Re-mind
Centro specializzato nel trattamento dei disturbi d'ansia
24/09/2026
Quando arriva ðð»ð® ð±ð¶ð®ðŽð»ðŒðð¶ ð±ð¶ ððŠð, per molti genitori inizia anche un nuovo percorso fatto di sigle, documenti e domande:
âCosa cambia adesso a scuola?â âQuali strumenti servono davvero a mio figlio?â âCome posso confrontarmi con gli insegnanti senza creare tensioni?â
Il ð£ðð£, ð£ð¶ð®ð»ðŒ ðð¶ð±ð®ððð¶ð°ðŒ ð£ð²ð¿ððŒð»ð®ð¹ð¶ððð®ððŒ, non dovrebbe essere vissuto come unâetichetta o come un modo per âfacilitareâ lo studente.
Si tratta di uno strumento pensato per costruire un percorso didattico più adatto alle sue caratteristiche.
Può prevedere, ad esempio, ððð¿ððºð²ð»ðð¶ ð°ðŒðºðœð²ð»ðð®ðð¶ðð¶ come mappe concettuali, sintesi vocale, audiolibri, videoscrittura o calcolatrice e ðºð¶ððð¿ð² ð±ð¶ððœð²ð»ðð®ðð¶ðð², come tempi aggiuntivi nelle verifiche o la possibilità di non svolgere alcune attività particolarmente penalizzanti rispetto al disturbo.
Ma un PDP funziona davvero quando non rimane soltanto un documento.
ðŠð²ð¿ðð² ðð»âð®ð¹ð¹ð²ð®ð»ðð® ðð¿ð® ðð°ððŒð¹ð®, ð³ð®ðºð¶ðŽð¹ð¶ð® ð² ððœð²ð°ð¶ð®ð¹ð¶ððð¶.
A casa, infatti, possono emergere informazioni preziose: ððŠ ð®ð¢ð±ð±ðŠ ð¢ðªð¶ðµð¢ð¯ð° ð¥ð¢ð·ð·ðŠð³ð°? ð ð€ð°ð®ð±ðªðµðª ð€ð°ð¯ðµðªð¯ð¶ð¢ð¯ð° ð¢ ð³ðªð€ð©ðªðŠð¥ðŠð³ðŠ ð°ð³ðŠ? ðð ð³ð¢ðšð¢ð»ð»ð° ð¶ðµðªððªð»ð»ð¢ ðŽðŠð³ðŠð¯ð¢ð®ðŠð¯ðµðŠ ðšððª ðŽðµð³ð¶ð®ðŠð¯ðµðª ð±ð³ðŠð·ðªðŽðµðª?
Il percorso può quindi essere osservato, discusso e adattato nel tempo.
Perché lâobiettivo non Ú semplicemente âað¯ð¥ð¢ð³ðŠ ð®ðŠðšððªð° ð¢ ðŽð€ð¶ð°ðð¢â, ma permettere allo studente di ð¶ðºðœð®ð¿ð®ð¿ð² ðð²ð»ðð® ðð¶ðð²ð¿ð² ðŒðŽð»ð¶ ð±ð¶ð³ð³ð¶ð°ðŒð¹ðà ð°ðŒðºð² ðð»ð® ð°ðŒð»ð³ð²ð¿ðºð® ð±ð¶ ð»ðŒð» ð²ððð²ð¿ð² ð®ð¯ð¯ð®ððð®ð»ðð® ð°ð®ðœð®ð°ð².
ðð®ðºð¶ðŽð¹ð¶ð® ð² ðð°ððŒð¹ð® ð»ðŒð» ð±ð²ððŒð»ðŒ ð®ð³ð³ð¿ðŒð»ðð®ð¿ð² ðŸðð²ðððŒ ðœð²ð¿ð°ðŒð¿ððŒ ð±ð® ððŒð¹ð²: quando serve, il confronto con professionisti specializzati può aiutare a interpretare le difficoltà e individuare strategie più adatte.
Leggi lâarticolo nel nostro blog:
https://centroremind.it/dsa-quando-una-difficolt-scolastica-merita-una-valutazione-specialistica/
21/09/2026
âFð¢ ð§ð¢ðµðªð€ð¢, ð®ð¢ ð§ð°ð³ðŽðŠ ð¥ðŠð·ðŠ ðŽð°ðð° ðŠðŽðŠð³ð€ðªðµð¢ð³ðŽðª ð¥ðª ð±ðªÃ¹.âundefined
à un pensiero che può accompagnare molti genitori quando compaiono le prime difficoltà scolastiche.
Ed Ú vero: ð»ðŒð» ðŒðŽð»ð¶ ð³ð®ðð¶ð°ð® Ú ðð» ððŠð.
Ciò che merita attenzione Ú soprattutto una difficoltà che persiste nel tempo, nonostante lâimpegno, lâesercizio e il supporto.
Può succedere, ad esempio, che un bambino:
- legga lentamente e si stanchi molto;
- faccia ancora numerosi errori nella scrittura;
- eviti i compiti scritti perché troppo faticosi;
- abbia particolare difficoltà con calcoli, numeri o tabelline;
- dedichi moltissimo tempo allo studio ottenendo risultati che non rispecchiano lo sforzo.
Una ðð®ð¹ððð®ðð¶ðŒð»ð² non serve a stabilire quanto un bambino sia âbravoâ a scuola. Serve a ð°ð®ðœð¶ð¿ð² ð°ðŒðºð² ð®ðœðœð¿ð²ð»ð±ð² e perché alcune attività gli richiedono così tanta energia.
Fare chiarezza può aiutare famiglia, scuola e ragazzo a smettere di concentrarsi soltanto sullâerrore e iniziare a cercare strategie realmente adatte al suo modo di apprendere.
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17/09/2026
âE se una valutazione finisse per mettere unâetichetta a mio figlio?â
à un dubbio comprensibile per molti genitori. Ma lo scopo di una ðð®ð¹ððð®ðð¶ðŒð»ð² ððŠð Ú esattamente lâopposto: capire meglio come quel bambino o ragazzo apprende.
ð€ðð®ð»ð±ðŒ ð¹ð²ðŽðŽð²ð¿ð², ðð°ð¿ð¶ðð²ð¿ð² ðŒ ð¹ð®ððŒð¿ð®ð¿ð² ð°ðŒð» ð¶ ð»ððºð²ð¿ð¶ ð°ðŒð»ðð¶ð»ðð® ð® ð²ððð²ð¿ð² ðºðŒð¹ððŒ ð³ð®ðð¶ð°ðŒððŒ ð»ðŒð»ðŒððð®ð»ðð² ð¹âð¶ðºðœð²ðŽð»ðŒ, approfondire permette di distinguere una difficoltà momentanea da un possibile Disturbo Specifico dellâApprendimento.
La valutazione serve a ðŒððð²ð¿ðð®ð¿ð² ð¹ð² ð±ð¶ðð²ð¿ðð² ð®ð¯ð¶ð¹ð¶ðà ð°ðŒð¶ð»ððŒð¹ðð² ð»ð²ð¹ð¹âð®ðœðœð¿ð²ð»ð±ð¶ðºð²ð»ððŒ e a ricostruire un quadro più preciso dei punti di forza e delle aree di maggiore difficoltà .
Questo può permettere di:
- dare un significato a fatiche che fino a quel momento sembravano inspiegabili;
- individuare strategie di studio più adatte;
- orientare eventuali interventi di supporto;
- fornire indicazioni utili anche alla famiglia e alla scuola;
- ridurre quella sensazione di âimpegnarsi tanto senza riuscireâ
Perché ð°ð®ðœð¶ð¿ð² ð°ðŒðºð² ðð¶ ð®ðœðœð¿ð²ð»ð±ð² può cambiare anche il modo in cui un bambino interpreta le proprie difficoltà .
Non più semplicemente ânon sono capaceâ, ma: âposso trovare un modo più adatto a me per imparareâ.
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14/09/2026
ðŠð² ðð» ð¯ð®ðºð¯ð¶ð»ðŒ ð³ð® ð³ð®ðð¶ð°ð® ð® ðð°ððŒð¹ð®, potrebbe nascondersi più di una ragione.
Un periodo di stanchezza, un metodo di studio ancora da costruire, ansia, difficoltà di concentrazione o semplicemente un momento più complesso.
ð£ð²ð¿ ðŸðð²ðððŒ ðð»ð® ð±ð¶ð³ð³ð¶ð°ðŒð¹ðà ðð°ðŒð¹ð®ððð¶ð°ð® ð»ðŒð» ðð¶ðŽð»ð¶ð³ð¶ð°ð® ð®ðððŒðºð®ðð¶ð°ð®ðºð²ð»ðð² ððŠð.
Ci sono però ð®ð¹ð°ðð»ð¶ ðð²ðŽð»ð®ð¹ð¶ che, soprattutto quando persistono nel tempo, possono suggerire la necessità di approfondire:
- leggere Ú molto lento e faticoso;
- durante la lettura perde spesso il segno o commette molti errori;
- scrivere richiede moltissimo tempo;
- gli errori ortografici rimangono frequenti;
- numeri, calcoli e tabelline risultano particolarmente difficili;
- i compiti richiedono uno sforzo molto maggiore rispetto ai risultati ottenuti;
- aumenta la frustrazione e compaiono frasi come ânon sono capaceâ.
Il punto non Ú confrontare tuo figlio con i compagni, ma ðŒððð²ð¿ðð®ð¿ð² ðŸðð®ð»ððŒ ð¶ðºðœð²ðŽð»ðŒ ð¿ð¶ð°ðµð¶ð²ð±ðŒð»ðŒ ð®ð¹ð°ðð»ð² ð®ððð¶ðð¶ðà e quanto quella fatica incide sulla sua esperienza scolastica e sulla fiducia nelle proprie capacità .
Se le difficoltà continuano nonostante lâimpegno e il supporto ricevuto, ðð»ð® ðð®ð¹ððð®ðð¶ðŒð»ð² ðœðò ð®ð¶ððð®ð¿ð² ð® ð°ð®ðœð¶ð¿ð² ð°ðŒðð® ððð® ððð°ð°ð²ð±ð²ð»ð±ðŒ e quali strategie possono essere davvero utili.
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11/09/2026
Con lâadolescenza può sembrare che ogni tentativo di parlare finisca per aumentare la distanza.
à una fase in cui cresce il bisogno di autonomia e di costruire una propria identità . Questo può tradursi in maggiore opposizione, bisogno di privacy, silenzi e risposte brusche.
Ma dietro la richiesta di spazio il bisogno di sentirsi ascoltati non scompare.
Per mantenere aperto il dialogo può essere utile prestare attenzione ad alcune reazioni molto comuni:
Giudicare subito. âTe lâavevo dettoâ rischia di chiudere una conversazione che era appena iniziata.
Cercare immediatamente una soluzione. Non sempre un ragazzo racconta un problema perché vuole sapere cosa fare. A volte ha prima bisogno di sentirsi compreso.
Forzare il momento del confronto. Se Ú arrabbiato o molto agitato, insistere può aumentare il conflitto.
A volte funziona meglio lasciare una porta aperta:
âVedo che adesso non hai voglia di parlarne. Quando vorrai, io ci sono.â
Ascoltare non significa rinunciare alle regole o al proprio ruolo educativo.
Significa creare uno spazio in cui un adolescente possa sentire che, anche quando sbaglia, Ú in difficoltà o non sa bene come spiegarsi, può ancora tornare a parlare con noi.
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https://centroremind.it/rientro-a-scuola-quando-lansia-scolastica-si-fa-sentire/
07/09/2026
Con il rientro a scuola può aumentare anche una tensione che molti genitori conoscono bene.
âComâÚ andata?â âBene.â
âSei preoccupato per qualcosa?â âNo.â
Più il genitore cerca di capire, più il ragazzo sembra chiudersi.
Durante lâadolescenza il bisogno di autonomia cresce e il dialogo può diventare più complesso. Proprio quando compaiono ansia scolastica, paura dei voti, pressione per le verifiche o difficoltà con i compagni, la tentazione dellâadulto può essere quella di fare più domande, dare subito consigli o cercare una soluzione.
Ma ascoltare non significa necessariamente risolvere.
A volte significa riuscire a dire:
âVðŠð¥ð° ð€ð©ðŠ ðŽðŠðª ð±ð³ðŠð°ð€ð€ð¶ð±ð¢ðµð°. ðð°ð¯ ð¥ðŠð·ðª ð³ð¢ð€ð€ð°ð¯ðµð¢ð³ð®ðª ðµð¶ðµðµð° ð¢ð¥ðŠðŽðŽð°, ð®ð¢ ð²ð¶ð¢ð¯ð¥ð° ð·ð°ð³ð³ð¢ðª ð±ð¢ð³ðð¢ð³ð¯ðŠ ðªð° ð€ðª ðŽð°ð¯ð°.â
Può aiutare evitare tre dinamiche molto comuni:
- giudicare immediatamente ciò che viene raccontato;
- proporre soluzioni prima ancora di aver compreso il problema;
- forzare il dialogo quando il ragazzo non Ú pronto.
ðð®ðð°ð¶ð®ð¿ð² ððœð®ðð¶ðŒ ð»ðŒð» ðð¶ðŽð»ð¶ð³ð¶ð°ð® ð¿ð¶ð»ðð»ð°ð¶ð®ð¿ð² ð®ð¹ ðœð¿ðŒðœð¿ð¶ðŒ ð¿ððŒð¹ðŒ ð±ð¶ ðŽð²ð»ð¶ððŒð¿ð² ðŒ ð®ð¹ð¹ð² ð¿ð²ðŽðŒð¹ð². Significa creare le condizioni perché, quando qualcosa diventa difficile, la relazione possa restare un luogo in cui tornare.
E quando ð¹âð®ð»ðð¶ð® ð¹ð²ðŽð®ðð® ð®ð¹ð¹ð® ðð°ððŒð¹ð® ðŒ ð¶ð¹ ð°ðŒð»ð³ð¹ð¶ðððŒ ð³ð®ðºð¶ð¹ð¶ð®ð¿ð² iniziano a pesare sulla quotidianità , un confronto esterno può aiutare sia i ragazzi sia i genitori a comprendere meglio ciò che sta accadendo.
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04/09/2026
Lâansia scolastica non sempre viene raccontata con un semplice:
âHð° ð±ð¢ð¶ð³ð¢ ð¥ðª ð¢ð¯ð¥ð¢ð³ðŠ ð¢ ðŽð€ð¶ð°ðð¢.âundefined
ð¡ð²ð¶ ð¯ð®ðºð¯ð¶ð»ð¶ ð² ð»ð²ðŽð¹ð¶ ð®ð±ðŒð¹ð²ðð°ð²ð»ðð¶ il disagio può emergere in molti altri modi, spesso attraverso il corpo o attraverso cambiamenti nelle abitudini.
Ci sono alcuni segnali che meritano attenzione soprattutto quando si ripetono nel tempo:
- mal di pancia, nausea, mal di testa o tachicardia prima di andare a scuola;
- difficoltà ad addormentarsi o sonno disturbato;
- cambiamenti improvvisi nellâappetito;
- irritabilità o scoppi di rabbia più frequenti;
- progressivo isolamento da amici, sport e attività abituali;
- richieste continue di saltare le lezioni o tornare a casa prima;
- forte preoccupazione per verifiche, interrogazioni e risultati
Un singolo episodio non basta per parlare di ansia scolastica. Una verifica importante può agitare, così come un periodo particolarmente intenso può aumentare temporaneamente la stanchezza.
à la continuità del malessere e il suo impatto sulla quotidianità a fare la differenza.
Per questo, davanti a questi comportamenti, Ú importante evitare di fermarsi a ânon ha voglia di studiareâ o âsta facendo i capricciâ.
Dietro può esserci una difficoltà che il ragazzo non riesce ancora a spiegare.
Osservare, ascoltare e provare a capire cosa sta succedendo Ú il primo passo per aiutarlo.
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31/08/2026
âNð°ð¯ ð·ð°ðšððªð° ð¢ð¯ð¥ð¢ð³ðŠ ð¢ ðŽð€ð¶ð°ðð¢.â
Quante volte lo abbiamo detto e sentito dire e quante volte lo abbiamo preso come ðð» ðð²ðºðœð¹ð¶ð°ð² ð°ð®ðœð¿ð¶ð°ð°ð¶ðŒ in vista del rientro a scuola.
Ma quando ð¹âð®ð»ðð¶ð® ð±ð® ð¿ð¶ð²ð»ðð¿ðŒ si accompagna a mal di pancia, difficoltà a dormire, irritabilità , pianto o continue richieste di restare a casa, non ci troviamo più di fronte a un semplice capriccio e vale la pena osservare situazione più da vicino.
Lâð®ð»ðð¶ð® ðð°ðŒð¹ð®ððð¶ð°ð® nei bambini e negli adolescenti non sempre viene raccontata apertamente. Spesso sono il corpo e i comportamenti a parlare.
Alcuni ðð²ðŽð»ð®ð¹ð¶ che possono manifestarsi sono:
- nausea, mal di testa o mal di pancia soprattutto prima di andare a scuola;
- sonno disturbato o cambiamenti nellâappetito;
- maggiore irritabilità o isolamento;
- paura intensa di verifiche, interrogazioni e voti;
- richieste frequenti di saltare le lezioni o tornare a casa prima;
- abbandono di attività che prima davano piacere.
Un singolo episodio non significa necessariamente che ci sia un problema. à soprattutto la persistenza dei segnali e il loro impatto sulla quotidianità a meritare attenzione.
Liquidare tutto con âÚ solo un capriccioâ o âdevi impegnarti di piùâ può rendere ancora più difficile raccontare ciò che si sta vivendo.
Meglio partire da una domanda:
âVðŠð¥ð° ð€ð©ðŠ ð²ð¶ðŠðŽðµð¢ ðŽðªðµð¶ð¢ð»ðªð°ð¯ðŠ ðµðª ð®ðŠðµðµðŠ ðªð¯ ð¥ðªð§ð§ðªð€ð°ððµÃ . ðð¶ð°ðª ð±ð³ð°ð·ð¢ð³ðŠ ð¢ ð³ð¢ð€ð€ð°ð¯ðµð¢ð³ð®ðª ð€ð°ðŽð¢ ðµðª ð±ð³ðŠð°ð€ð€ð¶ð±ð¢?â
Se il malessere continua nel tempo e la scuola diventa una fonte costante di sofferenza, ð°ðŒð»ð³ð¿ðŒð»ðð®ð¿ðð¶ ð°ðŒð» ðð» ðœð¿ðŒð³ð²ððð¶ðŒð»ð¶ððð® può aiutare a comprenderne le cause e individuare strategie più adatte.
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28/08/2026
ð§ðŒð¿ð»ð®ð¿ð² ð®ð¹ð¹ð® ð¿ðŒððð¶ð»ð² ð»ðŒð» ðð¶ðŽð»ð¶ð³ð¶ð°ð® ð±ðŒðð²ð¿ ð¿ð²ð°ððœð²ð¿ð®ð¿ð² ðððððŒ ððð¯ð¶ððŒ.
Dopo un periodo di pausa Ú facile riempire nuovamente lâagenda in pochi giorni: lavoro, scuola, sport, appuntamenti, scadenze, nuovi obiettivi.
Il rischio? Pð®ððð®ð¿ð² ð±ð® ðð²ð¿ðŒ ð® ð°ð²ð»ððŒ e ritrovarsi già stanchi prima ancora di aver ripreso davvero il ritmo.
Il nostro corpo e la nostra mente hanno bisogno di tempo per adattarsi ai cambiamenti. Per questo può essere utile affrontare il rientro con maggiore gradualità .
Puoi iniziare da alcune piccole scelte:
- riprendere progressivamente gli orari abituali;
- evitare di concentrare troppi impegni nei primi giorni;
- mantenere durante la giornata qualche momento senza richieste o stimoli;
- stabilire priorità realistiche;
- accettare che la concentrazione e lâenergia possano impiegare qualche giorno per tornare ai livelli abituali.
ð¡ðŒð» Ú ð»ð²ð°ð²ððð®ð¿ð¶ðŒ ðð¿ð®ðð³ðŒð¿ðºð®ð¿ð² ðð²ððð²ðºð¯ð¿ð² ð¶ð» ðð»ð® ð°ðŒð¿ðð® ð®ð¹ð¹ð® ðœð¿ðŒð±ðððð¶ðð¶ðà .
Il rientro può essere anche unâoccasione per chiedersi: quali ritmi voglio davvero riprendere?
ð£ð¿ðŒðð²ðŽðŽð²ð¿ð² ð®ð¹ð°ðð»ð¶ ððœð®ðð¶ ð±ð¶ ð±ð²ð°ðŒðºðœð¿ð²ððð¶ðŒð»ð² ð»ðŒð» ðð¶ðŽð»ð¶ð³ð¶ð°ð® ð³ð®ð¿ð² ðºð²ð»ðŒ. Significa evitare che il ritorno alla normalità coincida automaticamente con un nuovo sovraccarico.
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26/08/2026
Settembre si avvicina e, insieme alla ripresa di scuola, lavoro e impegni, può arrivare una sensazione difficile da spiegare: la mente Ú già proiettata su tutto quello che ci sarà da fare, ðºð²ð»ðð¿ð² ð¶ð¹ ð°ðŒð¿ðœðŒ ð±ð²ðð² ð®ð»ð°ðŒð¿ð® ð¿ð¶ðð¿ðŒðð®ð¿ð² ð¶ð¹ ð¿ð¶ððºðŒ.
Il problema spesso non Ú il rientro in sé, ma pretendere di passare da zero a cento in pochi giorni.
Agenda piena, nuovi obiettivi, orari da ristabilire, compiti, scadenze: voler recuperare immediatamente la massima efficienza rischia di trasformare una normale fase di adattamento in sovraccarico.
Per questo il ð¿ð¶ððŒð¿ð»ðŒ ð®ð¹ð¹ð® ð¿ðŒððð¶ð»ð² può essere più sostenibile se avviene con gradualità :
- riprendere gli orari un poâ alla volta;
- evitare di concentrare troppi impegni nei primi giorni;
- mantenere piccoli momenti di pausa;
- accettare di non essere subito al massimo della performance.
ð¥ð¶ð²ð»ðð¿ð®ð¿ð² ð»ð²ð¹ð¹ð® ð¿ðŒððð¶ð»ð² ð»ðŒð» ðð¶ðŽð»ð¶ð³ð¶ð°ð® ð»ð²ð°ð²ððð®ð¿ð¶ð®ðºð²ð»ðð² ððŒð¿ð»ð®ð¿ð² ð®ð¹ð¹ð® ð°ðŒð¿ðð®.
Può essere anche lâoccasione per capire quali ritmi vogliamo davvero riprendere e quali, invece, possiamo provare a cambiare,
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