Enrico Rizzi

Enrico Rizzi

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Sono un attivista per i diritti degli animali. Il mio impegno affinchè chi non ha la possibilità di difendersi possa avere riconosciuti i propri diritti.

Tirocinante Giornalista/Attivista diritti animali
Iscritto Registro Influencer rilevanti AGCOM (Delibera 25/24/CONS)

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18/09/2026

Altomonte (Calabria): “se devo ammazzare, ammazzo il cane mio non il tuo”. Una cittadina assiste a continue violenze su un povero cane legato. Oggi stava tentando perfino di ammazzarlo con una motosega. La donna ha chiamato i carabinieri che sono arrivati ma il cane è tuttora lì.

18/09/2026

In partenza da Venezia per Roma. Faccio rientro a casa, giusto qualche ora.

Domattina partirò per Milano per partecipare alle ore 14:00 al corteo nazionale contro la caccia. Abbiamo il dovere di esserci. Tutti.

18/09/2026

Paternò (Catania): la cittadina che mi scrive dice di aver chiamato innumerevoli volte le autorità. Secondo voi è intervenuto qualcuno? Ve lo dico io: MAI.

18/09/2026

D**o (Savona): decine di cani dentro un immobile, alcuni disabili, altri malati, costretti a riprodursi continuamente tra loro. Cucciolate all'angolo del giardino. Il mio intervento fa scattare il sequestro penale di tutti gli animali, ma dopo qualche giorno accade l'incredibile.

Il servizio.

17/09/2026

E’ solo questione di tempo, ma presto sarà così.

17/09/2026

Ad Arzano due cani in un appartamento sommerso di rifiuti. Scatta il blitz della Polizia Locale con la Asl che non apprezza la mia presenza, scatenando la rabbia della proprietaria dei cani.

Il racconto nel servizio.

16/09/2026

Ci mancavano anche le donne.
Buonanotte che è meglio.

16/09/2026

Doveroso esserci. E ci sarò. Ringrazio il Fronte Animalista per l’invito.

Spero di vedere anche voi sabato, uniti, contro la caccia. Una pratica indegna, sub-umana, primitiva, crudele, inaccettabile nel 2026.

Prima o poi l’abolizione arriverà. Ne sono convinto.

16/09/2026

LASCIO A VOI OGNI COMMENTO.

Questo è il messaggio che ho ricevuto da un carabiniere che mi racconta di essersi rivolto prima ai propri colleghi e poi ai Carabinieri Forestali per segnalare le condizioni in cui vivrebbero due cani.

La risposta che avrebbe ricevuto dai superiori è sconcertante: «Le questioni che riguardano gli animali non sono di nostra competenza».

Naturalmente mi sto già interessando personalmente della vicenda e verificherò quanto segnalato.

Un’offesa a tutti quei bravi Carabinieri che ogni giorno rispettano e fanno rispettare le leggi, comprese quelle poste a tutela degli animali, intervenendo con professionalità e senso del dovere.

Gli animali non sono cittadini di serie B e le leggi dello Stato non diventano facoltative quando riguardano loro.

Grazie a questo carabiniere che, nonostante tutto, ha deciso di non voltarsi dall’altra parte, chiedendomi aiuto.

16/09/2026

Oggi a Roma si è tenuta una udienza del processo che mi vede imputato per diffamazione nei confronti dell’ex Presidente del Consiglio Mario Draghi. Si, avete letto bene. Mario Draghi.

La cosa che mi ha sorpreso maggiormente è che il tutto nasce da un’indagine – se così si può definire – della DIGOS di Trapani, città dove sono nato e ho vissuto fino a 5 anni fa, che ha prelevato un presunto mio intervento neppure dalla mia pagina ufficiale, ma da una infelice pagina trapanese di finta satira, il cui titolare è stato poi condannato in sede civile per i ripetuti scritti diffamatori nei miei confronti. Non si è opposto e ha pagato.

E la cosa che trovo ancora più incredibile è che, dagli atti che ho già acquisito, non risulta sia stato effettuato alcun accertamento per verificare se quell’intervento fosse realmente mio, se fosse autentico o se rientrasse invece fra le tante manipolazioni fatte ai miei danni.

Nulla.

E poiché la denuncia non è mai partita direttamente dal Presidente del Consiglio Mario Draghi, per poter procedere nei miei confronti la Digos di Trapani ha dovuto scomodare persino il Ministero della Giustizia.

Una prima riflessione mi sorge quindi spontanea: quanto posso essere diventato fastidioso per qualcuno da dover impegnare addirittura la DIGOS di un territorio certamente non proprio facile per occuparsi del “pericolosissimo” Enrico Rizzi?

Se la stessa DIGOS di Trapani utilizzasse le stesse energie e uomini nel contrasto alle corse clandestine di cavalli, ai combattimenti tra cani che ho denunciato innumerevoli volte proprio a Trapani specificando che dietro a tutto ciò vi è la criminalità organizzata, vivremmo decisamente in un mondo migliore.

Ma c’è un’altra riflessione, forse ancora più seria.

Lo Stato, al quale dovrebbe interessare anche la mia incolumità viste le gravissime minacce che ricevo anche dalla criminalità organizzata, si preoccupa adeguatamente di questo oppure trova più importante impiegare uomini, tempo e denaro pubblico per avviare procedimenti penali nei miei confronti?

Scusatemi, ma trovo indecente che le richieste di rafforzamento della mia tutela possano essere ignorate perfino su richiesta di Parlamentari della Repubblica, mentre soldi pubblici vengono spesi per portare avanti l’ennesimo processo che ritengo inutile.

E allora voglio dare una notizia a questi signori. Non avete ancora capito che io non mi fermo. Non avete capito che non posso essere zittito.

Ho affrontato tutti i processi che mi hanno riguardato a testa alta e continuerò a farlo, difendendomi nelle sedi competenti.

Concludo ricordando una riflessione del giudice Paolo Borsellino, che tornando a casa la sera, si chiedeva se avesse davvero meritato lo stipendio ricevuto per il lavoro svolto.

Ecco, forse sarebbe salutare se, ogni tanto, questa stessa domanda se la ponessero anche altri.

Alla luce di certe vicende, mi sa proprio che qualcuno dovrebbe iniziare a farlo.

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