Aiuto alla Chiesa che Soffre
Fondazione di diritto pontificio
Dal 1947 al fianco dei cristiani perseguitati con 5.000 progetti l'anno, in oltre 135 Paesi.
Dalla Guinea, un grazie davvero speciale!
Suor Agnès Coline, delle Piccole Sorelle di Nostra Signora della Guinea, ha inviato un messaggio di gratitudine a tutti i benefattori di ACS ❤️
Le Piccole Sorelle operano soprattutto nelle zone rurali, spesso con risorse molto limitate. Una particolare attenzione è rivolta alle donne, attraverso progetti di istruzione e formazione, collegi femminili, assistenza sanitaria e sostegno alle vittime di abusi.
Grazie a tutti voi perché siete parte di questa missione di speranza!
22/05/2026
🇱🇧 In Libano, crisi economica e guerra stanno colpendo duramente soprattutto i giovani.
Mons. Hanna Rahme, arcivescovo di Baalbek-Deir El-Ahmar, racconta una realtà segnata da disperazione, instabilità e mancanza di futuro. Molti giovani libanesi, in particolare gli sfollati, non riescono nemmeno a immaginare di sposarsi, diventare indipendenti o costruire la propria vita nel Paese. In questo contesto, la droga diventa spesso una via di fuga facile e ricorrente.
Per questo la Chiesa continua a restare accanto alle nuove generazioni.
Grazie al sostegno di Aiuto alla Chiesa che Soffre, vengono organizzati campi estivi per giovani provenienti da tutto il Libano e anche dalla Siria. «Nei campi cerchiamo di offrire loro senso e speranza», spiega mons. Rahme, arcivescovo di Baalbek-Deir El-Ahmar. «Non è un compito facile, ma speriamo di incoraggiarli a rimanere nel Paese».
ACS sostiene anche la formazione dei Monaci di Beit Maroun, Servi del Cedro del Libano, una giovane congregazione nata nel 2019, il cui carisma è fortemente legato all’evangelizzazione. Oggi 15 fratelli stanno studiando e presto anche cinque novizi inizieranno il loro percorso formativo.
In un Libano ferito dalla guerra, la Chiesa continua ad aprire le porte, accogliere gli sfollati e testimoniare che la pace e la convivenza sono ancora possibili.
🙏 Aiutaci a sostenere la Chiesa in Libano >>> https://acs-italia.org/progetti/libano-sostieni-i-cristiani-sfollati/
Il sostegno all’Ucraina non si è mai fermato: negli ultimi 4 anni ACS ha accompagnato sacerdoti, religiosi e fedeli assicurando sostegno pastorale e aiuti materiali alle comunità più provate. Sono stati approvati e finanziati 1.256 progetti, tra cui 234 iniziative per la celebrazione di Messe secondo le intenzioni dei benefattori, per un totale di oltre 30,35 milioni di euro.
Questo è stato possibile grazie al supporto di tutti coloro che sostengono la missione di ACS: le parole di Suor Tetiana, oggi, sono tutte per voi!
20/05/2026
«Non ci sentiamo isolati, ci sentiamo abbandonati». Sono le parole di don Floribert Bashimb, vicario generale della diocesi di Bukavu, nell’est della Repubblica Democratica del Congo. La popolazione vive nella paura e nell’incertezza. Il gruppo ribelle M23, sostenuto dal Ruanda, controlla le miniere, ha fermato molte attività rurali e, in diverse zone, le famiglie sono costrette a lasciare le proprie case.
Anche la missione della Chiesa è profondamente colpita: molte parrocchie stanno perdendo fedeli, ma i sacerdoti restano accanto alla popolazione.
«Se ce ne andiamo, non sappiamo chi arriverà: occuperanno le nostre terre e le nostre case», racconta don Floribert.
In questo contesto drammatico, la presenza della Chiesa è un segno concreto di speranza: «Quando la gente sente le campane della chiesa, sa che nel villaggio c’è vita».
ACS continua a sostenere la Chiesa nella Repubblica Democratica del Congo, Paese prioritario per la nostra Fondazione. Nel 2025 abbiamo finanziato 258 progetti in tutto il Paese, soprattutto per la costruzione e il restauro di edifici religiosi, la formazione dei seminaristi e il sostegno ai sacerdoti e alle religiose.
🙏 Aiutaci a restare accanto a chi non vuole abbandonare il proprio popolo >>> https://sostieni.acs-italia.org/
19/05/2026
«Cuba sta soffrendo», afferma mons. Arturo González Amador, vescovo di Santa Clara e presidente della Conferenza episcopale cubana.
«Questo è il momento più triste e più difficile che io ricordi nella storia del mio popolo. Tutto è una lotta per sopravvivere. Il presente è insicuro e il futuro è completamente sconosciuto».
La crisi riguarda tutti gli ambiti della vita quotidiana. «Ogni giorno che passa avvertiamo che vivere diventa più difficile, soprattutto per i poveri, gli anziani che vivono soli, i pensionati e le madri sole». Coloro che operano nelle parrocchie si confrontano ogni giorno con questa disperazione.
«Ci sono persone che vengono da noi e ci dicono di non mangiare da giorni e di non sapere a chi rivolgersi per ricevere aiuto. Il cibo non può essere conservato a causa della mancanza di elettricità e recentemente abbiamo visto persone accasciarsi durante le celebrazioni perché non avevano mangiato. Chiunque sia in grado di andarsene lo sta facendo. Ci stiamo ritrovando con un Paese di anziani senza risorse e con pensioni minime»
In questa situazione disperata, religiosi, sacerdoti e laici cattolici lavorano continuamente insieme per aiutare coloro che soffrono di più. «Il compito della Chiesa è mantenere vivo lo spirito e portare speranza dove non ce n’è, ascoltare e accompagnare», afferma mons. González.
Molti fedeli stanno dando vita a «iniziative per aiutare coloro che si trovano in situazioni di maggiore bisogno.
Tra queste, piccole mense e la consegna di cibo a persone con disabilità o costrette a letto. Riescono a ricavare cibo e risorse dal nulla».
«La gente se ne accorge e vede che la Chiesa condivide ciò che ha. Questo - prosegue il vescovo - mostra ciò che la Provvidenza di Dio e la ca**tà cristiana possono realizzare. Non possiamo risolvere tutto, ma ogni aiuto conta».
Non dimentichiamo i fratelli cubani!
“Ti avevo detto di chiudere la chiesa. Perché non l’hai chiusa?”
Padre Ragheed rispose: “Come posso chiudere la casa di Dio?!”
Poi i miliziani lo fecero scendere dall’auto insieme a tre diaconi. C’era anche una donna con loro, la signora Baian. Nel caos di quegli istanti, padre Ragheed si voltò verso di lei e le fece cenno di andare via, di correre.
È stato il suo ultimo gesto: i colpi lo hanno raggiunto proprio mentre cercava di salvare qualcun altro.
Nel ricordo di Rami resta viva la testimonianza della fede che non si è spenta davanti all’odio. Continuiamo a sostenere i fratelli cristiani in Iraq!
La vita dei fratelli cristiani in Iraq raccontata da Rami.
Dietro la forza della comunità, la solidarietà e la fede, il quadro resta preoccupante: l’ISIS è stato battuto militarmente, ma la sua ideologia non è stata estirpata.
Non dimentichiamo la lezione di perseveranza e resilienza di questa comunità cristiana!
10/05/2026
La Festa della Mamma è un momento prezioso per dire grazie a chi, con amore paziente e discreto, custodisce la vita ogni giorno.
Per chi lo desidera, tra i modi più semplici e profondi per dire “grazie” c’è quello di affidare la propria mamma al Signore nella celebrazione di una santa Messa: un gesto discreto, ma ricco di significato, che custodisce e restituisce l’amore ricevuto.
Oggi vogliamo abbracciare tutte le mamme, quelle felicemente accanto a noi, quelle tornate alla casa del Padre, quelle che vivono in Paesi in cui la persecuzione soffoca la vita dei loro figli.
In questo giorno di festa e gratitudine, ogni ricordo e ogni gesto d'affetto può diventare una carezza che arriva lontano, portando conforto e speranza a chi ne ha più bisogno.
Ogni intenzione di preghiera affidata attraverso una santa Messa diventerà anche un sostegno concreto per i sacerdoti che operano nelle terre segnate dalla persecuzione o dalla povertà: saranno loro ad affidare a Dio la tua preghiera per la tua mamma, per la tua famiglia, o per chi ami, e, grazie a questo gesto, potranno continuare il loro servizio pastorale tra comunità che hanno grande bisogno di speranza.
DONA UNA MESSA PER LA FESTA DELLA MAMMA >>> https://richiedi-ss-messe.acs-italia.org/
Auguri sinceri da Aiuto alla Chiesa che Soffre a tutte le mamme!
05/05/2026
Il tuo 5x1000 quest'anno può diffondere speranza e conforto.
In tutto il mondo milioni di cristiani sono perseguitati a causa della loro fede: dal 1947 li sosteniamo e proteggiamo con migliaia di iniziative annuali affinché non siano soli.
✍️Inserisci il codice fiscale di Aiuto alla Chiesa che Soffre ETS nella tua dichiarazione dei redditi.
Insieme, trasformiamo una firma in migliaia di progetti concreti.
04/05/2026
Il 30 aprile, a Meza, nel nord del Mozambico, un gruppo di insorti jihadisti ha ridotto in macerie la parrocchia di San Luigi di Montfort, attiva dal 1946. La parrocchia era un punto di riferimento essenziale per la comunità cattolica locale.
La chiesa, gli uffici e la residenza dei missionari sono stati dati alle fiamme, mentre l’asilo è stato vandalizzato. La popolazione è sotto shock.
Le informazioni ci arrivano dalle fonti locali: «È stata una scena di terrore [...] I civili sono stati catturati e costretti a guardare e ascoltare discorsi di odio», ci scrive il vescovo di Pemba, mons. António Juliasse.
Da anni siamo al fianco della Chiesa a Cabo Delgado, una regione segnata da un conflitto che ha causato migliaia di morti e oltre un milione di sfollati. Sempre più spesso, a essere colpite sono anche le comunità cristiane.
Continuiamo a tenere alta l'attenzione e sostenere la Chiesa in Mozambico, duramente colpita da questa drammatica crisi, attraverso aiuti umanitari, supporto psicosociale e progetti di ricostruzione delle infrastrutture.
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Rome
00153
Orario di apertura
| Lunedì | 08:00 - 13:00 |
| 13:30 - 17:00 | |
| Martedì | 08:00 - 13:00 |
| 13:30 - 17:00 | |
| Mercoledì | 08:00 - 13:00 |
| 13:30 - 17:00 | |
| Giovedì | 08:00 - 13:00 |
| 13:30 - 17:00 | |
| Venerdì | 08:00 - 14:00 |