Giusi Princi
Profilo ufficiale dell’Onorevole Giusi Princi. Europarlamentare, già Vicepresidente Regione Calabria
07/06/2026
«Mamma, ma mi stai ascoltando?»
Me lo ha chiesto mia figlia, con quella semplicità disarmante con cui i figli sanno metterci davanti alla verità.
Da quella domanda mi è rimasto addosso un pensiero: quanto ascoltiamo davvero i nostri figli? Quanto tempo dedichiamo non solo a sentirli parlare, ma ad accogliere ciò che provano, ciò che temono, ciò che non riescono ancora a dire?
Spesso chiediamo ai giovani di essere forti, sicuri, determinati.
Ma l’autostima non nasce nel vuoto.
Si costruisce nello sguardo di chi li riconosce, nel tempo di chi si ferma, nell’ascolto di chi non giudica prima ancora di comprendere.
Forse molte fragilità dei nostri giovani nascono anche da qui: dall’assenza di ascolto, dalla distrazione degli adulti, dalla fatica di una società che corre troppo e si ferma troppo poco.
Non possiamo abdicare al nostro ruolo educativo.
Non come genitori, non come comunità, non come istituzioni.
Ascoltare un giovane significa dirgli: tu esisti, tu vali, la tua voce conta.
E quando un ragazzo si sente ascoltato, impara a sua volta ad ascoltare. Affina lo sguardo verso gli altri, sviluppa empatia, responsabilità, fiducia.
È una capacità che dobbiamo coltivare tutti, dai genitori agli insegnanti, dai cittadini a chi ha responsabilità nelle istituzioni. Perché ascoltare significa comprendere i bisogni delle persone, partire dalla realtà dei territori e trasformare quelle esigenze in risposte concrete. È da qui che nasce una società più coesa, inclusiva e capace di non lasciare indietro nessuno.
Perché ascoltare ed essere ascoltati è una forma altissima di cura.
È così che si aiutano gli altri.
Ed è così, forse, che salviamo anche una parte di noi stessi.
La commissione CULT (Cultura e Istruzione) del Parlamento europeo ha approvato un mio importante file sul
Fondo sociale europeo, un dossier strategico per le regioni.
Segui il video e capirai 🇪🇺
31/05/2026
Si conclude la missione istituzionale del Parlamento Europeo in che ho avuto l’onore di coordinare in qualità di Presidente della Delegazione per i rapporti tra UE ed Asia Centrale.
Giorni intensi, pieni di incontri con le massime autorità di governo attraverso un dialogo sincero e fondamentale tra l’Europa e questa terra lontana, stretta tra la Russia e la Cina.
Eppure ciò che porto con me è cominciato altrove.
È nella vita dei villaggi, nelle ger (le tradizionali tende dei nomadi mongoli) che punteggiano la steppa, nell’essenzialità di un popolo che misura l’esistenza sul silenzio, sul ritmo della natura e non su quello degli orologi.
In questi luoghi, l’ospitalità non si concede: si deve. Accogliere chi arriva è atto di rispetto, dovere quasi sacro, riconoscimento della dignità che ogni persona porta con sé.
E da questa sobrietà nasce un pensiero che non mi lascia.
Nelle nostre società, segnate da ritmi sempre più veloci, dall’urbanizzazione imperante e da forme crescenti di isolamento sociale, rischiamo talvolta di perdere il valore del tempo condiviso e delle relazioni umane. In Mongolia ho visto donne e uomini fare spazio all’altro, ascoltare, con un abbraccio o uno sguardo, dentro un tempo che non ha fretta.
Una comunità vive davvero quando custodisce l’altro, quando all’ospite riconosce un valore che nessun calcolo può fissare.
Porto nel cuore questa terra immensa, la sua spiritualità discreta, la sua dignità senza ornamenti. È la lezione più alta che mi ha consegnato, e quella che dovremmo trasmettere ai nostri giovani: nessun progresso vale la perdita dell’umano.
25/05/2026
Complimenti, Francesco.
A te, innanzitutto. Ma ancor di più a Reggio Calabria, che da oggi affida il proprio futuro a un Sindaco capace di visione, competenza e amore profondo per la sua città.
I cittadini hanno scelto la concretezza di un progetto e la credibilità di un uomo che, ancora una volta, ha saputo meritare la loro fiducia elettorale. Una fiducia importante, che oggi diventa responsabilità: restituire a Reggio quel presente che per troppo tempo le è stato negato e costruire il futuro che merita.
Sono certa che saprai farlo con lo zelo, la passione e la straordinaria capacità di lavoro che ti appartengono, coinvolgendo le energie migliori e le competenze necessarie per accompagnare questa città nella svolta che ha scelto.
Abbiamo sostenuto il tuo progetto con affetto e stima, soprattutto perché abbiamo creduto nella tua idea di Reggio: una città che torni ad essere protagonista, capace di guardare lontano, di creare opportunità, di non costringere più i suoi giovani ad andare via per poter immaginare il proprio domani.
Proprio ai nostri giovani dovrà essere dedicato l’impegno più grande. Perché il cambiamento ha senso soltanto se riesce a restituire loro speranza, spazio e futuro nella propria terra.
Da parte mia, continuerò a lavorare perché l’Europa sia sempre più vicina ai territori e perché Reggio possa assumere finalmente il ruolo che le spetta: una città forte della sua identità e aperta alle opportunità del futuro.
Oggi Reggio ha scelto visione e concretezza.
Ha scelto di credere nel cambiamento.
E sono certa che non si pentirà della fiducia riposta in te.
Buon lavoro, Sindaco.
Forza !
24/05/2026
Che emozione averti rivisto, Boris Ceccio.
Sono trascorsi diciotto anni da quando ero dirigente scolastico a Pellaro e tu eri uno studente di appena otto anni: sveglio, curioso, attento, già animato da quella sete di giustizia e di verità che oggi ho ritrovato nell’uomo e nel Carabiniere che sei diventato.
Ti ricordo durante quei ventuno giorni in Irlanda, luogo in cui portai te e 60 tuoi compagnetti, per farvi vivere un’esperienza linguistica che avrebbe dovuto aiutarvi a crescere, ad aprirvi al mondo, a misurarvi con nuove possibilità. E ricordo te: così piccolo, eppure già pronto a prendere le difese degli altri, già allora un piccolo paladino della giustizia, come amavo definirti. Quello che oggi sei diventato porta con sé, in fondo, la verità di quel bambino.
Ritrovarti oggi è stata una delle soddisfazioni più belle.
Tutti i ruoli hanno un termine. Si conclude un incarico, si lascia una responsabilità, si chiude una stagione della propria vita.
Ma non finisce ciò che si è riusciti a seminare. Non finiscono l’affetto, il ricordo, l’amore dei e per i ragazzi. Non finisce la gratitudine di scoprire, dopo tanti anni, di aver lasciato un piccolo segno nella loro formazione e nella loro strada.
Non siamo i ruoli che ricopriamo.
Restiamo le persone che siamo state per gli altri.
Oggi vederti servire lo Stato, con quella stessa luce che avevi da bambino, è il dono più bello che un educatore possa ricevere.
Il mio augurio è che ciascuno di noi, in qualunque funzione sia chiamato a svolgere, sappia lasciare “il segno” nella vita degli altri.
Tu, caro Boris, nel mio cuore lo avevi già lasciato diciotto anni fa.
E oggi l’ho ritrovato intatto, in un abbraccio che non dimenticherò.
VIOLENZA E BAMBINI
Finalmente l’Unione europea, con la revisione della Direttiva sui diritti delle vittime di reato, tutela i minori testimoni di violenza.
Guarda il mio intervento di questa settimana in plenaria a Strasburgo e capirai.
Ci sono candidature che, prima ancora del voto, appartengono già al sentimento di una città.
Quella di Francesco Cannizzaro è arrivata al cuore della gente perché ha saputo interpretare un bisogno profondo di Reggio Calabria: tornare a credere in sé stessa, ad avere una direzione, a sentire che un’altra possibilità esiste davvero.
In queste settimane ho visto una comunità ritrovarsi intorno a questa speranza: cittadini che chiedono risposte, ma che vogliono anche riconoscersi in una visione capace di restituire alla nostra città ambizione, dignità e futuro.
Non è accaduto per caso.
La candidatura di Francesco nasce da un’idea precisa di città, affidata già nel mese di febbraio a un programma serio e concreto: dalle esigenze essenziali — strade, manutenzione, quartieri, servizi — alle opere e alle linee strategiche necessarie per restituire a Reggio il ruolo che merita nello scenario internazionale.
Perché amministrare non significa soltanto riparare ciò che non funziona. Significa indicare una rotta, costruire opportunità, dare alla città una prospettiva.
Forse è proprio per questo che Francesco ha saputo parlare così profondamente alla gente: perché in questa campagna ci ha messo tutto. Il cuore, la passione, la fatica, la presenza instancabile, la sincerità di chi ha preferito guardare negli occhi le persone, senza rifugiarsi in copioni sterili e parole vuote.
Ora la parola alla gente, protagonista di ogni cambiamento possibile.
Il voto è responsabilità, ma anche opportunità: l’opportunità di dare a Reggio la svolta che merita.
Facciamolo ora, perché domani non resti il rimpianto di non aver scelto di cambiare quando avremmo potuto farlo.
Diamoci un’opportunità.
Diamola ai nostri ragazzi.
Diamola alla nostra terra.
Diamola a Reggio Calabria.
Crediamoci.
Forza Francesco Cannizzaro!
Buon voto a tutti!
In plenaria a Strasburgo ho rappresentato il PPE a sostegno dell’istituzione della giornata delle vittime del lavoro e per la tutela e la dignità dei lavoratori - da celebrarsi ogni 8 agosto - in memoria della tragedia di in cui persero la vita 262 lavoratori europei, ben 136 italiani.
Complimenti alla relatrice della risoluzione votata dal Parlamento, l’amica Chiara Gemma, ed al relatore ombra del PPE, il collega Andrzej Bula.
Segui il mio intervento!
È motivo di orgoglio essere intervenuta in plenaria a Strasburgo, in qualità di Presidente della delegazione per i rapporti tra UE e Asia centrale, a sostegno dello storico accordo di partenariato rafforzato tra e che sarà votato dal Parlamento e sostenuto dal PPE e che renderà sempre più stabili e proficui i rapporti tra queste due realtà.
Segui il video e capirai.
🇪🇺🤝🏻🇺🇿
17/05/2026
INAUGURAZIONE NUOVA AEROSTAZIONE REGGIO CALABRIA
Per troppi anni Reggio Calabria è stata raccontata come una città costretta ad aspettare infrastrutture, investimenti, opportunità.
Perfino il diritto di immaginare il futuro!
Oggi, invece, la nostra terra sta cambiando davvero.
Il nuovo aeroporto di Reggio Calabria non è soltanto un’opera moderna.
È il segno concreto di una scelta politica: restituire centralità a questa terra e riconsegnarle l’ambizione che merita.
Perché un aeroporto segnifica connettersi col mondo. Significa turismo, economia, lavoro. Significa possibilità di rompere definitivamente l’idea di una Calabria isolata, marginale, costretta sempre a rincorrere.
E dentro tutto questo c’è la città di Reggio che torna a pensarsi grande.
Più forte.
Più attrattiva.
Più consapevole del proprio valore nel cuore del Mediterraneo.
La Calabria sceglie finalmente la concretezza: quella delle sue Istituzioni, quella dei suoi programmi, quella dei suoi investimenti.
Perché dietro questo risultato ci sono visione, determinazione e lavoro istituzionale serio.
C’è il Presidente Roberto Occhiuto, che sta guidando una stagione nuova per la Calabria, fatta di credibilità e opere concrete.
E c’è il deputato Francesco Cannizzaro, che dalle istituzioni nazionali, con i suoi tanti emendamenti, tra cui quello che ha previsto proprio i 25 milioni di euro per l’aeroporto di Reggio, ha saputo creare una nuova prospettiva di sviluppo per la città.
Questo aeroporto parla soprattutto ai giovani.
A chi vuole restare senza sentirsi costretto a rinunciare ai propri sogni.
A chi vuole una Calabria, una Reggio, capace di offrire opportunità, che non obbliga i propri figli a cercare altrove ciò che meritano.
Ed è forse questa l’emozione più grande: vedere una terra che ricomincia a credere in sé stessa. E che finalmente con serietà e concretezza torna a guardare lontano.
E siamo ancora all’inizio… 😉
Clicca qui per richiedere la tua inserzione sponsorizzata.
Digitare
Sito Web
Indirizzo
Piazza Del Quirinale
Rome
00187