Missioni ROG

Missioni ROG

Condividi

Società Di Media nelle vicinanze

Radio Radar Porretta
Radio Radar Porretta

RIVISTA DI CULTURA E ATTUALITA' MISSIONARIA DEI PADRI ROGAZIONISTI

23/06/2025
Dal cerimoniale per l’addio al Papa al colloquio tra Trump e Zelensky: chi è il monsignore barese «regista» dello storico incontro 06/05/2025

Dal cerimoniale per l’addio al Papa al colloquio tra Trump e Zelensky: chi è il monsignore barese «regista» dello storico incontro È stato il sacerdote a rendersi conto che i due leader volevano parlarsi e a rimediare le poltroncine rivestite di tessuto damascato per consentire il faccia a faccia

05/09/2024

MADRE TERESA DI CALCUTTA. INNO ALLA VITA
La vita è bellezza, ammirala.
La vita è un’opportunità, coglila.
La vita è beatitudine, assaporala.
La vita è un sogno, fanne una realtà.
La vita è una sfida, affrontala.
La vita è un dovere, compilo.
La vita è un gioco, giocalo.
La vita è preziosa, abbine cura.
La vita è una ricchezza, conservala.
La vita è amore, donala.
La vita è un mistero, scoprilo.
La vita è promessa, adempila.
La vita è tristezza, superala.
La vita è un inno, cantalo.
La vita è una lotta, accettala.
La vita è un’avventura, rischiala.
La vita è felicità, meritala.
La vita è la vita, difendila.

05/09/2024

5 SETTEMBRE. SANTA TERESA DI CALCUTTA.
Madre Teresa è una santa per tutti, per i poveri e i ricchi, e per il nostro tempo, devastato da tanta violenza e aridità di cuore, perché ha dimostrato che il male, la miseria che tutti portiamo dentro di noi, può essere perdonato e che, afferrando la mano misericordiosa e sicura che Gesù ci tende, le nostre tenebre possono essere superate. ….

L'esempio di vita di madre Teresa di Calcutta, testimone privilegiata di ca**tà e di generosa attenzione ai poveri e agli ultimi, contribuisca a portare sempre più Cristo al centro della vita e a vivere generosamente il suo Vangelo nel continuo esercizio delle opere di misericordia per essere costruttori di un futuro migliore, illuminato dallo splendore della verità. …

La sua missione nelle periferie delle città e nelle periferie esistenziali permane ai nostri giorni come testimonianza eloquente della vicinanza di Dio ai più poveri tra i poveri.

Oggi consegno questa emblematica figura di donna e di consacrata a tutto il mondo del volontariato: lei sia il vostro modello di santità! Penso che, forse, avremo un po’ di difficoltà nel chiamarla Santa Teresa: la sua santità è tanto vicina a noi, tanto tenera e feconda che spontaneamente continueremo a dirle “Madre Teresa”.

Questa instancabile operatrice di misericordia ci aiuti a capire sempre più che l’unico nostro criterio di azione è l’amore gratuito, libero da ogni ideologia e da ogni vincolo e riversato verso tutti senza distinzione di lingua, cultura, razza o religione.

Madre Teresa amava dire: «Forse non parlo la loro lingua, ma posso sorridere». Portiamo nel cuore il suo sorriso e doniamolo a quanti incontriamo nel nostro cammino, specialmente a quanti soffrono. Apriremo così orizzonti di gioia e di speranza a tanta umanità sfiduciata e bisognosa di comprensione e di tenerezza.

PAPA FRANCESCO.

15/04/2024

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
PER LA 61ª GIORNATA MONDIALE
DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI
[21 aprile 2024]

Chiamati a seminare la speranza e a costruire la pace

Cari fratelli e sorelle!

La Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni ci invita, ogni anno, a considerare il dono prezioso della chiamata che il Signore rivolge a ciascuno di noi, suo popolo fedele in cammino, perché possiamo prendere parte al suo progetto d’amore e incarnare la bellezza del Vangelo nei diversi stati di vita. Ascoltare la chiamata divina, lungi dall’essere un dovere imposto dall’esterno, magari in nome di un’ideale religioso; è invece il modo più sicuro che abbiamo di alimentare il desiderio di felicità che ci portiamo dentro: la nostra vita si realizza e si compie quando scopriamo chi siamo, quali sono le nostre qualità, in quale campo possiamo metterle a frutto, quale strada possiamo percorrere per diventare segno e strumento di amore, di accoglienza, di bellezza e di pace, nei contesti in cui viviamo.

Così, questa Giornata è sempre una bella occasione per ricordare con gratitudine davanti al Signore l’impegno fedele, quotidiano e spesso nascosto di coloro che hanno abbracciato una chiamata che coinvolge tutta la loro vita. Penso alle mamme e ai papà che non guardano anzitutto a sé stessi e non seguono la corrente di uno stile superficiale, ma impostano la loro esistenza sulla cura delle relazioni, con amore e gratuità, aprendosi al dono della vita e ponendosi al servizio dei figli e della loro crescita. Penso a quanti svolgono con dedizione e spirito di collaborazione il proprio lavoro; a coloro che si impegnano, in diversi campi e modi, per costruire un mondo più giusto, un’economia più solidale, una politica più equa, una società più umana: a tutti gli uomini e le donne di buona volontà che si spendono per il bene comune. Penso alle persone consacrate, che offrono la propria esistenza al Signore nel silenzio della preghiera come nell’azione apostolica, talvolta in luoghi di frontiera e senza risparmiare energie, portando avanti con creatività il loro carisma e mettendolo a disposizione di coloro che incontrano. E penso a coloro che hanno accolto la chiamata al sacerdozio ordinato e si dedicano all’annuncio del Vangelo e spezzano la propria vita, insieme al Pane eucaristico, per i fratelli, seminando speranza e mostrando a tutti la bellezza del Regno di Dio.

Ai giovani, specialmente a quanti si sentono lontani o nutrono diffidenza verso la Chiesa, vorrei dire: lasciatevi affascinare da Gesù, rivolgetegli le vostre domande importanti, attraverso le pagine del Vangelo, lasciatevi inquietare dalla sua presenza che sempre ci mette beneficamente in crisi. Egli rispetta più di ogni altro la nostra libertà, non si impone ma si propone: lasciategli spazio e troverete la vostra felicità nel seguirlo e, se ve lo chiederà, nel donarvi completamente a Lui.

Un popolo in cammino

La polifonia dei carismi e delle vocazioni, che la Comunità cristiana riconosce e accompagna, ci aiuta a comprendere pienamente la nostra identità di cristiani: come popolo di Dio in cammino per le strade del mondo, animati dallo Spirito Santo e inseriti come pietre vive nel Corpo di Cristo, ciascuno di noi si scopre membro di una grande famiglia, figlio del Padre e fratello e sorella dei suoi simili. Non siamo isole chiuse in sé stesse, ma siamo parti del tutto. Perciò, la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni porta impresso il timbro della sinodalità: molti sono i carismi e siamo chiamati ad ascoltarci reciprocamente e a camminare insieme per scoprirli e per discernere a che cosa lo Spirito ci chiama per il bene di tutti.

Nel presente momento storico, poi, il cammino comune ci conduce verso l’Anno Giubilare del 2025. Camminiamo come pellegrini di speranza verso l’Anno Santo, perché nella riscoperta della propria vocazione e mettendo in relazione i diversi doni dello Spirito, possiamo essere nel mondo portatori e testimoni del sogno di Gesù: formare una sola famiglia, unita nell’amore di Dio e stretta nel vincolo della ca**tà, della condivisione e della fraternità.

Questa Giornata è dedicata, in particolare, alla preghiera per invocare dal Padre il dono di sante vocazioni per l’edificazione del suo Regno: «Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!» (Lc 10,2). E la preghiera – lo sappiamo – è fatta più di ascolto che di parole rivolte a Dio. Il Signore parla al nostro cuore e vuole trovarlo aperto, sincero e generoso. La sua Parola si è fatta carne in Gesù Cristo, il quale ci rivela e ci comunica tutta la volontà del Padre. In quest’anno 2024, dedicato proprio alla preghiera in preparazione al Giubileo, siamo chiamati a riscoprire il dono inestimabile di poter dialogare con il Signore, da cuore a cuore, diventando così pellegrini di speranza, perché «la preghiera è la prima forza della speranza. Tu preghi e la speranza cresce, va avanti. Io direi che la preghiera apre la porta alla speranza. La speranza c’è, ma con la mia preghiera apro la porta» (Catechesi, 20 maggio 2020).

Pellegrini di speranza e costruttori di pace

Ma cosa vuol dire essere pellegrini? Chi intraprende un pellegrinaggio cerca anzitutto di avere chiara la meta, e la porta sempre nel cuore e nella mente. Allo stesso tempo, però, per raggiungere quel traguardo, occorre concentrarsi sul passo presente, per affrontare il quale bisogna essere leggeri, spogliarsi dei pesi inutili, portare con sé l’essenziale e lottare ogni giorno perché la stanchezza, la paura, l’incertezza e le oscurità non blocchino il cammino intrapreso. Così, essere pellegrini significa ripartire ogni giorno, ricominciare sempre, ritrovare l’entusiasmo e la forza di percorrere le varie tappe del percorso che, nonostante le fatiche e le difficoltà, sempre aprono davanti a noi orizzonti nuovi e panorami sconosciuti.

Il senso del pellegrinaggio cristiano è proprio questo: siamo posti in cammino alla scoperta dell’amore di Dio e, nello stesso tempo, alla scoperta di noi stessi, attraverso un viaggio interiore ma sempre stimolato dalla molteplicità delle relazioni. Dunque, pellegrini perché chiamati: chiamati ad amare Dio e ad amarci gli uni gli altri. Così, il nostro camminare su questa terra non si risolve mai in un affaticarsi senza scopo o in un vagare senza meta; al contrario, ogni giorno, rispondendo alla nostra chiamata, cerchiamo di fare i passi possibili verso un mondo nuovo, dove si viva in pace, nella giustizia e nell’amore. Siamo pellegrini di speranza perché tendiamo verso un futuro migliore e ci impegniamo a costruirlo lungo il cammino.

Questo è, alla fine, lo scopo di ogni vocazione: diventare uomini e donne di speranza. Come singoli e come comunità, nella varietà dei carismi e dei ministeri, siamo tutti chiamati a “dare corpo e cuore” alla speranza del Vangelo in un mondo segnato da sfide epocali: l’avanzare minaccioso di una terza guerra mondiale a pezzi; le f***e di migranti che fuggono dalla loro terra alla ricerca di un futuro migliore; il costante aumento dei poveri; il pericolo di compromettere in modo irreversibile la salute del nostro pianeta. E a tutto ciò si aggiungono le difficoltà che incontriamo quotidianamente e che, a volte, rischiano di gettarci nella rassegnazione o nel disfattismo.

In questo nostro tempo, allora, è decisivo per noi cristiani coltivare uno sguardo pieno di speranza, per poter lavorare con frutto, rispondendo alla vocazione che ci è stata affidata, al servizio del Regno di Dio, Regno di amore, di giustizia e di pace. Questa speranza – ci assicura San Paolo – «non delude» (Rm 5,5), perché si tratta della promessa che il Signore Gesù ci ha fatto di restare sempre con noi e di coinvolgerci nell’opera di redenzione che Egli vuole compiere nel cuore di ogni persona e nel “cuore” del creato.

Tale speranza trova il suo centro propulsore nella Risurrezione di Cristo, che «contiene una forza di vita che ha penetrato il mondo. Dove sembra che tutto sia morto, da ogni parte tornano ad apparire i germogli della risurrezione. È una forza senza uguali. È vero che molte volte sembra che Dio non esista: vediamo ingiustizie, cattiverie, indifferenze e crudeltà che non diminuiscono.

Però è altrettanto certo che nel mezzo dell’oscurità comincia sempre a sbocciare qualcosa di nuovo, che presto o tardi produce un frutto» (Esort. ap. Evangelii gaudium, 276). Ancora l’apostolo Paolo afferma che «nella speranza» noi «siamo stati salvati» (Rm 8,24). La redenzione realizzata nella Pasqua dona la speranza, una speranza certa, affidabile, con la quale possiamo affrontare le sfide del presente.

Essere pellegrini di speranza e costruttori di pace, allora, significa fondare la propria esistenza sulla roccia della risurrezione di Cristo, sapendo che ogni nostro impegno, nella vocazione che abbiamo abbracciato e che portiamo avanti, non cade nel vuoto. Nonostante fallimenti e battute d’arresto, il bene che seminiamo cresce in modo silenzioso e niente può separarci dalla meta ultima: l’incontro con Cristo e la gioia di vivere nella fraternità tra di noi per l’eternità. Questa chiamata finale dobbiamo anticiparla ogni giorno: la relazione d’amore con Dio e con i fratelli e le sorelle inizia fin d’ora a realizzare il sogno di Dio, il sogno dell’unità, della pace e della fraternità. Nessuno si senta escluso da questa chiamata! Ciascuno di noi, nel suo piccolo, nel suo stato di vita può essere, con l’aiuto dello Spirito Santo, seminatore di speranza e di pace.

Il coraggio di mettersi in gioco

Per tutto questo dico, ancora una volta, come durante la Giornata Mondiale della Gioventù a Lisbona: “Rise up! – Alzatevi!”. Svegliamoci dal sonno, usciamo dall’indifferenza, apriamo le sbarre della prigione in cui a volte ci siamo rinchiusi, perché ciascuno di noi possa scoprire la propria vocazione nella Chiesa e nel mondo e diventare pellegrino di speranza e artefice di pace!

Appassioniamoci alla vita e impegniamoci nella cura amorevole di coloro che ci stanno accanto e dell’ambiente che abitiamo. Ve lo ripeto: abbiate il coraggio di mettervi in gioco! Don Oreste Benzi, un infaticabile apostolo della ca**tà, sempre dalla parte degli ultimi e degli indifesi, ripeteva che nessuno è così povero da non aver qualcosa da dare, e nessuno è così ricco da non aver bisogno di ricevere qualcosa.

Alziamoci, dunque, e mettiamoci in cammino come pellegrini di speranza, perché, come Maria fece con Santa Elisabetta, anche noi possiamo portare annunci di gioia, generare vita nuova ed essere artigiani di fraternità e di pace.

Roma, San Giovanni in Laterano, 21 aprile 2024, IV Domenica di Pasqua.

FRANCESCO

05/04/2024

https://www.missionirogonlus.org/site/missioni/riviste/2024/n3/index.html In questo numero la nostra prima riflessione, con il mese di maggio, si ferma sulla devozione a Maria come cammino di perfezione nella vita del cristiano. Maria invocata come Regina degli Apostoli e Madre delle vocazioni.

Viene sottolineata anche l’importanza della dimensione eucaristica nella spiritualità e nella vita concreta di Sant’Annibale Maria Di Francia, nella ricorrenza della sua festa liturgica. Egli per noi oggi non è soltanto un santo da ammirare e venerare, ma soprattutto un modello di vita da imitare.

Nella ricorrenza della Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni viene riportato il Messaggio del santo Padre Francesco: Chiamati a seminare la speranza e a costruire la pace.

Photos from Missioni ROG's post 24/03/2024

LETTERA DEL BEATO MONSIGNOR OSCAR ROMERO AI PADRI ROGAZIONISTI CON LA RICHIESTA DI AVERE UNA COMUNITA’ ROGAZIONISTA IN EL SALVADOR.
ll 20 gennaio 1976 Sua Ecc.za Mons. Oscar A. Romero, Vescovo di Santiago de Maria (El Salvador), scriveva la seguente lettera al Procuratore Generale del tempo, con la richiesta di avere una Comunità rogazionista nella sua Diocesi allo scopo di animarla nell'impegno vocazionale.
Oscar A. Romero
Vescovo di Santiago de Maria (El Salvador, C. A.)
Santiago de Maria, 20 gennaio 1976
Reverendissimo Padre Pignatelli:
A voce e per lettera parlavamo con Monsignor Mario Peresin, quanto sarebbe utile per la nostra Diocesi, così scarsa di sacerdoti, una comunità rogazionista; nella sua ultima nota ho ricevuto la gradita notizia che Sua Reverenza promette di aiutarci attraverso la provincia brasiliana, nel giro di due anni.
Questa promessa è di molta speranza, giacché a loro si affiderebbe il delicato compito vocazionale di tutta la Diocesi, e qualsiasi altro ministero che la sua congregazione avesse la bontà di accettare. L'ambiente è difficile, tuttavia nelle mani di codesta congregazione di tanta esperienza, non dubito che questo lavoro vocazionale porterà molti frutti.
Chiedo al Signore che la benedica e realizzi questo nostro grande desiderio. Nel reiterarle i miei ringraziamenti, le esprimo cordialmente il mio saluto fraterno.
Oscar A. Romero
Reverendissimo Padre Riccardo Pignatelli Procuratore Generale
Via Tuscolana 167 - Roma
--------------------------------------------------
A questo punto è opportuno spiegare da cosa è stato occasionato l'invito del nuovo Beato. Agli inizi del 1975 il Superiore generale P. Gaetano Ciranni ed il suo Consiglio avevano deliberato di dare slancio alla Congregazione con le Missioni ad gentes, iniziando dall'Africa, avendo il nostro Fondatore privilegiato quel Continente mettendolo al primo posto in un elenco del suo Trattato per le Missioni: «In quanto poi a fondazioni estere, siano un santo ideale le fondazioni ovvero missioni nelle terre degl'infedeli, per es.: nell'Africa, nella Cina, nelle Americhe, nell'Oceania, nelle Indie, nella Russia ecc.» (Scritti, vol. VI, p. 532).
Il 3 febbraio 1975 p. Pignatelli, nella mansione di Consigliere Generale addetto alle Missioni, viene incaricato dal Superiore generale di prendere gli opportuni contatti con la S. Sede in vista di una nostra fondazione in Angola o altra Nazione di lingua portoghese, in considerazione del possibile impiego dei Confratelli brasiliani. Il 25 marzo p. Riccardo si reca in udienza dal Cardinale brasiliano Agnelo Rossi, Prefetto della Congregazione per l'evangelizzazione dei Popoli, per informarlo della nostra intenzione. L'11 novembre 1975 torna dal Cardinale, il quale sorprendentemente dice: "Lasciate per il momento il progetto Africa e andate nelle Filippine; lì avrete subito molte vocazioni e con quelle andrete in Africa, in Asia e dovunque vorrete". Non si può nascondere che in sede di Consiglio generalizio vi fu una certa delusione; ma avevamo chiesto alla S. Sede delle istruzioni ed era doveroso attenersi a quei suggerimenti. Alla resa dei conti, il Card. Rossi si rivelò un profeta: in effetti, oggi i nostri Confratelli Filippini operano, in missione, dovunque la Congregazione è presente.
Ottenuto dal Consiglio generalizio il nulla osta per le Filippine, p. Pignatelli il 24 novembre 1975 si reca nella Segreteria di Stato per incontrare l'incaricato di quella regione asiatica, Mons. Mario Peressin, e ricevere da lui informazioni sui luoghi dove la Congregazione poteva essere più utile. Egli invece, apprezzandoci come una Congregazione vocazionale, ci propone e sollecita (altra sorpresa!) ad andare piuttosto in El Salvador per aiutare Mons. Oscar Romero, che aveva chiesto di essere aiutato nella formazione dei suoi Seminaristi. P. Riccardo gli fece notare che avevamo già dovuto cambiare programma passando dall'Africa alle Filippine e quindi, almeno per il momento, ci saremmo limitati a coinvolgere nella proposta i Superiori del Brasile affinché, potendo, la prendessero in considerazione. Mons. Peressin concluse che avrebbe comunque informato Mons. Romero di questa possibilità e che ci avrebbe fatto scrivere personalmente da lui.

24/03/2024

LA DOMENICA DELLE PALME è la domenica che precede la Pasqua e nella quale si ricorda l'ingresso di Gesù a Gerusalemme.
È il giorno che dà inizio alla Settimana Santa, quella cioè che conduce alla festa più importante per noi cristiani: la celebrazione della passione, morte e resurrezione di Gesù.
È numerosissima la folla che accoglie Gesù "Re dei Giudei" mentre entra a Gerusalemme!
Durante la celebrazione della messa abbiamo letto e ascoltato la Passione e abbiamo capito che Gesù non usa la forza come i re di questa terra, ma l'amore e la misericordia, donando la sua stessa vita.
Il suo non è un regno di eserciti, di lusso e di splendore, ma un regno di umiltà e servizio. Egli non conquista popoli e terre, ma conquista i cuori.
È bello dar lode al Signore, fare festa con Lui, sentire l'amore di Gesù, la sua presenza. Risuonano quelle parole grandi che pronunciano i ragazzi, i bambini e le f***e di Gerusalemme: "Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna al redentore!
Anche noi prendiamo i rami di ulivo e li portiamo nelle nostre case in segno di benedizione, di pace, di speranza, di futuro.
L'ulivo benedetto è simbolo di pace; lo portiamo così nelle nostre case per implorare, augurare, costruire la pace nelle nostre famiglie e nel mondo.
Cristo Gesù è la nostra pace, col suo amore, col suo sacrificio, con la sua morte e risurrezione.

Photos from Missioni ROG's post 23/03/2024

PAPA FRANCESCO. MESSAGGIO PER LA GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI 2024

Vuoi che la tua azienda sia il Società Di Media più quotato a Rome?
Clicca qui per richiedere la tua inserzione sponsorizzata.

Digitare

Indirizzo


Via TUSCOLANA 167
Rome
00182