Radicali

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Movimento democratico, nonviolento, radicalmente laico, liberale, federalista europeo, ecologista

Photos from Radicali's post 07/06/2026

Più che un forum economico è sembrata una reunion dei principali antagonisti del progetto europeo.

Un raduno dove propagandisti, estremisti e professionisti della disinformazione si sono dati appuntamento alla corte di Putin.

Strani “Avengers” uniti contro il vero nemico: la realtà!

07/06/2026

Anche a Cuneo abbiamo disobbedito per affermare che alla Repubblica della paura, costruita mattone dopo mattone da chi governa attraverso la repressione, si può e si deve opporre il coraggio della libertà e della ragione.

Photos from Radicali's post 05/06/2026

«Questo è un luogo pubblico e non potete fare quello che volete.»

E invece sì, caro il nostro omofobo. Nel merito può consultare il codice: un bacio o una carezza non rappresentano alcun illecito nel nostro Paese. Sono gesti “inopportuni” soltanto agli occhi di chi considera ancora l’amore tra due persone dello stesso sesso qualcosa da tollerare a fatica.

Come, evidentemente, lei.

È bastato però un semplice gesto d’affetto per suscitare l’indignazione del senatore di Fratelli d’Italia Roberto Menia, che ha pensato bene di richiamare una coppia invitandola a smettere e a continuare altrove. «Fatele a casa vostra», avrebbe detto, appellandosi alla solita retorica del decoro e della buona educazione negli spazi pubblici.

La verità è molto più semplice, e probabilmente la conosce bene anche Menia: se quella coppia fosse stata composta da un uomo e una donna, nessuno avrebbe battuto ciglio.

Ma siccome si trattava di due ragazzi, ecco riemergere il vecchio riflesso condizionato di chi continua a considerare l’affettività come qualcosa da correggere. E allora il problema non è il bacio, ma il pregiudizio. Per questo l’educazione affettiva e sessuale nelle scuole, la stessa che i colleghi di Menia hanno recentemente bocciato, è fondamentale: non per insegnare come amare, ma per insegnare a rispettare chi ama in modo diverso da noi.

A scandalizzarla dovrebbe essere chi pretende ancora di decidere quali amori siano accettabili. E, vista la situazione, viene il dubbio che qualche giovane abbia parecchio da insegnare a certi “onorevoli”.

05/06/2026

Anche Milo Manara, l'autore che con le sue matite ha raccontato la poesia del corpo, dell'erotismo e della sessualità senza ipocrisie, ha firmato contro la censura imposta dalla tassa etica.

Perché la tassa etica è proprio questo: censura mascherata della sessualità e delle sue rappresentazioni.

Nei film, nei libri, nei video, nei fumetti, nelle illustrazioni, nell'editoria, nell'arte.

Una legge moralista travestita da politica fiscale.

Ogni volta che un governo vuole piegare il fisco a cosa è "eticamente accettabile", finisce sempre per colpire la libertà in modo arbitrario.

05/06/2026

«Il mondo non si è stancato dell’Ucraina. Si è stancato della Russia, persino tra coloro che, a livello globale, vi aiutano ad aggirare le sanzioni e a tenere in piedi la vostra economia».

Le parole di Volodymyr Zelenskyy non rappresentano soltanto un appello alla diplomazia. Sono il monito rivolto a un Paese che, dopo anni di aggressione e militarizzazione, si trova sempre più schiacciato dal peso delle proprie scelte: un’economia piegata alle esigenze della guerra, una crescente dipendenza dall’apparato militare e la necessità di cercare continuamente sostegno all’estero per compensare gli effetti dell’isolamento internazionale. E no, non si tratta dell’Ucraina, nonostante anni di propaganda abbiano tentato di accreditare questa narrazione. Si tratta della Federazione Russa e dell’enorme costo economico, sociale e umano che la sua leadership ha imposto alla propria popolazione.

Quelle parole smontano anche una delle narrazioni più abusate e strumentali di questi anni: l’idea che Kyiv non voglia la pace.

«Avete trascorso quasi la metà dei vostri 26 anni al potere in una guerra contro l’Ucraina», scrive Zelenskyy. Un’affermazione difficile da contestare. Quella contro l’Ucraina è stata anzitutto una guerra preparata sul terreno dell’informazione: anni di propaganda, revisionismo storico e manipolazione dell’opinione pubblica hanno preceduto l’invasione su larga scala del 2022. Una guerra che, come ricorda il presidente ucraino, continua a costare parecchio alla Russia, mentre il Paese affronta le conseguenze di un crescente isolamento internazionale e di un regime sanzionatorio senza precedenti.

Nel frattempo, Mosca continua a chiarire di non essere disposta ad alcun reale passo indietro. Rivendica il controllo dei territori occupati, si oppone a qualsiasi prospettiva di integrazione europea dell’Ucraina e pretende la sostanziale neutralizzazione delle sue capacità difensive. Le condizioni presentate dal Cremlino come una proposta di pace assomigliano, in realtà, alle premesse di un futuro conflitto: la richiesta che l’aggredito accetti integralmente le condizioni imposte dall’aggressore e rinunci agli strumenti necessari per difendersi da nuove aggressioni.

Photos from Radicali's post 04/06/2026

Sono trascorsi 37 anni da quel maledetto 4 giugno

Il sangue versato a Piazza Tienanmen non deve essere dimenticato.

Ma, accanto alla memoria delle vittime, resta anche quella di chi ebbe il coraggio di dire no. Di chi, quel giorno, scelse di disobbedire agli ordini criminali del potere.

Photos from Radicali's post 04/06/2026

“Avevo conosciuto una rivoluzione che mi aveva fatto perdere parte della mia famiglia. Ero sopravvissuta a una guerra. E una banale storia d’amore per poco non mi stroncava.”

Così scriveva Marjane Satrapi in Persepolis, il suo capolavoro più celebre: un’opera che ha raccontato al mondo la dignità, il coraggio e l’inestinguibile desiderio di libertà dell’Iran soffocato dalla tirannia degli ayatollah, attraverso lo sguardo di una bambina che cresce in un Paese che diventa più cupo e non ne vuole sapere di diventarlo anche lei.

Un anno fa Marjane aveva perso Mattias Ripa, compagno di una vita. Da allora, raccontano i familiari, quel dolore non l’aveva più abbandonata: l’aveva accompagnata con discreta ostinazione, giorno dopo giorno, fino a consumarla.

Marjane non ha potuto assistere al giorno in cui il popolo iraniano spezzerà le proprie catene e tornerà ad abbracciare la libertà. Ma qualcosa di lei sarà presente quel giorno: nelle piazze, nei sogni di chi lotta, nella voce delle donne che non si arrendono.

I regimi passano, la paura svanisce e i tiranni cadono, ma la forza della libertà e la bellezza della resistenza continueranno a vivere nelle opere di Marjane Satrapi.

04/06/2026

Il copione è, malauguratamente, sempre lo stesso.

Lucia aveva 80 anni e vive a Trieste, era affetta da una rarissima malattia neurodegenerativa progressiva, destinata a provocarle un lento e logorante decadimento neurologico, accompagnato da spasmi e gravi limitazioni motorie. Una malattia che, oggigiorno, non ha cura.

Non serve descrivere ancora una volta cosa significhi convivere con un dolore senza fine. Il punto non è soltanto la malattia, ma ciò che essa comporta in termini di diritti e libertà. Ed è qui che il Parlamento tace. Lucia aveva tutti i requisiti per accedere al suicidio medicalmente assistito. Eppure, dopo anni di sentenze, pronunce e promesse, si è vista negare questo diritto. Ancora una volta, le istituzioni hanno dimostrato tutta la loro inerzia e distanza dalla sofferenza della gente.

Così Lucia è stata costretta a fare ciò che molti altri cittadini hanno dovuto fare: attraversare un confine per ottenere all’estero quella libertà di scelta che il suo Paese non è stato in grado di garantirle. Ha raggiunto la Svizzera e lì ha potuto accedere all’eutanasia.

Noi siamo, ovviamente, rassicurati del fatto che Lucia abbia ottenuto la sua pace. È pero inaccettabile che l’esercizio di una scelta così importante dipenda dalla possibilità di recarsi all’estero o, peggio, dalla totale insensibilità delle istituzioni.

Il Parlamento promette una legge sul fine vita ma la discussione è rinviata a dopo l’estate. Nel frattempo, il tempo continua a scorrere, specialmente per chi soffre.

I diritti non possono aspettare ancora.

Photos from Radicali's post 03/06/2026

Tra propaganda russa, posizioni anti-Ucraina e presenze tutt’altro che casuali, il partito di Vannacci sembra nascere sotto il segno dell’influenza del Cremlino.

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