Biovitae

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Biovitae® is the LED technology that kills viruses, bacteria and fungi, protecting from infections. Antibacterial resistance is a worldwide emergency.

Coming from bacterial strains that challenge the effectiveness of the therapeutic response to infections, it has reached alarming levels. BIOVITAE ® (patents pending) is a technology that implements a NO-UV light bulb which has proved to be effective in the fight against antibacterial resistance, by both reducing the microbial load and preventing its development in all places where it is installed, offering protection to everybody from contracting infectious diseases.

17/06/2026

La stanchezza dopo l’ufficio non è sempre colpa del lavoro. 🧠
A volte è colpa dell’edificio.

Esiste una sindrome — riconosciuta dall’OMS — che si chiama Sick Building Syndrome.
E i sintomi li conosci bene:

😮‍💨 Stanchezza inspiegabile
🤯 Difficoltà a concentrarsi
😤 Irritabilità dopo poche ore alla scrivania
🤧 Mal di testa ricorrenti in ufficio (che spariscono nel weekend)

Cosa c’è dietro?

→ Aria con alta carica microbica e scarso ricambio
→ Luce artificiale che non rispetta il ritmo circadiano
→ Zero esposizione solare — soprattutto d’inverno

Tutto questo, ogni giorno, per 8 ore.

Biovitae risolve il problema alla radice:

🔬 Sanificazione continua → aria e superfici più pulite, sempre
☀️ Luce a spettro completo → progettata per compensare inverni lunghi e giornate corte
⚡ Vigilanza e benessere → supporta la produttività e la salute mentale dove la luce naturale manca

Il tuo ufficio dovrebbe darti energia.
Non toglierla.

💬 Quanti di voi si sentono più stanchi il lunedì sera che il venerdì mattina?
Rispondete nei commenti 👇



fonti:
Nature Mental Health — Light exposure and mental health → https://www.nature.com/articles/s44220-023-00144-7
MSU — Daylighting, mood and productivity → https://d.lib.msu.edu/etd/51813

Photos from Biovitae's post 15/06/2026

Vuoi un frigorifero a prova di sprechi?

La prima cosa da sapere è che tutto dipende da dove posizioni ciò che ci metti dentro.

Mi spiego meglio: il frigo non è tutto uguale. Ogni zona ha una temperatura diversa e ogni alimento ha la sua zona giusta.

Pensa che 🌡️ La differenza tra lo sportello e il fondo può essere fino a 5°C!

Questo ci fa facilmente intuire che non potremo mai riporre l’insalata in busta appena comprata accanto alla carne da cuocere o dagli avanzi di pasta della cena.

E quindi ecco in questo carosello una serie di consigli da mettere in pratica per la prossima spesa.

👇 Salva questo post e mandalo a chi METTE ANCORA LE UOVA NELLO SPORTELLO!

28/05/2026

In estate, quattro alimenti che consumiamo quasi ogni giorno diventano molto più rischiosi di quanto pensiamo.Lo spiega il Dr. Huang Xuan, specialista in gastroenterologia al Linkou Chang Gung Memorial Hospital di Taiwan, citando studi pubblicati su riviste scientifiche peer-reviewed.

Il riso avanzato lasciato a temperatura ambiente può sviluppare colonie di Bacillus cereus oltre la soglia di sicurezza (10⁵ CFU/ml) in sole due ore a 35°C. Le tossine che produce sono così resistenti al calore da sopravvivere anche a 126°C per 90 minuti, il che significa che riscaldare il riso non le elimina.

Le salse e i condimenti vengono spesso lasciati sul bancone della cucina. Uno studio sul Journal of Food Quality and Hazards Control ha rilevato crescita batterica dopo sei settimane a temperatura ambiente. Alla decima settimana i livelli superavano la soglia di sicurezza, ma gusto e odore erano ancora perfettamente normali.

I cubetti di ghiaccio al bar sono un vettore sottovalutato. Uno studio del 2017 sul Journal of Water and Health ha trovato alti livelli di batteri, incluso E. coli, nel ghiaccio di molti esercizi commerciali, per via di macchinari e utensili non igienizzati correttamente.

La frutta pre-tagliata esposta a temperatura ambiente è un terreno fertile. Uno studio su Foodborne Pathogens and Disease ha dimostrato che Salmonella ed E. coli in frutta pre-tagliata conservata a 25°C aumentano quattro volte nell'arco di 24 ore.

Il punto comune a tutti e quattro è lo stesso: la contaminazione non si vede, non si sente, non si odora. Si accumula silenziosamente, accelerata dal calore estivo.

26/05/2026

Riempi la tua bottiglia d'acqua ogni mattina, la porti in palestra, la lasci sulla scrivania, la riempi di nuovo. A fine giornata la sciacqui velocemente sotto il rubinetto e il giorno dopo ricomincia tutto da capo. Sembra abbastanza pulita, no?

Secondo la Dr. Suzanne Wylie, medico e consulente per IQdoctor, quel risciacquo veloce non basta. Le bottiglie riutilizzabili diventano rapidamente un terreno fertile per i batteri, soprattutto quando le condizioni sono perfette: caldo, umidità, chiuse per ore in borsa o in macchina.

Ogni volta che bevi, introduci saliva e batteri nella bottiglia. E se la bottiglia rimane chiusa, umida e al caldo, quei batteri trovano l'ambiente ideale per moltiplicarsi. Le zone più contaminate? Proprio quelle che tocchi di più, come il bordo e il tappo, e sono anche quelle che laviamo di meno.

Per la maggior parte di noi, il rischio è basso. Ma per bambini, donne in gravidanza, anziani o chi ha un sistema immunitario compromesso, la situazione può diventare più seria.

22/05/2026

Lavare il pollo prima della cottura sembra una pratica più igienica. In realtà, secondo Antonella Maugliani dell’Istituto Superiore di Sanità, può aumentare il rischio di contaminazione in cucina.

La causa? Gli schizzi d’acqua. Durante il lavaggio, batteri come Salmonella e Campylobacter possono diffondersi facilmente su lavandino, superfici, utensili e spugne.

La cottura, infatti, è già sufficiente per rendere sicura la carne. Il lavaggio invece non elimina i microrganismi presenti sul pollo crudo. E lo stesso discorso vale per le uova, che non andrebbero lavate. L’indicazione dell’esperta è di conservarle nel loro contenitore originale, separate dagli alimenti pronti al consumo, per ridurre il rischio di contaminazione crociata.

È un problema legato alle superfici e alla diffusione invisibile dei batteri: spesso il rischio non è l’alimento stesso, ma tutto ciò che entra in contatto con lui durante la preparazione.

19/05/2026

Il dispenser d'acqua del tuo ufficio contiene più batteri dell'acqua del rubinetto. Anche se dotato di filtro.

Uno studio pubblicato su AIMS Microbiology ha revisionato 70 ricerche sull'acqua e ha rilevato che i livelli batterici nei dispenser superano spesso le soglie raccomandate. Il problema principale risiede nelle superfici interne come tubi di plastica, componenti, soprattutto le bocchette, che risultano 100 volte più contaminate rispetto ad altre parti del dispenser.

Il motivo? I biofilm. Comunità batteriche che si proteggono con un rivestimento viscido, rendendole resistenti alla pulizia. E quando l'acqua ristagna per lunghi periodi, i batteri possono crescere indisturbati. Anche dopo una disinfezione, le popolazioni batteriche si riformano nel giro di pochi giorni.

È un problema strutturale: le condizioni ideali per la proliferazione microbica sono già lì, integrate nel sistema.

14/05/2026

Pensi che il bagno sia il posto più contaminato di casa? Ripensaci.

Uno studio della NSF International ha testato 30 superfici domestiche in 22 famiglie, cercando coliform bacteria, il gruppo che include Salmonella ed E. coli. Il 45% dei lavelli da cucina era contaminato. Solo il 9% dei rubinetti del bagno.
Ma c'è di più. Il Dipartimento dell'Agricoltura USA ha scoperto che, dopo aver preparato una semplice colazione, il 34% dei lavelli si contaminava. E più di un quarto del melone affettato finiva per contaminarsi a sua volta, probabilmente per contatto con il lavello durante il risciacquo.

Lo scarico del lavello raccoglie batteri, muffe, grasso e residui organici. Rimane umido. Rimane caldo. E raramente viene considerato quando puliamo la cucina.
Disinfettiamo i piani di lavoro, laviamo i taglieri, ma lo scarico continua ad accumulare carica microbica proprio sotto i nostri occhi. O meglio, proprio dove non guardiamo mai.

12/05/2026

Gli asciugamani sono tra gli oggetti che usiamo di più in casa. Ma raramente li cambiamo con la frequenza necessaria.

Secondo l’igienista Carlo Signorelli, quando vengono condivisi dovrebbero essere sostituiti almeno ogni due giorni. (fanpage.it)
Il motivo è semplice: ogni utilizzo lascia sul tessuto umidità, cellule morte e microrganismi provenienti dalla pelle.
Con il passare del tempo, soprattutto in ambienti poco arieggiati come il bagno, il tessuto resta spesso umido abbastanza a lungo da favorire la proliferazione di batteri e altri microrganismi.

La situazione cambia ancora di più quando lo stesso asciugamano viene utilizzato da più persone.
Parliamo quindi di un oggetto che entra quotidianamente in contatto con mani, viso e corpo, ma che tende a essere lavato molto meno spesso di quanto consigliato.

07/05/2026

Ti è mai capitato di camminare sotto la pioggia e passare il resto della giornata con i piedi bagnati dentro le scarpe?

La sensazione di fastidio è normale ed è causata dall’umidità intrappolata nelle calzature, esattamente le condizioni in cui funghi e batteri proliferano più facilmente.

L'interno di una scarpa bagnata diventa infatti caldo, umido e poco ventilato. Un ambiente ideale per la crescita di funghi responsabili del piede d'atleta, onicomicosi (fungo dell'unghia) e altre infezioni cutanee del piede.

Non serve trascurare l'igiene personale per trovarsi in questa situazione. Basta un temporale improvviso, scarpe che non si asciugano completamente tra un utilizzo e l'altro o ambienti come spogliatoi e palestre dove l'umidità persiste.

05/05/2026

4,3 milioni di infezioni ospedaliere ogni anno. Solo in Europa. 1 ricoverato su 14 contrae un'infezione durante la degenza. 1 microrganismo su 3 è resistente agli antibiotici. Questi i dati del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), diffusi in occasione della Giornata mondiale dell'igiene delle mani del 5 maggio.

Le mani restano il veicolo principale di trasmissione di germi e agenti patogeni. Non solo negli ospedali, ma ovunque. A scuola, in ufficio, a casa, sui mezzi pubblici. Secondo la Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT), lavarle accuratamente riduce la diffusione di virus, batteri e infezioni.

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