Prof. Emilio Nuzzolese
Odontoiatra Forense |
Giurisperito
Professore Associato di
Medicina Legale - Università di Torino
Identificazione umana, DVI e odontologia forense.
Tra scienza, giustizia e verità Forensic Odontologist, Associate Professor of Legal Medicine, Head of Human Identification and Forensic Odontology Laboratory at the Medicolegal Institute of Turin, Italy. Expert witness in Civil and Penal Court for dental disputes and professional liability, Human Rights activist. Graduated in dentistry (DDS) and in Science in Law (LLB) at the University of Bari, I
18/06/2026
Non riesco a nascondere l’emozione per aver conseguito la laurea Magistrale in Giurisprudenza, discutendo una tesi in Diritto processuale penale sulla messa alla prova.
Un lavoro che mi ha portato a riflettere su un istituto sempre più centrale nel processo penale: non solo rito alternativo, ma strumento di responsabilizzazione, riparazione e reinserimento, in equilibrio tra garanzie, funzione rieducativa e giustizia concreta.
Ho voluto approfondirne natura, disciplina e prospettive, anche alla luce della Riforma Cartabia e del correttivo 2024, con la convinzione che il diritto penale moderno debba saper coniugare rigore, umanità ed effettività.
Questo traguardo rappresenta per me molto più di un titolo: è un passaggio di valore umano, culturale e professionale.
Con orgoglio, sento oggi ancora più forte la responsabilità di poter restituire alla società civile e alla collettività scientifica e accademica una formazione che unisce diritto, medicina legale, odontologia forense, criminologia e scienze forensi.
Perché, in fondo, tutto passa dal diritto.
11/06/2026
In questo video illustro il significato della donazione del corpo post mortem (da non confondere con la donazione degli organi) e presento un fac simile di Disposizione del Corpo Post Mortem (DPM), anch’essa da non confondere con le Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT).
Invito tutti gli interessati a prendere visione della DPM, uno strumento che consente di esprimere in modo consapevole la propria volontà in merito alla destinazione del corpo dopo la morte per finalità di studio, ricerca e formazione.
Il modello di DPM può essere richiesto inviando una mail a:
📩 [email protected]
Donare il corpo post mortem alla Scienza | Emilio Nuzzolese In questo video il Prof. Emilio Nuzzolese illustra il significato d...
06/06/2026
https://rdcu.be/fmPMB
✨ 𝐍𝐞𝐰 𝐏𝐮𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚𝐭𝐢𝐨𝐧 𝐀𝐥𝐞𝐫𝐭 ✨
Pleased to share our latest work published in the 𝐄𝐠𝐲𝐩𝐭𝐢𝐚𝐧 𝐉𝐨𝐮𝐫𝐧𝐚𝐥 𝐨𝐟 𝐅𝐨𝐫𝐞𝐧𝐬𝐢𝐜 𝐒𝐜𝐢𝐞𝐧𝐜𝐞𝐬:
“𝐒𝐦𝐢𝐥𝐞 𝐬𝐞𝐥𝐟𝐢𝐞 𝐢𝐦𝐚𝐠𝐞 𝐚𝐧𝐚𝐥𝐲𝐬𝐢𝐬 𝐟𝐨𝐫 𝐟𝐨𝐫𝐞𝐧𝐬𝐢𝐜 𝐝𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥 𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐭𝐢𝐨𝐧: 𝐩𝐫𝐨𝐭𝐨𝐜𝐨𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐨𝐬𝐚𝐥.”
In this study, we explore the potential of smile selfies as supplementary ante-mortem data for forensic dental identification, particularly when conventional dental records are unavailable or incomplete.
By comparing simulated post-mortem intraoral photographs with ante-mortem smile selfies, this work proposes a structured protocol tailored to non-clinical smile images and aims to support forensic odontologists in:
- improving the preliminary sorting of compatible and incompatible dental profiles,
- identifying anterior dental traits that are more reliably recognized in photographic comparisons,
- and strengthening human identification workflows when traditional dental documentation is limited.
Our findings suggest that smile selfies may provide useful supplementary information for forensic decision-making, although they should be applied cautiously and always in conjunction with other identification methods.
06/06/2026
𝐃𝐚 𝐁𝐚𝐫𝐢 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐨𝐧𝐨 𝐩𝐞𝐫𝐢𝐭𝐢, 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐮𝐥𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐞 𝐬𝐩𝐞𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐢 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐦𝐚𝐭𝐢 𝐝𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐚 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐞𝐬𝐢𝐠𝐞𝐧𝐳𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐢𝐳𝐢𝐚.
Nei casi più complessi e delicati, il nome di Bari torna con sempre maggiore frequenza grazie al lavoro e all’autorevolezza di studiosi e professionisti come 𝐑𝐨𝐛𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐂𝐚𝐭𝐚𝐧𝐞𝐬𝐢, 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐨 𝐈𝐧𝐭𝐫𝐨𝐧𝐚 ed 𝐄𝐦𝐢𝐥𝐢𝐨 𝐍𝐮𝐳𝐳𝐨𝐥𝐞𝐬𝐞.
Dal caso Garlasco agli accertamenti sul trapianto del piccolo Domenico Caliendo, fino alla tragedia della ricina in Molise, il Policlinico di Bari e l’Università di Bari si confermano punti di riferimento nazionali per la medicina legale, la criminologia e la psichiatria forense.
𝐔𝐧 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐚𝐬𝐜𝐞 𝐝𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐞𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚, 𝐫𝐢𝐠𝐨𝐫𝐞 𝐞 𝐜𝐫𝐞𝐝𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀, al servizio della verità e della giustizia.
𝐋𝐞𝐠𝐠𝐢 𝐪𝐮𝐢 𝐥’𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐋𝐚 𝐑𝐞𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚 𝐁𝐚𝐫𝐢 (la Repubblica - Bari)
https://bari.repubblica.it/cronaca/2026/05/29/news/perizia_su_sempio_a_catanesi_da_meredith_alla_ricina_consulenti_di_bari_dietro_i_misteri_d_italia-425378279/
05/06/2026
A burned body. No face. No fingerprints. No DNA.
For 73 years, the world asked:
did Hi**er really die in that bunker?
Conspiracy theories claimed he escaped to Argentina, to Antarctica, to anywhere.
In 2018, a team of French researchers finally accessed jaw fragments and a dental
bridge held in Moscow since 1945.
They compared them to Hi**er’s 1944 X-rays.
✅ Perfect match.
✅ No meat fibers — vegetarian diet confirmed.
✅ Blue deposits — cyanide poisoning consistent.
No cutting-edge technology.
No million-dollar lab.
Just forensic odontology.
One jaw. One bridge.
The biggest cold case of the 20th century — closed.
The teeth never lie.
📌 Save this. Share it with someone who thinks forensic science is just about DNA.
👉 Follow for more — every Friday, a new case from the world of forensic odontology.
—
📖 Charlier P. et al., European Journal
of Internal Medicine, 2018.
**er
02/06/2026
Criticare un giornalista non significa attaccare la stampa.
Significa esercitare un diritto.
La libertà di informare e la libertà di criticare camminano insieme.
È così che funziona una democrazia.
La giornalista che vedete in firma di questo articolo del 14 aprile si chiama Elisa Sola. Di mestiere fa la cronista giudiziaria per La Stampa: racconta presunti illeciti altrui, preferibilmente dietro paywall. Un curriculum.
Sola ha passato mesi a costruire un personaggio.
Si era convinta di una cosa: che un professore barese in un ateneo piemontese funzionasse come la porchetta per il musulmano. Che bastasse scrivere "braccio destro" in un sottotitolo per trasformare un docente universitario in un luogotenente di clan. Che "assenteista" vendesse meglio di "errore materiale nelle attestazioni di presenza".
Da questa intuizione è nata la serie: a giugno 2025 Nuzzolese diventa "il braccio destro di Di Vella, condannato per violenza sessuale". Il lettore che legge in diagonale — cioè tutti — assorbe un blocco unico: assenteismo, falso, truffa, violenza sessuale. Quattro parole, due persone, un solo fango. La condanna è di Di Vella, i reati contestati a Nuzzolese sono altri — ma nel sottotitolo tutto si fonde, ed è costruito perché si fonda.
Il terreno lo aveva preparato per bene. Mai un cenno al fatto che la segnalazione fosse anonima, datata 31 dicembre 2019. Mai una riga sui 17 dirigenti medici con le stesse ipotetiche irregolarità di geolocalizzazione. Diciassette.
Ne viene indagato uno solo: il barese. Gli altri sedici scompaiono. Il criterio di selezione — giudiziario e giornalistico — resta un mistero che nessuno pone.
Mai una riga sulla pandemia. Quella cosa per cui l'Italia intera lavorava in smart working, per cui un docente poteva essere geolocalizzato a Bari, a Canicattì o su Marte e stare regolarmente lavorando per Torino con una connessione Wi-Fi. Il contesto smonta la premessa, quindi il contesto non esiste.
E poi c'è quello che non fa notizia. Nuzzolese nel 2025 rientra nel 2% degli scienziati più citati al mondo — classifica Stanford/Elsevier. Visiting professor in India, in Australia, commissario esterno all'Università di Dundee. È autore di tre modelli di utilità brevettati, di proprietà dell’Università di Torino. Ha fondato tre associazioni di volontariato, una internazionale per la protezione dei diritti umani dei corpi senza nome e delle persone scomparse. A Torino esercita l'odontoiatria esclusivamente come volontario per i senzatetto, presso la Fondazione Asili Notturni. Niente di tutto questo è mai apparso in un articolo firmato Sola. Se il fatto costruisce il personaggio, entra. Se lo smonta, non esiste.
Arriva la rettifica. Gli avvocati la inviano come prevede la legge. La Stampa la restituisce stravolta, riscritta, irriconoscibile. E poi l'offerta: siamo disposti a pubblicarla, a patto che rinunciate a ogni rivalsa. Un obbligo di legge trasformato in merce di scambio. Ti pubblico la correzione che ti devo, ma solo se rinunci a farti risarcire il danno che ti ho fatto non pubblicandola prima.
Sarebbe bastato così poco. Scusarsi formalmente, pubblicare la rettifica dovuta — quella vera, integrale, non la versione addomesticata — e chiudere. Invece no. Deve prevalere la cronaca. Ma la cronaca di cosa? Di errori materiali nelle attestazioni durante lo smart working? Di una segnalazione anonima e di un messaggio whatsapp di un collega hater di Wellington (Nuova Zelanda) fatti per colpire i traguardi meritati di una persona? Di un professore che lavora gratis per i senzatetto e i minori spacciato per furbetto della pubblica amministrazione?
La cronaca di niente. O meglio: la cronaca di un personaggio che non esiste, venduto a lettori premium che pagano per indignarsi con qualcuno.
A copione saltato, restano le conseguenze: esposto all'Ordine dei Giornalisti del Piemonte, prossima citazione per 50.000 euro di danni al giornale, istanza al Tribunale di Torino per la pubblicazione coatta, più multa amministrativa per un ritardo di oltre un mese. Tre binari — deontologico, civile, giudiziario — tutti aperti dalla stessa omissione.
Lo chiude il paradosso, con la pazienza dei fatti: l'uomo descritto come il furbetto che timbra a Torino e sta a Bari è lo stesso che a Torino lavora gratis per chi non ha un tetto. Uno che truffa il sistema e contemporaneamente gli regala il proprio lavoro. La contraddizione non viene posta perché porla significherebbe far crollare l'impalcatura.
Mesi a costruire il mostro perfetto. E il mostro si è presentato in tribunale con gli avvocati.
Che figuraccia miserrima.
31/05/2026
Questo è un badge che mostro volentieri, e con grande entusiasmo.
Posso dichiarare, senza timore di smentita, che a Sofia (Bulgaria) è stato uno dei più grandi congressi che abbia mai frequentato: qualità scientifica altissima, confronto internazionale reale, visione interdisciplinare concreta.
Un evento che alza l’asticella e che lascia il segno.
Reggono il confronto, per livello e impatto, soltanto appuntamenti come IALM, IOFOS, AAFS e AFOHR.
Orgoglioso di averne fatto parte.
La forensic science, quando è davvero globale, fa la differenza.
29/05/2026
Questa potrebbe essere un’altra notizia che le testate giornalistiche di Torino, ad esempio La Stampa Torino, potrebbero divulgare.
Si tratta del processo , marchio registrato dell’Università degli Studi di Torino, senza finalità commerciali.
Un’idea sviluppata durante la pandemia, quando mi trovavo a Bari e non a Torino, perché lavoravamo in smart working, anche nel rispetto dei miei studenti .
Cadaveri senza identità: a Torino si riconoscono grazie all'analisi di denti, selfie e apparecchi odontoiatrici Odontologia forense
29/05/2026
Tra gli incontri memorabili del meeting International Association of Forensic Sciences IAFS 2026 a Sofia, uno merita una menzione speciale.
Come non salutare con stima il Professor Peter Vanezis, Professore Emerito di of Forensic Medical Sciences, uno degli ispiratori delle scienze forensi e non già soltanto della medicina legale per l’identificazione.
La sua visione ha contribuito a ridefinire il perimetro della disciplina, ampliandolo verso un approccio integrato e multidisciplinare, capace di coniugare rigore scientifico, responsabilità istituzionale e impegno internazionale.
Il Professor Vanezis rappresenta una figura di riferimento per generazioni di professionisti che hanno trovato nelle sue ricerche, nei suoi insegnamenti e nella sua esperienza operativa un modello di metodo e di etica.
Ho avuto il privilegio di incontrarlo per la prima volta nel 2005, frequentando a Londra il suo corso sulla “Human Identification” presso la Queen Mary University of London. Un’esperienza formativa che ha segnato il mio percorso per la visione sistemica dell’identificazione umana come responsabilità scientifica e umanitaria.
BIO
Peter Vanezis, OBE, è Emeritus Professor of Forensic Medical Sciences. Medico dal 1972 e patologo forense dal 1974, ha ricoperto ruoli accademici di vertice nel Regno Unito, tra cui Regius Professor of Forensic Medicine and Science e fondatore della cattedra di Forensic Medical Sciences presso Barts and The London. Ha guidato team internazionali in grandi disastri e indagini su fosse comuni, incluso il Kosovo nel 1999, ed è stato insignito dell’OBE nel 2001 per i servizi resi alla patologia forense. Autore di oltre 120 pubblicazioni e fondatore dell’Academy of Forensic Medical Sciences, è una figura di riferimento mondiale nel campo dell’identificazione umana e della formazione in medicina forense.
28/05/2026
It was a privilege today at the International Association of Forensic Sciences - IAFS, in Sofia to chair the session on Disaster Victim Identification, alongside Prof. Carlo Campobasso.
Outstanding presentations explored DVI, MDVI, and the importance of integrating all efforts to achieve stronger, more effective outcomes.
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