Postulatio CM
Postulazione Generale della Congregazione della Missione: le vite straordinarie dei santi, beati e servi di Dio della CM. P. Serhiy Pavlish, C.M.
postulatore generale
08/02/2026
07/02/2026
7 febbraio, BEATA ROSALIA RENDU
(memoria liturgica)
Suor Rosalia (Jeanne-Marie) Rendu è nata il 9 settembre 1786 nel villaggio di Confort nel dipartimento dell'Ain, in Francia. Educata all'esercizio della ca**tà fin da bambina, le divenne come naturale l'attrattiva per il servizio dei poveri. Il 25 maggio 1802 fu accolta per il noviziato nella casa madre delle Figlie della Ca**tà a Parigi. Ammalatasi, fu destinata ad una casa del quartiere Mouffetard, quartiere molto povero di Parigi, dove rimase per 54 anni, fino alla morte. Si impegnò in modo particolare nella visita dei poveri a domicilio. Fu elemento di pacificazione nelle guerre civili del 1830 e del 1848. La casa delle suore divenne il rifugio dei più poveri del quartiere. Suor Rosalia fu anche guida di molti nell'esercizio della ca**tà, fra cui il gruppo di giovani universitari, cui appartenevano il beato Federico Ozanam e il venerabile Léon Le Prévost, che diedero inizio alle "Conferenze di san Vincenzo de' Paoli".
Suor Rosalia morì il 7 febbraio 1856.
E stata beatificata da papa Giovanni Paolo II il 9 novembre 2003.
04/02/2026
BEATO JOSÉ ACOSTA ALEMÁN, C.M.
(31 gennaio, il giorno del Maritirio)
Nato a Cartagena Murcia, da josè e Dolores, ricevette il battesimo a Cartagena il 30-05-1880 i voti Parigi il 14-05-1905 e fu ordinato Sacerdote a Parigi il 13-06-1908. Fu allievo delle Figlie della Ca**tà. A 22 anni, giàcon il titolo di caposquadra delle miniere, comunicò ai suoi genitori il desiderio di entrare nella Congregazione della Missione. A Parigi fece il noviziato, emise i voti alla presenza del superiore generale, P. Antonio Fiat, e ricevette l'ordinazione sacerdotale dalle mani del vescovo di Aosta. Ha sempre avuto molto chiara la sua vocazione di missionario "ad gentes". Voleva seguire le orme degli allora beati Juan Gabriel Perboyre e Francisco Regis Clet, martiri in Cina. Durante i 18 anni di missione in Cina ha attraversato diverse stazioni missionarie dei vicariati apostolici di Tche-Ly, Settentrionale e Centrale, e più tardi nel vicariato di Chengtingfu, anch'esso affidato alla Congregazione della Missione. Furono anni di ardente zelo, di lotta senza quartiere, recandosi nei luoghi più esposti e cambiando continuamente posizione. A 46 anni, sentendosi ormai privo di forze fisiche, nel 1926 dovette tornare in Spagna.
La sua ultima destinazione fu Totana (Murcia), senza smettere di appartenere alla comunità di Fernández de la Hoz di Madrid, provincia di Aquitania (Francia). Era cappellano del collegio e dell'ospedale-asilo delle Figlie della Ca**tà, insegnante di religione e direttore dell'Associazione delle Figlie di Maria. Diffondeva lo spirito missionario e caritatevole. Aveva uno spirito sacerdotale a tutta prova, sempre al servizio delle cose di Dio, non si rifiutava mai di aiutare nella parrocchia quando gli veniva chiesto.
Verso il 25 o 26 luglio 1936, il Comitato marxista di Totana espulse P. Acosta dal collegio e dall'ospedale. Non potendo tornare a Madrid, perché la sua comunità era già p***eguitata e la casa confiscata, fu accolto nella sua casa da un parente di nome Evaristo Martínez García che lo assistette e lo difese fino all'ultimo momento. All'inizio di agosto dello stesso anno fu portato via dalla sua casa a calci e spintoni.
Rimase per qualche tempo nella prigione della città, poi lo lasciarono libero, ma solo per arrestarlo nuovamente e ripetere per strada la scena di umiliazioni e violenze. Gli ruppero gli occhiali e, non vedendo, cadde sulle scale della prigione e a terra lo picchiarono con i fucili e lo fecero rotolare a calci. Questo avvenne all'inizio di settembre. In prigione incontrò due
santi sacerdoti: D. Juan José Martínez Romero e D. Pedro José Rodríguez Cabrera. Con loro si preparò al martirio.
I tre sacerdoti furono fucilati insieme all'interno della prigione il 31 gennaio 1937.
04/02/2026
BEATO AGUSTÍN FERNÁNDEZ VÁZQUEZ
(25 gennaio, il giorno della nascita)
Nacque a San Lorenzo de El Escorial il 25 gennaio del 1895 da Josè y Dolores, fu battezzato l’1 febbraio del 1895 e si è sposato con Catalina Olabieta Sabalecu a Madrid il 18 agosto del 1936.
Di professione postino, viveva in via Virtudes, 13, 1º a destra. Agustín era quello che si definisce un uomo buono, molto stimato nel quartiere e sempre disponibile per le necessità della Basilica, così vicina alla sua abitazione. In qualità di tesoriere del consiglio di beneficenza dei Caballeros de la Milagrosa, era incaricato di distribuire ai poveri gli aiuti dell'Associazione. I p***ecutori, che avevano trovato l'elenco dei caballeros de la Milagrosa della Basilica e li cercavano per ucciderli, si servirono di queste persone bisognose di Chamberí per identificare il tesoriere. Il fatto di essere stato denunciato proprio dai poveri che aiutava personalmente con grande delicatezza aggiunge al suo martirio l'incomparabile bellezza della ca**tà cristiana, che gli valse l'appellativo di simile a Cristo, fonte e modello di ogni ca**tà, secondo l'espressione di San Vincenzo de' Paoli.
Nella dichiarazione davanti al tribunale, alla domanda del giudice sui suoi sospetti, la moglie non fece nomi né consegnò le liste degli assistiti. In questa semplice dichiarazione di una donna indifesa, non possiamo che ammirare la categoria spirituale dei membri dell'Associazione della Vergine Miracolosa in momenti molto difficili per la Chiesa.
Fu arrestato nella sua abitazione il 17 agosto 1936, alle 7 del mattino, dalle forze d'assalto, dalla polizia e da 8 miliziani della checa denominata Circolo Socialista del Nord, con sede nel convento delle Schiave del Sacro Cuore, in Martínez Campos, 8, a pochi metri dalla sua abitazione. Catalina, sua moglie, si recò immediatamente alla checa, ma le negarono che suo marito fosse lì. Tornò il giorno dopo e allora uno dei miliziani le fece sapere che nel locale non c'era nessun prigioniero, poiché i quattro che erano stati arrestati erano stati portati alla Direzione Generale della Sicurezza. Si recò immediatamente nel luogo indicato, dichiarando che alla checa l'avevano ingannata. Continuò le sue ricerche, visitò tutte le checas, senza riuscire a ottenere notizie di suo marito. Circa otto giorni dopo trovò nella deputazione la scheda di Agustín Fernández Vázquez con l'indicazione “morto”, senza ulteriori dettagli. Secondo quanto riportato nel certificato di morte, firmato dal giudice municipale e dal segretario del distretto di Palacio, fu ucciso il giorno dopo l'arresto, il 18 agosto 1936, nella caserma della Montaña e fu sepolto nel cimitero comunale di Madrid, in una fossa comune insieme ai numerosi cadaveri di quel giorno.
Alla vedova fu impossibile identificarne i resti.
🙏 Celebramos con gratitud el aniversario de la fundación de la Congregación de la Misión.
Desde el santuario de la Virgen de la Medalla Milagrosa, damos gracias por 400 años de fidelidad al carisma de San Vicente de Paúl.
Os invitamos a seguir la página de Facebook de la Postulación General, donde podréis conocer las novedades sobre las causas de canonización y beatificación de los miembros de la Familia Vicenciana.
✨ Que nuestros santos y beatos sigan iluminando nuestro camino.
25/01/2026
Beato ROQUE CATALÁN DOMINGO
Nacque a Aldehuela (Teruel) il 24-01-1874 da Vicente e Joaquina, fu battezzato a Aldehuela il 24-01-1874. E ricevette i voti a Fuente el Saz (Madrid) il 19-02-1900 La vita e la morte di questo Fratello Paúl sono eccezionali. P***e la madre subito dopo la nascita, ma trovò una famiglia eccellente con il padre e i nonni materni.
La decisione di consacrarsi a Dio fu presa da Roque all'età di 24 anni, in seguito ad alcune missioni ad Aldehuela. Suo padre, che era un uomo giusto e molto pio, chiese anche lui di entrare come fratello Paúl, ma non fu ammesso a causa dell'età. Su consiglio del vescovo di Teruel, divenne fratello cistercense del monastero di Dueñas (Palencia) e condusse una vita religiosa edificante come quella che aveva condotto da laico. Fr. Catalán rimase sempre assegnato alla casa provinciale di Madrid. Gli ultimi 26 anni come infermiere.
Si diceva che riproducesse inconsapevolmente le scene più delicate della vita dei santi. Si distingue per la sua devozione all'Eucaristia e alla passione del Signore. Riuscì a portare nel suo paese un'immagine della Vergine Miracolosa e a farle dedicare un altare. Convinto che Dio lo volesse martire, quando in Spagna non c'era traccia di p***ecuzione religiosa, chiese di essere destinato alla Missione di Cuttack (India). Non riuscendoci, non p***e la speranza. Diceva ai suoi compagni: «Io sarò martire! Dio ci penserà!».
Domenica 19 luglio 1936, festa del santo fondatore, si recò a piedi al Cerro de los Ángeles e trascorse la giornata in preghiera e digiuno. Lo faceva ogni anno.
Martedì 22 luglio giunse alla casa centrale di Madrid una vaga notizia secondo cui i padri e i fratelli della comunità di Hortaleza erano stati arrestati dai rossi e che due di loro erano stati uccisi a colpi di pi***la, come effettivamente accadde. Di fronte a tale incertezza, il fratello Catalán chiese il permesso al superiore di recarsi a Hortaleza per vedere se poteva fare qualcosa in loro favore. Nel congedarsi disse: «Vado con la benedizione di Dio a informarmi sui nostri fratelli di Hortaleza, e determinato a confessare apertamente la mia fede se se ne presenterà l'occasione, cosa che sicuramente accadrà. Se non tornerò, non preoccupatevi per me, ma cantate un Te deum al Signore in segno di ringraziamento, perché mi avranno martirizzato e sarò in Paradiso". All'ingresso di Hortaleza, vicino a quello che allora era il convento della Sacra Famiglia, sottratto alle religiose e trasformato in centro marxista, lo fermarono, gli chiesero dove stesse andando, lui disse la verità, lo riconobbero come frate e senza alcun altro reato lo uccisero alle spalle, con un colpo preciso al cranio. Aveva 62 anni.
18/01/2026
18 gennaio, Beato Rafael, martire, il giorno della nascita
“Non piangere, mamma; voglio che tu sia contenta, perché tuo figlio è molto felice. Darò la vita per il nostro Dio. Ti aspetto in Paradiso».
Il Beato Rafael è nato a Valencia il 18 gennaio 1917 da José e María de los Ángeles e ricevette il battesimo a Valencia, nella Parrocchia di San Juan, 19 gennaio 1917.
Rafael era il più piccolo di una famiglia della classe medio-alta di Valencia, molto attenta all'educazione religiosa, morale, sociale e culturale dei propri figli. Sua madre, María Garín Martí, e i suoi fratelli maggiori saranno i suoi modelli fin da bambino. Il padre, José Lluch Meléndez, professore di matematica, morì il 24 ottobre 1918, quando lui aveva appena due anni.
Nel 1928 la famiglia si trasferì a Madrid. Nel 1931 fu fondato il ramo giovanile dell'Associazione della Medaglia Miracolosa nella Basilica della Vergine della Medaglia Miracolosa e tra i fondatori figurano i suoi fratelli Vicente e Santiago. Quest'ultimo fu un grande missionario paolino in Nord America e un ottimo musicista. Anche Rafael fece parte dell’Associazione e aiutava durante la messa nella Basilica quando celebrava P. Serra. Nel 1933 tornarono a Valencia, senza perdere i contatti con il centro mariano della Basilica della Vergine Miracolosa di Madrid. Nel 1936 Rafael era un giovane di 19 anni in ottima salute e di costituzione atletica, allegro, intelligente, molto responsabile, generoso, di morale integra, disponibile, pio e di fine sensibilità artistica. In pieno periodo di p***ecuzione religiosa portava in tasca un’immagine della Vergine dei Desamparados. Avvertito del pericolo di portare simboli religiosi, rispose: «Prima mi toglieranno la vita che mia Madre». Dalla casa del suo amico José Luis Giménez Sanchín, a La Cañada, vicino a Valencia, si sentivano le mitragliatrici che fucilavano la gente nel maneggio di Paterna. Dichiarò che se fossero venuti a prenderlo sarebbe morto gridando «Viva Cristo Re!». Ed è quello che fece.
Il 20 luglio 1936 fu arrestato suo cognato, il farmacista di Picassent (Valencia), e lui si occupò dell'attività. Gestiva la farmacia con il benestare delle autorità repubblicane, ma sotto stretto controllo. Al tramonto del 12 ottobre 1936, due miliziani e una ragazza di Alcàsser con cintura e pi***la ispezionarono la farmacia. Gli presero la bicicletta Altión che gli serviva come mezzo di trasporto e lui non protestò. Ma quando i miliziani cominciarono a bestemmiare contro la Madre di Dio e vollero strappare il quadro della Vergine che si trovava nella zona del laboratorio, Rafael disse loro di prendere quello che volevano, ma di non toccare la Vergine. Di fronte a questo atteggiamento, la miliziana disse: «E questo bel ragazzo lo lasciate qui?». Lo portarono immediatamente in prigione. Lo tennero per tre giorni nella caserma della guardia civile di Sollana, incitandolo a bestemmiare, con minacce di ritorsioni e il 15ottobre lo uccisero a Silla.
I miliziani assassini consegnarono a sua madre questo biglietto trovato nella sua tasca: «Non piangere, mamma; voglio che tu sia contenta, perché tuo figlio è molto felice. Darò la vita per il nostro Dio. Ti aspetto in Paradiso».
Ufficio della Postulazione Generale
17/01/2026
17 gennaio, il giorno della nascita, Venerabile sr. Teresa Tambelli, FdC
Maria Olga Tambelli, la futura sr. Teresa nacque a Revere in provincia di Mantova, il 17 gennaio 1884 da un parto gemellare, la sesta di sette figli dell’Avvocato Giulio Tambelli e Rosa Laina, a 13 anni divenne orfana di entrambi genitori. Ultimò le scuole medie nel collegio delle Figlie della Croce a Parma e compiuti i 18 anni, entrò tra le Figlie della Ca**tà di Torino. Terminato il postulandato e il noviziato, il 12 settembre 1904 fu destinata a lavorare presso l’asilo di Casale Monferrato. A 23 anni ossia nel 1907 si recò in Sardegna a Cagliari, presso l’asilo della Marina, dove nel 1914 arrivò la beata Giuseppina Nicoli in veste di superiora, la quale trovò nella giovane serva di Dio una corrispondenza nelle esigenze del carisma vincenziano e alle aspirazioni alla perfezione.
Dedita alla scuola, seguendo gli esempi della beata Giuseppina, suor Teresa lavorò nel circolo di Azione Cattolica femminile, ma soprattutto lavorò su sé stessa approfondendo la sua vita spirituale, cercando di morire a sé stessa e servire Gesù nel prossimo. Alla morte di Suor Giuseppina Nicoli, avvenuta il 31 dicembre del 1924, ne proseguì l’opera e le succedette come superiora della Casa, non solo adeguando alle nuove norme la Scuola, l’Asilo e i Laboratori, ma aprendo, nel 1941, la scuola Media parificata e le Magistrali legalmente riconosciuti. Organizzò diverse forme di aiuto ai poveri e ai profughi della guerra, sempre secondo lo spirito Vincenziano, corroborata dal motto di San Vincenzo de’ Paoli: “Caritas Christi urget nos”. Sempre nutrì una grande stima per i sacerdoti e favoriva le vocazioni ecclesiastiche, aiutando economicamente i seminaristi e le loro famiglie. Purtroppo, come la Beata Giuseppina Nicoli, anch’essa fu vittima delle ingiuste decisioni delle Autorità civili di Cagliari e venne rimossa per 9 mesi dal suo incarico di direttrice dell’Asilo Marina. Compiuti gli 80 anni si ammala di influenza, e la domenica 27 febbraio del 1964 dopo avere assistito alla Santa Messa, rientrata nel suo letto, chiude gli occhi a questo mondo. Il giorno dei suoi funerali, videro la partecipazione di tanta gente, accorsa per renderle omaggio.
Dal 6 novembre 2016 al 17 novembre 2019 si è celebrata l’Inchiesta diocesana presso la Curia ecclesiastica di Cagliari. Su sollecitazione del Dicastero per le Cause dei Santi nel 2020 è stata istruita una inchiesta suppletiva. Con il Decreto del 3 febbraio 2021 è stata ha riconosciuta la validità giuridica. È stata quindi realizzata la Positio, e sottoposta all’esame dei Consultori Teologi. Si è poi discusso, secondo le norme consuete, se la Serva di Dio abbia esercitato le virtù cristiane in grado eroico. I Consultori Teologi hanno espresso il loro voto favorevole. I Padri Cardinali e Vescovi, nel corso della Sessione Ordinaria, hanno riconosciuto che la Serva di Dio ha esercitato eroicamente le virtù teologali, cardinali ed annesse. È stata dichiarata venerabile il 20 giugno 2025.
Ufficio della Postulazione Generale
16/01/2026
16 GENNAIO, il giorno della nascita di S.B. Stéphanos II Ghattas, C.M.
“Ho cercato con tutte le mie forze di amare e servire tutti, senza distinzioni: vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose e fedeli” è quanto afferma nel suo testamento il defunto Patriarca emerito di Alessandria dei Copti, Sua Beatitudine Stéphanos II Ghattas
Vita di S.B. Stéphanos II Ghattas, C.M.
S.B. Stéphanos II (Andraos) Ghattas, C.M., nacque il 16 gennaio 1920 a Cheikh-Zein-el-Dine vicino a Tahta, nell’allora Eparchia di Luxor. Dopo gli studi presso il Seminario S. Leone Magno e successivamente presso i Padri Gesuiti, passò al Pontificio Collegio Urbano di Propaganda Fide, dove conseguì la licenza in Filosofia e Teologia. Fu ordinato sacerdote a Roma il 25 marzo 1944.
Rientrato in patria, insegnò al Seminario di Tahta, ed è poi entrato nel Noviziato della Congregazione della Missione (Lazzaristi) a Parigi il 2 ottobre 1952, emettendo i voti temporanei il 17 ottobre 1954 e quelli perpetui il 17 ottobre 1957.
Fu destinato a Beirut, dove ricoprì varie mansioni, tra le quali quella di Direttore del Seminario dei Padri Lazzaristi. Nel 1960 fu trasferito ad Alessandria d'Egitto e nel 1966 fu nominato Superiore di quella casa religiosa.
L’8 maggio 1967, il Sinodo Copto lo elesse Vescovo di Luxor e il 9 giugno successivo ricevette l'ordinazione episcopale. Egli si dimostrò subito pastore buono e zelante, particolarmente attento ai problemi del clero e dei fedeli.
Designato Segretario del Sinodo Patriarcale Copto Cattolico, ebbe modo di seguire da vicino i problemi dell'intero Patriarcato, finché il 24 febbraio 1984 il Santo Padre, considerata l'età e lo stato di salute di S.B. il Card. Stéphanos I Sidarouss, Patriarca di Alessandria dei Copti, nominò Mons. Ghattas Amministratore Apostolico "sede plena" del Patriarcato.
Resasi vacante la sede patriarcale per le dimissioni presentate dal Cardinale Sidarouss il 18 aprile 1986, Mons. Ghattas fu nominato dal Santo Padre Amministratore Apostolico "sede vacante". Egli convocò il Sinodo Patriarcale il 9 giugno 1986: i Vescovi Copti Cattolici, riuniti nella residenza patriarcale di Pont-de-Koubbeh, elessero canonicamente Mons. Andraos Ghattas. Il Prelato, in segno di deferenza verso il suo Predecessore, assunse il nome di Stéphanos II. Il 23 giugno 1986, il nuovo Patriarca ricevette da Giovanni Paolo II la “Comunio Ecclesiastica”.
Nel giugno del 1997, il Patriarca guidò la visita «ad limina» della gerarchia cattolica d'Egitto e, rivolgendosi al Santo Padre, riaffermò la fedeltà e la devozione della Chiesa cattolica di Egitto verso il Successore di Pietro, «messaggero della pace universale e del dialogo fraterno».
Nel corso dello storico pellegrinaggio di Giovanni Paolo II al Monte Sinai, dal 24 al 26 febbraio 2000, accolse il Santo Padre, accompagnandone “i passi oranti e silenti” sulle orme di Mosè. Il Patriarca guidò anche il pellegrinaggio dell’anno giubilare, culminato nella Divina Liturgia in rito copto-alessandrino celebrata il 14 agosto del 2000 nella Basilica di Santa Maria Maggiore. Il 18 agosto successivo, accompagnò i pellegrini del patriarcato di Alessandria dei Copti a Castel Gandolfo per esprimere al Papa un affettuoso e corale «grazie giubilare» nella grata memoria della visita compiuta nel febbraio precedente.
S.B. Ghattas, oltre che Capo del Sinodo della Chiesa Copta Cattolica, fu Presidente dell'assemblea della Gerarchia Cattolica d'Egitto. Giovanni Paolo II lo creò Cardinale il 21 febbraio 2001. Il Sinodo dei Vescovi della Chiesa Copta Cattolica riunitosi dal 27 al 30 marzo 2006, ne accettò la rinuncia all’ufficio patriarcale presentata per ragioni di età e salute.
Sua Beatitudine Stéphanos II Ghattas. Si è spento il 20 gennaio 2009 al Cairo, a 89 anni appena compiuti.
L’inizio del Processo di Beatificazione del Patriarca Cardinale Stéphanos II inizierà appena possibile in Alessandria d’Egitto, ad opera del Patriarca Sua Beatitudine Ibrahin Isaac dei Copti cattolici. Il 14 Novembre 2025 la Postulazione ha inviato una lettera al Patriarca scrivendo alcuni suggerimenti su come iniziare formalmente tale inchiesta.
Ufficio della Postulazione Generale - CM
13/01/2026
Beato VICTORIANO REGUERO VELASCO, C.M.
(13 gennaio, il giorno della nascita)
Victoriano Reguero Velasco, martire della guerra civile sp****la, nacque il 13 gennaio 1902 a Valladolid, Spagna, e fu battezzato il 19 gennaio dello stesso anno nella parrocchia di San Nicolás della sua città natale. Entrò nella vita religiosa emettendo i voti a Madrid il 10 settembre 1920 e, sempre a Madrid, fu ordinato sacerdote il 15 maggio 1927. Due vescovi che lo accompagnarono nel suo cammino verso il sacerdozio furono anch'essi vittime della p***ecuzione religiosa del 1936 e beatificati a Roma il 28 ottobre 2007: il beato Narciso Esténaga y Echevarría, vescovo di Ciudad Real, che lo ordinò diacono nella Basilica della Miracolosa, e il beato Cruz Laplana y Laguna, vescovo di Cuenca, che presiedette la sua ordinazione nei ministeri minori a Cuenca e quella sacerdotale a Madrid.
Padre Victoriano prestò servizio in diverse destinazioni: Guadalajara, Teruel e Madrid, dove fu anche insegnante di letteratura e latino per i giovani studenti della sua Congregazione. Era un missionario colto, devoto e dotato di un'eloquenza naturale, apprezzato dai suoi compagni. Tuttavia, all'età di 34 anni, la sua salute era fragile, e dovette sopportare con pazienza le sofferenze della malattia e, successivamente, della prigionia.
Nel luglio 1936, mentre risiedeva nella casa provinciale, fu costretto, insieme alla sua comunità, a cercare rifugio in varie pensioni. Il 7 ottobre 1936, alle sei del mattino, venne arrestato da poliziotti e miliziani presso la pensione al numero 6 di via Tudescos, a Madrid, insieme a Padre Elías Fuente, Padre Ignacio Martín e tre Figlie della Ca**tà che si erano rifugiate nello stesso luogo. Tutti furono condotti alla Direzione Generale della Sicurezza.
Due giorni dopo, le suore vennero trasferite al carcere di Quiñones, mentre i sacerdoti finirono nel famigerato carcere Modelo.
L'ingresso al carcere Modelo fu spaventoso: era notte fonda e i miliziani, armati e con una stella rossa sulla fronte, dominavano la struttura. Padre Victoriano, insieme a sei altri prigionieri — tre domenicani e tre confratelli della Congregazione dei Paolisti — dormiva nella cella 454 della terza galleria.
Il 7 novembre 1936, il suo nome apparve nella lista dei prigionieri destinati alla "saca", una delle esecuzioni sommarie che avvenivano quotidianamente. I suoi compagni cercarono di confortarlo, ma tutto accadde molto in fretta. Un miliziano lo svegliò dicendogli di indossare il suo apparecchio ortopedico, chiamato con scherno "albarda". Padre Victoriano chiese subito di confessarsi con Padre Elías, e dopo l'ultima benedizione dei suoi compagni, fu portato via dai miliziani.
Padre Victoriano Reguero venne fucilato a Paracuellos del Jarama il 7 novembre 1936, insieme a molti altri prigionieri. La sua beatificazione è stata celebrata a Madrid l'11 novembre 2017, riconoscendo il suo martirio e la sua testimonianza di fede.
12/01/2026
11 GENNAIO, Serva di Dio - Leopoldina Brandis
“…sia fatta, sia glorificata oltre ogni realtà e lodata la più giusta, la più alta e la più amabile Volontà di Dio in tutte le cose… piccole attenzioni che dedichiamo a Dio sono per noi una grande benedizione. Sono espressioni di una tenera e a Dio molto amabile infanzia dei nostri cuori…” (dalla lettera alle suore del seminario, 1866)
Madre Josepha è nata il 27 novembre 1815 a Graz. Nel 1837, guidata dal vescovo della diocesi, è entrata tra le Suore della Ca**tà di San Vincenzo de’ Paoli a Monaco di Baviera.
Nel 1841 le suore sono tornate a Graz per iniziare il servizio dei malati presso l’ospedale della città.
Nel 1843, Sr. Léopoldine è diventata superiora delle Suore della Ca**tà a Graz. Molte giovani donne hanno chiesto di unirsi a questa nuova comunità che serviva i malati.
Il suo desiderio di vivere secondo le regole originali di San Vincenzo della Compagnia delle Figlie della Ca**tà è stato esaudito nel 1850/1851. Il gruppo di suore, che già contava circa 80 membri, si è unito alla Compagnia delle Figlie della Ca**tà e Sr. Léopoldine è stata nominata Visitatrice della Provincia austriaca.
Sr. Léopoldine si è impegnata nel servizio dei poveri per tutta la vita. I servizi si moltiplicavano così come le difficoltà. In risposta alla impossibilità di prendersi cura dei malati nelle loro case, ha fondato una specie di associazione di giovani donne per questo servizio. Questo è diventato l’inizio della fondazione delle Suore di Maria della Medaglia Miracolosa, riconosciuta come congregazione nel 1925.
Al momento della sua morte, la provincia aveva circa 2700 suore e 210 case. E’ sepolta nella cripta della Casa Provinciale.
Sr. Léopoldine rimane un fulgido esempio di fedeltà, obbedienza e ca**tà. E’ in corso la fase diocesana sulle Virtù e la fama di Santità della Serva di Dio
07/01/2026
7 GENNAIO
BEATA LINDALVA JUSTO DE OLIVEIRA, FdC
A qualcuno che le chiedeva il segreto di tanta allegria, un giorno la beata Lindalva rispondeva: "Il cuore è mio e può soffrire, ma il volto appartiene agli altri, e deve essere sorridente".
Lindalva Justo de Oliveira nacque il 20 ottobre 1953 in Sitio Malhada de Arieira, Açu, in Brasile. Fin dall'infanzia nutrì un particolare amore per i poveri. Come Figlia della Ca**tà di san Vincenzo de Paoli, servì soprattutto i poveri e gli anziani nella Casa di Riposo di Salvador de Bahia. Fu di grande esempio nel lavoro, nell'impegno e nel favorire lo spirito di comunione con tutti, particolarmente con le sorelle. Fu costante fino alla morte nel difendere la sua verginità dalle molestie di un ricoverato e per sua mano morì coronata del dono del martirio, il 9 aprile, Venerdì Santo, del 1993.
È stata beatificata a Salvador de Bahia (Brasile) il 2 dicembre 2007. Nel 2025, dopo un viaggio del Postulatore Generale a Salvador de Bahia, è stato presentato al Dicastero delle Cause dei Santi, un presunto Miracolo, che se ritenuto tale, porterà la Beata Lindalva alla Canonizzazione.
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