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MICRO è: organizzazione di eventi, arte contemporanea, progetti culturali e spazio espositivo.

Concepito come “spazio in movimento” aperto alla sperimentazione, MICRO presenta mostre, performance, ed eventi che coinvolgono artisti di diversa provenienza. Nato come osservatorio sulla creatività emergente, ospita le ultime tendenze dell’arte attraverso un’accurata selezione di opere nei più diversi ambiti.

27/09/2026

PAUSA CAFFÈ ☕️ - CON LA LUCE DI CHAGALL

A settant’anni passati, Marc Chagall scoprì un nuovo modo di dipingere: non più con i colori sulla tela, ma con la luce che li attraversa. Cominciò a disegnare vetrate, e non smise più. Le sue finestre coloratissime, blu profondi e rossi accesi, illuminano ancora oggi cattedrali e sinagoghe, da Reims a Zurigo, da Gerusalemme fino al Palazzo dell’ONU a New York.

Diceva: “Una vetrata è una parete trasparente tra il mio cuore e il cuore del mondo”.
Buona domenica,..e che vi arrivi un po’ di quella luce.

Nella foto: una vetrata di Marc Chagall.

Photos from Micro's post 26/09/2026

COMPLEANNI ILLUSTRI - 26 SETTEMBRE - LEWIS HINE (1874-1940)

Per fotografare i bambini che lavoravano nelle fabbriche, spesso doveva entrare di nascosto. Si fingeva venditore di cartoline, assicuratore, fotografo di macchinari. Poi, davanti ai piccoli operai, misurava di nascosto la loro altezza contando i bottoni del proprio gilet, per annotarne l’età vera. Lewis Hine usava la macchina fotografica come un’arma di giustizia.

Sociologo prestato alla fotografia, negli anni dieci del Novecento percorse ottantamila chilometri per documentare lo sfruttamento minorile negli Stati Uniti: bambini di otto anni chini sui telai, piccoli minatori neri di carbone. Quelle immagini scossero l’opinione pubblica e contribuirono a cambiare le leggi sul lavoro.
Diceva: “La fotografia non sa mentire, ma i bugiardi sanno fotografare”. Negli anni Trenta salì sulle travi dell’Empire State Building, sospeso nel vuoto come gli operai, per raccontarne la costruzione.

Buon compleanno, Lewis! 🖤

25/09/2026

COMPLEANNI ILLUSTRI - 25 SETTEMBRE - MARK ROTHKO (1903-1970)

Grandi rettangoli di colore sospesi uno sull’altro, dai bordi sfumati, che sembrano vibrare e respirare. Niente figure, niente storie: solo colore. Eppure davanti a un quadro di Mark Rothko molti visitatori si commuovono, alcuni scoppiano a piangere. Era esattamente quello che voleva.

Nato Markus Rothkowitz in Lettonia, emigrò bambino negli Stati Uniti. Diceva di non essere un pittore astratto e di non interessarsi ai rapporti tra colori: voleva esprimere le emozioni umane fondamentali, la tragedia, l’estasi, il destino. Chiedeva che i suoi quadri fossero appesi bassi e visti da vicino, in penombra, così da avvolgere chi guardava. “Li dipingo grandi proprio per starci dentro”, spiegava.

La sua opera più intensa è la Rothko Chapel di Houston, uno spazio di raccoglimento con quattordici tele scurissime, dove l’arte diventa quasi preghiera.

Buon compleanno, Mark.🖤

Photos from Micro's post 24/09/2026

PAUSA CAFFÈ ☕️ - CON LO SQUALO E IL TESCHIO

Uno squalo tigre di quattro metri, immerso in una vasca di formaldeide. Un teschio umano ricoperto da ottomilaseicento diamanti. Sono due delle opere più famose e discusse di Damien Hirst, l’artista che ha fatto della morte il suo tema e del clamore il suo mestiere.

Lo squalo, del 1991, venne venduto poi per dodici milioni di dollari, rendendolo uno degli artisti viventi più cari al mondo. Quanto al teschio di diamanti, il titolo, “Per amor di Dio”, nacque da una frase vera: fu l’esclamazione sconcertata di sua madre quando le raccontò che voleva coprire un cranio di pietre preziose.

Come sempre c’è chi lo considera un genio e chi solo un abilissimo venditore. Lui tira dritto, ed è tra gli artisti più ricchi di sempre.

Buona giornata.
Nella foto: Damien Hirst, For the Love of God, 2007.

23/09/2026

SI TORNA A LAVORARE

L’estate è finita e MICRO è di nuovo operativa. Stiamo già preparando qualcosa che ci sta molto a cuore: la presentazione del libro di Bruna Condoleo, “Maestri dell’800. Da Turner a Monet, da Manet a Van Gogh, da Fattori a Modì”.

Non anticipiamo nulla, ma segnatevi la data: il 3 ottobre. Sarà l’autrice stessa, Bruna Condoleo, a tenere la lezione, un viaggio tra i grandi maestri dell’Ottocento e la luce che hanno saputo catturare. Promette di essere splendida.

Vi aspettiamo 🥂

Photos from Micro's post 23/09/2026

COMPLEANNI ILLUSTRI - 23 SETTEMBRE - LOUISE NEVELSON (1899-1988)

Raccoglieva per strada quello che gli altri buttavano: gambe di sedie, cornici rotte, pezzi di cassette, scarti di legno. Li incastrava dentro grandi casse impilate come muri, e poi dipingeva tutto di un solo colore, quasi sempre nero. Nasceva così l’arte inconfondibile di Louise Nevelson.

Nata vicino a Kiev, emigrata bambina negli Stati Uniti in una famiglia di commercianti di legname, a quarantun anni prese una decisione radicale: divorziò dal marito e si dedicò solo all’arte. Il riconoscimento vero, però, arrivò lentissimo, quasi trent’anni dopo. Fu assistente di Diego Rivera, poi trovò la sua strada. “Ho iniziato a usare il nero per vedere le forme più chiaramente”, diceva. “Il nero comprende tutti i colori.”

Arrivò al successo pieno dopo i sessant’anni, con le sue pareti-totem oggi al MoMA, al Metropolitan, alla Tate. A New York una piazza porta il suo nome.

Buon compleanno, Louise!

22/09/2026

LA FRASE DI OGGI

“Ricordate: la primavera non si può cancellare.”

Marzo 2020, primi giorni di lockdown. David Hockney, ottantatré anni, era chiuso nella sua casa di campagna in Normandia. Mentre il mondo si fermava, lui prese l’iPad e disegnò quattro narcisi gialli che spuntavano da un prato ancora grigio. Poi ci scrisse sopra questa frase e la spedì agli amici e ai musei. Nel giro di ore fece il giro del pianeta.

Uno dei più grandi artisti viventi, che a ottant’anni passati disegnava col tablet, ci ricordava una cosa semplice: si possono chiudere le scuole, i teatri, i musei, ma la primavera arriva lo stesso. Hockney è morto lo scorso giugno, ma quei fiori restano.

Buona giornata!

Nella foto: David Hockney, Do Remember They Can’t Cancel the Spring, 2020.

21/09/2026

SEGNALIAMO PER VOI - KANDINSKY A ROMA

Dopo venticinque anni, Kandinsky torna a Roma. Dal 15 settembre, Palazzo Bonaparte ospita una grande retrospettiva dedicata al padre dell’astrattismo, con oltre settanta opere in arrivo dal Centre Pompidou di Parigi.

Fu Kandinsky, all’inizio del Novecento, a fare il gesto più rivoluzionario dell’arte moderna: togliere dal quadro ogni cosa riconoscibile, alberi, volti, oggetti, e lasciare solo colore, forma e linea. Era convinto che un dipinto potesse emozionare come una sinfonia, senza bisogno di raccontare nulla.

La mostra ripercorre tutta la sua parabola, da Monaco al Bauhaus fino a Parigi, e include una sezione dedicata a Gabriele Münter, sua compagna e artista centrale dell’Espressionismo tedesco.
Un’occasione rara, resa possibile dalla chiusura per restauri del museo parigino, che fino al 2030 presta i suoi capolavori in giro per il mondo. A Roma fino al 14 febbraio 2027.

Nella foto: Vassily Kandinsky, Giallo-Rosso-Blu, 1925.

20/09/2026

COMPLEANNI ILLUSTRI - 20 SETTEMBRE - DALE CHIHULY (1941)

Lo riconosci subito, con la sua benda nera sull’occhio, come un pirata gentile. Dale Chihuly ha trasformato il vetro soffiato, un mestiere antico, in sculture monumentali che sembrano coralli, fiori, creature marine, esplosioni di colore.

Studiava design quando restò folgorato da una bolla di vetro fuso. Volò a Venezia, imparò a Murano l’approccio di squadra dei maestri vetrai, e capì che il vetro poteva essere arte pura. Nel 1976 un incidente d’auto gli costò l’occhio sinistro e la percezione della profondità. Da allora non soffia più il vetro di persona: immagina, disegna, dirige una squadra di artisti, come un regista.

Le sue installazioni invadono canali, giardini botanici e musei di tutto il mondo, da Venezia a Gerusalemme, da Londra a Seattle.

Buon compleanno, Dale!

19/09/2026

PAUSA CAFFÈ ☕️ - CON IL CANE PIÙ CARO DEL MONDO

Sembra un palloncino di quelli che si annodano alle feste dei bambini, di quelli che scoppiano in due secondi. Invece è alto tre metri, pesa una tonnellata, ed è di acciaio lucidato a specchio. È il “Balloon Dog” di Jeff Koons, e uno di questi cani è stato venduto a un’asta per 58 milioni di dollari.

Koons prende gli oggetti più banali e kitsch, cagnolini gonfiabili, palloncini, ninnoli di porcellana, e li trasforma in opere da capogiro. È la solita storia: c’è chi lo considera un genio e chi un furbo che si prende gioco del mercato. Lui, intanto, è tra gli artisti viventi più pagati al mondo.

Buona giornata!

Nella foto: Jeff Koons, Balloon Dog.

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Viale Mazzini, 1
Rome
00195

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Lunedì 15:00 - 19:00
Martedì 15:00 - 19:00
Mercoledì 15:00 - 19:00
Giovedì 15:00 - 19:00
Venerdì 15:00 - 19:00

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