Disabato
Il radioblog di Cittadella La Radio. In onda ogni sabato, dalle 10 a mezzogiorno.
20/06/2026
Ci risentiamo in autunno!
Buona estate!
🤟🏼
TarantoTV Cittadella Radio
Daniele Sacco
25/04/2026
Il 25 aprile del ‘45 era un mercoledì.
Un giorno infrasettimanale.
Non lo dico così per dire, lo dico perché a volte ci dimentichiamo che la storia è fatta di giorni normali in cui accade qualcosa di straordinario.
Giorni in cui qualcuno si è alzato la mattina, ha sentito l’aria cambiata, e ha capito che era finita. O meglio, che poteva finalmente cominciare.
Io non c’ero, ovviamente. Non so di cosa profumasse l’aria, quel mercoledì.
Eppure quel giorno mi appartiene – ci appartiene – nel senso più preciso del termine: siamo il risultato di ciò che è stato scelto in quel giorno e nei giorni che lo hanno preparato. Siamo figli di quella scelta.
Questo è il punto che mi sembra valga la pena tenere fermo, oggi, mentre le sirene del presente ci distraggono con ben altri e più fragorosi rumori.
La libertà non è lo stato naturale delle cose.
Non arriva da sola, non si conserva da sola, non si tramanda per inerzia.
Qualcuno l’ha conquistata al posto nostro e adesso tocca a noi fare la nostra parte, che è una parte più silenziosa, certo, ma non meno importante: capirla, difenderla, non darla mai per scontata.
C’è una parola che ricorre ogni 25 aprile e che io trovo bellissima nella sua semplicità: “liberazione”. Non “vittoria” o “fine della guerra”.
Liberazione. Una parola che contiene dentro di sé l’idea di un prima e di un dopo.
Di qualcosa che pesava e che è stato tolto.
Noi quel peso non lo abbiamo mai sentito sulla schiena.
Ed è una fortuna immensa, ma è anche un rischio.
Perché chi non ha mai perso la libertà fatica a capire quanto costa.
Per questo oggi non voglio “celebrare” il 25 aprile.
Voglio “ricordare” - a me stesso prima ancora che a chi mi legge - che questa data non è un monumento di quelli che ammiri da lontano.
Ma è una domanda che si rinnova. Una responsabilità che si eredita.
E che ogni anno, di nuovo, ci tocca raccogliere.
Viva la liberà, sempre!
25/03/2026
Per te, maestro di parole, adesso io le parole non le trovo. Ma finché durerà il mio viaggio, continuerò a parlare di te ai ragazzi.
Buon viaggio Gino.❤️
Roberto
24/12/2025
Buone feste, amici.
Ci rivediamo il 10 gennaio, solito posto solita ora!
🎄🎅🎙️
Auguri!!!
06/12/2025
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