Cobas Scuola Roma
L'Associazione, politico sindacale, ha come scopo sociale la difesa ed il miglioramento delle condiz
23/06/2026
Collaboratori Scolastici: assistenza agli alunni/e e inclusione, più organico e stipendi adeguati.
L’orientamento ARAN del novembre 2024 ha riportato al centro dell’attenzione una questione che da anni interessa migliaia di lavoratrici e lavoratori della scuola: l’assistenza agli alunni nell’uso dei servizi igienici e nella cura dell’igiene personale. Il chiarimento richiama quanto previsto dall’Allegato A del CCNL Istruzione e Ricerca sottoscritto il 18 gennaio 2024, che definisce le specifiche professionali del personale ATA e, in particolare, dei collaboratori scolastici. Secondo l’ARAN, tra i compiti propri del collaboratore scolastico rientrano la vigilanza sugli alunni, l’assistenza durante il servizio mensa e, nelle scuole dell’infanzia e primaria, il supporto necessario nell’utilizzo dei servizi igienici e nella cura dell’igiene personale. Per gli alunni con disabilità, inoltre, il contratto prevede l’ausilio materiale non specialistico finalizzato a garantire concretamente il diritto all’inclusione scolastica, comprendendo l’accesso agli edifici, gli spostamenti all’interno della scuola, l’uscita dai locali scolastici e l’assistenza legata all’igiene personale. L’ARAN sostiene che tale previsione non rappresenti una novità introdotta dal contratto del 2024, ma una conferma di attività già presenti nei precedenti ordinamenti professionali del personale ATA. Viene quindi ribadita la continuità di una funzione che, nelle intenzioni dell’amministrazione, fa parte integrante del profilo professionale del collaboratore scolastico.
Come Organizzazione Sindacale riteniamo tuttavia che il problema non sia esclusivamente interpretativo. Il vero nodo riguarda le condizioni nelle quali questi compiti vengono svolti ogni giorno nelle scuole italiane. Nessuno mette in discussione il diritto degli alunni, in particolare di quelli più piccoli e degli studenti con disabilità, a ricevere tutta l’assistenza necessaria per frequentare la scuola in condizioni di dignità, sicurezza e inclusione. Al contrario, proprio perché questo diritto è fondamentale, esso deve essere garantito attraverso un’organizzazione del lavoro adeguata, personale sufficiente e risorse realmente disponibili. Da anni denunciamo una situazione di cronica carenza degli organici ATA. Nel prossimo anno scolastico ci saranno 2.174 Collaboratori Scolastici in meno. Le scuole sono chiamate a garantire servizi sempre più complessi, mentre il numero del personale Collaboratore Scolastico continua a risultare sempre più insufficiente rispetto alle esigenze reali dei territori. A ciò si aggiungono l’aumento delle responsabilità e la crescita degli adempimenti richiesti.
I numeri parlano chiaro. Con circa 128.969 collaboratori scolastici distribuiti su oltre 45.500 plessi scolastici, la media è di circa 2,8 collaboratori per sede. Una situazione che rende estremamente difficile garantire contemporaneamente sorveglianza, accoglienza, pulizia, supporto agli uffici, apertura e chiusura dei locali, assistenza agli alunni e tutte le altre attività previste dal profilo professionale. In tutti i casi il personale è costretto a operare in condizioni di evidente sottodimensionamento, con carichi di lavoro sempre più pesanti e margini organizzativi ridotti al minimo. A tutto questo si aggiunge il fenomeno degli accorpamenti scolastici, che sta determinando Istituti Scolatici sempre più grandi e complessi da gestire. Mentre aumentano il numero degli studenti, delle sedi e delle esigenze organizzative, il personale ATA continua a essere insufficiente e spesso lasciato solo ad affrontare problematiche che richiederebbero un organico adeguato. Non possiamo ignorare, inoltre, il dato del precariato, che continua a interessare una quota rilevante del personale ATA. Migliaia di lavoratrici e lavoratori garantiscono ogni anno il funzionamento delle scuole senza la stabilità occupazionale che meritano. Una situazione che penalizza non soltanto il personale, ma anche il diritto allo studio degli alunni.
Come Organizzazione Sindacale respingiamo una visione che considera il personale ATA una componente marginale della comunità scolastica. Senza il personale ATA la scuola non può aprire e funzionare. I Collaboratori Scolastici, gli Assistenti Amministrativi, gli Assistenti Tecnici e tutte le altre figure professionali rappresentano una parte essenziale del sistema dell’istruzione pubblica. Eppure continuano a essere tra i lavoratori meno valorizzati, con retribuzioni che non rispecchiano le responsabilità effettivamente svolte e con condizioni di lavoro che richiedono da tempo interventi concreti. Per questo chiediamo con forza un piano straordinario di incremento degli organici ATA, la riduzione del precariato, maggiori investimenti sulla formazione e il pieno riconoscimento professionale ed economico di tutto il personale. I diritti degli alunni e quelli dei lavoratori non sono in contrapposizione. Al contrario, una Scuola realmente inclusiva si costruisce garantendo entrambe le cose. Solo attraverso la partecipazione e la mobilitazione collettiva sarà possibile ottenere risposte concrete per il personale ATA e la scuola pubblica.
Alessandro Pieretti Esecutivo nazionale COBAS Scuola
16/06/2026
con l’avviso n. 15215 dell’11 giugno 2026,il MIM comunica l’apertura funzioni per la presentazione telematica delle istanze di scioglimento della riserva ai fini dell’inclusione a pieno titolo nella I fascia delle GPS e di conferma del servizio svolto nell’anno scolastico in corso.
L’istanza deve essere presentata:
- dai docenti che hanno conseguito dopo il 16 marzo o che conseguiranno entro il 30 giugno un titolo di accesso alla prima fascia GPS. Abilitazione all’insegnamento, Laurea in Scienze della formazione primaria, specializzazione sostegno o specializzazioni per la didattica differenziata (metodi Montessori, Agazzi e Pizzigoni) e elenchi relativi agli istituti di cui all’articolo 67 del Testo Unico (Istituti per sordomuti di Roma, Milano e Palermo e Istituti per non vedenti).
- conferma del servizio maturato nel corrente anno scolastico in quanto effettivamente svolto ai fini della valutabilità in graduatoria.
L’istanza per lo scioglimento della riserva può essere presentata dal 15 giugno 2026 (h. 9.00) al 2 luglio 2026 (h. 23.59) attraverso la piattaforma ministeriale Istanze OnLine.
Per tutte le informazioni e per la compilazione/presentazione dell'istanza, occorre prendere appuntamento con i nostri consulenti, telefonando allo 06 70452452, Lun-Ven, 10-13 / 16-19. Come sempre, il servizio è gratuito per i nostri iscritti/e e per chi si iscrive nell'occasione.
Vi invitiamo a dare la massima diffusione a questa informativa, affinché anche altri vostri colleghi/e possano rivolgersi a noi per questa importante questione.
Esecutivo COBAS SCUOLA di Roma e Provincia
26/05/2026
Con la nota n. 11814 del 6 maggio 2025 avente per oggetto: Anno scolastico 2026/2027 – Istruzioni e indicazioni operative in materia di supplenze al personale docente ed educativo. il MIM comunica la modalità e la tempistica per la scelta delle 150 preferenze (scuole, distretti, comuni, provincia).
La domanda dovrà essere presentata in modalità telematica su Istanze on line (Informatizzazione nomine supplenze) dalle ore 14,00 del 16 luglio alle ore 14,00 del 29 luglio 2026.
Supplenze annuali finalizzate alla nomina in ruolo (GPS I fascia sostegno o elenchi aggiuntivi). Fase provinciale.
Possono partecipare i docenti inseriti a pieno titolo nella GPS I fascia sostegno o elenchi aggiuntivi; i docenti già di ruolo (che abbiano superato il periodo di prova al 01/09/2025 o prima). Non hanno titolo a partecipare alla procedura gli aspiranti inclusi con riserva nella prima fascia delle GPS per i posti di sostegno, in quanto in attesa del conseguimento/riconoscimento del titolo di specializzazione e i docenti tenuti allo svolgimento dell’anno di prova. Ai sensi dell’articolo 2, comma 2, punto 3-quater, del decreto-legge 7 aprile 2025, n. 45, convertito con modificazione dalla legge 5 giugno 2025, n. 79, l’assegnazione di una delle sedi indicate nella domanda comporta l’obbligo di accettazione espressa entro 5 giorni o, comunque, entro il 1° settembre qualora l’assegnazione intervenga a decorrere dal 28 agosto. La mancata accettazione della sede entro il suddetto termine è considerata d’ufficio come rinuncia alla nomina e determina la decadenza dall’incarico conferito.
Supplenze annuali finalizzate alla nomina in ruolo (GPS I fascia sostegno o elenchi aggiuntivi). Fase interprovinciale.
I docenti di sostegno in prima fascia GPS che hanno partecipato alla procedura senza rinunciare, ma non hanno ricevuto nomina, possono fare domanda online per i posti vacanti in altre province (anche di altre regioni). Nell’istanza indicano province e tipi di sostegno richiesti. Domande aperte dal 14 agosto ore 14 al 18 agosto ore 12. Dall’apertura di questa fase non sono più possibili surroghe provinciali per rinunce.
Chi ottiene una sede deve accettarla entro 5 giorni (o entro il 1° settembre se assegnata dal 28 agosto); altrimenti decade dalla nomina. L’accettazione esclude la continuità didattica, altre supplenze GPS e interpelli. Nella procedura interprovinciale, basta l’assegnazione della provincia per perdere il diritto ad altre supplenze, anche se si rinuncia. Chi non presenta domanda o non riceve incarico può partecipare alle successive nomine a tempo determinato.
Continuità dei docenti a tempo determinato su posto di sostegno.
Conclusi i conferimenti dei contratti a tempo indeterminato e determinato finalizzati al ruolo, gli uffici scolastici procederanno alla conferma dei docenti di sostegno per garantire la continuità didattica.
Possono essere confermati:
docenti specializzati sullo stesso grado, nominati nel 2025/2026 tramite G*E, GPS, graduatorie d’istituto (anche viciniori) o interpello;
docenti non specializzati inseriti in seconda fascia GPS, se nominati da scorrimento provinciale della stessa;
docenti non specializzati non inseriti in GPS, se nominati da scorrimento incrociato G*E/GPS;
docenti di ruolo assegnati su sostegno ai sensi degli artt. 47 o 70 CCNL.
Non possono essere confermati:
docenti non specializzati nominati da graduatorie d’istituto o interpello;
docenti con supplenze brevi.
La conferma comporta l’esclusione da tutte le successive procedure di supplenza, compresi gli interpelli. Chi rinuncia alla conferma partecipa regolarmente alle nomine provinciali e d’istituto.
Supplenze annuali o fino al termine delle attività didattiche (G*E e GPS posto comune e/o sostegno).
Per le supplenze annuali (31 agosto) e fino al termine delle attività didattiche (30 giugno), il sistema utilizza prima le G*E e, in caso di esaurimento o insufficienza, le GPS.
Gli aspiranti già inseriti nelle GPS del biennio precedente che non presentano domanda di aggiornamento/permanenza né l’istanza per le supplenze 2026/2027 vengono esclusi dalle GPS e dalle relative graduatorie di istituto per tutto il nuovo biennio.
I docenti di ruolo che partecipano alla procedura possono indicare esclusivamente posti interi.
È previsto il recupero dei docenti che non ottengono incarico per assenza di disponibilità nelle sedi scelte. Non sono considerati rinunciatari e possono partecipare ai successivi turni di nomina sulle sedi indicate.
In caso di supplenza a orario non intero, il docente mantiene sempre il diritto al completamento orario nella stessa provincia fino al raggiungimento dell’orario obbligatorio.
Il completamento avviene con modalità diverse:
per spezzoni fino al termine delle attività didattiche, senza frazionamento delle disponibilità;
per supplenze brevi e saltuarie, anche con frazionamento orario, purché compatibile con il servizio e con la continuità didattica.
26/05/2026
5 X 1000 ANNO 2026. COME USEREMO I FONDI. AZIMUT C.F. 97342300585
In TANZANIA costruiremo una scuola Secondaria nel villaggio di Namhula che sarà frequentata da circa 250 ragazze e ragazzi (che attualmente percorrono 20km al giorno per la scuola più vicina)
In BENIN sosteniamo il personale sanitario di 2 Ospedali nella formazione in area chirurgica e abbiamo un programma di borse di studio per giovani medici
In ITALIA promuoviamo i diritti delle persone detenute sostenendo le attività del CESP e della rete delle scuole ristrette.
In ITALIA realizziamo attività di formazione e orientamento ai servizi per i lavoratori migranti presso la sede di Pomezia del COBAS LAVORO PRIVATO
Firma per: Associazione Azimut ETS
Codice Fiscale: 97342300585
20/05/2026
Dopo lo sciopero del 6 e 7 maggio i COBAS ribadiscono: basta prove Invalsi!
Come organizzazione sindacale, raccogliendo le numerose segnalazioni provenienti dalle/dai docenti di diversi territori, riteniamo necessario esprimere una forte preoccupazione rispetto alle modalità con cui vengono gestite le attività connesse alle prove INVALSI, in particolare per quanto riguarda la scuola primaria e le procedure di correzione, inserimento dati e tabulazione delle risposte degli alunni. Le comunicazioni inviate ai docenti, da parte dell’INVALSI, nelle quali si dispone l’assegnazione di classi e materie per l’inserimento delle risposte degli studenti scuola primaria all’interno delle piattaforme predisposte dall’INVALSI, evidenziano ancora una volta un meccanismo organizzativo che scarica impropriamente e illegittimamente sulle scuole e sulle/sui docenti attività che non rientrano nelle ordinarie funzioni didattiche né negli obblighi contrattuali.
Occorre ribadire con chiarezza un principio fondamentale. Il personale scolastico non dipende dall’INVALSI, svolge la propria attività nell’ambito delle prerogative definite dalla Costituzione, dal contratto collettivo nazionale e dagli Organi Collegiali. L’INVALSI è un ente di valutazione del sistema educativo e non può trasformarsi, nei fatti, in un soggetto che impartisce disposizioni operative dirette al personale docente imponendo procedure, tempi e carichi di lavoro aggiuntivi. Le richieste rivolte ai docenti appaiono particolarmente gravose oltre che improprie e illegittime. Presenza anticipata nei plessi scolastici, permanenza prolungata nelle classi, consultazione di manuali di somministrazione, accessi obbligatori a piattaforme digitali, inserimento di dati e continue verifiche dell’area riservata per eventuali variazioni organizzative. Tutto ciò comporta un aggravio evidente delle condizioni di lavoro, sottraendo tempo alla progettazione didattica e alle attività di insegnamento.
La questione diventa ancora più rilevante se si considera che l’INVALSI riceve ingenti finanziamenti pubblici proprio per la gestione delle attività di rilevazione, monitoraggio e valutazione del sistema scolastico nazionale, circa trenta milioni di euro ogni anno. È pertanto legittimo chiedersi per quale motivo le operazioni di somministrazione, correzione, tabulazione e caricamento dei dati debbano ricadere sulle scuole e sui docenti. L’impressione diffusa tra il personale è che si sia consolidato nel tempo un sistema fondato sulla disponibilità obbligata delle scuole, considerate come terminali operativi di procedure centralizzate. Si tratta di una deriva che rischia di compromettere e di alterare la funzione educativa/formativa.
A destare perplessità è anche l’atteggiamento di alcune/i Dirigenti Scolastiche/ci che, anziché contrastare tali pratiche o quantomeno sottoporle a un confronto collegiale, finiscono spesso per assumere una posizione meramente esecutiva e accondiscendente nei confronti delle richieste provenienti dall’INVALSI. La Dirigenza scolastica non dovrebbe limitarsi a trasmettere disposizioni operative alle/ai docenti, ma tutelare il personale da carichi impropri e da procedure che eccedono le attività didattiche e formative. In numerosi casi segnalati, invece, si assiste alla predisposizione di turnazioni obbligatorie, all’imposizione di orari aggiuntivi e a richieste di prestazioni che spesso non risultano formalmente deliberate dagli Organi Collegiali Competenti.
E’ ancora più importante la riflessione sulla reale utilità pedagogica delle prove INVALSI. Da anni il mondo della scuola discute sull’effettiva capacità di tali rilevazioni di migliorare la qualità dell’insegnamento o di ridurre le disuguaglianze educative e territoriali. I risultati concreti, tuttavia, appaiono nulli. Anzi, le differenze sociali, economiche e territoriali continuano a incidere pesantemente sugli apprendimenti delle/dei discenti e non possono essere superate attraverso prove standardizzate. Le disuguaglianze scolastiche si combattono con investimenti strutturali, riduzione del numero di alunni per classe, stabilizzazione del personale e incremento delle risorse. Le prove standardizzate, al contrario, rischiano spesso di ridurre la complessità dei processi di apprendimento a semplici dati numerici, favorendo logiche classificatorie che poco hanno a che fare con la formazione delle/degli alunne/ i.
Nella scuola primaria tali criticità risultano ancora più evidenti. L’apprendimento delle/dei bambine/i necessita di tempi distesi, relazioni educative significative e percorsi individualizzati. La pressione legata alla somministrazione delle prove, alla raccolta dei dati e al rispetto di procedure standardizzate introduce invece elementi estranei alla serenità dell’ambiente educativo. La crescente invasività delle procedure INVALSI produce un progressivo spostamento dalla Scuola agli organismi esterni di valutazione. Si tratta di una forma di intromissione che rischia di svuotare il ruolo degli Organi Collegiali e di comprimere la libertà di insegnamento garantita dalla Costituzione. La Scuola ha bisogno di risorse. Il personale scolastico continua quotidianamente a garantire il funzionamento con grande senso di responsabilità. Per questo riteniamo non più rinviabile una riflessione seria sul rapporto tra INVALSI, istruzione e Istituzioni Scolastiche. Bisogna restituire centralità alla funzione educativa/formativa e rispettare il ruolo fondamentale dei/delle docenti e di tutto il personale scolastico.
Domenico Montuori Esecutivo nazionale COBAS Scuola
19/05/2026
IL CESP-RETE DELLE SCUOLE RISTRETTE
AL SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO
Positivo il bilancio della partecipazione del CESP e della Rete delle scuole ristrette al Salone Internazionale del Libro di Torino di quest’anno. Come previsto il CESP e la Rete sono stati presenti in più appuntamenti e in quelli svolti negli spazi delle Regioni Umbria, Lazio e Toscana sono state poste le concrete basi per l’attuazione di interventi di welfare culturale in carcere, con riguardo alle biblioteche e ai percorsi teatrali, attraverso i quali prevedere percorsi professionalizzanti per i detenuti come operatori di biblioteca, operatori culturali, tecnici delle luci e del suono, macchinisti, costumisti (oltre che attori). In tutti gli appuntamenti il CESP e la Rete sono stati seguiti da un pubblico vasto e vario che si è dimostrato interessato al percorso compiuto dal CESP e dalla Rete in questi anni. Negli incontri svolti con le Regioni sono intervenuti, Olimpia Bartolucci (Regione Umbria), Francesca Cadeddu (AIB nazionale- Referente biblioteche in carcere), Giorgio Flamini (docente, architetto, direttore artistico Compagnia CR Spoleto), Luisa Marquardt (AIB CNBS, IFLA CPDWL), Roberto Sasso (Biblioteca di Orvieto), Filomena Avallone (Regione Lazio), Pino Panepinto (Operatore di Biblioteca), Elena Pianea (Regione Toscana), Elisabetta Soldati (Rete Bibliotecaria di Siena), Tiziana Mori (Centro Regionale Biblioteca sociale in Carcere, SDIAF Firenze), Valeria Cioni (Direttrice Biblioteca Labronica Livorno), Giovanna Cuzzola (Area Educativa Casa Circondariale Livorno), Erica Meucci (docente CC Livorno-CR Gorgona-Tutor Progetto Biblioteche innovative in carcere), Anna Grazia Stammati (Presidente CESP, coordinatrice Rete delle scuole ristrette) .
Molto apprezzato l’intervento di un ex studente “ristretto” di Rebibbia (ora libero), il quale ha raccontato di quel doppio incontro in carcere che ha cambiato il suo percorso di vita, la scuola (in possesso della sola licenza media ha potuto frequentare le scuole superiori e ottenere il diploma di maturità) e la Biblioteca (frequentando il corso Biblioteche innovative in carcere ha potuto conoscere il mondo dei libri e scoprire interessi e bisogni sino ad allora inespressi, acquisendo un certificazione delle competenze come “operatore di Biblioteca”). Un incontro, ha detto, che non sarebbe mai potuto avvenire fuori, dove le sue condizioni non gli avrebbero permesso di frequentare le persone che lo hanno accolto e accompagnato nel nuovo percorso. Severo è stato, però, il suo monito sulla necessità che la società mantenga le promesse e accolga chi, una volta pagati i propri errori, vorrebbe ricominciare, ma non può farlo, nonostante l’impegno individuale, perché le porte rimangono chiuse.
Particolarmente partecipato l’incontro nella Sala Internazionale del Lingotto “Oltre la pena: percorsi di risocializzazione e cittadinanza attiva” che, a fronte di 80 posti disponibili, ha visto circa 120 persone in fila per accedere alla Sala Internazionale messa a disposizione dal Salone. Nel dibattito hanno preso la parola la Vicepresidente del Senato, Anna Rossomando, la referente dell’area educativa dell’Istituto Penale Minorile, “Ferrante-Aporti” di Torino, Rita Bonavita, la Dirigente dell’IIS “Soleri-Bertone” di Saluzzo, Alessandra Tugnoli, il Referente del Rettore per i Poli Universitari in carcere e docente ordinario di Sociologia presso l’Università di Torino, professor Rocco Sciarrone, la presidente del CESP e coordinatrice della Rete delle scuole ristrette, Anna Grazia Stammati (da sinistra nella foto), la dottoressa Elena Pianea, per la Regione Toscana, l’avvocato Damiano Pujia, membro della Commissione di diritto penale e dell’Osservatorio sulle carceri (O.N.A.C.) di A.I.G.A.-Roma. Due i punti dai quali si è partiti, l’esclusione di fatto di una parte consistente della popolazione italiana dalla vita culturale della società (come dimostrano i dati dello stesso Ministero della Giustizia- Detenuti per titolo di studio, al 31 dicembre 2025); la necessità di garantire percorsi di crescita personale dei detenuti, mirati a riportare il cittadino all'interno della comunità, attraverso istruzione e cultura, veri e propri pilastri pedagogici e costituzionali legati all'articolo 27 della Costituzione italiana. A partire da tali presupposti e da quanto è emerso negli incontri con le regioni per la costituzione di una rete tra le biblioteche nelle carceri delle regioni con le quali si è stabilita una fattiva collaborazione, si è proposto un percorso per la definizione di una cornice “istituzionale” che, da alcune consolidate esperienze in atto, come quelle rappresentate dal CESP-Rete delle scuole ristrette, favorisca un intervento strutturale e non episodico dei detenuti in merito ai temi trattati. Su questo la Vicepresidente del Senato ha dimostrato la disponibilità politica e istituzionale per trasformare progetti pilota sulla cultura in carcere in riforme strutturali, dimostrando un'apertura formale per dare un seguito concreto alle proposte avanzate e offrendo una sponda legislativa a iniziative che spesso restano frammentate.
Al termine dell’incontro ci si è dato appuntamento al Festival dei Due Mondi di Spoleto, nel quale il CESP e la Rete sono inseriti da undici anni. In tale ambito la Compagnia (Direttore artistico Giorgio Flamini), il 7 e l’8 luglio presenterà lo spettacolo “Innominabile ’27. Non posso continuare. Continuerò” dedicato a Samuel Beckett e interpretato dai detenuti della Casa di Reclusione di Spoleto che si svolgerà all’interno delle mura del penitenziario. In continuità con lo spettacolo, il CESP-Rete delle scuole ristrette, l’8 e il 9 luglio svolgerà un seminario di formazione/aggiornamento “Lo scaffale di Caino: uno sguardo oltre le sbarre. Non posso continuare. Continuerò” che si aprirà nel pomeriggio dell’8 luglio, prevedendo la partecipazione dei docenti della Rete alla replica dello spettacolo e continuerà il 9 luglio per fare, insieme ai docenti della Rete, un bilancio complessivo, sia dell’attività svolta nell’anno in corso che dello stato dei percorsi di istruzione e cultura negli istituti penitenziari per definire le linee di intervento per l’anno scolastico 2026-2027.
12/05/2026
Salone Internazionale del Libro di Torino
Lingotto Fiere
14- 18 maggio 2026
"Oltre la pena: percorsi di riconnessione sociale e cittadinanza attiva"
Alle iniziative previste saranno presenti studenti della “Rete delle scuole ristrette”, ora liberi, ma testimoni dei percorsi di istruzione e dei percorsi culturali svolti negli istituti penitenziari della Rete.
Giovedì 14 maggio
Ore 16.00-17.00
Letture e biblioteche in carcere: pratiche da promuovere, diritti da garantire
Stand Umbria- Regione Ospite d’onore della # # edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino 2026
Padiglione Ovale
Coordina Olimpia Bartolucci (Regione Umbria). Intervengono Giorgio Flamini (Direttore artistico Compagnia CR Spoleto) Luisa Marquardt (AIB CNBS, IFLA CPDWL), Anna Grazia Stammati (Presidente CESP e Coord. Rete Scuole Ristrette)
Venerdì 15 maggio
Ore 11.00-12.00
Biblioteche che trasformano: inclusione, diritti e futuro nel Lazio
Stand Regione Lazio- Padiglione Ovale
Coordina Filomena Avallone (Regione Lazio). Intervengono Luisa Marquardt (AIB CNBS, IFLA CPDWL), Pino Panepinto (Operatore di Biblioteca), Anna Grazia Stammati (Presidente CESP e Coord. Rete Scuole Ristrette).
Ore 12.45-13.45
Oltre la pena: percorsi di riconnessione sociale e cittadinanza attiva.
Sala Internazionale- Padiglione 2
- CoordinaAnna Grazia Stammati (Presidente CESP)
Sono stati invitati e hanno confermato (in ordine alfabetico):
Simona Badame(Dirigente penitenziario Direttore aggiunto Uiepe Torino- Direttore reggente IPM Torino), Giorgio Flamini (Direttore artistico Compagnia Casa di reclusione di Spoleto), Patrizia Lazzari (Docente Casa Circondariale Marassi), Luisa Marquardt (AIB CNBS, IFLA CPDWL), Giovanni Mercurio (docente, vicepresidente ICS-ETS- Alessandria), Pino Panepinto (Operatore di Biblioteca), Elena Pianea (Regione Toscana), Damiano Francesco Pujia (avvocato del Foro di Roma), Anna Rossomando (Senatrice della Repubblica Italiana), Rocco Sciarrone (Consigliere della Conferenza nazionale dei delegati dei rettori per i Poli Universitari Penitenziari -CNUPP-Delegato della Rettrice per il Polo Universitario Penitenziario dell'Università di Torino), Alessandra Tugnoli (Dirigente scolastica IIS Soleri-Bertone-Saluzzo, con sezioni di istruzione nella CR di Saluzzo).
Ore 14.30-15.30
Interventi di welfare culturale in carcere
Stand Regione Toscana- Padiglione Oval
Gocce di libertà.Modera Elena Pianea(Regione Toscana). Intervengono (per la Regione Toscana):Elisabetta Soldati (Rete Bibliotecaria di Siena), Tiziana Mori (Centro Regionale Biblioteca sociale in Carcere, SDIAF Firenze), Luisa Marquardt (AIB CNBS, IFLA CPDWL),Anna Grazia Stammati (Presidente CESP).Intervengono (per il CESP):Valeria Cioni (Direttrice Biblioteca Labronica Livorno), Giovanna Cuzzola (Area Educativa Casa Circondariale Livorno), Erica Meucci (docente CC Livorno-CR Gorgona-Tutor Progetto Biblioteche innovative in carcere).
Lunedì 18 maggio
Prima parte
Ore 10.45-12.15
Sala Azzurra Padiglione 3
Adotta uno scrittore Per le scuole secondarie e gli istituti penitenziari
Seconda parte
Ore 12:30-14:00
Sala Azzurra – Padiglione 3
Adotta uno scrittore scuole secondarie di secondo grado, università e istituti carcerari
06/05/2026
DOMANDE INSERIMENTO ELENCHI REGIONALI DOCENTI
Con la nota n. 11301 del 29/04/2026 avente per oggetto “Costituzione degli elenchi regionali di cui all’articolo 399, comma 3-ter, del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, per l’anno scolastico 2026/2027”. Il MIM ha comunicato la tempistica per la presentazione delle domande per l’iscrizione negli elenchi regionali finalizzate alle immissioni in ruolo.
La domanda potrà essere presentata unicamente in modalità telematica dal 6 maggio (h. 09.00) al 25 maggio 2026 (h. 23.59).
Percorso per la presentazione della domanda: www.mim.gov.it - “Argomenti e Servizi > Servizi > lettera P > Piattaforma Concorsi e Procedure selettive”.
Possono presentare domanda di iscrizione agli elenchi regionali i candidati che hanno superato i seguenti concorsi:
• concorso ordinario n. 498 e n. 499 del 21 aprile 2020, incluse le classi di concorso di cui al decreto dipartimentale n. 826 dell’11 giugno 2021 [concorso ordinario 2020 + STEM 1];
• procedure concorsuali bandite con il decreto direttoriale n. 252 del 31 gennaio 2022 [STEM 2];
• procedura concorsuale bandita con il decreto direttoriale n. 1330 del 4 agosto 2023 [ed. motoria primaria];
• procedure concorsuali bandite con i decreti direttoriali n. 2575 e n. 2576 del 6 dicembre 2023 [PNRR1];
• procedure concorsuali bandite con i decreti direttoriali n. 3059 e n. 3060 del 10 dicembre 2024 [PNRR2].
Per inserirsi negli elenchi le graduatorie dei concorsi devono essere state pubblicate entro il 10 dicembre 2025.
I concorsi sono superati se nella prova orale è stato raggiunto il voto minimo di almeno 70/100, oppure nel caso del concorso straordinario 2020 il voto di almeno 56 punti nella prova scritta. Per le classi di concorso della scuola secondaria per le quali la procedura concorsuale ha previsto lo svolgimento della prova pratica nell’ambito della prova orale, il punteggio di riferimento è dato dalla media aritmetica della valutazione della prova pratica e del colloquio.
Non possono inserirsi negli elenchi regionali coloro che sono in possesso di un contratto a tempo indeterminato o determinato finalizzato al ruolo.
I candidati possono partecipare distintamente per ciascuna delle procedure concorsuali cui hanno titolo, per un’unica regione di destinazione.
Qualora il candidato abbia titolo all’iscrizione negli elenchi regionali maturato nell’ambito di più procedure concorsuali per la medesima classe di concorso o tipologia di posto, la posizione sarà determinata avendo riguardo alla procedura temporalmente precedente.
All’interno della singola classe di concorso o tipologia di posto, gli aspiranti sono graduati sulla base dell’ordine cronologico della procedura concorsuale cui hanno titolo,con riferimento alla data di pubblicazione del relativo bando.
Gli aspiranti appartenenti alla medesima procedura concorsuale sono graduati in due sezioni, da cui si attinge nel seguente ordine:
a. la prima, costituita dagli aspiranti che hanno svolto il concorso nella regione nella quale chiedono l’iscrizione nell’elenco;
b. la seconda, costituita dagli aspiranti che hanno svolto il concorso in una regione diversa da quella nella quale chiedono l’iscrizione nell’elenco.
All’interno di ciascuna sezione, gli aspiranti sono graduati sulla base della somma dei punteggi riportati nella prova scritta e nella prova orale.
Gli aspiranti del concorso straordinario 2020 sono graduati sulla base del punteggio conseguito nella prova scritta.
I docenti selezionati tramite le graduatorie dei concorsi PNRR, qualora non siano ancora abilitati, verranno assunti con contratto a tempo determinato finalizzato alla stabilizzazione e dovranno conseguire l’abilitazione entro la fine dell’anno scolastico, altrimenti perderanno il diritto all’immissione in ruolo.
I candidati destinatari della proposta di assunzione avranno 5 giorni per accettare in modo esplicito la sede assegnata; la mancata risposta sarà considerata rinuncia.
Per l’anno scolastico 2026/27, l’accettazione dell’incarico tramite gli elenchi regionali comporterà l’esclusione dalle successive nomine a tempo determinato.
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