Libera Piemonte

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Associazioni, nomi e numeri contro le mafie è nata il 25 marzo del 1995, con l’intento fare la propria parte per sollecitare l’impegno della società civile contro tutte le mafie.

Photos from Libera Piemonte's post 24/08/2026

https://www.lastampa.it/torino/2026/08/23/news/ndrangheta_bomba_villa_san_giusto_canavese_confiscata-15720431/

Grazie a Giuseppe Legato che con questo articolo rievoca un episodio, che ci sta fortemente a cuore e riporta l'attenzione su un gravissimo fatto del nostro territorio, probabilmente il più grave tentativo di distruzione di un bene confiscato nel nord Italia.
Nel 2018 ci impegnammo perchè l’iter di assegnazione di quella villa fosse rapido, anche organizzando la fiaccolata cui parteciparono le istituzioni civili e militari, con un presidio di alcune settimane, nel cortile dell’immobile, dopo l'attentato fallito, con il nostro coordinamento regionale in cui intervenne il nostro presidente Don Luigi Ciotti.
Questa vicenda ci ricorda, per l'ennesima volta, quanto le mafie, anche al nord, non accettino l'aggressione ai propri patrimoni immobiliari e quanto sia fondamentale il riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata.

Photos from Libera Piemonte's post 06/08/2026

☀️ Agosto è ormai iniziato, ma nonostante il caldo e il periodo di vacanze per moltɜ, i beni confiscati del Piemonte continuano ad accogliere giovani provenienti da tutta Italia per vivere l’esperienza dei campi di formazione e impegno di E!State Liberi!

Oggi vogliamo raccontarvi la bellezza e le emozioni che, proprio in questi giorni, un gruppo di giovani sta vivendo in Cascina Saetta, a Bosco Marengo, in provincia di Alessandria.
Il bene, confiscato nel 2005 e oggi gestito dall’associazione Parcival, è dedicato al giudice 𝐀𝐧𝐭𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐒𝐚𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐞 𝐚𝐥 𝐟𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐒𝐭𝐞𝐟𝐚𝐧𝐨, vittime di un agguato mafioso in Sicilia per mano dei Madonia, famiglia mafiosa a cui erano legati Rosario Caci e la moglie Concetta, destinatari della confisca del bene.

Accoltɜ e ospitatɜ nel 𝐂𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐌𝐨𝐧𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐒𝐚𝐧𝐭𝐚 𝐂𝐫𝐨𝐜𝐞, splendido patrimonio artistico del territorio, lɜ partecipanti alternano momenti di formazione sui temi dell'antimafia ad attività di cura dei luoghi e del territorio.
Oltre agli interventi di manutenzione di Cascina Saetta e degli spazi che lɜ ospitano, grazie alla collaborazione con Aree Protette Po piemontese, lɜ ragazzɜ hanno contribuito alla cura delle strutture della Riserva Naturale del Torrente Orba, partecipando anche a momenti di formazione e scoperta di questa preziosa realtà naturale: dalle fototrappole e il loro utilizzo all'importanza della tutela delle riserve naturali e degli ambienti protetti.

🌱 Un'esperienza che dimostra come la lotta alle mafie si intrecci con la cura dell'ambiente, dei beni comuni e dei territori. Partendo dalla conoscenza della storia di un luogo e dei fenomeni mafiosi, questi giorni di formazione e impegno contribuiscono a costruire consapevolezza, responsabilità e partecipazione.

🌻 L'estate, però, è ancora lunga e saranno ancora tanti i campi di Libera Contro le Mafie che animeranno i beni confiscati del Piemonte. A tuttɜ lɜ giovanɜ che hanno scelto di mettersi in gioco auguriamo di vivere un'esperienza intensa e trasformativa, capace di lasciare nuove consapevolezze e di alimentare l'impegno quotidiano per costruire una società libera da mafie e corruzione.

31/07/2026

Domenica è iniziato il campo nazionale **Estate Liberi** a Cascina Saetta, a Bosco Marengo.

Oggi i ragazzi hanno visitato il Museo della Resistenza di Rocchetta Ligure, che ringraziamo di cuore per l'accoglienza che, con grande disponibilità, ci riserva ogni anno.

Sono cinquanta i giovani arrivati da diverse regioni d'Italia che hanno scelto di dedicare una settimana della loro estate alla formazione, all'impegno civile e al lavoro su un bene confiscato alle mafie. La prossima settimana ne arriveranno altri, a testimonianza di un entusiasmo che continua a crescere.

In un tempo in cui spesso si parla dei giovani solo per criticarli, queste ragazze e questi ragazzi dimostrano che esiste un'Italia che sceglie di mettersi in gioco, di imparare, di condividere e di costruire comunità.

Grazie a tutti coloro che, con il loro lavoro, il loro tempo e la loro passione, rendono possibile anche quest'anno questo piccolo, grande miracolo.
Libera Piemonte

31/07/2026

Prima della pausa estiva vogliamo ringraziarvi tuttɜ 🫶
In questi mesi, ci avete accompagnato con la vostra partecipazione, il vostro sostegno e il vostro impegno.

È stato un anno intenso e impegnativo, segnato dal grande percorso che ha portato a Torino la celebrazione nazionale della # # Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo di tutte le vittime innocenti delle mafie: una giornata costruita insieme a tante persone e realtà, per fare memoria e rilanciare l'impegno della rete di Libera nel contrasto a mafie e corruzione.

Ora è tempo di recuperare energie.
Ci rivedremo a settembre per un nuovo anno sociale, tanti appuntamenti e nuove sfide da affrontare insieme.

La segreteria di Libera Piemonte sarà chiusa da lunedì 3 agosto e 𝐫𝐢𝐚𝐩𝐫𝐢𝐫𝐚̀ 𝐦𝐞𝐫𝐜𝐨𝐥𝐞𝐝𝐢̀ 𝟐 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞.
Per eventuali necessità durante il periodo di chiusura è possibile scrivere a [email protected]

A tuttɜ auguriamo una buona estate e tanto riposo!
Ci rivediamo a settembre 💛🧡🩷

Photos from Libera Piemonte's post 08/07/2026

Grazie al Bando Bruno Caccia 2026, sostenuto dalla Città di Torino e dalla Fondazione per la Cultura Torino, nel mese di giugno abbiamo incontrato bimbɜ e giovani attraverso le attività organizzate con i centri estivi del territorio.

L’obiettivo era far conoscere allɜ più piccolɜ la storia di 𝐁𝐫𝐮𝐧𝐨 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚, l'unico magistrato ucciso dalla 'ndrangheta nel Nord Italia, a cui è intitolato il 𝐏𝐚𝐥𝐚𝐳𝐳𝐨 𝐝𝐢 𝐆𝐢𝐮𝐬𝐭𝐢𝐳𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐓𝐨𝐫𝐢𝐧𝐨, e l'infiltrazione delle mafie nel nord Italia.
Raccontare alle giovani generazioni una figura così integra, fatta di responsabilità e lealtà verso lo Stato, poteva sembrare complesso. Invece, come spesso accade, lɜ ragazzɜ ci hanno sorpreso dimostrando una profondità e un senso dei valori, straordinari per la loro età. ✨

Attraverso una caccia al tesoro in alcuni luoghi sensibili della città, lɜ giovani hanno scoperto la vita e il lavoro del Procuratore, comprendendo il senso di giustizia che gli costò la vita per mano della criminalità organizzata. Insieme abbiamo imparato che, se purtroppo esiste chi vuole sopraffare gli altri con la violenza e il controllo, esiste anche chi, con rigore e dedizione quotidiana, difende la libertà di tutta la società. 💛

Un grazie di cuore a tutti i centri estivi che hanno collaborato a questo importante percorso, alla Città di Torino e alla Fondazione per la Cultura Torino che continuano a sostenere percorsi con cui trasmettere i valori di giustizia e legalità alle generazioni future!

Photos from Libera Piemonte's post 07/07/2026

Questa mattina ci siamo ritrovatɜ a Chivasso per partecipare al presidio indetto dall’𝐎𝐫𝐝𝐢𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐆𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐏𝐢𝐞𝐦𝐨𝐧𝐭𝐞, dall’𝐀𝐬𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐒𝐭𝐚𝐦𝐩𝐚 𝐒𝐮𝐛𝐚𝐥𝐩𝐢𝐧𝐚 e dal 𝐆𝐫𝐮𝐩𝐩𝐨 𝐂𝐫𝐨𝐧𝐢𝐬𝐭𝐢.

Siamo scesɜ in piazza per esprimere solidarietà a 𝐅𝐞𝐝𝐞𝐫𝐢𝐜𝐨 𝐆𝐨𝐭𝐭𝐚𝐫𝐝𝐨 e 𝐂𝐚𝐭𝐞𝐫𝐢𝐧𝐚 𝐒𝐭𝐚𝐦𝐢𝐧, aggreditɜ mentre svolgevano il loro dovere di cronaca, raccogliendo testimonianze su un grave ferimento a colpi d’arma da fuoco legato a contesti criminali.

Colpire chi racconta significa colpire il diritto dellɜ cittadinɜ a conoscere la realtà del proprio territorio. In una terra già profondamente segnata da inchieste sui legami tra criminalità organizzata e contesti locali, la sicurezza di chi esercita il giornalismo d'inchiesta è una condizione essenziale per la tenuta democratica e per il contrasto efficace al potere mafioso.

Non possiamo e non vogliamo abbassare la guardia. Come rete attiva sul territorio piemontese ribadiamo che la lotta alle mafie passa anche attraverso un'informazione libera e tutelata.

Rimaniamo vigilɜ e al fianco di chi, ogni giorno, sceglie di non voltarsi dall'altra parte.

Photos from Libera Piemonte's post 04/07/2026

Questa settimana Cascina Caccia, bene confiscato alla mafia ora dedicato al procuratore 𝐁𝐫𝐮𝐧𝐨 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚 e a sua moglie 𝐂𝐚𝐫𝐥𝐚, ha ospitato il campo di E!State Liberi gestito da ACMOS e dedicato a ragazzɜ dai 14 ai 16 anni 🏡

🗯️ È stato un campo con tanto tempo dedicato all’ascolto di testimonianze, a partire da quelle di Stefano Mattachini e Cristina Caccia, familiari di vittime innocenti delle mafie.

💛 Stefano Mattachini, nipote di 𝐆𝐢𝐨𝐫𝐠𝐢𝐨 𝐀𝐦𝐛𝐫𝐨𝐬𝐨𝐥𝐢, ci ha raccontato della storia e della vita di suo nonno, avvocato milanese che è stato ucciso per aver testimoniato con coraggio la sua etica pubblica e professionale a servizio dello Stato; abbiamo poi ascoltato Cristina Caccia, figlia di 𝐁𝐫𝐮𝐧𝐨 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚, primo ed unico magistrato ucciso dalla 'ndrangheta nel nord Italia, che ha restituito il volto di un padre capace di trasmettere il senso di giustizia nella semplicità della quotidianità.

🍚 Ma lɜ partecipanti hanno anche avuto l’occasione di incontrare e conoscere gli abitanti di Cascina Caccia accolti nel CAS gestito dalla Cooperativa Nanà, con cui dopo l’incontro sulle migrazioni hanno condiviso una cena internazionale!

🎭 Alcune mattine sono state infine dedicate alla cura del bene attraverso lavori di servizio, l'organizzazione e la gestione dell'evento teatrale “𝑺𝒊 𝒔𝒕𝒂 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒅’𝒂𝒖𝒕𝒖𝒏𝒏𝒐”, di Faber Teater, sulla Prima Guerra Mondiale, sulle sue conseguenze e sulla sua attualità oggi.

Manca poco alla conclusione del campo di Libera Contro le Mafie, ma l'estate è ancora lunga e tanti sono i beni confiscati in Piemonte che saranno animati da tantɜ giovani prontɜ a vivere un'esperienza di volontariato!

01/07/2026

Libera Piemonte esprime solidarietà a Federico Gottardo, giornalista di “La Repubblica” e presidente del Gruppo Cronisti Piemontesi, aggredito fisicamente ieri mattina a Chivasso mentre raccoglieva testimonianze sul ferimento a colpi d'arma da fuoco di un uomo di 48 anni già vicino a contesti criminali. La nostra vicinanza va anche alla collega de “La Stampa”, Caterina Stamin, oggetto di gravi insulti verbali nello stesso episodio, e al fotografo presente sul posto.
Un giornalista e una giornalista colpiti mentre documentano un fatto di cronaca è un attacco al diritto di tutte e tutti a essere informati. In un territorio già segnato da inchieste sui legami tra criminalità organizzata e contesti locali, garantire la libertà di stampa e la sicurezza di chi la esercita sul campo è condizione essenziale per la tenuta democratica e per il contrasto alle mafie.
Libera Piemonte rinnova il proprio impegno accanto ai giornalisti e alle giornaliste che, ogni giorno, spesso in condizioni di lavoro precarie, continuano a raccontare i territori senza arretrare davanti alle intimidazioni.

26/06/2026

𝟐𝟔 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨 𝟏𝟗𝟖𝟑. 𝐋𝐚 ‘𝐧𝐝𝐫𝐚𝐧𝐠𝐡𝐞𝐭𝐚 𝐮𝐜𝐜𝐢𝐝𝐞 𝐢𝐥 𝐏𝐫𝐨𝐜𝐮𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐁𝐫𝐮𝐧𝐨 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚.

Già allora, il Nord Italia era terreno fertile per lo sviluppo e il radicamento delle mafie.
A 43 anni da quel delitto, non possiamo permetterci passi indietro. Dobbiamo avere il coraggio di riconoscere come la criminalità organizzata abbia saputo trasformarsi e trovare nuove modalità per infiltrarsi, anche al Nord e nel Centro Italia, dentro il tessuto economico e sociale: nei luoghi dove si concentrano risorse, interessi, denaro e potere.

“𝑃𝑎𝑟𝑙𝑎𝑛𝑜 𝑖 𝑑𝑎𝑡𝑖, 𝑝𝑎𝑟𝑙𝑎𝑛𝑜 𝑙𝑒 𝑖𝑛𝑐ℎ𝑖𝑒𝑠𝑡𝑒, 𝑝𝑎𝑟𝑙𝑎𝑛𝑜 𝑖 𝑓𝑎𝑡𝑡𝑖.
𝑁𝑜𝑛 𝑠𝑖 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑛𝑒𝑔𝑎𝑟𝑒.”

Sono le parole di 𝐃𝐨𝐧 𝐋𝐮𝐢𝐠𝐢 𝐂𝐢𝐨𝐭𝐭𝐢, che richiama alla necessità di saper leggere i cambiamenti delle mafie e rafforzare gli strumenti di contrasto, perché le organizzazioni criminali hanno cambiato volto e strategie per continuare a perseguire i propri interessi.

Guarda il servizio del Tgr Piemonte 👇

Photos from Libera Piemonte's post 26/06/2026

43 anni dopo l’omicidio del procuratore 𝐁𝐫𝐮𝐧𝐨 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚, ci siamo ritrovatə in via Sommacampagna, davanti alla targa che ne custodisce la memoria, proprio nel luogo dove fu ucciso dalla ‘ndrangheta il 𝟐𝟔 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨 𝟏𝟗𝟖𝟑.

🌸 Un momento di commemorazione e riflessione, alla presenza delle istituzioni, della magistratura, delle forze dell’ordine e di tantə cittadinə che continuano a riconoscere in Bruno Caccia un esempio di rigore e servizio allo Stato.

🗣️ Diversi gli interventi che si sono succeduti per ricordare il Procuratore e per farne memoria: il Viceprefetto vicario 𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐚𝐧𝐝𝐫𝐚 𝐓𝐫𝐢𝐩𝐨𝐝𝐢, il Vicario del Questore 𝐌𝐚𝐫𝐜𝐨 𝐃𝐞 𝐍𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨, la sostituta Procuratrice Consigliera 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐧𝐚 𝐍𝐮𝐜𝐜𝐢, il Procuratore Aggiunto 𝐑𝐨𝐛𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐒𝐩𝐚𝐫𝐚𝐠𝐧𝐚, l’assessore della Regione Piemonte 𝐀𝐧𝐝𝐫𝐞𝐚 𝐓𝐫𝐨𝐧𝐳𝐚𝐧𝐨 e l’assessore della Città di Torino 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐨 𝐓𝐫𝐞𝐬𝐬𝐨.

Presente anche 𝐆𝐢𝐚𝐧 𝐂𝐚𝐫𝐥𝐨 𝐂𝐚𝐬𝐞𝐥𝐥𝐢, ex magistrato e presidente onorario di Libera, che iniziò il suo percorso in magistratura proprio accanto a Bruno Caccia, condividendone anni di lavoro e un legame umano profondo.

Particolarmente significativo il ricordo della figlia, 𝐏𝐚𝐨𝐥𝐚 𝐂𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚, che ha restituito il volto più intimo di un padre capace di trasmettere valori importanti nella quotidianità, senza bisogno di grandi parole: valori vissuti ogni giorno, attraverso l’esempio.
Un esempio che ancora oggi parla a tutta la comunità.

A chiudere gli interventi, le parole di 𝐃𝐨𝐧 𝐋𝐮𝐢𝐠𝐢 𝐂𝐢𝐨𝐭𝐭𝐢, co-presidente di Libera Contro le Mafie che ha richiamato l’attenzione su una realtà che non possiamo smettere di guardare: le mafie al Nord esistono da decenni e hanno cambiato forma. Oggi non sono soltanto quelle che sparano e fanno rumore, ma organizzazioni capaci di infiltrarsi nell’economia legale, negli investimenti, nelle imprese e nei luoghi dove si esercita il potere.

🌻 La memoria di Bruno Caccia, quindi, ci ricorda che il contrasto alle mafie passa dalla responsabilità quotidiana di ciascuno: istituzioni, cittadinə, comunità.
Come recita la targa in sua memoria, fu ucciso “𝑛𝑒𝑙 𝑝𝑖𝑒𝑛𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑢𝑎 𝑙𝑜𝑡𝑡𝑎 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑖𝑙 𝑐𝑟𝑖𝑚𝑖𝑛𝑒”.
Per il suo senso del dovere.
Per aver scelto, fino in fondo, lo Stato.

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