Pat

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Photos from Pat's post 30/09/2026

“Perché io e te siamo l’insieme, insieme oppure no”

Parlare di questo brano è difficile.

Innanzitutto è il primo realizzato nella composizione dell’album. Quindi è l’apripista di tutto il lavoro. È un brano pop.

E credo sia il brano (d’amore) più bello che io abbia mai fatto. (Avevi ragione)

Potrei parlare per ore della relazione con la persona per cui l’ho scritto.

Conosco molto bene, ad oggi, tutti gli schemi che reitero per allontanarmi da una relazione e per (non) viverla. E gran parte di questi sono stati presenti anche in questa situazione.

Ho letto da qualche parte che, stando ad alcune leggende, tradizioni o visioni del mondo, quando incontri certe persone non succede esattamente quello che ci raccontano i film Disney.

Quando incontri quella che tante tradizioni definiscono come “la tua anima gemella”, fa male. Per davvero.

È un lavoro duro incontrarla.

È come mettersi davanti a uno specchio.

E quello specchio ti mette davanti a tutte le tue paure, ai tuoi limiti, alle cose che non sei ancora pronto ad affrontare.

Ti porta ad avere dei picchi clamorosi e dei crolli altrettanto grandi.

Ed il senso di incontrarla è proprio questo: costringerti a guardarti davvero. A cambiare. Ad evolvere.

Quando quel percorso finisce e hai fatto quella crescita, quell’anima se ne va.
(Sempre secondo le tradizioni eh)

Il suo lavoro con te è terminato, ma non per questo smetti di essere legato a lei.

Anche se in cuor tuo sai che, forse, è giusto che le vostre strade si siano divise.

Resta comunque che io non sappia quante volte nella mia vita potrò ancora avere il lusso di vivere delle emozioni così.

“INSIEME” parla di questo.

E sono sicuro che a tutti, ascoltandola, verrà in mente una persona.

Io ho raccontato la mia storia.

La storia più bella che non ho mai avuto il coraggio di vivere.

Ringrazio ale ;) per essersi prestata nel ruolo di corista in questo pezzo così importante per me.

“INSIEME” fuori domani alle 18.00

📸 Milligan Studios

17/09/2026

“SOLO”

DEDICA A B. (2000-2019)

🎤 feat.
Prod.
📹 .0
Rec e mix

Photos from Pat's post 16/09/2026

“Ciao, mi chiamo P., ho 19 anni e se ascolti questo pezzo ho deciso di ammazzarmi.”

“SOLO”, primo estratto, è probabilmente e volutamente, il brano più disturbante del disco.

Nel 2019 un mio contatto di Facebook condivise la storia di un ragazzo di 19 anni che si tolse la vita dopo aver postato un video in cui spiegava perché lo stava facendo.

Dai giornali, nel video appariva una persona con una lucidità estrema, convinta però che morire fosse la scelta migliore.

Non era per bullismo.
Non era per una delusione amorosa.
Non c’era una famiglia assente.
Non c’erano problemi economici.

E quindi tutti a chiedersi perché. A indignarsi.

Ma dov’erano tutti prima?

Cosa sappiamo veramente di cosa che c’è dentro la testa di un’altra persona?

Nella mia vita, e non mi vergogno a dirlo, ho pensato più volte a questo finale. Anche da molto giovane.

E il fatto che io sia ancora qui non significa che non possa capire, almeno in parte, quello che può aver pensato quel ragazzo.

“SOLO” nasce da lì.

Dalla solitudine, dall’incomprensione e dalla rabbia verso chi si indigna per dieci minuti e il giorno dopo ha già dimenticato tutto.

Ho provato a calarmi di nuovo in quella parte di me che guardava dal nono piano di un palazzo. E nei panni di un ragazzo nato nel 2000 che ne aveva 19 al momento del suicidio.

Per provare a capire cosa può succedere quando decidi di fare quel gesto anche se nessuno se lo aspetta da te.

A volte il problema non sei tu.

A volte il problema è il mondo, anche io, se non si accorge di niente a parte di sé stesso.

Non so cosa ci sia dopo. Non so nemmeno se ci sia qualcosa e non voglio fare della “retorica insopportabile come Sandro Curzi” (cit.).

Mi piace però pensare che, attraverso questa canzone, quel ragazzo possa essere ricordato da qualcuno che non avrebbe mai conosciuto la sua storia.

E che magari, a 700 o 800 chilometri di distanza, ci fosse qualcuno che avrebbe potuto capire quello che stava pensando.

Qualcuno che aveva provato qualcosa di simile.

Qualcuno che avrebbe potuto fargli sentire che non era così solo.

“SOLO” fuori domani alle 18.00.

Grazie a Sara Voyron per aver prestato la sua voce al pezzo.

📸 Milligan Studios

14/09/2026

Quello nella foto non sono io.

O meglio, sono io, ma è stato faticoso convincermi a riconoscermi in ciò che vedo.

Non ho voglia di apparire. Continuo a non capire come un social nato per le foto sia diventato così cruciale nel mercato musicale. Come sia diventato più importante ciò che mostri rispetto a ciò che hai da dire.

Ho finito questo disco sei mesi fa e non sapevo se pubblicarlo o tenerlo nel cassetto.

Ma io, in questo disco, qualcosa da dire ce l’avevo.

Ci ho messo tutto ciò che è successo negli ultimi due anni di vita: l’amore/odio per la scrittura e per questa musica, i flussi di coscienza che ho 24/7, le uniche due relazioni che hanno lasciato un segno, il calcio e l’agonismo che sviluppo su ogni fronte, a volte trattandolo in modo serio, altre in modo ironico.

Il 2024 è stato l’anno più bello della mia vita.
Il 2025 non proprio.

Senza sapere dove arrivare, brano per brano si è incastrato tutto, senza un concept. Ogni pezzo terminato, anche se parlava di cose diverse, portava allo stesso punto, alla stessa dichiarazione d’intenti, visione e totalità.

Non volevo fare un disco per essere visto. A 35 anni, come dice Marsellus Wallace in Pulp Fiction: “Se dovevi farcela, ce l’avresti già fatta”. E in un mondo in cui tutti affittano una Lambo, hanno la gang dietro, mille donne, si copiano l’un l’altro, io per un anno non ho postato nulla.

Ho deciso di mettere tutto in 11 canzoni.

Perché a volte ciò che hai dentro o vissuto è più interessante di quello che devi inventarti per assomigliare ad altri.

Questo disco è reale. Ma essere veri non basta: ho provato a fare anche bella musica da ascoltare.

Quindi sì, non sono io in quella foto. È solo il tentativo di dare al lavoro l’opportunità che si merita a 360 gradi.
Ma sono io in ogni pezzo.

Non cerco di arrivare e quasi certamente non succederà. Voglio però sapere di aver fatto qualcosa di mio, di cui sono davvero orgoglioso ogni volta che premo play.
Per la prima volta.

Per undici settimane, quindi, avrete un assaggio di ogni traccia, poi probabilmente uscirà su tutte le piattaforme.

Non ha neanche ancora un titolo, ma WELCOME TO FALLITOPOLI mi ispira parecchio.

📸 Milligan Studios

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