ExitWell
La Musica per chi la fa, l'ascolta, la vive. Lo fa scegliendo accuratamente le migliori band del panorama indipendente ed emergente.
PER INFORMAZIONI SU COME E DOVE INOLTRARE IL VOSTRO MATERIALE SCRIVETE A
[email protected]
Il progetto ExitWell si pone l’obiettivo di fornire supporto alle band ed agli artisti emergenti dal punto di vista dei contenuti, degli spazi, dei servizi e della condivisione delle esperienze. Lo fa attraverso eventi live e collaborando con le migliori realtà nazionali. Lo fa promuovendo e coordinando
02/06/2026
Gustavo torna con Il coraggio di non piacere, un disco che sceglie l’imperfezione come forma di verità.
Dieci brani costruiti attorno alla fine di un ciclo emotivo e artistico: relazioni finite, rabbia, disillusione, bisogno di appartenenza, ricerca di equilibrio. La scrittura resta diretta, quasi scoperta, con una voce che preferisce esporsi invece di levigarsi.
Tra arrangiamenti acustici, rock e pop, Gustavo firma un album ruvido e personale, dove Vi odio tutti usa provocazione e ironia per colpire l’ipocrisia sociale, mentre Una bella giornata apre il lato più malinconico del progetto.
Il coraggio di non piacere suona come una presa di posizione: smettere di addomesticarsi, accettare le crepe e trasformare la fragilità in materia viva.
Articolo completo LINK IN BIO!
Recensione di
31/05/2026
Gli Shiny Dust vengono dalla Lucania e hanno scelto di far parlare la polvere.
Con Hanbleceya trasformano i calanchi in materia rock: argilla, deserti interiori, psichedelia, stoner, Alternative Rock, tensione fisica. Lo chiamano Calank Rock, con una provocazione quasi giocosa e una radice precisa: quella terra aspra, fragile, bellissima, piena di vuoti che chiedono ascolto.
Il disco, uscito per Soundinside Records, prende il nome da un rito dei nativi americani: “piangere per una visione”. Da lì nasce un lavoro che attraversa isolamento, alienazione, dignità diventata merce, cultura dell’apparenza, disperazione religiosa.
Alla fine resta una frase, brutale e chiarissima:
“Ca # # #, il rock non è morto”.
Intervista completa LINK IN BIO!
Intervista di
30/05/2026
I Dimensione Brama chiamano il loro disco Teatral Politik e il titolo dice già parecchio.
Dentro c’è la politica quando diventa spettacolo, il teatro quando torna corpo, la musica quando smette di decorare il presente e prova a disturbargli il sonno.
Claudio Molinari e Nicola Pecora raccontano un esordio nato dopo anni di palco, tra invettiva civile, grottesco, eredità familiari, lavoro alienato e una fame di presenza collettiva che arriva dritta dagli anni più isolati.
Su ExitWell l’intervista completa.
Intervista di .tamburello
28/05/2026
Birthh ha scritto “Senza Fiato” dopo due anni di ricerca sulle parole giuste.
Per Alice Bisi, passare dall’inglese all’italiano è stato un rischio concreto: vivere a New York, scegliere la lingua madre, esporsi senza filtro, tenere insieme produzione, scrittura e visual.
Il disco nasce da lì: fuga, ritorno, desiderio di restare. Sul palco diventa materia fisica, con una band vera e un set pensato per portare quelle canzoni fuori dalla stanza.
Nell’intervista, Birthh racconta “Senza Fiato”, Spring Attitude, la libertà artistica e quella frase che suona come una dichiarazione di metodo: «che senso ha non rischiare più».
Intervista completa LINK IN BIO!
Articolo di
27/05/2026
Francesco De Gregori odia tre parole: biopic, sold out e VIP.
Alla conferenza stampa di Nevergreen, al teatro Out Off di Milano, parla di libertà artistica, pubblico, amicizia, industria musicale e algoritmi. Racconta il film diretto da Stefano Pistolini, nato dalle serate milanesi dedicate ai brani meno battuti del suo repertorio, e annuncia il disco in uscita il 16 ottobre.
La frase che resta è una dichiarazione di postura: «Non voglio farmi governare dall’algoritmo».
Forse oggi questa è già una forma di resistenza.
Articolo di
23/05/2026
Con “Zefiro”, TÄRA firma un debutto attraversato da appartenenza, distanza e memoria familiare.
Sei brani in cui R&B contemporaneo e pop essenziale lavorano per sottrazione, lasciando spazio a una voce che abita il cambiamento senza perdere radice.
Nata in Italia da genitori palestinesi, TÄRA trasforma il vivere tra più luoghi in materia musicale: “Mezzaluna”, “Yafa” e “Zefiro” diventano frammenti di una stessa tensione, intima e identitaria.
Articolo completo LINK IN BIO!
Recensione di
22/05/2026
Al Largo Venue di Roma, Francamente ha portato Bitte Leben dentro una forma live precisa, fisica, lucidissima.
Per favore vivi apre e chiude il concerto. Una frase che diventa struttura, invito, corpo. La band tiene insieme cantautorato ed elettronica con un suono compatto, mentre la voce resta il centro: controllata, mobile, capace di spostare l’emozione senza sottolinearla.
Alla fine, più che un concerto, resta addosso quell’imperativo gentile.
Per favore vivi.
Articolo LINK IN BIO!
Report di
Foto di
20/05/2026
I Delta V a Thiene sono arrivati in controluce.
Dentro quelle silhouette, però, c’era una band saldissima: groove ipnotici, elettronica tesa, chitarre e violino a incidere la materia, Marti davanti al microfono con una precisione che non cerca l’effetto.
“In fatti ostili” non è il disco nuovo da appoggiare alla scaletta: è il centro del concerto. Il punto da cui i Delta V ripartono oggi, senza trasformare la reunion in nostalgia.
Il passato c’è, certo. “Il mondo visto dallo spazio”, “Un’estate fa”, “San Babila Ore 20”. Ma il cuore batte altrove: nel presente, nelle ombre, in una scrittura che guarda Milano, il quotidiano e la distopia sociale con una lucidità che resta addosso.
Dietro il buio, i Delta V pulsano ancora fortissimo. E dal vivo lo dimostrano.
Articolo completo LINK IN BIO!
Articolo e Foto
18/05/2026
Ci ho messo un mese a scrivere di La fonte.
Succede con i dischi che non si lasciano prendere subito, quelli che entrano di lato e poi restano lì.
Cosmo pubblica un album essenziale, fisico, quasi rituale. Undici tracce costruite con Alessio Natalizia, alias Not Waving, dove l’elettronica perde l’urgenza della corsa e diventa gesto, respiro, materia.
Il titolo dice già molto: tornare alla fonte. Tornare a un luogo da cui bere, ripartire, rimettere insieme qualcosa. In un presente saturo, rumoroso, governato da numeri e algoritmi, un disco così sembra quasi una scelta politica anche quando la politica resta nelle crepe.
La fonte lavora sul dolore senza compiacersene. Sull’accettazione senza diventare quieta. Sulla possibilità che una fine apra ancora spazio.
Non è musica che ti viene a prendere.
È musica che aspetta che tu arrivi.
Articolo completo LINK IN BIO!
Articolo di
17/05/2026
Gli Osaka Flu tornano con Lasciateci Divertire e scelgono la via meno comoda: stonare.
Il disco parte dal rifiuto di una voce collettiva che decide cosa sia giusto pensare, desiderare, diventare. Da lì costruisce una forma mobile, nervosa, volutamente irregolare: punk-rock, synth-pop, post-punk, rap, derive psichedeliche e pulsazioni dance.
Il titolo guarda a Palazzeschi, al gioco come atto di rottura culturale. Negli Osaka Flu il divertimento diventa una pratica di sottrazione: non essere sempre produttivi, coerenti, performanti.
Dentro ci passano Gramsci, Calvino, Seneca. Senza posa da citazionismo. I riferimenti lavorano sotto la superficie, mentre il disco rifiuta la lingua piatta dell’algoritmo e rivendica il diritto a restare contraddittorio, dispersivo, umano.
Lasciateci Divertire è il suono di chi vuole stonare per non diventare rumore di fondo.
ARTICOLO COMPLETO LINK IN BIO!
Articolo di
Clicca qui per richiedere la tua inserzione sponsorizzata.
Digitare
Contatta l'azienda
Sito Web
Indirizzo
Rome
00100