Telefono Rosa Torino
Centro Antiviolenza e Centro Orientamento per i Diritti delle Donne. Ascoltare, accogliere, mettersi
Contrastare la violenza maschile su donne e minori; sostenere le donne nei percorsi di affrancamento e nelle loro scelte, anche grazie alla maggiore consapevolezza dei loro diritti,
Siamo da sempre al loro fianco sostenendole nel rapporto con la giustizia, con i servizi sociali e le forze dell’ordine, per superare tutte le incongruenze, le ingiustizie, i ritardi che troppo spesso rendono la vita delle donne che incontrano la violenza davvero insostenibile. Il nostro è un percorso in continua evoluzione che si muove parallelo ai cambiamenti dei bisogni delle donne.
13/10/2026
Paola Di Nicola Travaglini, magistrata e consigliera della Corte di Cassazione, è tra le massime esperte italiane di violenza di genere e stereotipi giudiziari.
È stata tra le prime, in Italia, a utilizzare l’articolo determinativo femminile «la giudice» in una sentenza. Da anni è una delle voci più autorevoli nel contrasto alla violenza di genere e al femminicidio.
Contro il linguaggio che alimenta gli stereotipi e contribuisce a perpetuare la violenza maschile contro le donne, Paola Di Nicola Travaglini prende la parola, interviene e si impegna ogni giorno attraverso il suo lavoro di magistrata.
📚 Oggi vi consigliamo il suo libro:
𝑬𝒓𝒂 𝒕𝒂𝒏𝒕𝒐 𝒖𝒏 𝒃𝒓𝒂𝒗𝒐 𝒓𝒂𝒈𝒂𝒛𝒛𝒐
Paola Di Nicola Travaglini
HarperCollins Italia
Buona lettura e buona scoperta!
11/10/2026
Come Centro Antiviolenza Telefono Rosa Torino, condividiamo la posizione del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP) sull’utilizzo della cosiddetta alienazione parentale nei procedimenti giudiziari e sulla necessità di porre fine alle riunificazioni forzate.
Le donne che denunciano violenza e cercano di proteggere i propri figli e le proprie figlie rischiano talvolta di essere messe sotto accusa proprio per le loro azioni di tutela. Il rifiuto di una bambina o di un bambino di frequentare il padre non può essere automaticamente attribuito a un condizionamento materno: è necessario ascoltarne le ragioni e valutare attentamente eventuali violenze vissute o a cui si è assistito.
La sindrome da alienazione parentale non è riconosciuta dalle classificazioni diagnostiche internazionali. È fondamentale evitarne l’utilizzo nelle consulenze tecniche e nelle perizie giudiziarie, affinché le denunce di violenza e le richieste di protezione non diventino motivo di penalizzazione per le madri.
Le riunificazioni forzate, soprattutto in assenza di un’adeguata valutazione delle situazioni di violenza, possono compromettere la sicurezza e il benessere delle persone minorenni. La loro voce e le loro paure devono essere ascoltate e prese sul serio.
Per questo condividiamo le richieste del CNOP: porre fine agli interventi di riunificazione coatta e garantire maggiori tutele nell’ascolto dei minori, affinché "i colloqui del consulente tecnico con i minori siano sempre videoregistrati e depositati agli atti, con la stessa garanzia già prevista per l’ascolto del giudice" e "la paura verso un genitore violento non venga trattata come un sintomo da correggere o riparare".
La protezione delle donne e delle persone minorenni che subiscono violenza deve essere una priorità.
𝗟𝗔 𝗣𝗥𝗢𝗧𝗘𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗡𝗢𝗡 È 𝗔𝗟𝗜𝗘𝗡𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘. 𝗟’𝗔𝗦𝗖𝗢𝗟𝗧𝗢 𝗡𝗢𝗡 𝗣𝗨Ò 𝗘𝗦𝗦𝗘𝗥𝗘 𝗦𝗢𝗦𝗧𝗜𝗧𝗨𝗜𝗧𝗢 𝗗𝗔𝗟𝗟𝗔 𝗖𝗢𝗘𝗥𝗖𝗜𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘.
08/10/2026
📚 Il corso è in pieno svolgimento!
Prosegue presso l’Università di Torino l’insegnamento 𝗟𝗮 𝘃𝗶𝗼𝗹𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗺𝗮𝘀𝗰𝗵𝗶𝗹𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗹𝗲 𝗱𝗼𝗻𝗻𝗲: 𝗱𝗮𝗹 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗼𝘀𝘁𝗮 𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮, frutto della collaborazione tra l’Università degli Studi di Torino e l’Associazione Telefono Rosa Piemonte.
Si tratta di un percorso di formazione e confronto che unisce competenze accademiche ed esperienza sul campo per approfondire il fenomeno della violenza maschile contro le donne e le possibili risposte operative.
Continuiamo a costruire conoscenza, consapevolezza e strumenti per promuovere una cultura basata sul rispetto, sulla prevenzione e sul consenso.
06/10/2026
Giornata mondiale dell'insegnante 📚
L’Obiettivo 4 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite pone al centro un’istruzione di qualità, equa e inclusiva.
La scuola può essere uno spazio fondamentale per promuovere il rispetto, valorizzare le differenze e offrire alle nuove generazioni gli strumenti per riconoscere e contrastare la violenza.
Come , siamo presenti in tante scuole e collaboriamo con insegnanti, studentesse e studenti per promuovere una maggiore consapevolezza nelle relazioni, riflettere sugli stereotipi e contribuire alla prevenzione della violenza maschile sulle donne e sulle ragazze.
Grazie a tutte le insegnanti e a tutti gli insegnanti che scelgono di condividere con noi questo percorso di educazione e prevenzione.
04/10/2026
🎒 Con il rientro a scuola di figlie e figli torna anche un surplus di lavoro di cura e domestico, fatto di responsabilità organizzative e mentali, che ancora oggi ricade troppo spesso unicamente sulle madri: sostenere il percorso scolastico, partecipare alla vita della scuola, coordinare le attività extrascolastiche, …
Ma il lavoro di cura e il lavoro domestico non sono una predisposizione femminile.
Non sono responsabilità delle madri, a cui i padri possono eventualmente dare una mano.
Sono responsabilità da condividere.
Redistribuirle significa redistribuire anche tempo, energie, responsabilità e possibilità.
Significa mettere in discussione gli stereotipi e i ruoli di genere che ancora oggi femminizzano queste incombenze materiali e relazionali.
Come centro antiviolenza, sappiamo quanto le disuguaglianze tra donne e uomini siano legate a modelli e aspettative che possono limitare la libertà e l’autonomia delle donne.
E per questo continuiamo a chiedere un , perché le responsabilità possano essere realmente condivise.
La parità non si dichiara. Si pratica.
02/10/2026
Cambiare per non farlo arrabbiare.
Nella nostra quotidianità possiamo cambiare il nostro modo di vestirci, le nostre amicizie, il nostro modo di parlare, le nostre abitudini e il nostro modo di relazionarci con gli altri.
Possono cambiare i nostri gusti, le nostre idee, i nostri desideri e le nostre priorità.
Cambiare fa parte della vita. Può nascere dalle esperienze che viviamo e da ciò che desideriamo.
Se una donna cambia perché lo desidera, quella scelta è sua.
Se invece comincia a modificare il proprio modo di vestirsi, di parlare o di comportarsi per paura della reazione di un uomo, è un segnale di violenza.
Questo può riguardare anche le sue relazioni: si rinuncia alle proprie amicizie per evitare discussioni, ci si allontana dalla famiglia, si smette di uscire e la propria rete di relazioni si riduce.
Così, poco alla volta, lo spazio si restringe e l’isolamento cresce.
Cambiare è una scelta quando nasce da ciò che vogliamo. Se invece nasce dalla paura di come reagirà lui, è un segnale da non ignorare.
Se hai domande, dubbi o vuoi parlarne, chiamaci o scrivici.
☎️ 011.530666
☎️ 011.5628314
📱 327.3275692 — chat, SMS e WhatsApp
📧 [email protected]
30/09/2026
In assemblea, per confrontarci, condividere e fare il punto su quello che stiamo facendo.
Per definire insieme quello che faremo, dentro e fuori l'associazione.
26/09/2026
Oggi Telefono Rosa Torino è tra gli stakeholder invitati dalla Fondazione Compagnia di San Paolo a confrontarsi sul cambiamento, sulle disuguaglianze, sullo sviluppo sostenibile e sulle sfide del futuro.
Come Centro Antiviolenza, partecipiamo portando al tavolo una prospettiva che nasce ogni giorno dall’ascolto delle donne e dall’esperienza sul campo.
Leggere il cambiamento significa anche riconoscere e affrontare le disuguaglianze e le condizioni che ancora limitano la libertà e l’autodeterminazione delle donne. Contrastare la violenza significa lavorare per l’autonomia, la libertà e le pari opportunità.
Guardare al futuro significa immaginare e costruire una società in cui nessuna donna debba vivere nella paura e nella violenza.
È anche attraverso il dialogo e la collaborazione tra realtà diverse che possiamo contribuire a generare un cambiamento concreto.
25/09/2026
Prosegue la collaborazione tra Telefono Rosa Torino e l' Università degli Studi di Torino, nell’ambito della quale la nostra Associazione è partner del corso “La violenza maschile contro le donne: dal riconoscimento alla risposta operativa”, giunto alla sua quarta edizione.
La formazione e l’approfondimento rappresentano strumenti fondamentali per sviluppare competenze e consapevolezza nella prevenzione e nel contrasto della violenza maschile contro le donne. Università degli Studi di Torino CIRSDe
Violenza maschile contro le donne, riparte il corso UniTo per riconoscerla e contrastarla Primo in Italia dedicato al tema, l’insegnamento ha ricevuto quest’anno il prestigioso patrocinio dell’Open Council of Europe Academic Networks
23/09/2026
𝘐𝘯 𝘰𝘤𝘤𝘢𝘴𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭’𝘢𝘷𝘷𝘪𝘰, 𝘥𝘰𝘮𝘢𝘯𝘪 24 𝘴𝘦𝘵𝘵𝘦𝘮𝘣𝘳𝘦 2026, 𝘥𝘦𝘭 𝘤𝘰𝘳𝘴o “𝘓𝘢 𝘷𝘪𝘰𝘭𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘮𝘢𝘴𝘤𝘩𝘪𝘭𝘦 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘰 𝘭𝘦 𝘥𝘰𝘯𝘯𝘦: 𝘥𝘢𝘭 𝘳𝘪𝘤𝘰𝘯𝘰𝘴𝘤𝘪𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘳𝘪𝘴𝘱𝘰𝘴𝘵𝘢 𝘰𝘱𝘦𝘳𝘢𝘵𝘪𝘷𝘢”, 𝘱𝘳𝘰𝘮𝘰𝘴𝘴𝘰 𝘥𝘢𝘭𝘭’𝘜𝘯𝘪𝘷𝘦𝘳𝘴𝘪𝘵à 𝘥𝘪 𝘛𝘰𝘳𝘪𝘯𝘰 𝘦 𝘥𝘢 𝘛𝘦𝘭𝘦𝘧𝘰𝘯𝘰 𝘙𝘰𝘴𝘢 𝘗𝘪𝘦𝘮𝘰𝘯𝘵𝘦 𝘦 𝘳𝘪𝘷𝘰𝘭𝘵𝘰 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘱𝘰𝘱𝘰𝘭𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘴𝘵𝘶𝘥𝘦𝘯𝘵𝘦𝘴𝘤𝘢, 𝘛𝘦𝘭𝘦𝘧𝘰𝘯𝘰 𝘙𝘰𝘴𝘢 𝘗𝘪𝘦𝘮𝘰𝘯𝘵𝘦 𝘥𝘪𝘧𝘧𝘰𝘯𝘥𝘦 𝘰𝘨𝘨𝘪 𝘪𝘭 𝘱𝘳𝘰𝘱𝘳𝘪𝘰 𝘙𝘦𝘱𝘰𝘳𝘵 2025.
Comunicato - 𝘚𝘪𝘯𝘵𝘦𝘴𝘪 𝘱𝘦𝘳 𝘪 𝘴𝘰𝘤𝘪𝘢𝘭
Il Rapporto raccoglie dati sulle situazioni di violenza affrontate, sulle forme di tutela e sui progetti realizzati o in corso.
Nel 2025 sono state 708 le donne prese in carico attraverso percorsi di ascolto, orientamento, accompagnamento e tutela. La sezione di aiuto online ha registrato 5.728 contatti, anche da parte di familiari e persone vicine alle donne offese dalla violenza.
Il 44,8% delle donne si è rivolto spontaneamente al Centro. 181 donne avevano meno di 30 anni, comprese 12 minori sotto i 16 anni.
Le esperienze raccolte evidenziano spesso più forme di violenza – psicologica, fisica, economica, sessuale, verbale, stalking e molestie – e la necessità di interventi personalizzati.
Il 54% delle donne non disponeva di autonomia economica. Il Centro ha promosso l’indipendenza attraverso tirocini retribuiti, formazione e sviluppo delle competenze.
L’esperienza del 2025 ha confermato il valore delle reti costruite da Telefono Rosa Piemonte con istituzioni, aziende, enti e partner progettuali. Nonostante alcune difficoltà di coordinamento, queste hanno favorito la condivisione di competenze e risorse, rafforzando protezione, prevenzione e autonomia delle donne.
Consolidare le sinergie tra istituzioni, servizi e territorio è essenziale per rendere più efficace la risposta alla violenza maschile sulle donne.
L’innovazione digitale ha inoltre ampliato l’accessibilità dei servizi, facilitando la gestione dei percorsi di accoglienza e il collegamento con il centro.
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