Telefono Rosa Torino

Telefono Rosa Torino

Condividi

Centro Antiviolenza e Centro Orientamento per i Diritti delle Donne. Ascoltare, accogliere, mettersi

Contrastare la violenza maschile su donne e minori; sostenere le donne nei percorsi di affrancamento e nelle loro scelte, anche grazie alla maggiore consapevolezza dei loro diritti,

Siamo da sempre al loro fianco sostenendole nel rapporto con la giustizia, con i servizi sociali e le forze dell’ordine, per superare tutte le incongruenze, le ingiustizie, i ritardi che troppo spesso rendono la vita

22/08/2026

Questi nomi si aggiungono a quelli di tante altre donne e ragazze uccise dalla violenza maschile.

Come Telefono Rosa Torino, da ben oltre trent’anni siamo accanto alle donne e alle ragazze che vivono o hanno vissuto situazioni di violenza maschile. Lo facciamo
ogni giorno nella nostra sede storica di Torino e attraverso gli Sportelli
Antiviolenza realizzati in collaborazione con l’ Università degli Studi di Torino e l’ Università del Piemonte Orientale.
Accogliere, ascoltare e sostenere le donne, accompagnandole nei percorsi di protezione e autonomia che decidono di intraprendere, è il lavoro quotidiano dei Centri Antiviolenza. Ma, per quanto fondamentale, da solo non basta.
La violenza maschile sulle donne non è un problema individuale: riguarda tutta la società.
E allora c’è una domanda che dobbiamo porci: cosa succede quando una situazione di violenza viene sottovalutata?
Troppo spesso si guarda all’ultimo episodio senza considerare ciò che è accaduto prima. Ma la storia della violenza conta. Minacce, comportamenti ed episodi precedenti possono indicare un livello
di rischio che l’ultimo fatto, preso da solo, non restituisce.
Per questo la valutazione del rischio è fondamentale. Chi entra in contatto con una situazione di violenza deve saper riconoscere i segnali, valutare il rischio e agire tempestivamente, utilizzando
gli strumenti e le misure di protezione già previsti dal nostro ordinamento.
Di fronte a ogni femminicidio, il dolore ci attraversa.
Ma deve anche interrogarci.
Quali segnali erano già presenti? Il rischio era stato riconosciuto e valutato?
Sono domande che riguardano ogni situazione di violenza maschile sulle donne e che tutti i servizi e le professionalità che entrano in contatto con queste situazioni dovrebbero porsi.
Riguardano il modo in cui, come società, scegliamo di affrontare la violenza maschile sulle donne.

Per contattarci:
☎️ 011 530666
☎️ 011 5628314
📱 327 3275692
📧 [email protected]

20/08/2026

Violenza maschile contro le donne e le ragazze: riconoscere la complessità, senza stereotipi.
Male violence against women and girls: recognizing complexity, without stereotypes.
Dal workshop sulla violenza maschile contro le donne, a cui abbiamo partecipato il 19 agosto a Sacramento (USA), condividiamo uno spunto emerso dal confronto con attiviste impegnate in California nell’ambito dei Women’s Studies e delle Domestic Violence Agencies: quanto gli stereotipi possano ancora condizionare il modo in cui vengono ascoltate e considerate le esperienze delle donne e delle ragazze che subiscono violenza maschile.
Le esperienze di violenza possono essere diverse e non esiste un unico modo di reagire. Paura e stress possono influire sulla capacità di prendere decisioni e agire, così come la difficoltà a ricostruire la cronologia degli eventi o il permanere in una relazione violenta per paura o dipendenza economica.
Riconoscere questa complessità, però, non significa rinunciare all’accertamento dei fatti o alla presunzione di innocenza. Significa piuttosto interrogarsi su quanto stereotipi e aspettative possano influenzare il modo in cui viene considerata la testimonianza di una donna sulle violenze subite, anche nei contesti preposti all'accertamento dei fatti.
Questa è una questione che riguarda tutte le professioni che entrano in contatto con donne e ragazze vittime di violenza maschile: i servizi sanitari, le forze dell'ordine, la magistratura e i servizi sociali.
Un approccio survivor-centred, attento alla complessità delle esperienze e lontano da ogni forma di victim blaming, richiama la necessità di ascoltare senza stereotipi, pregiudizi o stigma.
L’incontro di Sacramento ci ha confermato che, nonostante le differenze tra Paesi e sistemi, è fondamentale il modo in cui le donne che subiscono violenza vengono ascoltate, comprese, accolte e considerate. Ovunque, gli stereotipi, i pregiudizi e lo stigma continuano a influenzare l'interpretazione delle loro storie.
Continueremo, quindi, a lavorare in rete, condividendo esperienze e punti di vista.

19/08/2026

𝐑𝐄𝐍𝐃𝐄𝐑𝐄 𝐈𝐌𝐏𝐄𝐍𝐒𝐀𝐁𝐈𝐋𝐄 𝐋𝐀 𝐕𝐈𝐎𝐋𝐄𝐍𝐙𝐀 𝐌𝐀𝐒𝐂𝐇𝐈𝐋𝐄 𝐒𝐔𝐋𝐋𝐄 𝐃𝐎𝐍𝐍𝐄.
Quattro casi di femminicidio in circa 72 ore.
Di fronte a questa realtà, il nostro impegno si intensifica: per sostenere le donne e le ragazze che subiscono violenza maschile e contrastare tutto ciò che la rende possibile, tollerabile o spesso invisibile.
Continuiamo a lavorare per costruire una cultura in cui la violenza non venga normalizzata né minimizzata, i comportamenti di controllo e prevaricazione non vengano giustificati o tollerati e l’autodeterminazione delle donne venga riconosciuta e rispettata.
Rendere impensabile la violenza significa riconoscerla, nominarla, prevenirla e mettere in discussione gli stereotipi e i modelli culturali che la alimentano.
Come Telefono Rosa Piemonte lo ribadiamo da tempo: la violenza maschile contro le donne dispone di un quadro normativo e di strumenti di protezione, tra cui le disposizioni del Codice Rosso e le misure cautelari. Ma la loro efficacia dipende dalla tempestività e dall’effettività della loro applicazione.
Per questo insistiamo nel chiedere una formazione specifica e continua per tutte le professionalità che, a diverso titolo, intervengono nella tutela delle donne dalla violenza maschile, dalla rete dei servizi al sistema sanitario, dalle forze dell’ordine alla magistratura.
Perché una società libera dalla violenza sulle donne non si costruisce da sola. Si costruisce insieme.
Perché ciò che ancora oggi viene spesso minimizzato deve diventare impensabile.
𝐏𝐞𝐫 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐭𝐭𝐚𝐫𝐜𝐢:
☎️ 011 530666
☎️ 011 5628314
📱 327 3275692
📧 [email protected]

17/08/2026

𝗜𝗹 𝗖𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗔𝗻𝘁𝗶𝘃𝗶𝗼𝗹𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗧𝗲𝗹𝗲𝗳𝗼𝗻𝗼 𝗥𝗼𝘀𝗮 𝗣𝗶𝗲𝗺𝗼𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗧𝗼𝗿𝗶𝗻𝗼 𝗲̀ 𝗮𝗽𝗲𝗿𝘁𝗼.

𝗡𝗼𝗶 𝗰𝗶 𝘀𝗶𝗮𝗺𝗼. Per le donne e le ragazze che vivono o hanno vissuto situazioni di violenza maschile, in tutte le sue forme, anche online, per accoglierle, sostenerle e accompagnarle nel percorso che scelgono di intraprendere.

La nostra presenza è possibile grazie al lavoro quotidiano delle nostre professioniste e a una 𝗿𝗲𝘁𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗶 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝗶𝘀𝗰𝗲 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼.

È un lavoro di équipe, fatto di confronto, ascolto e collaborazione, che trasforma l’esperienza quotidiana in nuove possibilità di intervento e di sostegno.

𝗘𝘀𝘀𝗲𝗿𝗰𝗶, 𝗽𝗲𝗿 𝗻𝗼𝗶, 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗮𝗿𝗲 𝗮 𝗶𝗺𝗽𝗲𝗴𝗻𝗮𝗿𝗰𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗮𝘀𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝘃𝗶𝗼𝗹𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗺𝗮𝘀𝗰𝗵𝗶𝗹𝗲 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗲 𝗱𝗼𝗻𝗻𝗲.

𝗣𝗲𝗿 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮𝘁𝘁𝗮𝗿𝗰𝗶:

☎️ 011 530666
☎️ 011 5628314
📱 327 3275692
📧 [email protected]

16/08/2026

𝗔𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝗱𝘂𝗲 𝗳𝗲𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝗰𝗶𝗱𝗶. 𝗜𝗻 𝗽𝗼𝗰𝗵𝗲 𝗼𝗿𝗲, 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗲 𝗱𝘂𝗲 𝗱𝗼𝗻𝗻𝗲 𝘂𝗰𝗰𝗶𝘀𝗲.

È difficile aggiungere parole a una sequenza di notizie che, purtroppo, continua a ripetersi.

Come 𝗖𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗔𝗻𝘁𝗶𝘃𝗶𝗼𝗹𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗧𝗲𝗹𝗲𝗳𝗼𝗻𝗼 𝗥𝗼𝘀𝗮 𝗣𝗶𝗲𝗺𝗼𝗻𝘁𝗲, da anni incontriamo donne che vivono situazioni di violenza e sappiamo quanto sia importante riuscire a riconoscerne i segnali prima che la violenza arrivi alle sue conseguenze più estreme.

Per questo continuiamo a pensare che 𝗻𝗼𝗺𝗶𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗳𝗲𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝗰𝗶𝗱𝗶𝗼 𝗲 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗲𝗿𝗻𝗲 𝗹𝗮 𝘀𝗽𝗲𝗰𝗶𝗳𝗶𝗰𝗶𝘁𝗮̀ 𝘀𝗶𝗮 𝗻𝗲𝗰𝗲𝘀𝘀𝗮𝗿𝗶𝗼, anche sul piano giuridico e culturale. Ma altrettanto necessario è che questa consapevolezza diventi capacità concreta di leggere le storie delle donne, riconoscere le dinamiche della violenza maschile e intervenire tempestivamente.

È qui che sentiamo anche la responsabilità del nostro lavoro: portare nelle istituzioni e nella formazione l’esperienza e le conoscenze che i Centri antiviolenza hanno costruito nel tempo attraverso l’ascolto e l’accompagnamento delle donne.

Di fronte a ogni nuova uccisione non possiamo limitarci a contare le vittime. Dobbiamo continuare a chiederci 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮𝗺𝗼 𝘀𝗮𝗽𝘂𝘁𝗼 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼 e che cosa possiamo fare perché le donne che vivono situazioni di violenza possano essere 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗶𝘂𝘁𝗲, 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗲𝗻𝘂𝘁𝗲 𝗲 𝘁𝘂𝘁𝗲𝗹𝗮𝘁𝗲 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗶𝗮 𝘁𝗿𝗼𝗽𝗽𝗼 𝘁𝗮𝗿𝗱𝗶.

𝗢𝗴𝗻𝗶 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗮 𝗱𝗼𝗯𝗯𝗶𝗮𝗺𝗼 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗱𝗼𝗹𝗼𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗲 𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲.



#𝗧𝗲𝗹𝗲𝗳𝗼𝗻𝗼𝗥𝗼𝘀𝗮𝗣𝗶𝗲𝗺𝗼𝗻𝘁𝗲 #𝗖𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼𝗔𝗻𝘁𝗶𝘃𝗶𝗼𝗹𝗲𝗻𝘇𝗮 #𝗙𝗲𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝗰𝗶𝗱𝗶𝗼 #𝗩𝗶𝗼𝗹𝗲𝗻𝘇𝗮𝗠𝗮𝘀𝗰𝗵𝗶𝗹𝗲𝗦𝘂𝗹𝗹𝗲𝗗𝗼𝗻𝗻𝗲 #𝗣𝗿𝗲𝘃𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 #𝗙𝗼𝗿𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲

12/08/2026

Come Centro Antiviolenza Telefono Rosa Torino, a queste parole rispondiamo.

Nel programma pubblicato da Futuro Nazionale, il partito di Roberto Vannacci, si parla di “patriarcato mediterraneo” come di un modello da proteggere e non criminalizzare, e di “maschi forti” chiamati a proteggere le donne.

È proprio da questa concezione che vogliamo partire.

𝗨𝗻𝗮 𝗱𝗼𝗻𝗻𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗵𝗮 𝗯𝗶𝘀𝗼𝗴𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗽𝗿𝗼𝘁𝗲𝘁𝘁𝗮 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗶𝗱𝗲𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗳𝗿𝗮𝗴𝗶𝗹𝗲, né affidata alla tutela di un uomo considerato naturalmente più forte.

Ha bisogno di essere 𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝗮, 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗮𝘁𝗮 𝗲 𝗮𝘂𝘁𝗼𝗻𝗼𝗺𝗮.
Di poter scegliere. Di decidere della propria vita.

Una donna che subisce violenza ha bisogno di 𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗶, 𝗽𝗿𝗼𝘁𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲, 𝗴𝗶𝘂𝘀𝘁𝗶𝘇𝗶𝗮 𝗲 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗶𝘇𝗶, e di una società capace di riconoscere e contrastare la 𝘃𝗶𝗼𝗹𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗺𝗮𝘀𝗰𝗵𝗶𝗹𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗹𝗲 𝗱𝗼𝗻𝗻𝗲.

Per questo riteniamo importante 𝗻𝗼𝗺𝗶𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗳𝗲𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝗰𝗶𝗱𝗶𝗼.

Non per creare una gerarchia tra le vittime, ma per riconoscere la specificità di una violenza che colpisce le donne in quanto donne e che si intreccia con 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗼, 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗲𝘀𝘀𝗼, 𝗱𝗶𝘀𝘂𝗴𝘂𝗮𝗴𝗹𝗶𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗲 𝘀𝗼𝗽𝗿𝗮𝗳𝗳𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲.

E proprio questa specificità Futuro Nazionale propone di non riconoscerla come reato autonomo, chiedendo l’abrogazione della norma sul femminicidio.

È una visione che non condividiamo.

𝗟𝗮 𝗽𝗿𝗼𝘁𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗼.
𝗟𝗮 𝗳𝗼𝗿𝘇𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝗱𝗼𝗺𝗶𝗻𝗶𝗼.
𝗟𝗮 𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝘁𝗮̀ 𝗻𝗼𝗻 𝗵𝗮 𝗯𝗶𝘀𝗼𝗴𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝘁𝘂𝘁𝗼𝗿𝗶.

Una società davvero libera non ha bisogno di uomini chiamati a proteggere donne considerate fragili.

Ha bisogno di 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝗲, 𝘂𝗴𝘂𝗮𝗹𝗶 𝗻𝗲𝗶 𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗶 𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗱𝗶𝗴𝗻𝗶𝘁𝗮̀.

𝗡𝗼 𝗮𝗹 𝗠𝗲𝗱𝗶𝗼𝗲𝘃𝗼.

Fonte immagine: la Repubblica, 11 agosto 2026.

11/08/2026

📚❤️ 𝗥𝗘𝗙𝗘𝗥𝗘𝗡𝗗𝗨𝗠 𝗦𝗨𝗟𝗟’𝗘𝗗𝗨𝗖𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗦𝗘𝗦𝗦𝗨𝗢-𝗔𝗙𝗙𝗘𝗧𝗧𝗜𝗩𝗔 𝗡𝗘𝗟𝗟𝗘 𝗦𝗖𝗨𝗢𝗟𝗘

✍️ 𝟱𝟬.𝟬𝟬𝟬 𝗳𝗶𝗿𝗺𝗲 𝗶𝗻 𝘀𝗼𝗹𝗶 𝟯 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗶!

🎯 L’obiettivo è 𝟱𝟬𝟬.𝟬𝟬𝟬 𝗳𝗶𝗿𝗺𝗲 per chiedere che l’educazione sessuo-affettiva entri finalmente in modo strutturale nelle scuole italiane.

❤️ 𝗡𝗼𝗻 𝗲̀ 𝗶𝗱𝗲𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗮. 𝗘̀ 𝗲𝗱𝘂𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲.

È conoscenza, prevenzione, consapevolezza e libertà.

In un Paese dove i ragazzi entrano sempre più presto in contatto con la pornografia online, aumentano le IST tra gli adolescenti e la violenza continua a essere un’emergenza, 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗲 𝗱𝗮𝗿𝗲 𝗮𝗶 𝗴𝗶𝗼𝘃𝗮𝗻𝗶 𝗴𝗹𝗶 𝘀𝘁𝗿𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗿𝗲𝘀𝗰𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗮𝗽𝗲𝘃𝗼𝗹𝗶 𝗲 𝗮𝗳𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗲 𝗿𝗲𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗶𝗻 𝗺𝗼𝗱𝗼 𝘀𝗮𝗻𝗼 𝗲 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗲.

📚 𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗲𝗿𝗲 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 𝗽𝗼𝘁𝗲𝗿 𝘀𝗰𝗲𝗴𝗹𝗶𝗲𝗿𝗲.

🫶 E scegliere significa essere 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝗶, 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗮𝗽𝗲𝘃𝗼𝗹𝗶 𝗲 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗶.

👉 𝗙𝗶𝗿𝗺𝗮 𝗹𝗮 𝗽𝗲𝘁𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶𝘃𝗶𝗱𝗶𝗹𝗮!

🔗 https://referendumeducazioneaffettiva.it/

10/08/2026

Grazie # # per aver condiviso la tua storia con noi. ✊
Il tuo percorso può essere un incoraggiamento per tante altre donne: chiedere aiuto è importante e può davvero fare la differenza.
Un passo alla volta. ❤️

Photos from HeForShe's post 08/08/2026

Parlare di significa parlare anche di prevenzione della violenza maschile contro le donne e le ragazze. 💜
Educare al rispetto, al consenso e a relazioni sane è una responsabilità di tutte e tutti.
Per costruire relazioni libere da stereotipi, controllo e violenza.

04/08/2026

“Rivale in amore”.

No. Né rivalità, né amore.

Il generoso Federico Venco è stato ucciso da Mirko Bertellini mentre stava aiutando una donna in difficoltà. Alcune testate hanno raccontato che Bertellini lo avrebbe scambiato per un “rivale in amore”.

Ma quello che racconta questa terribile vicenda è una dinamica di possesso, controllo e violenza.

Una donna non è un premio. Non è un territorio. Non appartiene a nessuno.

Le parole sono importanti. Le parole contano.

Vuoi che la tua organizzazione sia il Organizzazione Senza Scopo Di Lucro più quotato a Turin?
Clicca qui per richiedere la tua inserzione sponsorizzata.

Telefono

Indirizzo


Via Assietta 13/a
Turin
10128

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 19:00
Martedì 09:30 - 18:00
Mercoledì 09:30 - 18:00
Giovedì 09:30 - 18:00
Venerdì 09:30 - 18:00