Protagoniste
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20/10/2025
La storia di come finirò a leggere alcune pagine del libro di Diego Mormorio inizia un pomeriggio dell'anno scorso. Sono al lavoro quando Diego entra nella stanza che divido con Angela, la collega dell'amministrazione. Diego è venuto a prendere alcune copie del suo libro e mentre aspetta la Direttrice Daniela D'Angelo, chiede ad Angela di leggere un brano per ingannare l'attesa. Ma Angela sa che ho un podcast, si ricorda che le è piaciuta la mia voce e che amo leggere e raccontare storie. In un attimo mi trovo col libro di Diego in mano a leggere un brano pescato a caso.
Da questo episodio semplice, dal fatto che una persona amica abbia fatto notare quello che amo fare (non oso dire che "so fare"), dalla prossimità di Angela e dalla viva curiosità di Diego nasce la mia partecipazione all'evento conviviale pensato e voluto da Avagliano Editore e da Diego Mormorio per raccontare il volume "Di cose, fatti e animali siciliani".
Sono felice, orgogliosa e ovviamente un po' spaventata. La paura di sbagliare, di non essere perfetta è sempre lì dietro l'angolo, ma niente può andare storto quando la compagnia è buona e ci si può consolare con una selezione di dolciumi e vini siciliani. Quindi, unitevi a noi!
01/11/2024
Facciamo un salto nel tempo: siamo all’inizio degli anni ’90 ed è il primo pomeriggio di una tiepida domenica di ottobre. In un caseggiato popolare risuonano le voci delle persone intente a sparecchiare la tavola o a chiacchierare davanti al caffè dopo il sostanzioso pranzo della domenica. Giunge anche il gracchiare di qualche radio accesa e il parlottio dei televisori. Ora seguiamo con lo sguardo una giovane donna con un impermeabile che sale le scale di una delle palazzine per bussare alla porta di un appartamento.
È Valentina Nardecchia, oggi editrice e podcaster, con un passato da sistemista ed ethical hacker. In quel tranquillo e ozioso pomeriggio di tanti anni fa Valentina deve prendere una decisione importante, è piuttosto agitata e ha bisogno dell’aiuto di sua nonna che però non è in casa. La porta dell’appartamento è rimasta aperta e Valentina entra in quel tempio del ricordo e degli affetti facendo una curiosa scoperta e un incontro inaspettato che le faranno compiere un viaggio verso il recupero di una storia antica a cui dare un nuovo senso.
Accompagnando Valentina nel suo percorso attraverso la memoria, ti accorgerai che ogni recupero è anche un rimedio, che un passato tortuoso è come l’acqua che si infiltra nei muri fino a penetrare all’interno, è una storia cominciata prima che nascessimo e che giunge sino a noi come una fragranza distillata. Non possiamo estinguere la prima goccia, evitare l’infiltrazione, estirpare il danno iniziale ma possiamo raccogliere quel lascito, modellare l’eredità ricevuta e farne un’altra storia. La nostra.
L'illustrazione della cover è di Bianca Nicolescu che ha disegnato un filo della memoria sostenuto dalle mani di Valentina che, forte, bella e luminosa, guarda con tenerezza il legame con la sua storia familiare e con la sua linea materna per creare nuove trame.
Il nuovo episodio di “Valentina Nardecchia – L’eredità svelata” è ora disponibile. Vai al link in bio e seleziona la tua piattaforma di ascolto preferita.
22/09/2024
Il bello di tutte le cose che finiscono è che lasciano il posto a nuove cose. Così è per l’estate che ha ceduto il testimone a una stagione e a un ciclo nuovi. L’autunno è arrivato: lo percepiamo sulla pelle, lo respiriamo nell’odore della pioggia, lo osserviamo nella luce più debole del giorno, lo tocchiamo attraverso i tessuti spessi con cui ci copriamo. Ogni fine porta con sé un principio.
Non so voi, ma io sono felice di entrare in una nuova fase dell’anno e in un periodo di custodia delle energie e di sedimentazione per le idee. In questi giorni sento che il mio corpo si sta avviando verso una sorta di letargo e così la mia mente. Forse agli animali risulta più naturale e privo di traumi abbandonarsi ai ritmi dell’autunno. Il mio gatto è tornato a cercare calore attraverso il contatto con il mio corpo e passa meno tempo sul balcone, per esempio. E non mi sembra sconvolto da questo mutamento.
Anche per “Protagoniste” è tempo di assestamenti, di nutrimento e di sospensione. L’ultimo episodio della seconda stagione andrà online il primo novembre: in queste settimane non sono riuscita a dedicare del tempo alla scrittura del nuovo episodio perché ho scelto di dare priorità ad altro e anche perché non mi sono sentita come al solito. Tutto questo ha generato fastidio, paura, titubanza perché è sempre difficile scoprirci un po’ spentƏ, indebolitƏ, rallentatƏ.
C’è una nuova idea che da un po’ di tempo sta prendendo spazio, così come ha fatto Protagoniste. Sarà necessario un tempo di raccolta e decantazione anche per questo nuovo progetto. Per ora è un’idea slabbrata piena di possibilità, di modi, di vite potenziali. Potrebbe formarsi mentre penso, scrivo, mi distacco e poi ritorno, mentre cullo, osservo e plasmo questo principio di qualcosa che già vorrei conoscere. Ma come sapeva bene Martin Luther King, il modo migliore per restare dove siamo e non iniziare mai niente, è preoccuparci di dove ci condurrà la scala rimanendo ai suoi piedi.
Noi ci risentiamo il primo novembre con la storia di Valentina Nardecchia, hacker, podcaster e consulente di sicurezza informatica.
01/09/2024
A volte temiamo a tal punto di esporci da resistere a qualsiasi richiamo, anche un invito a parlare di noi, di cosa facciamo e delle nostre ambizioni.
Siamo tutte allenate al silenzio, ci sentiamo al sicuro nel nostro cantuccio perché ci hanno fatto credere che lì nessuno potrà prenderci di mira, criticarci o giudicarci. Stare acquattate nel nido se da un lato ci protegge dal dive**re delle "prede", dall'altro restringe il nostro spazio vitale impedendoci una piena espansione.
L'espansione strafottente, ad esempio, della pioggia scrosciante e rumorosa che si abbatte sui vetri della sala del Comitato dell'Ecofin in una mattina autunnale. È in
questa grande stanza piombata improvvisamente nell'ombra per via del temporale che incontrerai Germana Di Domenico, Dirigente del MEF e Capa delegazione italiana al Comitato di politica economica del Consiglio economia e finanza dell’Ue.
Attraverso il racconto del suo viaggio giunto "a metà del guado", come dice lei, potrai ritrovare quella sensazione di scoraggiamento che proviamo quando ci sembra che il nostro potenziale sia rimasto inespresso oppure quando siamo ancora lontane dal traguardo.
La storia di Germana Di Domenico può aiutarci a farci sentire meno a metà e più intere, a darci il coraggio di farci avanti e di esporci a un tavolo importante e nella vita, ci invita a strabordare come la pioggia, a svilupparci pienamente senza preoccuparci del risultato o di quello che apparirà al mondo, ma badando solo alla nostra completa realizzazione, al nostro Sé più autentico.
L'illustrazione della cover è di Maria Paola Gaggioli che ha tratteggiato una linea retta a simboleggiare l'orizzonte a cui Germana Di Domenico volge le spalle solo per guardare chi osserva e che diventa il nostro orizzonte, la nostra meta, il diverso scopo di ognunƏ.
Il nuovo episodio di “Germana Di Domenico – Intere a metà del guado” è ora disponibile.
Vai al link 👉 linktr.ee/protagoniste_il_podcast e seleziona la tua piattaforma di ascolto preferita.
10/08/2024
Chi di noi non conosce quella sensazione di rimpicciolimento, quell’imperativo interiore a stare in disparte e in silenzio in molte occasioni della nostra vita? Accade perché esponendoci o prendendo la parola troppo spesso veniamo etichettate come “maestrine”, “zitelle acide”, “rompiscatole”. E poiché siamo state educate a compiacere, con l’inganno che “il [nostro] potere sia quello di essere volute” e non di volere, facciamo un’enorme fatica a liberarci da questo cocente bisogno di essere validate.
Mentre scrivo questo post, sto ripensando alla sensazione di scontento che ho provato dopo aver ottenuto un giorno di smart working. Nonostante avessi avuto la meglio, ero infastidita dal modo in cui ero arrivata al mio scopo e cioè chiedendo una concessione a chi aveva il potere senza accordarmi prima con le colleghe su una proposta condivisa.
Il fatto di non poter gioire insieme a loro della mia piccola vittoria condividendo quel “privilegio” mi ha fatto sentire subito nel torto.
Questo piccolo episodio può riassumere, a mio avviso, quello che ci accade continuamente come donne in una società patriarcale e maschilista e che Michela Murgia riassume nelle 10 frasi da cambiare del suo “Stai zitta”.
Le parole di Murgia insieme alla mia avventura mi hanno fatto comprendere che:
- “Raggiungere il potere e basta non è femminista, se non ci si chiede: «Quale potere ho raggiunto?»”
- La prima battaglia è “contro i propri stessi condizionamenti e che la lotta con il proprio lato oscuro forse non sarà mai del tutto conclusa”
- “L’interlocutore primario della lotta femminista non è mai un uomo, ma un’altra donna”
- “Gli unici uomini che si spaventano se una donna protesta contro un’ingiustizia sono quelli che hanno la responsabilità dliberata o tacita di quell’ingiustizia”
- “Chi desidera comanda”
Non sono ancora passati 10 anni dalla pubblicazione del libro, ma l'auspicio di Murgia che divenisse obsoleto non si è realizzato. Lei, invece, è scomparsa da un anno eppure resta accanto a noi nella lotta grazie alla sua visione chiara e coraggiosa delle cose e alle sue idee.
07/08/2024
Ho conosciuto Rosario Castellanos grazie al film “Eterno femminile”, un ritratto lirico e intenso della scrittrice messicana scomparsa il 7 agosto di cinquant’anni fa. Rosario Castellanos è stata una figura immensa del panorama letterario messicano e mondiale.
Femminista e attivista schierata dalla parte degli oppressi e degli indigeni, ha ispirato generazioni di donne divenendo un simbolo del femminismo latino-americano.
Proprio le donne vengono raccontate attraverso i personaggi memorabili e imponenti di uno dei suoi testi più importanti "Il libro delle lamentazioni". Un romanzo epico, ambientato negli anni '30 in Messico che racconta delle piccole umane vicende, delle ambizioni e delle passioni delle protagoniste e dei protagonisti di una rivolta sfociata in tragedia.
Da una parte i contadini maya e dall’altra i ricchi latifondisti ladinos di origine sp****la lottano gli uni per fame di giustizia e gli altri per conservare i propri privilegi. In questo
gigantesco affresco, dove elementi religiosi e magici si fondono in un linguaggio carico di simbolismo, emerge con nettezza la figura di Catalina, la sciamana maya, la guida spirituale della rivolta.
Donna visionaria, carismatica, indomita e determinata, Catalina si separa dal suo nucleo familiare per dedicarsi al culto di una divinità misteriosa che la rende la leader che può ispirare e infondere coraggio al suo popolo. A farle da contraltare Julia, la compagna (scandalosamente non sposata) di Fernando Ulloa e amante del governatore che con la sua sensualità libera sfida le convenzioni di una società patriarcale.
Attraverso i suoi romanzi, Castellanos ha denunciato l'oppressione coloniale, le discriminazioni di genere e le ingiustizie sociali. Il suo impegno politico l'ha portata a ricoprire importanti incarichi, tra cui quello di ambasciatrice del Messico in Israele.
Con la sua scrittura espressiva e altamente simbolica, continua a ricordarci che le donne possono essere protagoniste determinanti della Storia e fautrici attive del cambiamento.
01/08/2024
Protagoniste va in vacanza! Questa prima metà dell’anno ha visto il lancio della seconda stagione a marzo con un nuovo formato e tante voci uniche e diverse a condurre la narrazione dal centro delle storie che abbiamo condiviso con te.
Ad aprile è arrivata la nomination per il Premio La podstar per i podcast ideati, scritti e raccontati da donne. Durante la giornata di premiazione, sono nate sinergie con altre podcaster, ognuna con il suo progetto di valore, con la sua storia da raccontare.
E poi sono arrivate due proposte di lavoro – ognuna arricchente e sfidante a modo suo – a cui ho dovuto dare attenzione. In questi ultimi mesi hai visto meno post su questo profilo perché non ce l’ho fatta a seguire la programmazione prevista.
Proprio ieri una persona mi ha detto che non vanno mai comunicate parole “negative” (come “incertezza”, “sfide” e così via). Eppure, nonostante ti abbia esposto le mie difficoltà (che non sono negative, ma semplicemente umane) non è successo niente: sono ancora viva e va tutto bene.
Auguro a noi tutt* di fare lo stesso per questa pausa estiva: proviamo a concederci di stare bene con quel che c’è, con il riposo e con il viaggio, con il ritiro e con la condivisione, con l’ozio e con l’operosità.
Curiamoci di noi, non di quello che appare agli occhi altrui.
Protagoniste torna con una nuova storia il primo settembre! Nell’attesa, puoi recuperare o riascoltare gli episodi pubblicati andando al link 👉 https://linktr.ee/protagoniste_il_podcast
06/07/2024
Bessie Head, nata il 6 luglio di ottantasette anni fa, rappresenta una delle massime voci della narrativa sudafricana: una voce potente che ha saputo trasformare la propria esistenza tormentata in un viaggio letterario di profonda introspezione e rivelazione.
Nata nel contesto di segregazione e discriminazione dell’Apartheid, Bessie Head ha vissuto la sua esistenza come una meticcia e un'esule, in perenne lotta con un mondo che la considerava diversa e, per questo, emarginata. Le sue esperienze personali di alienazione e sofferenza si riflettono nei personaggi e nelle situazioni di "Una questione di potere". La sua scrittura, cadenzata dal ritmo del delirio e delle fantasie oniriche, dà vita a un percorso spirituale negli abissi dell'anima, in continuo dialogo con la morte.
Il romanzo si sviluppa attorno al conflitto tra due figure maschili dominanti, Dan e Sello, che rappresentano il drammatico antagonismo fra Bessie Head e la società che rigetta la sua differenza. Nonostante le difficoltà della vita, la scrittura si rivela la patria metaforica di Head, l'ancora di salvezza che le permette di navigare nelle acque burrascose della sua esistenza. Scrivere diventa per Head non solo un mezzo per sopravvivere, ma anche per affermare la propria identità e il proprio potere.
L’identità, così come la libertà della citazione, non è un diritto scontato, ma una conquista costante, un trionfo ottenuto sul campo della vita. Diventare chi siamo, trovare il nostro posto nel mondo e affermare la nostra esistenza è un cammino faticoso e doloroso, ma necessario per poterci dire veramente liberƏ.
Bessie Head ci invita a vedere la libertà non come un diritto acquisito, ma come un traguardo a cui tendere attraverso la lotta, la tenacia e la resilienza. Il suo viaggio doloroso e coraggioso ci insegna che anche nelle circostanze più avverse, possiamo trovare una via per far sentire la nostra voce e per avere potere. Con la sua scrittura incisiva e toccante, Bessie Head ci ricorda che la vera libertà è una vittoria da conquistare e celebrare ogni giorno.
01/07/2024
A volte ci fidiamo a tal punto della nostra memoria o del nostro controllo da ve**re puntualmente contraddettƏ dalla realtà. Per esempio, mentre mi dirigevo verso l'hotel di Carmen Palumbo, ero convinta della strada che avrei dovuto fare.
Peccato che avessi memorizzato un numero civico sbagliato. A un certo punto, mentre camminavo nella direzione opposta rispetto all'albergo, mi sono fermata a verificare la correttezza dell'indirizzo. Ho dubitato e questa piccolo atto di messa in discussione, mi ha fatto invertire la rotta e arrivare da Carmen.
Intervistando Carmen Palumbo, Country Sales Manager di WithSecure, ho scoperto che quel mio errare era il preludio ideale per una storia di esplorazione aperta all'inciampo, come lo definisce lei, e cioè a quella capacità di ammettere la deviazione, l’imprevisto che potrebbe portarci comunque dove vogliamo oppure condurci verso destinazioni non programmate ma che sentiamo nostre.
Le tappe professionali della lunga e variegata carriera di Palumbo, infatti, sono segnate da una serie di tuffi nell'ignoto, nel mare immenso e a volte spaventoso delle possibilità, ma con alla guida un obiettivo fondante: costruire la propria identità e le proprie competenze lavorative e crescere professionalmente anche cogliendo occasioni impreviste.
Attraverso il racconto asciutto e diretto di Carmen Palumbo, riconoscerai situazioni e sensazioni che tuttƏ abbiamo sperimentato nella nostra vita lavorativa: la paura di fronte a un nuovo incarico, il dubbio di non essere all’altezza del ruolo, ma anche il desiderio di viaggiare, vagare, di mettersi in gioco e lasciarsi andare all’avventura allentando le redini, talvolta tiranniche e asfissianti, del controllo.
La cover dell’episodio è di .gaggioli che ha disegnato uno sfondo floreale per rendere la tensione innata a espandersi e a germogliare di Carmen.
Il nuovo episodio di “Carmen Palumbo – Abbracciare l’ignoto”, realizzato in collaborazione con Women For Security è ora disponibile.
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01/06/2024
Immagina un piccolo centro della provincia lecchese in una fresca e silenziosa sera d’estate. Quasi tutta la cittadinanza si è rintanata in casa per la cena eccetto una giovane donna che passeggia muta e assorta per le vie del borgo nel tentativo di sbrogliare la f***a matassa dei suoi pensieri.
Al di là dei monti che incorniciano la visuale che si gode dal paese di Carenno, vi è la grande città: Milano con le sue promesse di futuro e con il suo richiamo seducente. Ilaria Pigazzini vaga per le strade del suo paesino mentre ricorda la sua infanzia libera e gioiosa e mentre pensa alle amicizie consolidate e alle figure reali e virtuali che l’hanno portata dove è ora, a un passo dal lasciare il nido confortevole degli affetti per cominciare l’università a Milano e spiccare il volo.
Oggi, quell’adolescente che sognava e temeva il primo grande lancio oltre i bordi sicuri di casa, è un’ingegnera informatica, imprenditrice e CEO di , una startup che grazie a un programma progettato dalla stessa Pigazzini aiuta le aziende ad analizzare il software di qualsiasi applicativo individuando anomalie nelle architetture.
Attraverso la voce scoppiettante e la personalità irresistibile di Ilaria Pigazzini, ti immergerai in un mondo sfavillante e ricco di energia e scoprirai le piccole e grandi consapevolezze che la nostra giovane protagonista ha appreso grazie a un percorso di crescita umana e professionale svolto in compagnia di preziose alleanze.
La cover dell’episodio è di che ha immaginato delle forme geometriche azzurre che simulano i riflessi della luce su una superficie acquatica dalla quale emerge la figura di Ilaria Pigazzini nei panni della sua eroina Kate Walker.
Il nuovo episodio di “Ilaria Pigazzini – La corrente dell’abbondanza”, realizzato in collaborazione con SheTech è ora disponibile. Vai al link per scegliere la tua piattaforma di ascolto preferita 👉 https://linktr.ee/protagoniste_il_podcast
23/05/2024
Sappiamo bene che anche le donne possono coltivare e perpetuare pregiudizi e stereotipi sul proprio genere. La cultura che respiriamo entra in circolo e si diffonde nella nostra mente. Così è stato anche per Ilaria Pigazzini, ingegnera e oggi CEO della startup Arkan.
Le è bastato guardarsi intorno da bambina, capire che i suoi compagni di scuola potevano correre, giocare senza preoccuparsi di sporcarsi mentre a lei e alle sue compagne veniva chiesto di essere graziose, belle da guardare quasi come delle bambole.
Ma non c’è nulla che possa contenere o imprigionare l’energia esplosiva di Ilaria Pigazzini, una giovane imprenditrice dalla personalità strabordante. Seguendo la sua voce, ti inoltrerai in un mondo dalle tinte variopinte e accese, in un universo dove regna l’abbondanza.
Se ci pensiamo, viviamo tutte in uno stato di mancanza. Può capitare che data l’esiguità dello spazio che abbiamo, fatichiamo ad ammettere nuovi ingressi. In altre occasioni ci teniamo strette le nostre piccole o grandi conquiste col timore che condividendo le nostre esperienze, un’altra persona possa toglierci qualcosa o raggiungere obiettivi più grandi.
Nel corso dell’episodio dedicato a Ilaria Pigazzini, scoprirai che è possibile uscire dalla logica della scarsità e ve**re fuori, rompere gli argini, avvolgere tutto e gioire insieme dei traguardi raggiunti facendo squadra con le altre donne e persino con i nostri alleati maschi.
L’episodio si intitola “La corrente dell’abbondanza” proprio per questo: Ilaria Pigazzini si definisce “un contenitore” perché è abilissima ad assorbire informazioni, ma a un certo punto della vita ha dovuto scegliere fra essere soltanto un’ottima spugna e permettere alla sua incontenibile creatività di sgorgare libera e impetuosa come un fiume in piena.
Per scoprire la scelta di Ilaria Pigazzini e seguire la tumultuosa corrente della sua storia, ascolta l’episodio a lei dedicato realizzato in collaborazione con SheTech e disponibile su tutte le principali piattaforme a partire dal primo giugno.
19/05/2024
Ci avviciniamo ai Giochi della # # Olimpiade che per la prima volta ospiteranno lo stesso numero di atlete e atleti. Eppure, c’è stato un tempo in cui lo sport non poteva essere accostato al femminile. Se qualcosa è cambiato da allora, lo dobbiamo ad Alice Milliat, scomparsa il 19 maggio 1954.
Siamo a Monte Carlo nel 1921 e Milliat dà inizio ai primi Giochi Femminili Internazionali opponendosi alla decisione del Comitato Olimpico di escludere le gare femminili ai Giochi di Anversa del 1924. Ma chi è questa donna che osa sfidare lo status quo e che rivendica uno spazio ufficiale per le donne che fanno sport e che fino ad allora sono state tollerate con condiscendenza come un fenomeno bizzarro e irrilevante?
Prima di lasciare Nantes e partire per l’Inghilterra, Alice non ha mai pensato di dedicarsi allo sport. Ma oltremanica, dopo la morte del marito, Milliat comincia a fare canottaggio e scopre una passione e un talento inattesi che la porteranno a vincere diversi premi.
In quegli anni non esistono abiti sportivi pensati per le atlete. Alle donne è permesso praticare solo alcuni sport come il tennis e il nuoto, ma nel 1919 Milliat organizza come presidente della Societè Femminine du Sport, tornei femminili di calcio, atletica leggera, hockey e basket per svelare l’insensatezza del pregiudizio che limita l’accesso delle donne allo sport.
Nel 1922 Milliat inaugura la prima edizione dei Women’s World Games per le atlete escluse dai Giochi Olimpici. Ma al contrario di quanto forse sperano de Coubertin e il Comitato Olimpico, la manifestazione genera un enorme clamore mediatico e vede una grande partecipazione di pubblico che porterà all’ammissione di alcune atlete durante i Giochi di Amsterdam del 1928.
Una conquista che non interromperà la battaglia di Milliat e che oggi prosegue grazie alla Fondazione che porta il suo nome e alle atlete che lottano per i loro diritti di partecipazione e libertà.
Passeggiando nella nostra città ideale, vi imbatterete nel Palazzo dello Sport Alice Milliat che è lì a ricordarci che la strada per un giusto e pieno riconoscimento delle donne nello sport non è ancora finita.
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