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Laboratori Scientifici di Criminalistica Forense di Marco Zonaro Laboratori di Criminalistica Forense

27/09/2026

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CrimeLab 26/09/2026

๐”๐ง๐š ๐œ๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐๐ž๐ง๐ญ๐ซ๐จ ๐ฅ๐š ๐œ๐ž๐ฅ๐ฅ๐š
๐‘ช๐’๐’Ž๐’† ๐’”๐’Š ๐’‘๐’–๐’ฬ€ ๐’Š๐’Ž๐’‘๐’†๐’…๐’Š๐’“๐’† ๐’‚ ๐’–๐’ ๐’„๐’†๐’๐’๐’–๐’๐’‚๐’“๐’† ๐’„๐’๐’‚๐’๐’…๐’†๐’”๐’•๐’Š๐’๐’ ๐’…๐’Š ๐’„๐’๐’Ž๐’–๐’๐’Š๐’„๐’‚๐’“๐’† ๐’”๐’†๐’๐’›๐’‚ "๐’”๐’‘๐’†๐’ˆ๐’๐’†๐’“๐’†" ๐’’๐’–๐’†๐’๐’๐’Š ๐’‡๐’–๐’๐’“๐’Š ๐’…๐’‚๐’ ๐’„๐’‚๐’“๐’„๐’†๐’“๐’†.

๐—ฉ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ถ๐—พ๐˜‚๐—ฎ๐˜๐˜๐—ฟ๐—ผ๐—บ๐—ถ๐—น๐—ฎ.
รˆ il numero che, nelle ultime ore, ha accompagnato la notizia della sperimentazione di un sistema destinato a impedire le comunicazioni cellulari clandestine allโ€™interno del carcere di Secondigliano. Secondo quanto dichiarato dal Sottosegretario alla Giustizia Alberto Balboni sarebbero stati registrati circa 24.000 "tentativi di accesso" alla rete, tutti respinti dal nuovo sistema di inibizione. Il numero ha subito attirato lโ€™attenzione e potrebbe facilmente essere interpretato come il conteggio delle telefonate tentate o dei dispositivi presenti nellโ€™istituto, mentre le informazioni rese pubbliche parlano piรน precisamente di "tentativi di accesso". Lo stesso Sottosegretario Balboni ha chiarito che i detenuti presenti nella struttura sono circa 1.500 e che uno stesso soggetto potrebbe avere effettuato numerosi tentativi; rimane perรฒ sconosciuto un dettaglio tecnicamente decisivo per comprendere il significato di quel dato: quale evento venga contabilizzato dal sistema come un singolo โ€œtentativo di accessoโ€. รˆ da questa domanda che la vicenda di Secondigliano comincia a diventare piรน interessante della parola utilizzata quasi ovunque per raccontarla: ๐ฝ๐‘Ž๐‘š๐‘š๐‘’๐‘Ÿ.
Questa parola evoca un principio conosciuto da tempo nel mondo delle telecomunicazioni: introdurre nellโ€™ambiente radio unโ€™interferenza capace di degradare il collegamento tra un terminale e la rete radiomobile fino a renderne impossibile lโ€™utilizzo. Applicato a un istituto penitenziario il jamming incontra una difficoltร  legata alla natura stessa delle onde radio, che attraversano le strutture, vengono attenuate o riflesse dai materiali e continuano a propagarsi senza riconoscere il confine fisico e giuridico rappresentato dal muro di cinta esterno.
Il telefono clandestino nascosto in una camera detentiva puรฒ ricevere i segnali delle reti cellulari che servono il territorio circostante, mentre unโ€™interferenza generata per impedirgli di comunicare puรฒ propagarsi oltre lโ€™area da proteggere e raggiungere dispositivi radiomobili che si trovano allโ€™esterno dellโ€™istituto. La realizzazione di una barriera basata su questo principio richiede quindi di ottenere unโ€™inibizione efficace nelle zone interessate, confinandone per quanto possibile gli effetti entro il perimetro carcerario e preservando le comunicazioni che devono continuare a funzionare allโ€™esterno.
Le dichiarazioni rese dopo la sperimentazione aggiungono a questo scenario un particolare decisivo: il Sottosegretario Balboni ha spiegato che un numero limitato di utenze puรฒ essere autorizzato a "oltrepassare la barriera", cosรฌ da preservare le comunicazioni di servizio previste allโ€™interno della struttura; nella stessa occasione ha chiarito che lโ€™estensione della tecnologia ad altri istituti di pena dipenderร  anche dalla possibilitร  di evitare effetti sulle abitazioni e sulle attivitร  circostanti, tanto che ogni installazione dovrร  essere preceduta da una propria sperimentazione e seguita da uno specifico collaudo.
La parola jammer, a questo punto, comincia a stare stretta, perchรฉ il problema descritto dalle informazioni disponibili comprende lโ€™inibizione delle comunicazioni clandestine, la possibilitร  di preservare quelle autorizzate e la necessitร  di confinare gli effetti del sistema entro un perimetro che dovrebbe avvicinarsi il piรน possibile a quello fisico dellโ€™istituto. Per comprendere quali tecnologie possano affrontare contemporaneamente queste esigenze occorre partire proprio dalla parola cellulare, che contiene giร  una parte della risposta.

๐—Ÿ๐—ฎ ๐˜€๐—ฒ๐—ฐ๐—ผ๐—ป๐—ฑ๐—ฎ ๐—ฐ๐—ฒ๐—น๐—น๐—ฎ
Una rete mobile รจ definita "cellulare" perchรฉ la copertura del territorio viene organizzata attraverso aree radio, le c.d. celle, servite dalle rispettive stazioni radio base; il telefono acceso interagisce con questa infrastruttura anche quando il proprietario non sta effettuando una chiamata: ricerca le reti disponibili, misura i segnali ricevuti, seleziona le celle secondo i criteri previsti dalla tecnologia utilizzata e svolge le procedure necessarie per registrarsi e ottenere il servizio.
Proprio su questa architettura si basano alcune delle tecnologie sviluppate allโ€™estero per contrastare lโ€™impiego dei telefoni clandestini nelle strutture penitenziarie. Negli Stati Uniti vengono sperimentati da anni i Managed Access Systems, MAS, studiati anche nellโ€™ambito di progetti finanziati dal National Institute of Justice del Dipartimento di Giustizia statunitense. Questi sistemi realizzano, nellโ€™area da proteggere, una rete di accesso cellulare controllata, progettata per gestire le richieste di servizio dei terminali presenti nella propria area di copertura e applicare specifiche regole di autorizzazione.
Le comunicazioni associate a dispositivi o numeri preventivamente autorizzati possono essere consentite, mentre alle altre viene negato lโ€™accesso al servizio secondo un meccanismo di ๐‘คโ„Ž๐‘–๐‘ก๐‘’-๐‘™๐‘–๐‘ ๐‘ก๐‘–๐‘›๐‘”. La documentazione statunitense dedica infatti specifiche sezioni alla copertura della rete di managed access e ai meccanismi di capture e roaming, elementi essenziali perchรฉ il sistema riesca a governare lโ€™accesso dei terminali presenti nellโ€™area interessata.
Il principio introduce una differenza sostanziale rispetto al jamming.
Un jammer agisce producendo unโ€™interferenza radio capace di degradare il collegamento tra il terminale e la rete; un sistema di managed access interviene, invece, sul processo attraverso il quale il dispositivo accede alla rete cellulare, creando un ambiente radio controllato nel quale le richieste di servizio possono essere gestite secondo criteri differenti. La distinzione emerge anche nello studio dedicato al penitenziario del Mississippi che tratta separatamente il jamming e il managed access come differenti tecnologie utilizzabili per contrastare lโ€™impiego dei cellulari clandestini.
Nasce cosรฌ una situazione curiosa anche dal punto di vista linguistico: per controllare il telefono nascosto in una cella carceraria si puรฒ creare intorno a esso una cella radio controllata: ๐‘ˆ๐‘›๐‘Ž ๐‘๐‘’๐‘™๐‘™๐‘Ž ๐‘‘๐‘’๐‘›๐‘ก๐‘Ÿ๐‘œ ๐‘™๐‘Ž ๐‘๐‘’๐‘™๐‘™๐‘Ž.
Rimane, perรฒ, una difficoltร  che costituisce probabilmente la parte piรน interessante dellโ€™intero problema: fuori dalle mura continuano ad esistere le normali celle degli operatori commerciali.

๐——๐—ถ๐˜€๐—ฒ๐—ด๐—ป๐—ฎ๐—ฟ๐—ฒ ๐˜‚๐—ป ๐—ฐ๐—ผ๐—ป๐—ณ๐—ถ๐—ป๐—ฒ ๐—ป๐—ฒ๐—น๐—นโ€™๐—ฒ๐˜๐—ฒ๐—ฟ๐—ฒ
Il telefono cellulare presente nel carcere si trova in un ambiente radio nel quale arrivano sia i segnali delle normali reti cellulari degli operatori commerciali sia quelli generati dalla ๐‘Ÿ๐‘’๐‘ก๐‘’ ๐‘Ž๐‘‘ ๐‘Ž๐‘๐‘๐‘’๐‘ ๐‘ ๐‘œ ๐‘”๐‘’๐‘ ๐‘ก๐‘–๐‘ก๐‘œ installata allโ€™interno dellโ€™istituto di pena. Questโ€™ultima deve quindi essere progettata in modo da esercitare il proprio controllo nellโ€™area desiderata, evitando allo stesso tempo di coinvolgere i dispositivi legittimi presenti allโ€™esterno. Potenze di trasmissione, posizione e numero delle antenne, caratteristiche costruttive degli edifici, attenuazioni, riflessioni e geometria della struttura diventano cosรฌ parti dello stesso problema.
Un esempio particolarmente interessante arriva dal Baltimore City Jail Complex, studiato nellโ€™ambito di un progetto finanziato dal National Institute of Justice proprio per analizzare lโ€™impiego del managed access in un contesto urbano; in un ambiente di questo tipo la copertura deve essere modellata con particolare attenzione perchรฉ intorno alla struttura penitenziaria continuano a operare le normali reti commerciali e, immediatamente oltre il perimetro da controllare, si trovano dispositivi che devono poterle utilizzare senza subire gli effetti del sistema di controllo. Lo studio dedica per questo ampio spazio alle differenti architetture radio utilizzabili, confrontando macro-celle, small cells e Distributed Antenna Systems, DAS.
Nel caso di Baltimora il Managed Access System utilizzava proprio un DAS, nel quale la copertura radio viene distribuita attraverso piรน antenne collocate nellโ€™area da servire; una simile architettura consente di modellare la copertura con maggiore granularitร  rispetto a quella ottenibile attraverso un unico punto radio destinato a coprire unโ€™area molto piรน ampia, caratteristica particolarmente utile quando il confine da rispettare attraversa edifici, cortili, muri e spazi immediatamente adiacenti alla struttura. La documentazione del progetto mostra infatti separatamente la copertura ottenuta attraverso un DAS e quella realizzata mediante una soluzione basata su macro-cella, mettendo in relazione queste architetture con le caratteristiche dellโ€™ambiente nel quale devono operare.
Il confronto con lโ€™esperienza condotta nel penitenziario statale del Mississippi rende ancora piรน chiaro il problema: una struttura collocata in un territorio relativamente isolato permette di progettare una copertura radio piรน ampia; un carcere inserito nel tessuto urbano richiede invece un controllo molto piรน preciso del perimetro servito. Cambia quindi il modo nel quale viene costruita la copertura del ๐‘š๐‘Ž๐‘›๐‘Ž๐‘”๐‘’๐‘‘ ๐‘Ž๐‘๐‘๐‘’๐‘ ๐‘ , mentre rimane identico il problema fondamentale: fare in modo che i terminali presenti nellโ€™area da controllare interagiscano con il sistema senza estenderne indebitamente gli effetti ai dispositivi che si trovano fuori dal carcere. Lo stesso studio sul Mississippi dedica una parte rilevante proprio alla copertura del MAS, alla capture, al roaming e alla possibile formazione di coverage holes, cioรจ aree nelle quali il sistema non riesce a ottenere la copertura prevista.
Questo รจ un aspetto che trova una corrispondenza interessante nelle dichiarazioni rilasciate dopo il collaudo di Secondigliano; il Sottosegretario Balboni ha spiegato che il sistema potrebbe non risultare utilizzabile in tutti gli istituti penitenziari per esigenze di salvaguardia del territorio e delle attivitร  circostanti; il riferimento riguarda in particolare le strutture prossime ai centri abitati e alle attivitร  commerciali, dove gli effetti dellโ€™inibizione potrebbero estendersi oltre le mura. Ogni istituto dovrร  quindi essere sottoposto a una propria sperimentazione e a un successivo collaudo, proprio perchรฉ configurazione del sito e ambiente radio circostante costituiscono variabili determinanti.
Il muro di cinta rappresenta un confine preciso per chi osserva la planimetria di un carcere; per un segnale radio รจ invece una struttura caratterizzata da determinate proprietร  elettromagnetiche, capace di attenuarne una parte, rifletterne unโ€™altra e consentire a una quota del segnale di propagarsi oltre; il problema tecnologico consiste allora nel costruire un secondo perimetro, invisibile, cercando di farlo coincidere quanto piรน possibile con quello disegnato dal cemento.

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La sperimentazione di Secondigliano si inserisce in un percorso che compare nella documentazione del Ministero della Giustizia giร  prima degli eventi di questi giorni; in una risposta del 2 maggio 2025 a unโ€™interrogazione parlamentare, il Ministero riferiva che negli istituti penitenziari erano giร  stati distribuiti 560 metal e cell phone detector a portale, 1.194 detector manuali, 506 dispositivi portatili e 740 rilevatori di frequenza radio. Nello stesso documento veniva descritto anche un progetto per la schermatura degli istituti attraverso un sistema capace, secondo la formulazione ministeriale, di ยซintercettare tutte le telefonate effettuate da dispositivi cellulariยป al loro interno. Il particolare tecnicamente piรน interessante si trova poche parole dopo: quel sistema veniva definito, "a differenza dei jammer, completamente passivo" e privo di emissione di campi elettromagnetici.
La distinzione acquista rilievo osservando un altro atto del Dipartimento dellโ€™Amministrazione Penitenziaria; nel luglio dello stesso anno il DAP disponeva infatti lโ€™acquisto di tre apparati espressamente denominati ยซJammer fissi 5Gยป, destinati alle esigenze operative del Gruppo Operativo Mobile. In quel documento lโ€™Amministrazione utilizza dunque esplicitamente il termine Jammer per identificare gli apparati oggetto della fornitura, un dato che suggerisce prudenza nellโ€™applicare automaticamente la stessa definizione a sistemi descritti nelle altre fonti con terminologie differenti.
Un ulteriore tassello compare nella Relazione sullโ€™amministrazione della giustizia relativa al 2025, pubblicata in occasione dellโ€™inaugurazione dellโ€™anno giudiziario 2026; il documento riferisce del progetto โ€œDefence network for unauthorized mobile calls โ€“ Rete di difesa dalle chiamate non autorizzateโ€, inserito nel piรน ampio programma di contrasto allโ€™introduzione e allโ€™utilizzo dei telefoni cellulari negli istituti penitenziari. La documentazione associa a questo percorso tecnologie destinate alla rilevazione, alla ricerca e allโ€™inibizione dei segnali prodotti dai cellulari clandestini e richiama strumenti per individuarne la presenza e localizzarli allโ€™interno delle strutture.
Letti insieme, questi documenti mostrano che il contrasto alle comunicazioni cellulari clandestine รจ stato affrontato attraverso tecnologie e progetti differenti: rilevamento delle emissioni radio, individuazione dei terminali, apparati espressamente qualificati come jammer e sistemi di schermatura descritti anche come passivi. Le fonti disponibili non consentono, tuttavia, di stabilire quale architettura tecnica sia stata adottata nellโ€™impianto collaudato a Secondigliano, nรฉ permettono di identificarlo con certezza con uno dei sistemi descritti nei documenti precedenti.
Definirlo, oggi, un Managed Access System significherebbe quindi spingersi oltre ciรฒ che รจ documentato. Le caratteristiche rese pubbliche presentano tuttavia analogie funzionali interessanti con le esperienze analizzate negli Stati Uniti: esiste una barriera destinata a impedire determinate comunicazioni, alcune utenze possono essere autorizzate a oltrepassarla, il sistema contabilizza eventi definiti ยซtentativi di accessoยป e la possibilitร  di estenderlo ad altri istituti dipende anche dalla capacitร  di limitarne gli effetti sul territorio circostante. Sono indizi utili per comprenderne la logica funzionale, non elementi sufficienti per ricostruirne lโ€™architettura.
Il contenuto tecnologico della soluzione di Secondigliano rimane quindi, allo stato delle informazioni pubbliche disponibili, in parte sconosciuto; potrebbe comprendere tecniche di accesso gestito, inibizione radio, rilevamento o piรน componenti integrate; stabilire quale di queste ipotesi corrisponda realmente allโ€™impianto richiederebbe documentazione tecnica che le fonti disponibili non forniscono.

๐—จ๐—ป๐—ฎ ๐—ฏ๐—ฎ๐—ฟ๐—ฟ๐—ถ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฎ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—น๐—ฒ ๐—ผ๐—ป๐—ฑ๐—ฒ ๐—ป๐—ผ๐—ป ๐˜ƒ๐—ฒ๐—ฑ๐—ผ๐—ป๐—ผ
Immaginiamo un telefono clandestino nascosto allโ€™interno di una camera detentiva e, a poca distanza, oltre il muro di cinta, lo smartphone di una persona che percorre una strada adiacente allโ€™istituto. Entrambi i dispositivi si trovano immersi nello stesso ambiente radio e possono ricevere i segnali delle reti commerciali presenti nellโ€™area, mentre per le onde elettromagnetiche il muro che li separa rappresenta soltanto un ostacolo fisico capace di attenuarne, rifletterne o modificarne la propagazione. La sfida consiste nel creare, allโ€™interno di questo spazio condiviso, condizioni tali da impedire al primo terminale di utilizzare la rete, preservando il normale funzionamento del secondo e delle eventuali utenze autorizzate nelle aree dellโ€™istituto in cui ne รจ consentito lโ€™impiego.
Il problema tecnologico assume cosรฌ una forma molto precisa: distinguere comunicazioni che avvengono a pochi metri di distanza e che, dal punto di vista della propagazione radio, appartengono allo stesso ambiente; il terminale clandestino deve essere escluso dal servizio, quello situato allโ€™esterno deve continuare a utilizzare normalmente la rete commerciale e le eventuali utenze autorizzate devono poter attraversare la barriera prevista dal sistema. Per ottenere questo risultato entrano in gioco la gestione degli accessi, la progettazione della copertura, le potenze trasmesse, la posizione e la distribuzione delle antenne, le caratteristiche elettromagnetiche degli edifici e lโ€™interazione con le reti degli operatori che continuano a funzionare tutto intorno.
Vista da questa prospettiva, la notizia arrivata da Secondigliano racconta qualcosa di piรน interessante dellโ€™accensione di un apparato capace di disturbare un telefono; racconta il tentativo di costruire un confine radio allโ€™interno di uno spazio fisico abbastanza efficace da rendere inutilizzabile una comunicazione clandestina e abbastanza preciso da preservare quelle autorizzate e quelle che avvengono oltre il perimetro dellโ€™istituto.
Le mura definiscono con grande precisione dove comincia e dove finisce un carcere; le onde radio seguono regole diverse, attraversano quei confini, vengono attenuate o riflesse dalle strutture fisiche e percorrono uno spazio che nessuna planimetria puรฒ obbligare a coincidere con il perimetro dellโ€™edificio. Per controllarle occorre, allora, disegnare nellโ€™etere un altro spazio, fatto di celle, antenne, frequenze, potenze e protocolli; รจ proprio lรฌ, dentro le mura del carcere di Secondigliano, che prende forma lโ€™immagine da cui siamo partiti: ๐‘ข๐‘›๐‘Ž ๐‘๐‘’๐‘™๐‘™๐‘Ž ๐‘‘๐‘’๐‘›๐‘ก๐‘Ÿ๐‘œ ๐‘™๐‘Ž ๐‘๐‘’๐‘™๐‘™๐‘Ž.

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- ๐ด๐‘๐‘†๐ด, ๐‘†๐‘ก๐‘œ๐‘ ๐‘๐‘’๐‘™๐‘™๐‘ข๐‘™๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘– ๐‘–๐‘› ๐‘๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘๐‘’๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘†๐‘’๐‘๐‘œ๐‘›๐‘‘๐‘–๐‘”๐‘™๐‘–๐‘Ž๐‘›๐‘œ, 24๐‘š๐‘–๐‘™๐‘Ž ๐‘ก๐‘’๐‘›๐‘ก๐‘Ž๐‘ก๐‘–๐‘ฃ๐‘– ๐‘๐‘™๐‘œ๐‘๐‘๐‘Ž๐‘ก๐‘– ๐‘–๐‘› ๐‘ข๐‘› ๐‘”๐‘–๐‘œ๐‘Ÿ๐‘›๐‘œ, ๐‘ ๐‘’๐‘ก๐‘ก๐‘’๐‘š๐‘๐‘Ÿ๐‘’ 2026. Resoconto del collaudo e delle dichiarazioni del sottosegretario alla Giustizia Alberto Balboni e del capo del DAP Stefano Carmine De Michele.
- ๐ด๐‘๐‘†๐ด, ๐ต๐‘Ž๐‘™๐‘๐‘œ๐‘›๐‘–, ๐‘ ๐‘–๐‘ ๐‘ก๐‘’๐‘š๐‘Ž ๐‘Ž๐‘›๐‘ก๐‘–-๐‘๐‘’๐‘™๐‘™๐‘ข๐‘™๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘– ๐‘›๐‘œ๐‘› ๐‘ ๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘Žฬ€ ๐‘๐‘œ๐‘ ๐‘ ๐‘–๐‘๐‘–๐‘™๐‘’ ๐‘–๐‘› ๐‘ก๐‘ข๐‘ก๐‘ก๐‘’ ๐‘™๐‘’ ๐‘๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘๐‘’๐‘Ÿ๐‘–, ๐‘ ๐‘’๐‘ก๐‘ก๐‘’๐‘š๐‘๐‘Ÿ๐‘’ 2026. Dichiarazioni sulle difficoltร  di confinamento dellโ€™inibizione e sulla necessitร  di valutare separatamente ciascun istituto in relazione alle abitazioni e alle attivitร  presenti nelle aree circostanti.
- ๐‘€๐‘–๐‘›๐‘–๐‘ ๐‘ก๐‘’๐‘Ÿ๐‘œ ๐‘‘๐‘’๐‘™๐‘™๐‘Ž ๐บ๐‘–๐‘ข๐‘ ๐‘ก๐‘–๐‘ง๐‘–๐‘Ž, ๐‘Ÿ๐‘–๐‘ ๐‘๐‘œ๐‘ ๐‘ก๐‘Ž ๐‘‘๐‘’๐‘™ 2 ๐‘š๐‘Ž๐‘”๐‘”๐‘–๐‘œ 2025 ๐‘Ž๐‘™๐‘™โ€™๐‘–๐‘›๐‘ก๐‘’๐‘Ÿ๐‘Ÿ๐‘œ๐‘”๐‘Ž๐‘ง๐‘–๐‘œ๐‘›๐‘’ ๐‘๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘™๐‘Ž๐‘š๐‘’๐‘›๐‘ก๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘›. 4-04346. Il documento descrive le dotazioni per il rilevamento dei cellulari clandestini e il progetto di schermatura basato su un sistema definito "a differenza dei jammer, completamente passivo".
- ๐‘€๐‘–๐‘›๐‘–๐‘ ๐‘ก๐‘’๐‘Ÿ๐‘œ ๐‘‘๐‘’๐‘™๐‘™๐‘Ž ๐บ๐‘–๐‘ข๐‘ ๐‘ก๐‘–๐‘ง๐‘–๐‘Ž โ€“ ๐ท๐‘–๐‘๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘ก๐‘–๐‘š๐‘’๐‘›๐‘ก๐‘œ ๐‘‘๐‘’๐‘™๐‘™โ€™๐ด๐‘š๐‘š๐‘–๐‘›๐‘–๐‘ ๐‘ก๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘ง๐‘–๐‘œ๐‘›๐‘’ ๐‘ƒ๐‘’๐‘›๐‘–๐‘ก๐‘’๐‘›๐‘ง๐‘–๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘–๐‘Ž, ๐น๐‘œ๐‘Ÿ๐‘›๐‘–๐‘ก๐‘ข๐‘Ÿ๐‘Ž ๐‘‘๐‘– ๐‘›. 3 ๐ฝ๐‘Ž๐‘š๐‘š๐‘’๐‘Ÿ ๐‘“๐‘–๐‘ ๐‘ ๐‘– 5๐บ ๐‘๐‘’๐‘Ÿ ๐‘™๐‘’ ๐‘’๐‘ ๐‘–๐‘”๐‘’๐‘›๐‘ง๐‘’ ๐‘œ๐‘๐‘’๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘ก๐‘–๐‘ฃ๐‘’ ๐‘‘๐‘’๐‘™ ๐บ๐‘Ÿ๐‘ข๐‘๐‘๐‘œ ๐‘‚๐‘๐‘’๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘ก๐‘–๐‘ฃ๐‘œ ๐‘€๐‘œ๐‘๐‘–๐‘™๐‘’, ๐‘‘๐‘’๐‘๐‘–๐‘ ๐‘–๐‘œ๐‘›๐‘’ ๐‘‘๐‘– ๐‘๐‘œ๐‘›๐‘ก๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘’ ๐‘Ž๐‘“๐‘“๐‘–๐‘‘๐‘Ž๐‘š๐‘’๐‘›๐‘ก๐‘œ ๐‘›. 23721.๐ผ๐ท, 30 ๐‘™๐‘ข๐‘”๐‘™๐‘–๐‘œ 2025. Il documento attesta lโ€™acquisizione da parte del DAP di apparati espressamente qualificati come "Jammer fissi 5G".
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- ๐บ๐‘Ÿ๐‘œ๐‘š๐‘š๐‘œ๐‘› ๐ธ., ๐ถ๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘ก๐‘’๐‘Ÿ ๐ฝ.๐บ., ๐น๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘›๐‘ก๐‘ง ๐น., ๐ป๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘Ÿ๐‘–๐‘  ๐‘ƒ., ๐ด ๐ถ๐‘Ž๐‘ ๐‘’ ๐‘†๐‘ก๐‘ข๐‘‘๐‘ฆ ๐‘œ๐‘“ ๐‘€๐‘–๐‘ ๐‘ ๐‘–๐‘ ๐‘ ๐‘–๐‘๐‘๐‘– ๐‘†๐‘ก๐‘Ž๐‘ก๐‘’ ๐‘ƒ๐‘’๐‘›๐‘–๐‘ก๐‘’๐‘›๐‘ก๐‘–๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘ฆโ€™๐‘  ๐‘€๐‘Ž๐‘›๐‘Ž๐‘”๐‘’๐‘‘ ๐ด๐‘๐‘๐‘’๐‘ ๐‘  ๐‘‡๐‘’๐‘โ„Ž๐‘›๐‘œ๐‘™๐‘œ๐‘”๐‘ฆ, ๐‘Ž๐‘”๐‘œ๐‘ ๐‘ก๐‘œ 2015, ๐ท๐‘œ๐‘๐‘ข๐‘š๐‘’๐‘›๐‘ก ๐‘๐‘œ. 250262, ricerca finanziata dal National Institute of Justice. Studio sul funzionamento dei Managed Access Systems, sulle procedure di white-listing, sulla copertura radio, sulla capture e sul roaming dei terminali.
๐น๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘›๐‘ก๐‘ง ๐น., ๐ป๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘Ÿ๐‘–๐‘  ๐‘ƒ., ๐ด๐‘›๐‘Ž๐‘™๐‘ฆ๐‘ ๐‘–๐‘  ๐‘œ๐‘“ ๐‘€๐‘Ž๐‘›๐‘Ž๐‘”๐‘’๐‘‘ ๐ด๐‘๐‘๐‘’๐‘ ๐‘  ๐‘‡๐‘’๐‘โ„Ž๐‘›๐‘œ๐‘™๐‘œ๐‘”๐‘ฆ ๐‘–๐‘› ๐‘Ž๐‘› ๐‘ˆ๐‘Ÿ๐‘๐‘Ž๐‘› ๐ท๐‘’๐‘๐‘™๐‘œ๐‘ฆ๐‘š๐‘’๐‘›๐‘ก: ๐ต๐‘Ž๐‘™๐‘ก๐‘–๐‘š๐‘œ๐‘Ÿ๐‘’ ๐ถ๐‘–๐‘ก๐‘ฆ ๐ฝ๐‘Ž๐‘–๐‘™ ๐ถ๐‘œ๐‘š๐‘๐‘™๐‘’๐‘ฅ, ๐‘ ๐‘’๐‘ก๐‘ก๐‘’๐‘š๐‘๐‘Ÿ๐‘’ 2015, ๐ท๐‘œ๐‘๐‘ข๐‘š๐‘’๐‘›๐‘ก ๐‘๐‘œ. 250263, ricerca finanziata dal National Institute of Justice. Analisi dellโ€™impiego di un MAS in ambiente urbano, con particolare attenzione ai Distributed Antenna Systems (DAS), al confinamento della copertura e al rapporto con le reti cellulari commerciali circostanti.

CrimeLab

CrimeLab 20/09/2026

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Il nome descrive con una certa precisione il punto nel quale gli investigatori volevano riuscire a collocarsi: nel percorso delle comunicazioni tra i telefoni Sky ECC e i server di Roubaix, ma le conversazioni individuali continuavano a viaggiare in forma cifrata e nei flussi intercettati non erano presenti tutti gli elementi crittografici necessari per decifrarle. Gli specialisti olandesi stavano ora progettando qualcosa di diverso: un sistema da collocare direttamente lungo il percorso delle comunicazioni tra i terminali Sky ECC e i server, capace di interagire con i telefoni mentre questi continuavano a utilizzare il servizio.

L'idea era maturata nei Paesi Bassi; gli stessi specialisti che avevano sviluppato la tecnica con cui il 14 maggio e il 3 giugno 2020 la polizia francese aveva acquisito la memoria RAM del Server 1 senza interromperne il funzionamento, e che fornirono personalmente assistenza tecnica durante le operazioni, affrontavano ora il problema rimasto aperto dopo mesi di analisi: gli elementi necessari alla decifrazione delle conversazioni individuali erano distribuiti tra l'infrastruttura e i telefoni. Una parte poteva essere ricavata dai dati che attraversavano i sistemi di Roubaix, un'altra rimaneva custodita nei terminali, dispersi tra migliaia di utilizzatori che continuavano a comunicare senza avere alcun contatto fisico con gli investigatori. La soluzione elaborata dagli olandesi e successivamente sviluppata e perfezionata insieme agli altri partner della JIT, consisteva nel raggiungere quei dispositivi attraverso la stessa rete che Sky ECC aveva costruito per proteggerli; le ricostruzioni giudiziarie olandesi attribuiscono espressamente ai tecnici dei Paesi Bassi lo sviluppo della tecnica di acquisizione della memoria e, successivamente, della tecnica MITM.

Per comprendere il passaggio occorre distinguere due operazioni che possono apparire simili: intercettare una comunicazione significa acquisirne il traffico in un punto del percorso che essa compie tra origine e destinazione; se quel traffico รจ cifrato e non si dispone del materiale necessario per decifrarlo, la sonda puรฒ raccoglierlo e conservarlo senza per questo renderne comprensibile il contenuto. Un Man in the Middle, invece, introduce un elemento ulteriore: il sistema viene inserito lungo quello stesso percorso ma puรฒ interagire con la comunicazione che transita tra i due estremi.

Nel caso Sky ECC quella posizione venne individuata sul collegamento esterno del Server 2 ossia la macchina verso la quale convergeva il traffico proveniente dai terminali attraverso Internet. Il sistema MITM sarebbe stato installato nello stesso centro dati OVH di Roubaix, in prossimitร  del server, e avrebbe ricevuto in maniera trasparente le comunicazioni dirette dai telefoni verso il Server 2 e quelle che dal server tornavano ai telefoni: il servizio poteva cosรฌ continuare a funzionare mentre, nel mezzo, si apriva un nuovo punto di osservazione.

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Quando un telefono effettuava il login, ossia si connetteva alla rete Sky ECC, il sistema MITM poteva inviargli uno speciale messaggio di tipo push, progettato in modo da risultare normalmente invisibile sul dispositivo. Un messaggio push รจ costituito da una comunicazione inviata da un servizio complementare del sistema verso un terminale senza che sia l'utente a richiederla in quel preciso momento: lo stesso principio che, nelle applicazioni comuni, permette a uno smartphone di ricevere una notifica mentre l'applicazione si trova in background. Nel sistema costruito dagli investigatori la funzione era differente perchรฉ quella notifica serviva a provocare una risposta del terminale inducendolo ad inviare gli elementi crittografici necessari alla decifrazione dei messaggi individuali ricevuti dal dispositivo.

La documentazione disponibile consente di ricostruire il principio di funzionamento del sistema, ma non di conoscerne ogni dettaglio tecnico. Gli atti descrivono il messaggio push, la risposta provocata nel terminale e l'acquisizione degli elementi crittografici necessari alla decifrazione, senza rendere disponibili il contenuto del push, il codice utilizzato o informazioni sufficienti a stabilire con certezza quale elemento della gerarchia crittografica venisse restituito dal telefono. Nelle operazioni relative a Sky ECC risulta inoltre documentato il ricorso a mezzi dello Stato francese sottoposti al secret de la dรฉfense nationale, che ha sottratto alla conoscibilitร  processuale alcune tecniche impiegate nelle attivitร  di captazione; la documentazione pubblicamente accessibile non consente tuttavia di stabilire se proprio i dettagli mancanti del meccanismo push rientrassero tra quelli coperti dal segreto. La distinzione รจ importante, perchรฉ la ricostruzione che abbiamo seguito nelle pagine precedenti mostra una catena composta da Password Key, Secret Key, Master Key e Private Key; attribuire con certezza la risposta provocata dal MITM a uno specifico elemento di quella catena significherebbe aggiungere agli atti un dettaglio che gli atti, nella documentazione disponibile, non consentono di determinare con la stessa precisione.

Il comportamento complessivo del sistema รจ invece descritto con chiarezza. Gli elementi restituiti dal telefono venivano intercettati dal MITM e trattenuti, senza essere inoltrati al Server 2; le altre comunicazioni proseguivano lungo il loro normale percorso. La macchina collocata nel mezzo interveniva quindi soltanto sulla parte dello scambio necessaria all'operazione di acquisizione degli elementi crittografici quel server, lasciando transitare il resto del traffico tra terminale e infrastruttura.

Era il completamento di un percorso iniziato molto lontano dai telefoni; le sonde avevano consentito di intercettare il traffico per poi conservarlo; l'analisi dell'infrastruttura aveva mostrato dove scorrevano le comunicazioni; la RAM aveva restituito materiale crittografico utile a superare la protezione del collegamento e allo sviluppo della tecnica successiva; lo studio del protocollo aveva infine mostrato che, per arrivare alle conversazioni individuali, occorreva raggiungere elementi presenti sui terminali. Gli specialisti olandesi avevano trasformato quest'ultimo ostacolo in un punto di ingresso, facendo arrivare la richiesta attraverso la stessa infrastruttura utilizzata quotidianamente dai telefoni Sky ECC.

Il risultato merita di essere osservato nella sua esatta dimensione tecnica: gli algoritmi crittografici che proteggevano i messaggi conservavano la propria funzione; il sistema investigativo aveva trovato un percorso diverso, costruito intorno alla crittografia anzichรฉ attraverso di essa, recuperando gli elementi necessari nel punto in cui dovevano necessariamente essere disponibili affinchรฉ il terminale potesse svolgere le proprie operazioni.

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La progettazione tecnica doveva essere accompagnata da un'autorizzazione che consentisse di collocare realmente il sistema all'interno dell'infrastruttura osservata. Il 16 dicembre 2020 l'OCLCTIC francese chiese al giudice istruttore di autorizzare l'installazione del dispositivo sul collegamento esterno del Server 2; il giorno successivo arrivรฒ l'autorizzazione e il 18 dicembre il sistema venne collegato e attivato all'interno del centro dati di Roubaix. Le ricostruzioni giudiziarie olandesi collocano nella stessa data l'entrata in funzione della tecnica MITM sviluppata nei Paesi Bassi e perfezionata nell'ambito della JIT.

I primi giorni servirono a verificarne il funzionamento e a parametrizzare il sistema; dopo circa tre giorni la raccolta relativa ai dispositivi iOS che utilizzavano una versione precedente all'aggiornamento del 3 dicembre raggiunse un ritmo operativo; il 13 gennaio 2021 venne attivata la capacitร  di acquisizione relativa ai dispositivi Android, l'11 febbraio quella riguardante gli elementi necessari alla decifrazione dei messaggi di gruppo su iOS e il 15 febbraio quella destinata ai dispositivi Apple che avevano ricevuto l'aggiornamento successivo al 3 dicembre. Gli atti registrano queste diverse fasi operative senza descrivere nel dettaglio quale modifica tecnica introdotta dall'aggiornamento avesse reso necessario adattare il sistema MITM ed รจ proprio questo limite documentale a suggerire prudenza nel ricostruire ciรฒ che avveniva all'interno dei terminali.

La progressione di quelle settimane mostra perรฒ quanto il MITM fosse ormai diventato un sistema operativo in continua evoluzione: la tecnica iniziale doveva confrontarsi con sistemi differenti, versioni differenti dell'applicazione e modifiche dell'infrastruttura, mentre gli specialisti osservavano il comportamento della piattaforma e adattavano progressivamente gli strumenti costruiti per seguirla. La soluzione concepita nei Paesi Bassi era diventata, attraverso il lavoro della JIT, una componente dell'intercettazione condotta in Francia; la collaborazione tra i gruppi tecnici non si esauriva quindi nella consegna di uno strumento, ma proseguiva durante il suo impiego.

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Il 19 febbraio 2021 gli specialisti osservarono un cambiamento improvviso nel flusso di comunicazioni intercettato: il sistema, che fino a quel momento consentiva di decifrare circa 300.000 messaggi intercettati ogni ora cominciรฒ a produrne circa 40.000; nello stesso intervallo, dunque, la quantitร  degli elementi crittografici che potevano essere acquisiti dai dispositivi iOS diminuรฌ di un fattore dieci.

Un calo di quelle dimensioni rappresentava qualcosa di piรน di un problema di prestazioni; il funzionamento dell'intero procedimento dipendeva dalla possibilitร  che il traffico attraversasse i punti nei quali erano state collocate le sonde e il MITM; una variazione cosรฌ netta indicava, quindi, che qualcosa, lungo quel percorso, era cambiato. Per tre giorni gli specialisti analizzarono il comportamento dell'infrastruttura fino a individuare la causa: il flusso cifrato dei messaggi non transitava piรน soltanto attraverso il Server 2, perchรฉ una parte delle comunicazioni percorreva ora anche il Server 1.

Il Server 1 rientrava giร  nell'infrastruttura sottoposta a intercettazione; il MITM continuava invece a operare sul collegamento esterno del Server 2 e poteva quindi ottenere gli elementi crittografici soltanto dai telefoni il cui traffico percorreva quella via.; una parte delle comunicazioni, perรฒ, transitava ora anche attraverso il Server 1 e sfuggiva quindi al dispositivo installato. Il risultato fu una drastica riduzione degli elementi crittografici intercettati e, di conseguenza, dei messaggi che potevano essere decifrati.

Gli atti attribuiscono quel cambiamento del percorso seguito dal traffico a una modifica dell'infrastruttura Sky ECC, senza indicarne le ragioni nรฉ collegarla a una possibile scoperta dell'operazione investigativa da parte di Sky Global. L'infrastruttura era giร  cambiata in precedenza, con l'arrivo del terzo server e la migrazione di servizi tra le diverse macchine presenti a Roubaix; anche allora l'intercettazione aveva consentito agli investigatori di seguire quelle trasformazioni e di adattare la propria strategia tecnica. Nel febbraio 2021 accadde qualcosa di analogo: individuato il nuovo percorso seguito da una parte del traffico, l'analisi di fattibilitร  indicรฒ come unica soluzione il posizionamento di un secondo MITM sulla linea esterna del Server 1.

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Il 24 febbraio 2021 il giudice istruttore francese autorizzรฒ l'installazione sul Server 1 di un secondo dispositivo costruito sullo stesso principio del primo; i due sistemi dovevano essere collegati e sincronizzati, in modo da seguire le comunicazioni indipendentemente dal percorso scelto dall'infrastruttura Sky ECC. Un verbale della polizia olandese, redatto nell'ambito delle attivitร  del JIT, colloca al 26 febbraio la ripresa della raccolta degli elementi crittografici, con il secondo MITM ormai operativo.

A quel punto il sistema investigativo costruito nel corso di quasi due anni aveva assunto una forma che sarebbe stata difficile immaginare osservando i primi indirizzi IP emersi dall'indagine. Alle intercettazioni del traffico e alle acquisizioni della memoria dei server si erano progressivamente aggiunti strumenti capaci di raggiungere anche l'altra estremitร  delle comunicazioni, fino ai due MITM collocati sui percorsi esterni dei server di Roubaix. Il funzionamento di quell'insieme richiedeva ormai una sorveglianza continua e, nell'ambito della JIT, vennero organizzati turni di monitoraggio ventiquattr'ore su ventiquattro per controllare la stabilitร  dei sistemi MITM e dell'infrastruttura Sky ECC.

La sequenza con cui quella capacitร  era stata costruita rende particolarmente significativo il contributo degli specialisti olandesi senza bisogno di trasformarlo in una celebrazione. La documentazione giudiziaria attribuisce ai tecnici dei Paesi Bassi lo sviluppo della tecnica che aveva permesso di copiare la memoria del server mantenendolo operativo e, successivamente, lo sviluppo della tecnica Man in the Middle, perfezionata insieme ai partner della JIT; ancora negli atti giudiziari successivi viene descritta come considerevole la partecipazione della polizia olandese al suo ulteriore sviluppo dopo l'entrata in funzione del 18 dicembre.

Il valore di quel lavoro emerge soprattutto dal modo in cui vennero affrontati problemi che continuarono a cambiare insieme all'infrastruttura: nessuna delle soluzioni sviluppate nel corso dell'indagine esauriva il problema, perchรฉ ciascuna consentiva di raggiungere un livello che ne rendeva visibile un altro, fino a spostare progressivamente l'indagine dalla rete ai server e dai server ai terminali. Il risultato era nato dalla capacitร  di trattare l'infrastruttura come un sistema in movimento, osservandone le trasformazioni e modificando gli strumenti ogni volta che il percorso dei dati cambiava.

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Alla fine di febbraio 2021 quanto accadeva a Roubaix poteva essere ricondotto a due raccolte differenti che acquistavano significato proprio perchรฉ potevano essere ricongiunte. Da una parte le sonde intercettavano e conservavano il traffico che attraversava l'infrastruttura Sky ECC; dall'altra i sistemi MITM acquisivano dai terminali gli elementi crittografici necessari a rendere leggibili le comunicazioni individuali; il messaggio cifrato e ciรฒ che consentiva di decifrarlo provenivano quindi da passaggi distinti dello stesso processo investigativo.

Questa distinzione sarร  importante quando la vicenda si sposterร  dalle sale tecniche alle aule giudiziarie perchรฉ comprendere da dove provenga un messaggio Sky ECC richiede di ricostruire l'intera catena che lo ha portato dalla rete alla forma nella quale verrร  successivamente consultato dagli investigatori. Prima di arrivarci, perรฒ, resta da vedere come quelle due metร  finissero per ricongiungersi.

Quasi due anni erano trascorsi dalle prime intercettazioni dell'infrastruttura di Roubaix e, alla fine di quel percorso, gli investigatori disponevano ormai delle due parti necessarie per arrivare alle conversazioni individuali. Le due raccolte rispondevano a funzioni diverse e complementari: il traffico acquisito dalle sonde conteneva le comunicazioni intercettate lungo l'infrastruttura Sky ECC, mentre i sistemi MITM fornivano gli elementi crittografici ottenuti dai terminali e necessari alla loro decifrazione. Era il ricongiungimento di questi due flussi a completare il meccanismo: da una parte il messaggio cifrato, dall'altra ciรฒ che consentiva di renderlo leggibile.

I messaggi potevano finalmente essere letti; restavano frammenti ricevuti da migliaia di terminali, che avrebbero acquistato significato soltanto ricostruendone le relazioni e collegandoli a tutto ciรฒ che l'indagine aveva raccolto. La sfida successiva cominciava proprio lรฌ: trasformare quei messaggi in informazione.

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