TORINO

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La città di Torino si estende su una superficie di 130 km2, che diventano 1.127 km2 considerato l’agglomerato urbano. Il Comune ha circa un milione di abitanti e circa 400.000 famiglie residenti. Gli abitanti sono 1,8 milioni se si tiene conto della cintura e l'agglomerato urbano conta circa 700mila famiglie. Torino ha un reddito per famiglia pari a € 30.540, nettamente superiore al reddito medio

14/06/2026

+ Rai, a Torino restano solo archivi. Ma i parlamentari piemontesi esultano per il contentino +

Mentre la Rai investe centinaia di milioni di euro per rafforzare sedi e produzioni a Roma e Milano, Torino continua a perdere peso sul fronte editoriale e produttivo. Le grandi trasmissioni sono ormai altrove, alcuni immobili vengono dismessi e il Centro di Produzione appare sempre più marginale. Eppure i parlamentari piemontesi della Lega Elena Maccanti e Giorgio Maria Bergesio si dichiarano soddisfatti all’Ansa, dopo l’audizione dei vertici Rai in Commissione di Vigilanza.

A entusiasmarli è il ruolo assegnato a Torino nella digitalizzazione dell’archivio storico dell’azienda e nella nascita della nuova Mediateca di via Verdi. Un progetto anche importante sul piano tecnologico, ma che assomiglia più a un contentino che a un vero rilancio.
Abbiamo il museo del cinema ma non il cinema, ora avremo il museo digitale Rai, ma non la televisione.
Invece di rivendicare nuove produzioni, occupazione e investimenti paragonabili a quelli destinati ad altre città, la politica piemontese sembra accontentarsi delle briciole, celebrando come una vittoria ciò che certifica il ridimensionamento del ruolo storico di Torino nella Rai.

14/06/2026

++ Due giovani denunciati dopo le manifestazioni Pro Pal si tolgono la vita ++
Due giovani coinvolti in procedimenti giudiziari legati alle manifestazioni Pro Pal a Torino si sarebbero tolti la vita, in momenti diversi, nelle scorse settimane. A riportare la vicenda è l’avvocato Claudio Novaro in un articolo pubblicato dal periodico online Volere La Luna. Secondo il legale, uno dei due ragazzi avrebbe lasciato un biglietto nel quale farebbe riferimento anche alla misura restrittiva confermata dal Tribunale del Riesame, provvedimento che riteneva ingiusto.

Per il secondo giovane, deceduto più recentemente, non sono invece emersi elementi che consentano di collegare il gesto all’inchiesta. Lo stesso avvocato riferisce inoltre che alcuni amici non avrebbero potuto partecipare ai funerali a causa di misure restrittive. Al momento non esistono elementi pubblici che consentano di stabilire un nesso causale tra le vicende giudiziarie e i suicidi.

𝘚𝘦 𝘵𝘶 𝘰 𝘶𝘯𝘢 𝘱𝘦𝘳𝘴𝘰𝘯𝘢 𝘤𝘩𝘦 𝘤𝘰𝘯𝘰𝘴𝘤𝘪 𝘴𝘵𝘢𝘵𝘦 𝘢𝘵𝘵𝘳𝘢𝘷𝘦𝘳𝘴𝘢𝘯𝘥𝘰 𝘶𝘯 𝘮𝘰𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘥𝘪 𝘧𝘰𝘳𝘵𝘦 𝘥𝘪𝘧𝘧𝘪𝘤𝘰𝘭𝘵𝘢̀ 𝘦𝘮𝘰𝘵𝘪𝘷𝘢 𝘰 𝘱𝘦𝘯𝘴𝘪𝘦𝘳𝘪 𝘢𝘶𝘵𝘰𝘭𝘦𝘴𝘪𝘷𝘪, 𝘯𝘰𝘯 𝘳𝘪𝘮𝘢𝘯𝘦𝘳𝘦 𝘴𝘰𝘭𝘰. 𝘗𝘢𝘳𝘭𝘢 𝘤𝘰𝘯 𝘱𝘦𝘳𝘴𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘪 𝘧𝘪𝘥𝘶𝘤𝘪𝘢 𝘰 𝘳𝘪𝘷𝘰𝘭𝘨𝘪𝘵𝘪 𝘢 𝘱𝘳𝘰𝘧𝘦𝘴𝘴𝘪𝘰𝘯𝘪𝘴𝘵𝘪 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘴𝘢𝘭𝘶𝘵𝘦 𝘮𝘦𝘯𝘵𝘢𝘭𝘦. 𝘐𝘯 𝘤𝘢𝘴𝘰 𝘥𝘪 𝘦𝘮𝘦𝘳𝘨𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘤𝘩𝘪𝘢𝘮𝘢 𝘪𝘭 112. 𝘊𝘩𝘪𝘦𝘥𝘦𝘳𝘦 𝘢𝘪𝘶𝘵𝘰 è 𝘶𝘯 𝘨𝘦𝘴𝘵𝘰 𝘥𝘪 𝘧𝘰𝘳𝘻𝘢.

Fonte: articolo dell’avvocato Claudio Novaro pubblicato su Volere La Luna.

14/06/2026

+ Claudio, 20 anni, non torna a casa: la corsa in elicottero e la lotta dei medici +

Erano da poco passate le 22 quando sulla statale 20, in direzione La Loggia, è avvenuta la tragedia. Claudio Benini, 20 anni, di Carmagnola (To), era in sella alla sua Yamaha MT07 e stava percorrendo uno dei tratti più trafficati dell’arteria che collega il Torinese al Cuneese.

All’altezza del chilometro 8, poco dopo un negozio di casalinghi e quasi al confine con La Loggia, la moto è uscita dal margine destro della carreggiata. In pochi istanti l’impatto contro un cartello stradale.

Chi ha assistito alla scena ha lanciato l’allarme. Sul posto sono arrivati i soccorritori del 118. Le condizioni del giovane sono apparse subito gravissime. Mentre i sanitari tentavano di stabilizzarlo, è stato richiesto l’intervento dell’elisoccorso. Poco dopo l’elicottero è atterrato vicino al luogo dello schianto.

La speranza è rimasta accesa durante il trasferimento al Cto di Torino. Claudio è stato affidato ai medici del pronto soccorso, che hanno provato a salvargli la vita. Le ferite riportate nell’incidente, però, si sono rivelate troppo gravi. Il ventenne è morto alcune ore dopo il ricovero.

Per consentire i soccorsi e i rilievi, la statale 20 è rimasta chiusa a lungo al traffico. Le forze dell’ordine stanno ora lavorando per chiarire le cause che hanno portato alla perdita di controllo della moto e ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente.

14/06/2026

Sono le 20.25. In una strada tranquilla di Caselle Torinese. Una porta si apre e, nel giro di pochi secondi, una rapina si trasforma in una fuga che nessuno riesce a fermare.

Un uomo attende in auto. È fermo a bordo di una vettura rossa, non entra nell’abitazione. Aspetta.

Pochi metri più avanti, il suo complice si avvicina a una casa. Ha il volto coperto. Entra nell’alloggio e si trova davanti il figlio dei proprietari. Non perde tempo, cerca ciò che è venuto a prendere.

Lo trova: è un Rolex in oro rosa dal valore di 18mila euro.

Passano pochi istanti e l’uomo esce dall’abitazione con l’orologio. Ma qualcosa va storto. Alcuni vicini si accorgono di quello che sta accadendo.

Uno di loro reagisce. Scende in strada e cerca di bloccare la fuga.

Intanto il rapinatore corre verso l’auto rossa. Il conducente è già pronto, motore è acceso. Non appena il complice apre la portiera e sale a bordo, la vettura riparte.

Questione di secondi. Davanti all’auto c’è ancora il vicino di casa. È fermo in mezzo alla carreggiata. Vuole impedire che i due scappino.

L’impatto è inevitabile, l’uomo viene urtato mentre i rapinatori si allontanano dalla zona. In pochi attimi spariscono nel traffico, portando con sé l’orologio appena rubato.

Cominciano le indagini.

Gli investigatori ricostruiscono i movimenti della coppia e arrivano a identificare il conducente dell’auto. Per gli inquirenti non ci sono dubbi sul suo ruolo nella fuga. Più difficile, invece, individuare chi sia entrato nell’abitazione.

A un certo punto l’attenzione si concentra sul cognato dell’imputato. Viene arrestato e indagato. Ma gli accertamenti successivi portano a una conclusione diversa. Le accuse nei suoi confronti cadono e viene prosciolto.

Chi era il complice che quella sera entra nella casa e porta via il Rolex? Il conducente non lo rivelerà mai.

Nel frattempo risarcisce i proprietari dell’orologio e affronta il procedimento giudiziario. Alla fine arriva la decisione.

Per la rapina del 24 ottobre 2025 viene condannato a due anni e otto mesi di reclusione, pena patteggiata, oltre a mille euro di multa.

14/06/2026

Per quasi due anni il tempo si è fermato a quella notte.

La notte tra il 22 e il 23 giugno 2024. Andrea Peracchione ha 17 anni. Ha trascorso la serata con gli amici a Pialpetta e sta tornando verso casa. Viaggia sul suo scooter 125 lungo la provinciale della Val Grande. Dopo l’abitato di Chialamberto accade qualcosa. Lo scooter esce di strada. L’impatto contro il muro di una casa è devastante.

Sono gli amici che viaggiano dietro di lui a dare l’allarme. Si fermano altri automobilisti. Arrivano i soccorsi. Andrea viene trasportato in elicottero al CTO di Torino. Le sue condizioni sono subito gravissime. I medici lo sottopongono a un intervento per un trauma cranico.

Da quel momento inizia una lunga attesa. I giorni diventano settimane. Le settimane diventano mesi, anni.

Attorno a quel letto si raccoglie una famiglia che non smette mai di esserci. La mamma Ivana. Il papà Marco. Il fratello Alessandro. Ogni piccolo segnale viene accolto come una possibilità. Ogni giorno è un giorno in più da attraversare insieme.

Anche fuori dall’ospedale nessuno dimentica.

Cantoira segue la sua storia. La segue la Val Grande. La seguono gli amici. Andrea è cresciuto lì. Nella sua valle. Nella Banda Musicale di Cantoira. Nel gruppo tradizionale Li Barmenk. Alle feste del paese, nelle manifestazioni, nei momenti condivisi da una comunità che lo ha visto diventare grande.

Passano otto mesi dall’incidente quando il padre affida ai social un ricordo che riporta tutti a quell’ultima sera.

“Ciao Andrea, passa una buona serata, ti voglio bene”.

Sono le parole del saluto prima di uscire di casa. Poche parole. Le ultime.

Marco racconta la fretta, un impegno da raggiungere, il figlio diretto a una festa di compleanno. Racconta una conversazione normale, come migliaia di altre. Una di quelle che nessuno immagina possa diventare un ricordo da custodire per sempre.

La battaglia continua ancora. Fino al 12 giugno 2026, l’altro ieri.

Quel giorno il cuore di Andrea si ferma. Aveva 19 anni.

La notizia attraversa la valle, raggiunge chi in questi ventiquattro mesi aveva continuato a sperare, a chiedere notizie, a restare vicino alla famiglia.

Oggi restano il silenzio, il dolore di chi gli ha voluto bene e il ricordo di un ragazzo che apparteneva alla sua comunità. Un ragazzo partito per una serata con gli amici e mai davvero tornato da quella notte di giugno.

14/06/2026

+ Addio alle domeniche dei motori: vietati gli incontri di auto storiche in corso Stati Uniti +

Da questa domenica il controviale di corso Stati Uniti non ospiterà più il tradizionale ritrovo spontaneo di auto storiche e supercar che negli ultimi anni aveva attirato appassionati da Torino e dal resto del Piemonte. La Città ha infatti deciso di interrompere gli incontri informali legati alla comunità di “Quelli del Toret”, appuntamenti che arrivavano a richiamare fino a 300 vetture.

La motivazione è legata alle norme che regolano gli eventi pubblici. Per organizzare manifestazioni di questo tipo saranno necessari autorizzazioni, servizi di sicurezza, assistenza sanitaria e una struttura organizzativa riconosciuta.

La decisione segna la fine di un appuntamento diventato familiare per molti torinesi, trasformando ogni settimana un tratto della città in una sorta di museo all’aperto dedicato alle auto d’epoca e alle vetture sportive. Resta ora da capire se il raduno potrà tornare in futuro in una forma ufficiale e conforme alle regole previste.

03/06/2026

È il tardo pomeriggio di ieri, lunedì primo giugno. Sul torrente Chisone, al confine tra Porte e San Germano Chisone, un gruppo di ragazzi trascorre alcune ore vicino all’acqua.
La giornata è calda, il livello del torrente sembra permettere di entrare nel corso d’acqua. In quel punto l’acqua arriva all’altezza della vita.
Tra loro c’è Pasquale Sarli, 17 anni.
Passano pochi istanti e qualcosa cambia. Per cause che dovranno essere chiarite, il ragazzo perde l’equilibrio. Scivola. La corrente lo aggancia e lo trascina via.
Gli amici lo vedono sparire.
Aspettano che riemerga.
Non accade.
Passano secondi che sembrano interminabili. Gli sguardi cercano un punto nell’acqua. Qualcuno chiama il suo nome. Nessuna risposta. A quel punto scatta l’allarme. Vengono avvisati i soccorsi e vengono contattati anche i familiari.
La corsa contro il tempo inizia subito.
Le prime squadre raggiungono il torrente e si concentrano nel punto dell’ultimo avvistamento. Ogni metro viene controllato. La corrente continua a scorrere verso valle e le ricerche si allargano lungo il Chisone.
Arrivano i Vigili del fuoco di Pinerolo. Con loro opera il Nucleo Speleo Alpino Fluviale di Torino. Si cercano tracce nell’acqua, lungo le sponde, nei punti più difficili da raggiungere.
Le ore passano.
Sul posto arrivano anche i sommozzatori, trasportati dall’elicottero Drago del Reparto Volo Piemonte dei Vigili del fuoco. Si uniscono alle operazioni il Nucleo cinofili regionale VVF, il Soccorso Alpino, i sanitari del 118 di Azienda Zero e i carabinieri.
Le squadre avanzano seguendo il percorso della corrente. Ogni tratto del torrente può nascondere una risposta. Intanto familiari e amici attendono notizie. Nessuno vuole arrendersi all’ipotesi peggiore.
La luce del giorno diminuisce. Le ricerche continuano.
L’attenzione si concentra sempre più a valle del Ponte San Martino. I soccorritori scandagliano il corso d’acqua e controllano le zone dove la corrente può trattenere ciò che trasporta.
Poi arriva il momento che tutti temono.
Intorno alle 21, nei pressi di una diga, circa 600 metri a valle del ponte, viene individuato un corpo.
I soccorritori si avvicinano.
La speranza lascia spazio alla certezza.
È Pasquale Sarli.
Il diciassettenne viene recuperato dall’acqua. Per lui non c’è più nulla da fare.
Si conclude così una ricerca durata ore e iniziata nel momento in cui il ragazzo scompare alla vista dei suoi amici. Il ritrovamento avviene non lontano dal punto in cui era stato visto per l’ultima volta.
Ora restano gli accertamenti per ricostruire l’esatta sequenza dei fatti e capire come il giovane sia finito nella corrente.

03/06/2026

+ Il miracolo di via Nizza +
Torino, sabato 26 agosto 2023. Poco prima delle 11, Mattia Aguzzi, un impiegato di 37 anni, sta camminando in compagnia della propria fidanzata lungo i marciapiedi di via Nizza, nel quartiere Lingotto.

La quiete della mattina viene interrotta dalle urla disperate di un inquilino del palazzo di fronte, che nota un pericolo imminente: al quinto piano di un condominio, una bambina di neanche quattro anni ha scavalcato la ringhiera del balcone.

La piccola si trova sospesa nel vuoto, aggrappata unicamente con le mani al bordo della struttura, con le gambe sospese nel vuoto.Aguzzi individua immediatamente il punto esatto e inizia a gridare con forza nel tentativo di convincere la bambina a fermarsi e a rientrare all'interno.

Ogni comunicazione risulta però inutile a causa della distanza e della tenera età della piccola, che non riesce a percepire il richiamo. Pochi istanti dopo, la bambina cede alla fatica, perde la presa e precipita nel vuoto.In una frazione di secondo, l'uomo calcola visivamente la traiettoria di caduta e si sposta rapidamente sulla verticale del balcone.

Allarga le braccia per massimizzare la superficie d'impatto e attende l'arrivo del corpo a piedi uniti sull'asfalto, chiudendo gli occhi nell'attimo cruciale. Il corpo della bambina colpisce in pieno il petto di Aguzzi, la cui opposizione attutisce drasticamente la violenza del volo di oltre quindici metri.

L'urto violento scaraventa entrambi sul cemento.Per alcuni interminabili istanti regna il silenzio. Aguzzi rimane a terra senza fiato a causa del forte trauma toracico subito, mentre la bambina giace immobile accanto a lui. Pochi secondi dopo, la piccola scoppia in un pianto vigoroso, confermando ai presenti di essere cosciente. I soccorsi sanitari giungono sul posto e trasportano d'urgenza la bambina all'ospedale infantile Regina Margherita e il trentasettenne al Cto di Torino.

Gli accertamenti medici confermano l'incredibile esito: la bambina non riporta alcuna lesione interna né frattura, rimanendo del tutto illesa. Mattia Aguzzi viene dimesso il giorno successivo con una prognosi di appena due giorni per contusione toracica.

Mattia viene nominato Cavaliere dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

(Foto: Presidenza della Repubblica)

03/06/2026

+ Savoia sul 2 Giugno: "La Repubblica festeggia con i nostri valori" +
In occasione dell'80° anniversario dal referendum istituzionale, Emanuele Filiberto di Savoia ha diffuso una dura lettera aperta, contestando profondamente lo spirito delle celebrazioni ufficiali del 2 giugno.

L'esponente sabaudo ha espresso una forte rivendicazione storica contro la retorica delle istituzioni correnti.Nel testo del messaggio, Filiberto attacca lo Stato rimarcando l'eredità materiale e culturale della dinastia: "La Repubblica abita i palazzi del regno e ne parla la lingua".

Secondo la sua analisi, l'istituzione odierna compie un paradosso poiché "festeggia sé stessa con i valori della mia famiglia".Il principe ha poi difeso fermamente la memoria di Umberto II e la scelta dell'esilio del 1946, rifiutando ogni narrativa di resa e definendo quel gesto come un consapevole "atto d'amore per evitare la guerra civile".

Per chiarire la propria posizione sulla memoria storica nazionale, ha infine concluso precisando: "Non sono un nostalgico, ma la storia d'Italia non inizia certo nel 1946".

03/06/2026

La dismissione dell’immobile di via della Cittadella chiude un'epoca per la storica Biblioteca Civica di Torino. Questa foto immortala gli ultimi giorni degli spazi che per decenni hanno ospitato studenti e lettori tra migliaia di volumi. Le sale sono pronte al grande trasloco verso il nuovo e avveniristico polo di Torino Esposizioni. È l'immagine simbolo di un pezzo di storia cittadina che si congeda, lasciando spazio a un nuovo capitolo urbano. Il Comune l’affiderà a privati.

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