Senoclinic Roma
Centro di Senologia Multidisciplinare a Roma dedicato alla saluta della donna.
06/08/2026
Avvisiamo tutte le nostre pazienti che SenoClinic resterà chiusa dal 10 al 23 agosto per le vacanze estive. Torneremo operativi il 24.
Buone vacanze a tutte!
Quando serve davvero la chemioterapia e quanto dura il trattamento?
La chemioterapia rappresenta ancora oggi uno dei trattamenti più importanti nella cura del tumore al seno, ma non è indicata per tutte le pazienti.
Negli ultimi anni la ricerca ha permesso di personalizzare sempre di più le cure.
Oggi la scelta di eseguire la chemioterapia si basa sulle caratteristiche del tumore, sulla sua aggressività, sull'eventuale interessamento dei linfonodi e, quando necessario, anche su specifici parametri biologici e test genetici.
📌 La chemioterapia può essere utilizzata in due momenti diversi:
• prima dell'intervento chirurgico (chemioterapia neoadiuvante), per ridurre le dimensioni del tumore e facilitare la chirurgia;
• dopo l'intervento (chemioterapia adiuvante), per eliminare eventuali cellule tumorali residue e ridurre il rischio di recidiva.
Anche la durata del trattamento non è uguale per tutte le pazienti.
Nella maggior parte dei casi il percorso dura tra i 3 e i 6 mesi, ma viene sempre personalizzato in base alla situazione clinica.
Oggi, inoltre, molti degli effetti collaterali più temuti possono essere gestiti grazie a farmaci di supporto e a percorsi di cura sempre più attenti alla qualità di vita della paziente.
Ne parla nel video il Dott. Antonio Astone, specialista in Oncologia presso SenoClinic.
SenoClinic – Centro di Senologia Multidisciplinare
📍 Via Monte delle Gioie, 5 - Roma
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28/07/2026
Come capire se è candida o vaginosi batterica?
Candida e vaginosi batterica possono dare sintomi simili, ma di solito hanno caratteristiche diverse.
La candida è più spesso associata a prurito intenso, bruciore, arrossamento e perdite bianche dense, talvolta simili a ricotta.
La vaginosi batterica, invece, tende a dare perdite più fluide, bianco-grigiastre, spesso con odore sgradevole o “di pesce”, soprattutto dopo i rapporti o durante il ciclo.
Attenzione però: dai sintomi non sempre si può capire con certezza. In alcuni casi le infezioni possono sovrapporsi o assomigliare ad altri disturbi va**nali.
Se i sintomi persistono, si ripetono spesso, compaiono dolore, bruciore importante, cattivo odore marcato o perdite anomale, potrebbe essere utile una valutazione ginecologica ed eventualmente un tampone va**nale.
Riconoscere i segnali è importante, ma la diagnosi corretta evita trattamenti sbagliati e recidive.
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Come si fa a capire se si ha la vaginite?
Bruciore, prurito, fastidio intimo o perdite va**nali diverse dal solito possono essere alcuni dei segnali di una vaginite, un'infiammazione della va**na che può avere cause differenti.
In alcuni casi le perdite diventano più dense e biancastre, in altri più fluide o accompagnate da un odore diverso dal solito.
Tuttavia, osservare i sintomi non basta per capire con certezza quale sia il problema.
📌 Un errore frequente è pensare che si tratti sempre di candida.
In realtà la candida rappresenta solo una delle possibili cause di vaginite, che può essere legata anche a infezioni batteriche, alterazioni della flora va**nale o processi irritativi locali.
È importante distinguere la vaginite anche dalla cistite, che interessa la vescica e si manifesta soprattutto con bruciore durante la minzione e necessità di urinare più spesso.
Quando i sintomi persistono per diversi giorni, tendono a peggiorare o continuano a ripresentarsi nonostante i trattamenti effettuati, è opportuno approfondire la causa del disturbo.
👩⚕️ La visita ginecologica ed eventuali esami specifici, come il tampone va**nale, permettono di identificare l'origine dell'infiammazione e impostare una terapia mirata, con l'obiettivo di risolvere i sintomi e ridurre il rischio di recidive.
Ne parla nel video la Dott.ssa Silvia Di Angelo Antonio, specialista in Ginecologia presso SenoClinic.
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21/07/2026
Come cambia il ciclo mestruale con il caldo
Con il caldo il ciclo mestruale può sembrare diverso: in alcune donne possono aumentare stanchezza, gonfiore, mal di testa, crampi o sensazione di flusso più difficile da gestire.
Non è sempre il caldo, da solo, a modificare il ciclo. Spesso incidono anche disidratazione, sonno meno regolare, stress, viaggi, cambi di routine e maggiore affaticamento fisico.
Cosa può succedere?
• il ciclo può arrivare con qualche lieve variazione
• i dolori mestruali possono essere percepiti più intensamente
• stanchezza e pressione bassa possono accentuarsi
• il flusso può sembrare più abbondante o più fastidioso da gestire
Piccole variazioni occasionali possono capitare. Se però il ciclo diventa molto abbondante, il dolore è intenso, compaiono perdite anomale o i ritardi si ripetono, potrebbe essere utile parlarne con il ginecologo.
Ascoltare i cambiamenti del proprio corpo aiuta a distinguere una variazione temporanea da un disturbo da approfondire.
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Come si fa a capire se si soffre di ipotiroidismo?
L’ipotiroidismo è una condizione in cui la tiroide produce una quantità insufficiente di ormoni tiroidei. Il problema è che i sintomi possono comparire gradualmente e spesso vengono attribuiti ad altre cause.
Tra i segnali più frequenti ci sono:
- stanchezza persistente,
- aumento di peso,
- maggiore sensibilità al freddo,
- difficoltà di concentrazione,
- stitichezza
- cambiamenti del tono dell’umore.
Con il tempo possono comparire anche pelle secca, capelli più fragili, gonfiore del viso e una generale sensazione di rallentamento fisico e mentale.
📌 Per capire se si soffre realmente di ipotiroidismo non basta osservare i sintomi. La diagnosi richiede una valutazione medica e specifici esami del sangue, in particolare il dosaggio di TSH e FT4, che permettono di valutare il funzionamento della tiroide.
In alcuni casi possono essere necessari ulteriori approfondimenti per identificare la causa del disturbo, come avviene ad esempio nella tiroidite di Hashimoto.
Ne parla nel videola Dott.ssa Francesca Gallo, specialista in Endocrinologia presso SenoClinic.
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14/07/2026
Cosa succede se non curo l’endometriosi?
L’endometriosi non è semplicemente un problema legato al ciclo mestruale doloroso. Se non viene diagnosticata e gestita nel tempo, la malattia può evolvere e diventare progressivamente più complessa.
Le lesioni endometriosiche possono continuare a rispondere agli stimoli ormonali, favorendo uno stato infiammatorio cronico. Questo processo può portare alla formazione di aderenze tra gli organi pelvici, cisti ovariche endometriosiche (endometriomi) e un peggioramento del dolore, che in alcune donne può comparire non solo durante il ciclo, ma anche nella vita quotidiana.
Con il passare del tempo possono manifestarsi o accentuarsi sintomi come:
• dolore pelvico persistente;
• mestruazioni molto dolorose;
• dolore durante i rapporti sessuali;
• disturbi intestinali o urinari, soprattutto durante il ciclo;
• difficoltà nel concepimento.
Non tutte le forme di endometriosi hanno la stessa evoluzione, ma una valutazione specialistica può aiutare a comprendere l'estensione della malattia e a individuare il percorso più adatto per controllarne l'impatto sulla salute e sulla qualità di vita.
🌸 Riconoscere l’endometriosi e affrontarla precocemente può contribuire a limitare le conseguenze della malattia e a proteggere il benessere della donna nel lungo periodo.
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Perché la carne rossa è cancerogena? Cosa dice davvero la ricerca scientifica
Quando si parla di carne rossa e tumori si rischia spesso di semplificare troppo il problema. In realtà, la ricerca scientifica non afferma che mangiare carne rossa provochi automaticamente un tumore.
🥩 Quello che gli studi hanno osservato è un aumento del rischio associato a un consumo frequente e prolungato nel tempo, in particolare per alcune forme tumorali come il tumore del colon-retto.
Un aspetto importante riguarda anche le modalità di preparazione.
Le cotture ad alte temperature, come la brace o le grigliature molto intense, possono favorire la formazione di sostanze che possono contribuire ai processi di cancerogenesi.
Va inoltre fatta una distinzione tra carne rossa fresca e carni lavorate.
Salumi, insaccati e prodotti trasformati presentano caratteristiche differenti e un rischio documentato più elevato legato anche ai processi industriali e ai conservanti utilizzati.
📌 Il rischio, però, non dipende mai da un singolo alimento.
Fumo, sedentarietà, obesità e una dieta povera di fibre possono influire in modo significativo sulla salute, mentre uno stile di vita equilibrato può contribuire a ridurre molti fattori di rischio.
Per questo motivo gli esperti non parlano di divieti assoluti, ma di consumo consapevole, moderazione e alimentazione varia ed equilibrata.
Ne parla nel video il Dott. Lorenzo Traversetti, specialista in Nutrizione presso SenoClinic.
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07/07/2026
Chi ha avuto un tumore al seno può prendere il sole?
Nella maggior parte dei casi, aver avuto un tumore al seno non significa dover rinunciare al sole. Tuttavia, è importante adottare alcune precauzioni, soprattutto durante e dopo i trattamenti oncologici.
La chemioterapia, la radioterapia e alcune terapie farmacologiche possono rendere la pelle più sensibile ai raggi UV, aumentando il rischio di irritazioni, macchie cutanee o scottature. Particolare attenzione va riservata alle aree trattate con radioterapia e alle cicatrici chirurgiche, che dovrebbero essere protette in modo adeguato.
Per questo motivo può essere utile utilizzare una protezione solare ad alto fattore, evitare l'esposizione nelle ore più calde della giornata e seguire le indicazioni dello specialista in base al proprio percorso clinico.
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Come si fa a capire se si è in menopausa?
La menopausa non arriva all'improvviso. Nella maggior parte dei casi è preceduta da una fase di transizione chiamata perimenopausa, durante la quale il ciclo inizia gradualmente a cambiare.
Le mestruazioni possono diventare più irregolari, più abbondanti o più scarse, alternando mesi regolari ad altri meno prevedibili.
Proprio queste variazioni rappresentano spesso i primi segnali che l'organismo sta attraversando una nuova fase.
Possono comparire anche altri sintomi, come vampate di calore, sudorazioni notturne, disturbi del sonno, stanchezza e cambiamenti del tono dell'umore.
📌 Dal punto di vista clinico, la menopausa viene definita quando le mestruazioni sono assenti da 12 mesi consecutivi.
Tuttavia, i cambiamenti iniziano generalmente molto prima.
Quando il quadro non è chiaro, soprattutto se la sospensione del ciclo avviene prima dei 45 anni, la visita ginecologica e gli eventuali dosaggi ormonali possono aiutare a definire con maggiore precisione la fase in cui si trova la donna.
Ne parla nel video la Dott.ssa Lucia Musacchio, specialista in Ginecologia presso SenoClinic.
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