Centro Sociale Rivolta
Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Centro Sociale Rivolta, Locale per spettacoli ed eventi, Via Fratelli Bandiera, 45, Venice.
16/08/2026
Seconda cena per Jack!
Sabato 19 settembre 2026
A due anni dalla morte di Jack, il suo ricordo continua a trasformarsi in pratica nelle azioni quotidiane di tantissime cittadine e cittadini che ogni giorno fanno del bene per il proprio territorio e non si girano dall’altra parte.
Con ancora nel cuore le immagini dell’anno scorso, vogliamo invitare ancora a ritrovarci per una cena che non sia solo un importante momento per ricordare Jack, ma anche un altro esempio di azione concreta: condividere il proprio cibo con altre persone, conoscersi e abbattere ogni muro, mentre mangiando insieme facciamo rivivere un luogo della città di cui nessuno si prende cura, presidiando insieme uno spazio che diventa sicuro grazie alla presenza di centinaia di persone.
Ci vediamo per cenare insieme, sabato 19 settembre!
Intanto segnatevi il giorno; a brevissimo aggiornamenti e indicazioni per il luogo e tutto il resto!
03/08/2026
SOLIDARIETA’ A SPIN TIME
Spin Time è un’esperienza di occupazione che nel cuore di Roma dimostra da 14 anni come uno stabile possa essere recuperato per dare un tetto sopra la testa a più di cento famiglie che si sostengono a vicenda e si autorganizzano, in relazione con le decine di progetti sociali e culturali che lo spazio ospita, e sottraendolo alla rendita e alla speculazione immobiliare.
4 giorni fa centinaia di persone sono state evacuate dagli appartamenti di Spin Time a causa di un principio di incendio. Nonostante sia stato sedato in poco tempo e non abbia portato a danni all’edificio, da 4 giorni centinaia di persone vivono e dormono per strada senza alcuna spiegazione, tradotto: durante il governo Meloni anche un problema di sicurezza prontamente risolto, può essere usato come scusa per lasciare uno spazio all’abbandono e decine di famiglie senza una soluzione abitativa, tra l’altro durante le giornate più calde dell’anno.
Da giorni centinaia di persone da tutta Roma sostengono e attraversano il presidio permanente fuori da Spin Time, supportando l3 sfollat3, chiedendo il rientro immediato di tutte le famiglie nelle proprie case e riempiendo la strada di tutte le attività ospitate nell’edificio.
Se gli interessi privati coinvolti o qualche disperat3 che grida “ordine e disciplina” speravano che questa sarebbe stata la fine di Spin Time si sbagliano di grosso, come dimostrato dalla forza della sua grande rete solidale riunita in queste ore, per resistere sempre un giorno più di chi gode nel vedere spazi sociali chiusi e famiglie per strada in nome di una presunta legalità.
GIU’ LE MANI DAGLI SPAZI SOCIALI
LUNGA VITA AI QUARTIERI CHE RESISTONO
31/07/2026
Flash mob domani davanti al municipio di Marghera!
Prevenzione e sicurezza !
L'incendio scoppiato per la seconda volta alla banchina Terminal Multiservice a Marghera e il cortocircuito dell'amministrazione comunale e degli organi preposti che non hanno allertato la popolazione sui rischi per la salute sono fatti gravi su cui vogliamo chiarezza.
Basta rischi per la salute!
Vogliamo prevenzione e sicurezza dal rischio industriale.
Basta sottovalutare la crisi climatica!
Invertire la rotta ora!
21/07/2026
Ciao Aurora compagna di tante battaglie.
Sempre generosa a difesa dei diritti, dell'ambiente, delle donne, delle persone migranti.
Sempre pronta a difendere le compagne e le lotte in piazza e nei tribunali.
Determinata, ironica e libera. Libera tu e instancabile nel conquistare e riconquistare la libertà per tutte.
20/07/2026
VERITÀ E GIUSTIZIA PER ABDERRAHIM FAKIR
Prima, un uomo vivo.
Una persona distesa a terra, sotto le mani e il peso della Polizia. Il personale medico guarda immobile. Si sentono grida di aiuto.
Poi, un uomo morto.
Ormai stanno girando in tutt’Italia le immagini dell’omicidio di Abderrahim Fakir a Bologna. A noi oggi interessa dire qualcosa di semplice, estremamente semplice, forse il punto da cui ripartire in un dibattito pubblico marcio come quello italiano: non si può morire sotto le mani della Polizia, nelle mani dello Stato. Punto.
Quello che è successo ieri, e ancor di più la reazione a mezzo social di parte di questo paese che non è riuscita a partorire altro che commenti come “uno di meno” e altre merdate razziste simili, sono frutto di un decennale e scientifico processo di imbarbarimento della società.
Un percorso iniziato più di 10 anni fa, che in questi anni ha toccato tappe fondamentali tra cui i CPR in Albania e i decreti sicurezza del governo Meloni, una propaganda portata avanti da una schiera di podcaster di destra pronti a dire qualsiasi st*****ta che giustifichi odio e razzismo, fino alla Remigrazione portata in palmo di mano da Vannacci.
Un progressivo spostamento a destra che oggi porta alle dichiarazioni di Galeazzo Bignami (FdI) che, di fronte a un evidente caso di omicidio ai danni di una persona di origine straniera, ha il coraggio di descriverlo come un “intervento professionale ed adeguato” da parte della Polizia.
Lo stesso spostamento a destra che negli Stati Uniti prova a legittimare ogni violazione dei diritti umani, dove l’ICE arresta, deporta e uccide su mandato diretto del presidente Trump, mentre migliaia di persone si organizzano per resistere ai rastrellamenti.
In questo clima di odio e razzismo continueranno ad aumentare questi episodi, soprattutto in un paese come l’Italia che, a 25 anni dal G8 di Genova, non ha ancora fatto i conti con la violenza sistemica e brutale delle forze dell’ordine, costantemente giustificata dall’alto, nonostante i tanti, troppi abusi e le diverse condanne da parte dell’Unione Europea sul tema.
Da Bologna fino ai nostri quartieri.
No justice, no peace.
10/05/2026
Venerdì abbiamo partecipato a un grande corteo per contestare la presenza del padiglione israeliano alla biennale di Venezia, che da via Garibaldi ha raccolto artistə, lavotorə della biennale in sciopero, attivistə e solidali da tutto il Veneto.
Al tentativo della manifestazione di andare verso il padiglione israeliano la polizia ha caricato, mostrando per l'ennesima volta il volto di un governo complice del governo genocida di Netanyahu.
I nomi di Thiago e Sayf, allora ostaggi nelle carceri israeliane, sono risuonati nelle calli veneziane, mentre tantissime voci in coro chiedevano il loro immediato rilascio, di cui è stato dato annuncio proprio ieri, anche grazie alla mobilitazione internazionale in loro solidarietà.
In un mondo schiacciato dalla guerra globale permanente, di fronte al genocidio palestinese, alla violenza dei coloni israeliani in Cisgiordania, ai bombardamenti in Libano, alla repressione dei Pasdaran e alla guerra in Ucraina e in Iran, milioni di persone in tutto il mondo si mobilitano contro gli interessi economici e politici che muovono i troppi conflitti globali.
Che si chiamino Trump, Netanyahu, Putin o prendano il volto di uno qualsiasi dei nuovi governi autoritari come quello Meloni, ci saranno sempre persone pronte a lottare per un futuro diverso, per un mondo nuovo, per la libertà di tuttə.
Palestina libera!
01/05/2026
30/04/2026
Hanno attaccato la Flotilla!
Tutt* in piazza!
OGGI, GIOVEDI 30 APRILE, ORE 18:30
Davanti al Municipio di MESTRE in via Palazzo
A sostegno della Global Sumud Flotilla!
Mobilitazione d'emergenza.
La scorsa notte decine di barche della Global Sumud Flotilla dirette verso Gaza sono state attaccate e rapite in acque internazionali al largo della Grecia. È un vero e proprio atto di pirateria del governo israeliano e del suo esercito nei confronti del convoglio umanitario e dell* attivist* a bordo. Non possiamo stare a guardare. Dobbiamo mobilitarci immediatamente come abbiamo fatto come abbiamo fatto a settembre.
Giù le mani dalla Flotilla!
Libertà immediata per gli attivisti e le attiviste rapite!
25/04/2026
Un enorme corteo ha riempito Mestre oggi, per un 25 aprile di lotta.
Più di 7mila persone in piazza al grido di "Liberiamoci dalla Guerra, contro ogni fascismo!", per opporsi ai conflitti che continuano ad aumentare nel mondo, in un'escalation sempre più evidente negli ultimi anni, permessa da tutti quei governi, compreso il nostro, sempre più autoritari.
7mila persone che si oppongono all'aumentare delle bombe e al diminuire dei diritti.
Scendere in piazza oggi vuol dire mobilitarsi ogni giorno, riconoscendo ingiustizie e discriminazioni a partire dalla propria città, rifiutando la guerra tra poveri che la propaganda delle destre continua ad alimentare e di cui da 11 anni vediamo i disastrosi risultati.
Le migliaia di persone scese in piazza oggi a Mestre hanno unito le loro voci a quelle dei milioni di persone che nel mondo, dall'Iran, alla Palestina, all'Ucraina, lottano contro guerra e regimi per una vita diversa.
Una voglia di cambiamento che esonda e torna a riempire le piazze, per un 25 aprile che non è solo memoria ma pratica quotidiana.
Riprendiamoci la città
Riprendiamoci il futuro
16/04/2026
BASTA ABUSI IN DIVISA - SOLIDARIETÀ ALL3 ATTIVIST3 DEL CENTRO SOCIALE PEDRO DI PADOVA
Ieri notte c'è stato un controllo da parte delle forze dell'ordine, nei pressi dell'assemblea verso il 25 aprile di Padova, appena conclusa.
Durante le perquisizioni, in maniera assolutamente ingiustificata, è esplosa la violenza da parte dei Carabinieri che hanno ammanettato e schiacciato a terra uno dellə attivistə, arrestandone altrə 4 presenti, e successivamente picchiando la gente venuta per monitorare e seguire quello che stava succedendo.
4 attivistə sono processatə oggi per direttissima.
La volontà di alzare la tensione e di applicare pratiche repressive senza alcuna remora è conseguenza diretta della retorica e delle politiche autoritarie del governo Meloni.
Solidarietà allə compagnə del Pedro! Tuttə liberə!
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