Massimo Bisotti
Pagina ufficiale di Massimo Bisotti. Tutti i diritti riservati © i contenuti sono di proprietà dell'autore.
09/05/2026
Alla fine, mi sono resa conto che tutte quelle belle parole sull’aspettarsi sono inutili.
Aspettare è inutile.
Dalle persone otteniamo solo ciò che sanno dare, non ciò che speriamo, dovessimo far durare quella speranza anche tutta la vita.
Non si aspetta chi non può tornare.
(E non si torna quando non si sa più dove andare).
📖
08/05/2026
A chi ha ricevuto amore come si riceve ciò che resta
dopo una festa.
(E oggi sa che nessuno viene al mondo per essere il resto di qualcun altro).
📖
05/05/2026
Chi ama non promette luce.
La luce è una cosa che capita. Dipende dall’ora, dal meteo, dall’umore. Arriva quando vuole e se ne va senza spiegazioni.
La presenza, invece, sì.
È restare quando non c’è niente da valorizzare, quando l’altro non funziona, quando non rende bene o è persino deludente. Quando nonostante i tuoi difetti e le tue debolezze, pensa che tu sia incredibile così.
La presenza non è edificante, non sempre migliora le cose, spesso non le chiarisce. Ma è l’unica forma di amore che non ha bisogno di essere raccontata meglio di com’è.
E quando la luce manca, e prima o poi manca sempre,
è l’unica che si assume la responsabilità della tua anima.
Il mio nuovo libro è ambientato in questo splendido borgo, Civita di Bagnoregio. Un posto incantevole, simbolo di resilienza ( non quella buona solo per le magliette da yoga). Se vi capita andateci, perché vale l’allegria, non solo la pena. 🥰
lepresenzeassenti
03/05/2026
L’amore che inquina il respiro non nasce da sé. Lo impari, lo assorbi, ti ci abitui.
Succede quando siamo piccoli, piccoli bambini invisibili.
Quando capiamo che arriva solo se facciamo qualcosa di buono, se siamo abbastanza da non disturbare.
Succede quando impariamo a soffocare i nostri bisogni e non chiediamo più.
Lo impariamo quando qualcuno ci ama a intermittenza e lo aspettiamo lo stesso.
Se un genitore ama così, tu cresci pensando che sia normale, che amare sia fatica, rincorsa, silenzio, e quando incontri qualcuno simile, lo riconosci. Non perché ti fa bene, ma perché ti è familiare.
Purtroppo anche il modo in cui si ama si eredita, perché l’amore non è una lingua universale, ma una grammatica emotiva. Se la riconosci la puoi disimparare e riscriverla a modo tuo.
Nel mio nuovo libro non mi interessava raccontare il trauma.
Mi interessava raccontare come si trasmette, come entra nei gesti, nel corpo, nelle scelte affettive, anche quando nessuno lo nomina.
Il libro non dice: Troverai qualcuno che ti amerà meglio”.
Dice: “Se non capisci da dove viene il tuo modo di amare,
continuerai a chiamare amore qualcosa che ti svuota”.
Dedico il mio nuovo libro a chi ha ricevuto amore come si riceve ciò che resta dopo una festa. (E oggi sa che nessuno viene al mondo per essere il resto di qualcun altro).
Quindi “tu non vuoi perdermi ma non mi sai tenere” è già una risposta a lasciare andare il filo di quel palloncino che non regala ossigeno alla nostra vita.
maicontrocuore
29/04/2026
Una sera, al vostro ritorno a casa, li vedrete pentiti ad aspettarvi lì sotto, con dei palloncini in mano e un biglietto per il vostro prossimo viaggio insieme a New York.
No, purtroppo, no. Quella era l’ultima serie Netflix.
I loro ritorni, dopo magari mesi di silenzi punitivi, non avranno niente di spettacolare.
Riappariranno in un giorno qualunque senza grandi motivazioni. Se pensate a un pentimento, al desiderio di cambiamento, se vi aspettate parole sul bisogno di una relazione più stabile, o se immaginate che nel periodo di distacco loro abbiano sofferto e abbiano messo da parte le altalene emotive e finalmente potrete scendere per godervi insieme il panorama…bé, dimenticatevelo!
Perché in un p**f spariranno ancora e ancora.
Anzi, probabilmente spariranno già subito dopo la vostra risposta, perché avranno già rafforzato il loro ego. Un loop disfunzionale teso all’eternità.
Alla prima occasione in cui li chiamerete, ecco di nuovo il silenzio.
No non sono cambiati e voi gli siete semplicemente di nuovo scesi. Purtroppo è così. Per un attimo i vostri dubbi sul motivo del ritorno vi faranno sentire ancora importanti.
L’amore che intendono loro è quello sempre sull’orlo del precipizio, quello che è sempre in bilico. Un rapporto che mette in ansia, che non dà sicurezza.
Un rapporto dove dovrete buttare nel cesso la spontaneità e sudare le sette camicie per un briciolo di considerazione.
Come potete salvarvi? Non facendovi trovare.
Non facendovi riacchiappare da un ambiguo stato di whatsapp o da una storia su Instagram, con qualche riferimento che tuttavia non li esponga troppo e che dovrete come sempre interpretare voi.
L’unico lieto fine possibile è quello di trovare la forza di non cadere in tentazione. Di non rendervi più complici di un gioco al massacro.
Non si eredita solo il colore degli occhi. Si eredita anche una grammatica emotiva.
Possiamo disimpararla e riscriverla a modo nostro. 🫶
📖
19/04/2026
Cercarsi conta più di quanto sembri.
Non serve solo a restare insieme. Serve a non dimenticarsi,
a ricordarsi che l’altra persona esiste ancora, nello stesso spazio in cui ci si incontra all’inizio.
Un po’ come da bambini, quando giocando a nascondino bastava dire “tana per me” e tutto tornava al suo posto.
Da grandi non esiste più una tana, e forse è proprio per questo che bisogna continuare a cercarsi.
Per non restare nascosti troppo a lungo e diventare invisibili.
Quando comincia a mancare il cercarsi, non succede niente subito.
Succede dopo, di colpo, quando ci voltiamo e ci accorgiamo che accanto a noi non c’è più nessuno, e non riusciamo nemmeno a capire quando il gioco sia finito, quando si cominci a perdersi fino a non cercarsi più.
10/04/2026
Ci sono amori che immaginiamo come una scelta, come se davanti a noi ci fosse un elenco di possibilità e noi potessimo decidere cosa è meglio per noi.
Poi però, quando succede davvero, ci accorgiamo che non è così.
L’amore, non funziona come una preferenza.
È uno spostamento interno, quasi impercettibile, che però cambia tutto.
Le altre opzioni restano lì, ma non ti riguardano più.
Non hai alternative perché l’amore ti sceglie e decide per te.
Dal mio libro 📖 aspettando
02/04/2026
Ci sono persone che quando se ne vanno spariscono davvero. Le dimentichi lentamente, quasi senza accorgertene, come si dimentica una strada che non percorri più.
Poi però ci sono quelle che, proprio quando non ci sono più, cominciano a occupare tutto.
Perché la mancanza è un vuoto che ha una forma precisa. Non è un’assenza indistinta, non è semplicemente qualcosa che non c’è più.
La riconosci nelle cose più piccole.
In una canzone sentita per caso che ti ferma all’improvviso.
In una frase che stai per dire e che non riesci più a pronunciare nello stesso modo.
In una strada che continui ad attraversare rallentando, come se una parte di te si aspettasse ancora di incontrare qualcuno all’angolo.
È strano come funzioni la memoria emotiva.
La presenza è qualcosa di fisico, sta nei corpi, negli sguardi, nei gesti che condividiamo con qualcuno.
Ha un tempo, un luogo, un momento preciso.
L’assenza invece è diversa.
È più silenziosa, ma anche più invasiva.
Perché non ha più confini.
“Le presenze assenti” è un romanzo sulla trasmissione silenziosa delle forme dell’amore: una genealogia emotiva in cui ciò che non viene detto diventa destino e in cui i figli non ereditano solo i segreti, ma le strategie per sopravvivere ad essi.
Parla di eredità, un’eredità non solo materiale.
Non ereditiamo solo una casa o il colore degli occhi.
Ereditiamo anche il modo in cui siamo stati amati
e senza accorgercene passiamo la vita a replicarlo.
Spero possa farvi compagnia. 🤍
31/03/2026
Due persone possono anche amarsi ma…
non essere pronte nello stesso tempo,
o non essere nella stessa fase,
o non avere la stessa capacità di restare.
E allora succede che una aspetta, l’altra no.
Una costruisce, l’altra rimanda.
È lì che nasce l’illusione più pericolosa:
“Se aspetto abbastanza, cambierà.”
Ma non è così, perché chi non è pronto non diventa pronto perché tu resti.
Chi ti tiene in bilico non impara a sceglierti solo perché resisti.
Puoi aspettare tutta la vita. Il cambiamento non dipende da te.
La vita sbaglia spesso i momenti.
Ma se il momento non è giusto, non è l’attesa che lo aggiusterà.
Smetti di pensare che il problema sia quanto ami
e inizia a vedere le cose per quel che sono, senza filtri.
I sentimenti sani non ci tengono in sospeso.
Non ci chiedono di resistere.
Non arrivano quando siamo disposto a soffrire abbastanza,
ma quando non dobbiamo più convincere nessuno a sceglierci.
📖🤍 presto fuori
24/03/2026
L’amore tossico non nasce da sé.
Lo impari. Lo assorbi. Ti ci abitui.
Succede da piccoli, quando vedi che l’amore arriva solo se fai qualcosa.
Se sei abbastanza. Se non disturbi.
Lo impari quando qualcuno ti ama a intermittenza e tu lo aspetti lo stesso.
Se un genitore ama così, tu cresci pensando che sia normale.
Che l’amore sia fatica, rincorsa, silenzio.
E quando incontri qualcuno, lo riconosci.
Non perché ti fa bene. Ma perché ti è familiare.
Ludovica questo lo sa, anche se non se lo dice.
Si lega a Loris come si legava ai sogni da bambina: con la speranza che qualcuno la veda.
Che resti. Che scelga lei.
Ma lui non resta. Va via. Ritorna a intermittenza. Apre per vedere se lei c’è ancora, poi è ancora lui a richiudere.
E lei si spezza un po’. Poi capisce.
Capisce che anche il modo in cui si ama si eredita.
Che l’amore non è una lingua universale, ma una grammatica emotiva. E che a volte bisogna disimpararla, per cominciare davvero.
Dal mio libro 📖
Ludovica, la protagonista del mio libro, ha paura di essere abbandonata. Non lo direbbe mai ad alta voce, ma è così. Ogni volta che qualcuno si avvicina troppo, si prepara già a quando se ne andrà. E non perché pensa che sia una persona cattiva, ma perché immagina che, alla fine, vedrà quello che vede lei: che non vale abbastanza.
È davvero così. Gli addii intossicano, ma intossicano di più le presenze assenti.
È come continuare a tenere in casa una pianta morta.
La innaffi per abitudine, sposti il vaso vicino alla finestra, le parli piano, ma dentro di te sai che non tornerà verde.
Rimandi il momento di buttarla via solo perché ti sembra di compiere un gesto troppo definitivo, come se insieme alla pianta buttassi via anche la parte di te che ci aveva creduto.
Ma intanto l’acqua marcisce nel sottovaso, e l’odore che senti non è vita, è ciò che resta di qualcosa che non hai avuto il coraggio di lasciare andare. 🎈
maicontrocuore
19/03/2026
Chi non vuole esserci non c’è nemmeno se ti ci siedi accanto.
Chi c’è, c’è anche quando credi che non ci sia.
La protagonista del mio libro è Ludovica.
Il bisogno di essere vista e amata attraversa tutte le sue relazioni. Lo si vede in famiglia, ma anche con Loris:
Ludovica è attratta da chi non sa esserci con continuità, cioè da una forma di amore che riproduce il nucleo traumatico dell’infanzia.
Ama nelle crepe, raccoglie briciole, scambia intermittenza per profondità. La frase della sua migliore amica Marta, “tu non sei fatta per raccogliere briciole”, è una delle diagnosi morali più precise del romanzo.
La sua evoluzione psicologica consiste nel passaggio da figlia passiva del silenzio a soggetto che nomina, collega, interpreta. Non guarisce del tutto; capisce di più. E questa comprensione è già trasformazione. Oltre ai segreti familiari, Ludovica scopre soprattutto una cosa. Che la propria sofferenza non è nata dal nulla, ma dentro una genealogia di amori censurati, verità negate, corpi disciplinati e presenze intermittenti.
L’amore che riceviamo diventa il modello dell’amore che cerchiamo.
Per questo Ludovica tende a scegliere relazioni intermittenti.
Non è una scelta consapevole.
È ripetizione del trauma.
Il messaggio ultimo mi sembra questo:
non sempre possiamo restituire i morti, riparare gli amori perduti o raddrizzare il passato. Però possiamo smettere di collaborare con ciò che li ha cancellati. Possiamo scegliere di non chiamare più “cura” il controllo, “decoro” la vergogna, “normalità” l’espulsione, “amore” l’elemosina di presenza.
Grazie sempre per avermi aspettato. 🫶🤍
Clicca qui per richiedere la tua inserzione sponsorizzata.
Digitare
Contatta il personaggio pubblico
Sito Web
Indirizzo
Rome