia di chilometri per imparare qualcosa e per realizzarsi. Ma non è il mio momento, non trovo pace, devo andare via... Via… Questa sensazione mi perseguita, non sentirmi mai a casa in nessun posto e vedere sempre la mia autofficina un traguardo irrealizzabile... Mi fermo un anno, è meglio così, il tempo e le esperienze che verranno chiariranno tutto.

Per amore finisco a Roma e in quell’anno accade l’evento più importante della mia vita: divento padre.

Papà, 4 lettere e tonnellate di responsabilità di cui la più grande restava sempre e solo una: insegnare a mia figlia che nella vita se ci credi alla fine si avvera.

Credici amore mio, sempre, non c’è limite ai sogni e non ascoltare chi ti dice il contrario e stavolta ti dimostrerò che si può, che dopo anni ce la faccio stavolta perché casa è dove sei tu. Apro la mia prima autofficina in Via Angelo della Pergola 18 a Roma.

Benvenuta vita, da qui in poi è tutto futuro.

Gian Marco

13/08/2024

Tanto tempo fa, in un paesino lontano lontano, vivevano due ragazzi che sognavano di lasciare un’impronta nella storia dell’automotive.

I nostri due protagonisti iniziavano la loro strada separatamente, senza rivolgersi sguardi che che potessero lasciar intuire un futuro comune.

Il primo dei due aveva un’autofficina piccola piccola, ricavata da un magazzino nel terreno di campagna di proprietà della famiglia e giocava al meccanico. Metteva le mani nei motori, cercava di sentirli come fanno i chirurghi con gli organi durante un’operazione, li sentiva ba***re e ruggire e si emozionava come se la spia motore fosse in parte la spia del cuore. Armeggiava con motorini suoi e non suoi, ne aumentava le prestazioni e s’accorgeva che le ali che sentiva crescergli sul dorso gliele aveva messe il Boosterino regalato dal padre.

Il secondo litigava col contagiri della vita, faceva da sinistra a destra tra “quel che vorrei per me” e “quel che vorrebbero da me” aggrovigliandosi il cervello su cosa fare, dove andare, che strada seguire. Col limitatore di velocità inserito, studiava all’università (ché non si sa mai) ma sognava l’elettronica auto, le centraline, i cavi e le connessioni prendevano a spintoni le lezioni di Economia.

In quel paesino inizia la nostra storia e a te, caro lettore, grazie d’esser rimasto fin qui; se vorrai ti racconteremo di noi, non eroi ma uomini, che abbiamo con fatica affrontato i nostri draghi per aprirci la strada verso casa.

È il bello della vita, che la puoi scrivere in favola perché, quanto è vero, i sogni son fatti per essere tirati fuori dai cassetti.

11/08/2024

Non siete pronti a quello che sta per succedere!

Stay tuned, stay tuning 🔥

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