Ettore Ribaudo

Ettore Ribaudo

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Rifacciamo grande Udine Mi sono occupato di Politica sin dal 2007 prima da semplice cittadino poi collaborando con alcune Istituzioni primarie.

Adesso mi hanno offerto di partecipare attivamente ad un progetto che ho sposato in pieno. Basta Yes Man in Politica.

25/08/2026

Ma davvero?
Angelo è in rianimazione, in coma, e le sue condizioni si sono aggravate. Oggi il padre dice una cosa che dovrebbe far gelare il sangue: «Mio figlio sta lottando per restare in vita».
E il ragazzo accusato di avergli sferrato quel pugno, facendolo cadere e provocandogli un gravissimo trauma cranico, dopo la convalida dell’arresto viene mandato ai domiciliari.
Sia chiaro: la presunzione di innocenza è sacrosanta e la giustizia deve fare il suo corso.
Ma da cittadino una domanda la voglio fare: se un ragazzo è in coma e rischia la vita dopo un’aggressione violentissima, davvero la misura cautelare adeguata è mandare l’aggressore a casa?
Perché mentre si discute di garanzie per chi è accusato, c’è una famiglia che passa le giornate fuori da una rianimazione chiedendosi se il proprio figlio tornerà a casa.
La giustizia deve essere garantista. Ma non può mai dimenticare la vittima.

Photos from Ettore Ribaudo's post 01/08/2026

✨ Una serata da ricordare sul Matajur. 🌙⭐
Ieri sera abbiamo avuto il privilegio di condividere con tante famiglie, bambini e appassionati il fascino dell'astronomia. La Luna si è fatta attendere, quasi volesse creare un po' di suspense, ma quando è finalmente apparsa, con il suo caratteristico colore rossastro, ha regalato un'emozione che ha lasciato tutti a bocca aperta.
Tra racconti, curiosità, costellazioni e osservazioni al telescopio, abbiamo visto negli occhi dei più piccoli quella meraviglia che è il motivo per cui facciamo tutto questo.
Un grazie di cuore a tutti i partecipanti per l'entusiasmo e l'attenzione dimostrati. E un grazie anche a Giulio, con cui è stato un piacere condividere questa esperienza.
Ci vediamo alla prossima serata sotto il cielo del Matajur! 🔭✨

14/07/2026

La 'pastasciutta antifascista' lascia il tempo che trova. Il fascismo è finito oltre 80 anni fa. Oggi chi si riempie la bocca di antifascismo dovrebbe guardare ai propri metodi: quando si cerca di impedire agli avversari di parlare, si contestano i comizi con intimidazioni o violenze e si prova a zittire chi la pensa diversamente, si tradiscono i principi della democrazia. Meno propaganda sul passato e più rispetto del pluralismo nel presente.

09/07/2026

L'ipocrisia dell'Occidente è sotto gli occhi di tutti. Da una parte si dice di volere la pace, dall'altra si continua ad alimentare il conflitto con miliardi di euro e di dollari in armi e aiuti militari. Se davvero l'obiettivo fosse fermare la guerra, ogni sforzo sarebbe concentrato sulla diplomazia e sul negoziato, non sull'escalation. Una guerra per procura si combatte sempre sulla pelle di qualcun altro, mentre il conto lo pagano i cittadini e le vittime del fronte. La pace non si costruisce armando un conflitto senza fine
The West's hypocrisy is plain for all to see. On one hand, it claims to want peace; on the other, it continues to fuel the conflict with billions of euros and dollars in weapons and military aid. If the real goal were to end the war, every effort would be focused on diplomacy and negotiations, not on escalation. A proxy war is always fought on someone else's soil and at the expense of others, while ordinary citizens and those on the front lines pay the price. Peace is not built by sustaining an endless conflict.

Photos from Ettore Ribaudo's post 18/06/2026

(estratto dal Capitolo IX)

"Le preferenze sono assenti da decenni nel sistema nazionale. Non è una dimenticanza. È una scelta deliberata. Le segreterie di partito non vogliono le preferenze perché romperebbero il loro controllo sulla selezione dei parlamentari. Con le liste bloccate, decide il segretario. Con le preferenze, decide l'elettore. La differenza non è tecnica: è politica."

— Cap. IX

14/06/2026

Dodici anni fa, in una trasmissione televisiva, proposi una misura semplice: rendere obbligatorio il fotovoltaico sui tetti delle nuove abitazioni e dei nuovi edifici industriali, con incentivi adeguati.
Già allora gli italiani pagavano l'energia molto più della media europea.
La proposta fu ignorata.
Oggi ci raccontano che le bollette aumentano, che l'energia costa troppo e che famiglie e imprese sono in difficoltà. Tutto vero. Ma quante di queste difficoltà avremmo potuto evitare se avessimo avuto il coraggio di programmare il futuro invece di rincorrere le emergenze?
Chi governa dovrebbe guardare ai prossimi vent'anni, non ai prossimi venti giorni.
Le occasioni p***e hanno un costo. E quel costo oggi arriva ogni mese in bolletta.
innovazione autonomiaenergetica politica

29/05/2026

Un paese che si racconta storie
Partiamo da un dato di fatto scomodo. L’Italia della Seconda Repubblica non è un esperimento fallito. È un esperimento riuscito benissimo — solo che l’obiettivo non era quello dichiarato.
L’obiettivo dichiarato, quello che i protagonisti del dopo-Tangentopoli recitavano con faccia compunta davanti alle telecamere, era la modernizzazione. La riforma. Il rinnovamento. Buttare fuori i vecchi e portare aria nuova. Trent’anni dopo, i vecchi sono ancora lì. L’aria è la stessa. E i protagonisti di quella stagione di promesse sono invecchiati occupando esattamente le stesse poltrone che avrebbero dovuto liberare.
L’obiettivo reale — non dichiarato, forse nemmeno del tutto consapevole — era sopravvivere. Restare. Adattarsi. E in questo, la classe politica italiana è straordinariamente brava. Ha attraversato Tangentopoli, la fine dei partiti storici, l’avvento di internet, la crisi finanziaria del 2008, la pandemia, la guerra in Ucraina, la guerra in Medioriente. Ne è uscita ogni volta sostanzialmente indenne, cambiando i nomi sulle porte degli uffici ma lasciando invariate le logiche di fondo. Il gattopardo, appunto.

20/05/2026

oggi fa la dura e pura della Lega, ma la memoria non è un optional. Quando era in Forza Italia, appena capì che aria tirava e che senza ricandidatura la poltrona rischiava di saltare, fece il classico salto della qu***ia verso il Carroccio. Altro che coerenza politica: più che un percorso ideale, sembrava un trasloco strategico. In politica certi cambiano partito come si cambia il filtro Instagram: basta che garantisca più visibilità Adesso però critica la

18/05/2026

In Italia quando uno massacra persone “era depresso”, “era fragile”, “aveva problemi”. All’estero, se semina terrore e morte tra civili, lo chiamano terrorista. Qui invece si cerca sempre la giustificazione psicologica. Due pesi, due misure.

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