Sweet Spot Strategy

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Sweet Spot Strategy è il progetto di Reputation Lab SB che costruisce valore per le aziende attraverso la comunicazione delle risorse immateriali.

Innova | Misura | Comunica

Scarica la tua copia gratuita di Sweet Spot Magazine, la rivista di Reputation Lab che esplora la thought leadership e gli asset intangibili delle aziende 👉 https://bit.ly/SweetSpotMagazine01 Nel 2024 i progetto si è arricchito di un nuovo strumento, diventando un magazine aziendale: Sweet Spot Magazine. Thought leadership, intangible asset, management, people&cultre, s

Photos from Sweet Spot Strategy's post 18/06/2026

«Combattere, fuggire o paralizzarsi. Per millenni, davanti all’incertezza, l’essere umano ha reagito così. Oggi, però, le imprese non possono più permettersi di restare incastrate in questi automatismi primari».

Con la crisi climatica, le tensioni geopolitiche e l’intelligenza artificiale che ridisegna i mercati, ci ritroviamo di fronte ad un contesto che può spaventare e accendere meccanismi protezionistici. 🏰

Tuttavia, guardare solo all’interno del proprio perimetro è il rischio più grande, perché nessuna azienda si salva da sola.

Annalisa Galardi, PhD ci sfida a cambiare radicalmente mindset, passando dalla logica della competizione a quella dell’alleanza generativa: le partnership tra aziende lasciano la dimensione di semplici accordi tattici o contratti temporanei, per diventare infrastrutture invisibili e fondanti.

Richiedono tempo, cura e la capacità di attraversare i conflitti; come le radici di un albero, restano nascoste alla vista mentre rendono possibile la crescita verso l’alto e proteggono l’organizzazione dagli shock esterni.

È il momento di scegliere la fiducia al posto del controllo e la co-evoluzione al posto del vantaggio immediato. 🌳

Scopri l’articolo completo e il valore delle partnership sul terzo numero di Sweet Spot Magazine.
👇 Link in bio

Photos from Sweet Spot Strategy's post 12/06/2026

L'Armadillo di Zerocalcare ci insegna una cosa sulla prossemica: esistono diversi livelli relazionali e dobbiamo sapere bene dove piazzare le persone. Guai però a farsi trarre in inganno dalle sue parole, usandole come scusa per trasformare quel perimetro emotivo in una serie di muri sempre più alti intorno a noi.

Lo studio dell’evoluzione umana ci suggerisce di essere coraggiosi: abbattere i confini attiva nel nostro cervello un effetto “super-additivo”, per cui il risultato supera la somma dei singoli sforzi.

Uno più uno, nelle relazioni con gli altri, può persino fare tre.

Le scienze della complessità spiegano questo fenomeno attraverso le “proprietà emergenti”: collaborando, l'output di un sistema diventa l'input ottimizzato dell'altro, azzerando gli sprechi e creando un’intelligenza collettiva. Oggi questa è la regola d'oro in ogni ecosistema, dal business alle grandi sfide politiche globali.

I traguardi più alti non si raggiungono coltivando solo il proprio orticello. Il vero cambiamento nasce sempre dalle connessioni: saper assegnare il giusto posto ai nostri boundaries ci permette di raggiungere risultati che non avremmo mai potuto immaginare.

Vuoi approfondire il tema delle partnership e della cultura aziendale? Seguici e scarica il nostro Sweet Spot Magazine a questo link: bit.ly/sweetspotmag3

Photos from Sweet Spot Strategy's post 09/06/2026

Quante volte vi capita di lasciare l'ufficio per poi ritrovarvi assorbiti dal pensiero di un'email lasciata in sospeso o di un progetto appena abbozzato?

L'Effetto Zeigarnik è il principio psicologico per cui ricordiamo le attività incompiute con più chiarezza rispetto a quelle finite.

Iniziare un compito crea una tensione neurologica che dura fino alla sua conclusione, mantenendo l'informazione attiva nella memoria a breve termine. Solo il suo completamento permette al cervello di rilassarsi.

Questo meccanismo è molto usato nel design digitale e nell'intrattenimento: le barre di progresso o i cliffhanger narrativi fanno leva sul nostro innato bisogno di chiusura per mantenere alta l'attenzione.

Una dinamica cognitiva che può trasformarsi in uno strumento di produttività (e benessere) personale: pianificare per iscritto i task futuri, anche a brevissimo termine, riduce l'affaticamento cerebrale, archiviando in modo sicuro le incombenze.
In sostanza, un’agenda ordinata è un modo semplice per prenderci cura del nostro cervello.

Volete esplorare più a fondo le dinamiche che plasmano i processi organizzativi e la cultura aziendale? Scoprite le nostre analisi e i nuovi approfondimenti sulle pagine di Sweet Spot Magazine.

Lo trovate a questo link: https://bit.ly/sweetspotmag3

Photos from Sweet Spot Strategy's post 05/06/2026

Spesso le aziende scambiano la confusione per complessità. Nel mare di dati, algoritmi e slogan in cui si muovono, tutto sembra sfocato. Il rischio per chi fa impresa è quello di procedere a tentoni, per poi ritrovarsi disperso.

Come si ritrova la giusta messa a fuoco?

Ne abbiamo parlato con Sabina Minardi de L'Espresso: per lei, la risposta sta nella cultura, un alfabeto essenziale per riuscire a interpretare il presente, costruire immaginari duraturi e guidare con una visione a lungo termine.

Senza consapevolezza culturale, un'azienda smarrisce la sua identità e la capacità di vedere ciò che ancora non c'è. Dal modello Olivetti alle nuove contaminazioni tra arte e brand, l'impresa ha bisogno di pensiero critico ed etica per prosperare davvero. E ciò, a differenza di come la pensano in molti, non è una contraddizione.

Scopri l'intervista completa sul nostro magazine.

Lo trovi a questo link: https://bit.ly/sweetspotmag3

30/05/2026

Comunicare, aprirsi agli altri, ascoltare, anche quando quello che sentiamo mette in dubbio le nostre certezze.

La cultura aziendale si crea investendo sul riconoscimento reciproco, perché solo così si può prendere il meglio da ogni generazione. Ognuno può fare la sua parte: le figure senior aprendosi ai valori delle nuove generazioni, mentre quelle junior spingendo il cambiamento, e alzando l'asticella senza troppo timore.

Avete tempo fino a domani per rispondere alla nostra survey sulla cultura d’impresa a questo link: https://bit.ly/surveyculturaimpresa. E restate sintonizzati: a breve arriveranno i risultati della nostra analisi, e scopriremo come sta cambiando il modo di fare impresa.

26/05/2026

Ricordate quando gli USA hanno deciso di rinominare il Golfo del Messico in "Golfo d’America" su Google Maps? Milioni di messicani sì: per loro fu un insulto all’identità nazionale.
Mentre nel mondo si discuteva di legami tra politica e big tech, il marchio di birra Tecate ha scelto di non restare neutrale.
L'azienda ha inaugurato il Gulf of Mexico Bar, un cocktail bar galleggiante posizionato nelle acque internazionali contese. Il fulcro strategico dell'iniziativa è stato piazzare il "pin" su Google Maps, per cui chiunque avesse cercato "Golfo d’America" si sarebbe trovato davanti il suo autentico nome.
L'operazione ha innescato un'invasione di motoscafi, curiosi e fan con cappellini "Make Cerveza Great Again", ed è diventata virale su TikTok e su Instagram. Quando Google ha rimosso il marcatore, l'impatto mediatico e il posizionamento del brand erano già saldamente consolidati.
Una lezione di brand activism che ha trasformato Tecate nella birra del popolo, e che ci insegna che a volte il modo migliore per generare valore è schierarsi, anche se ciò significa andare contro un colosso come Google (o il Presidente degli Stati Uniti d’America).
Se volete approfondire la strategia dietro a questa iniziativa ed esplorare i possibili scenari alternativi, trovate l'analisi completa del caso sul nostro blog:
https://www.sweetspotstrategy.it/tutti-i-lavori/brand-activism-per-rafforzare-la-reputazione-il-caso-gulf-of-mexico-bar-di-tecate/

21/05/2026

Parlare lingue diverse crea distanze, il dialogo le riduce.
L’azienda è il luogo in cui il divario tra generazioni è più evidente che mai, senior e junior condividono lo stesso ecosistema con percezioni diverse degli stessi valori.

Abbiamo messo a confronto le due visioni generazionali e quello che abbiamo capito è che la consapevolezza di essere entrambi parte attiva della realtà in cui operano può essere la chiave di volta per creare le basi di una cultura aziendale solida. 🤝

Siete d’accordo? Abbiamo creato una survey per sapere la vostra opinione su https://forms.gle/RH1A63W9wdY6rYkq6

21/05/2026

Parlare lingue diverse crea distanze, il dialogo le riduce.
L’azienda è il luogo in cui il divario tra generazioni è più evidente che mai, senior e junior condividono lo stesso ecosistema con percezioni diverse degli stessi valori.

Abbiamo messo a confronto le due visioni generazionali e quello che abbiamo capito è che la consapevolezza di essere entrambi parte attiva della realtà in cui operano può essere la chiave di volta per creare le basi di una cultura aziendale solida. 🤝

Siete d’accordo? Abbiamo creato una survey per sapere la vostra opinione ✍️ [Link in Bio]

Photos from Sweet Spot Strategy's post 12/05/2026

“La reputazione è l’insieme delle scie sociali che lasciamo dietro di noi”

Abbiamo intervistato Gloria Origgi, partendo da visione che potremmo definire plastica, che ci porta ad un cambio di prospettiva radicale.

La reputazione da bene statico, mostra la sua essenza dinamica e diventa flusso vivo che per natura è esposto al cambiamento e a fattori esterni che ne minano continuamente la solidità💎

In un momento dove l’Io si districa sul livello superficiale del like, qual è il mindset strategico corretto per creare segnali robusti per la nostra reputazione?

Il numero di Sweet Spot Magazine è online, approfondisci l’articolo al link in bio 📰

Photos from Sweet Spot Strategy's post 05/05/2026

Cosa significa cultura aziendale in una parola.
Lo abbiamo chiesto a senior e junior di scriverlo durante il nostro panel in occasione del

Due cartelloni, due cluster di esperienze professionali che rappresentano generazioni diverse e una mappa che dai risvolti interessanti.

Le parole degli over 35: bussola, scia, spazio di fiducia.
Gli under 35 hanno scritto: ascolto, contaminazione, vivere.

Una parola è comparsa su entrambi i cartelloni, più volte, fiducia.
Il vero punto di contatto che esprime un’esigenza chiara nonostante le distanze, che merita attenzione, esiste la ricerca del dialogo e la comprensione di essere tutti all’interno dello stesso ecosistema in cui convivere.

Una fotografia, questa, che è un punto di partenza di un confronto che vogliamo allargare anche a voi tramite la survey che troverete al LINK IN BIO.
Tu cosa scriveresti su quel post-it?📌

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