La Monella Ribelle

La Monella Ribelle

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Gli artisti hanno un insolita sensibilità assorbono ed esprimono ciò che hanno intorno. Idem 🤗 Libera pensatrice indipendente 🇮🇹 art.21 Cost. Io dono emozioni.

La mia mente è disubbidiente, irrequieta, instabile; è difficile da tenere a bada, da controllare...
Va in disaccordo e al tempo stesso in armonia con la mia indole mite e buona ma vivace e passionale. Sospesa tra il bene e il male, tra il giusto e l'ingiusto,
tra principi e i valori che sono parte integrante della
mia vita, ho un insolita sensibilità artistica nell'assorbire e esprimere quello ch

29/11/2025
From the River to the Sea 

Quando i palestinesi parlano di ‘dal fiume al mare’ non invocano la cancellazione di nessuno: esprimono il sogno di un’unica terra in cui tutti — ebrei, musulmani, cristiani e laici — possano vivere con uguali diritti, dignità e libertà.
Un luogo senza apartheid, senza occupazione, senza cittadini di serie A e serie B.
Un futuro in cui il vivere insieme non sia un’eccezione, ma la normalità.
Un’unica casa condivisa, dal fiume Giordano al Mar Mediterraneo, dove la giustizia e l’uguaglianza siano finalmente reali per tutti.

Arundhati Roy offre una critica appassionata dell'oppressione subita dai palestinesi, evidenziando il contesto storico e la violenza in corso derivante dall'occupazione israeliana. Chiede una comprensione più ampia della crisi umanitaria a Gaza, condannando la complicità degli Stati Uniti e di altre nazioni potenti e contestando l'idea degli Stati Uniti come mediatore neutrale. Sostenendo il diritto dei palestinesi a resistere all'oppressione, l'oratrice traccia parallelismi con altri gruppi che lottano contro il colonialismo e l'apartheid. Inoltre, sottolinea la resilienza di coloro che vivono a Gaza e in Libano, auspicando una visione fiduciosa della lotta di liberazione come impegno continuo piuttosto che come un'impresa passeggera, incoraggiando gli ascoltatori a rimanere concentrati sull'obiettivo a lungo termine di libertà e giustizia per la Palestina.

Palestine will be free 🇵🇸.

#palestine #gaza #gazaunderattack #freepalestine🇵🇸 #palestine🇵🇸 #war #israel #humanrights 

@shahi_shahbaz 21/11/2025

From the River to the Sea Quando i palestinesi parlano di ‘dal fiume al mare’ non invocano la cancellazione di nessuno: esprimono il sogno di un’unica terra in cui tutti — ebrei, musulmani, cristiani e laici — possano vivere con uguali diritti, dignità e libertà. Un luogo senza apartheid, senza occupazione, senza cittadini di serie A e serie B. Un futuro in cui il vivere insieme non sia un’eccezione, ma la normalità. Un’unica casa condivisa, dal fiume Giordano al Mar Mediterraneo, dove la giustizia e l’uguaglianza siano finalmente reali per tutti. Arundhati Roy offre una critica appassionata dell'oppressione subita dai palestinesi, evidenziando il contesto storico e la violenza in corso derivante dall'occupazione israeliana. Chiede una comprensione più ampia della crisi umanitaria a Gaza, condannando la complicità degli Stati Uniti e di altre nazioni potenti e contestando l'idea degli Stati Uniti come mediatore neutrale. Sostenendo il diritto dei palestinesi a resistere all'oppressione, l'oratrice traccia parallelismi con altri gruppi che lottano contro il colonialismo e l'apartheid. Inoltre, sottolinea la resilienza di coloro che vivono a Gaza e in Libano, auspicando una visione fiduciosa della lotta di liberazione come impegno continuo piuttosto che come un'impresa passeggera, incoraggiando gli ascoltatori a rimanere concentrati sull'obiettivo a lungo termine di libertà e giustizia per la Palestina. Palestine will be free 🇵🇸. #palestine #gaza #gazaunderattack #freepalestine🇵🇸 #palestine🇵🇸 #war #israel #humanrights @shahi_shahbaz

“#PaoloBorsellino voleva indagare su #SilvioBerlusconi e #marcellodellutri, e se non fosse stato assassinato #ForzaItalia non sarebbe mai nata”.

Con queste parole Giorgio Bongiovanni, direttore di @antimafiaduemila, ha aperto ieri sera il suo intervento al talk conclusivo della rassegna culturale “#Resistenzə”, organizzata dal movimento @ourvoiceit dal 25 al 28 settembre al Cre.Zi. Plus di #Palermo. Un confronto serrato e senza sconti, moderato da Marta Capaccioni di Our Voice, che ha visto sul palco anche il procuratore aggiunto di Catania Sebastiano Ardita e, in collegamento, la vicedirettrice de Il Fatto QuotidianoMaddalena Oliva.

Al centro del dibattito, la riforma della giustizia e la crisi dell’istituto della collaborazione, strumento fortemente voluto da #GiovanniFalcone, e definito da Bongiovanni “la password per scardinare Cosa nostra e tutte le organizzazioni criminali”. Un’arma che negli anni ’90 ha permesso di “condannare praticamente tutta la cupola mafiosa, i mandanti interni ed esterni delle stragi”. Ricordando il caso di Santino Di Matteo, Bongiovanni ha sottolineato come “le rivelazioni dei collaboratori abbiano mostrato che Cosa nostra non era un anti-Stato, ma spesso operava in accordo con pezzi delle istituzioni”.

Il direttore ha denunciato la volontà politica, emersa già a partire dagli anni ’90, di depotenziare le collaborazioni: “Quando i pentiti alzano il tiro e iniziano a rivelare segreti di Stato, quando Cancemi racconta che Riina diceva di mettersi nelle mani di Dell’Utri e Berlusconi, la politica interviene per fermare tutto. Non perché i mafiosi dicano bugie, ma perché rischiano di svelare verità che non dobbiamo sapere. Segreti di Stato”.

LINK IN BIO per l'intervento integrale

📲 Fai la tua parte: COMMENTA con il tuo pensiero, SALVA il reel e CONDIVIDILO con chi, come te, è ANTImafia!

https://www.antimafiaduemila.com/home/primo-piano/106355-bongiovanni-borsellino-avrebbe-indagato-b-e-dell-utri-la-strage-ha-salvato-forza-italia.html 21/11/2025

“#PaoloBorsellino voleva indagare su #SilvioBerlusconi e #marcellodellutri, e se non fosse stato assassinato #ForzaItalia non sarebbe mai nata”. Con queste parole Giorgio Bongiovanni, direttore di @antimafiaduemila, ha aperto ieri sera il suo intervento al talk conclusivo della rassegna culturale “#Resistenzə”, organizzata dal movimento @ourvoiceit dal 25 al 28 settembre al Cre.Zi. Plus di #Palermo. Un confronto serrato e senza sconti, moderato da Marta Capaccioni di Our Voice, che ha visto sul palco anche il procuratore aggiunto di Catania Sebastiano Ardita e, in collegamento, la vicedirettrice de Il Fatto QuotidianoMaddalena Oliva. Al centro del dibattito, la riforma della giustizia e la crisi dell’istituto della collaborazione, strumento fortemente voluto da #GiovanniFalcone, e definito da Bongiovanni “la password per scardinare Cosa nostra e tutte le organizzazioni criminali”. Un’arma che negli anni ’90 ha permesso di “condannare praticamente tutta la cupola mafiosa, i mandanti interni ed esterni delle stragi”. Ricordando il caso di Santino Di Matteo, Bongiovanni ha sottolineato come “le rivelazioni dei collaboratori abbiano mostrato che Cosa nostra non era un anti-Stato, ma spesso operava in accordo con pezzi delle istituzioni”. Il direttore ha denunciato la volontà politica, emersa già a partire dagli anni ’90, di depotenziare le collaborazioni: “Quando i pentiti alzano il tiro e iniziano a rivelare segreti di Stato, quando Cancemi racconta che Riina diceva di mettersi nelle mani di Dell’Utri e Berlusconi, la politica interviene per fermare tutto. Non perché i mafiosi dicano bugie, ma perché rischiano di svelare verità che non dobbiamo sapere. Segreti di Stato”. LINK IN BIO per l'intervento integrale 📲 Fai la tua parte: COMMENTA con il tuo pensiero, SALVA il reel e CONDIVIDILO con chi, come te, è ANTImafia! https://www.antimafiaduemila.com/home/primo-piano/106355-bongiovanni-borsellino-avrebbe-indagato-b-e-dell-utri-la-strage-ha-salvato-forza-italia.html

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