SADA

SADA

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SADA è Salvatore Daniele, (Caserta, 1955). Vive a Rimini ma spesso è a Gran Canaria.

17/12/2025

dal IX volume:

2. L’ho uccisa!
In quella calda serata di giugno, il nostro incontro.
Mi ti sei appiccicata addosso tutte le notti, asfissiante, esigente,
mi hai succhiato il sangue.
Troppo alla mia età, io stanco a prendermi a schiaffi per liberarmi di te.
Questa mattina di dicembre eri lì, immobile e arrogante al mio risveglio.
Mi sono alzato dal letto senza parlare e…ti ho uccisa!
Ora sei lì, schiacciata al muro con il mio sangue,
maledetta zanzara!

15/11/2025

29. Lavori per il V Volume di SADA
“capriccio del mattino”

Mi sono svegliato e lui aveva voglia.
Ho preso il caffè, doppio e nero,
lui continuava ad aver voglia.
Mi sono sdraiato sul divano
e ti ho pensato.
Era la tua bocca più di altro
a dirmi in silenzio
parole indecenti.
Che poi sia stata la tua lingua
a scivolare da quelle parti,
non l’ho evitato,
l’ho invogliata.
Quando penso a te,
le cose più sporche
sono quelle che amo di più.
Vorrei non fermarmi e non ti fermo.
Che fosse sulle scale o in un ascensore,
sui sedili o sul cofano di un’auto,
sul un letto o su quel divano,
poco conta,
era sesso,
nella mente l’odore c’era.
Mi stavi dentro e mi stavi facendo,
l’intensità mi scuote,
mi sbatte la presa,
sento l’ansimare,
inebriante pensarlo tuo,
nel vortice ormai sono,
sento la carne salire sul precipizio,
non fermarti,
resta dentro,
non mi fermerò,
su*****mi l’anima
che ho nella mia mano.

15/11/2025

137. “una storia d’amore”
Vi racconto un fatto e credetemi, succede.
Succede di nascere figli di felicità impossibili o da matrimonio, figli di separati o di clandestinità come pure figli di uno stupro o anche per sbaglio, succede.
Succede di nascere nel silenzio dell’amore che ha fatto rumore.
Succede.
Si nasce sempre figli di qualcosa, anche figli di pu***na ma questi nascono già consumati e perfino preparati a non delirare.
Sognano la fantasia ma nella vita non ne hanno nostalgia.
Lui nacque in una stagione adatta, né freddo né caldo, concepito credo, sotto il caldo delle coperte in un freddo inverno.
Si sa che il freddo invita a scaldarsi.
Figlio di madre che aveva preghiere al cielo e di inattaccabile lealtà vestiva le sue scelte di libertà.
Di certo qualcosa gli aveva trasmesso nel sangue come nella mente.
Sapeva essere elegante, ribelle all’imposizione, istintivo all’emozione ma scaltro nelle sue scelte.
Che parole usasse come abile spadaccino fu arte e di artistico sapeva imbrattare tele con la mano, anche questo aveva ereditato dalla madre che disegnava i suoi vestiti dalla succube sarta realizzati.
Diffidente a concedersi poiché alto il sentimento di sincerità che rende vulnerabili all’ignoranza dell’interlocutore.
Fu per questo che preferì scegliere come sorella la luna come confidente e compagna di voli senza ali.
Fu iniziato al piacere della carne, fu la pratica a prendere il sopravvento alla teoria e fu così che imparò ad immergersi nell’amore senza ba****si, neanche quando questo gli piovesse addosso.
Come meglio spiegarlo?
Sei nel freddo dell’inverno che ti costringe a coprirti ma sai bene che ai Caraibi fa caldo tutto l’anno, quindi è il posto ed il tempo che spinge la tua scelta nel momento.
Cos’era l’amore per lui se non l’offerta leale di una carezza al gatto e al cane e anche ad un cavallo? Animali, sì certo, lo dice la parola, fatti di anima.
Di anima e di amore fosse il sentimento leale e sincero, naturale ed eterno tra madre e figlio, anche questo gli era pura certezza.
Che di amore si volesse vestire la carnalità e la passione gli appariva un azzardo. Che l’abbaglio divenisse vulnerabilità manifesta a mettere catene alla libertà della mente?
Imporre regole in nome dell’amore a contratto?
Pure ci provò ad uniformarsi ma in seguito, di contratti firmati e poi recisi, ne dovette pagare penali.
Il mondo ha bisogno di credere in qualcosa di eterno, c’è chi si appoggia alle religioni, a un Dio, perfino chi gli affida sé stesso come i preti con amore esclusivo, fede e castità, ed è questo amore?
Tutti che ne parlano e affermano di conoscerlo, tutti dicono di essersi innamorati e che l’amore esiste.
Ora io dico, l’amore è lo specchio in cui pensi di rifletterti mentre guardi un’altra persona.
Specchio delle mie brame chi ami più delle mie brame?
Non si accettano rivali.
Frenetica se pur certosina fu la sua ricerca alle colei che passione gli davano, ognuna diversamente speciale a sorprenderlo come un’acciuga presa dal branco tutto uguale che nuota nell’acqua dell’oceano.
Arrivò quel giorno, c’era il posto ed il tempo alla necessità di trovare il senso all’oceano de suo fiume.
Tutto quello che potesse disegnare, confezionare e vestire la realtà della sua fantasia, lo fece.
La sarta c’era.
Trovato aveva il copione che l’attore necessita ad immedesimarsi nella parte.
Anche il pubblico non pagante fu invitato a testimoniarlo.
Ci furono anche gli applausi.
Una parte di sé rimase nel protagonista rappresentato, l’altra scontrosa e ribelle che non credeva, muta rimase scorgendo sua sorella luna sparire nell’oceano delle acciughe affinché un sole potesse nascere.
Restò a guardare l’interprete che avesse deciso di credere, possedeva catene alla libertà di aver scelto la parte rappresentata pensando che il momento fosse l’eternità degli applausi.
Il ribelle abbandonato si addormentò cercando di sognare la luna e raggiungerla.
L’attore invece, personificando il copione, non si accorse che avesse il fine.
Non fu sua madre, né una sorella e neanche una figlia, destinatarie di puro amore, ad ucciderlo ma solo un’acciuga che aveva rinnegato quello che amore gli fosse interpretato.
Come una falena fu attratto dalla luce del fuoco, prima ti illumina poi ti brucia.
Fu la stessa bocca a dargli il respiro che più non avesse e risvegliarlo nella realtà di congiungersi al suo specchio.
Che di autori, si sa, ce ne sono stati tanti che hanno scritto tragedie dove lui preferiva uccidersi per paura di uccidere lei.
Lei non fu amore e neanche sole ma solo luce che al fuoco attira la stupida falena.
Amore?
Quando ci si sveglia nella realtà, il sogno è stato l’inganno.
La falsità nell’anima non c’è, è solo l’abbaglio di un inverno sotto le coperte.

15/11/2025

Il momento
Sono in un mare in tempesta,
il sorriso dopo il pianto,
le uniche persone che possono cambiare sono quelle che cambio.
Toccami, toccami, accarezzami ma fallo lentamente.
Chiudimi nel vuoto, fammi forma come acqua nel calice.
Fammi sparire tra le tue labbra ma non baciarmi,
orologio senza lancette non fermeranno il tempo.
Fammi ve**re dove per tempo non andai e ti trovai.
È pioggia di pensieri a bagnare i piedi nudi,
ero nel momento che non era il momento,
la verità ingannava più della bugia.

26/09/2025

SADA-Salvatore Daniele
VIII Volume: L'occhio del diavolo..e il mistero della Janara

22/05/2025

112. “il passato”
Il passato quando torna è un neonato divenuto vecchio.
Una pagina di un libro già letto di cui il titolo sei tu.
Dal passato si esce,
non ha ritorno,
solo il ricordo
dagli artigli conficcati nel tuo presente.
Sbiadito, a volte tortuoso,
malinconico, a volte inquieto,
preoccupante, assillante,
a volte angosciante.
Un mosaico a cui non vorresti appartenere, a volte.
Una foto in cui non vorresti esserci, a volte.
A volte sì,
quello dolce e delicato,
quello passionale ed infuocato,
che ancora ti sorride.
Ha il profumo della rosa conservata nel cristallo,
se pure secca,
ha colori antichi e fragranze
ancora più belli di quelli che furono.

22/05/2025

136. Donna

È l’abuso naturale dell’incantevole che di divinità veste la donna.
Le astuzie della seduzione non sono altro che virtù a beneficio di lettura dell’animo segreto.
All’amore tenero o lussurioso, coniugale o amante che sia,
nasce l’attimo che arriva al momento.
Ha il sapore di madre, di figlia, moglie o amante,
e perfino confidente amica,
per chi alla lettura si dedica con garbo e naturalezza.
Io che da donna vorrei pensare per emularne divinità, ammaliato ne sono.
Entrarne nell’intimo in punta di piedi e inebriarmi di percezioni vorrei.
Nella mente di ogni donna c’è una vita segreta fatta di pensieri e sentimenti nascosti.
In questo scrigno d’intimità danzano lussuriose e selvagge fantasie dall’aspetto del tutto naturale che all’uomo fuori posto, illuso padrone, nell’integrità mai concesse.
Il mondo che non si conosce viene concesso a briciole perché altro non è comprensibile.
È nella sua mente che preferirei giacere prima che tra le sue gambe.
Sedotto sono dall’inebriante fascino che mente di donna veste il suo corpo.
E al presuntuoso umanoide io dico, che ci sia rispetto e galanteria a baciarle la mano, passione a baciarle la va**na perché è da lei che nasce il tuo mondo.

22/05/2025

Parte quinta: MUNDUS AMORIS (il mondo dell’amore)
Vedo tanta confusione in questo mondo dove mi ci abito io da vecchio. C’è chi ammazza e chi si ammazza per amore. Tossico ammalatosi nella mente, schiavo è del Dio possesso. C’è chi cerca l’amore, che sia donna o uomo, rilevante trovarlo in sé stessi. L’amore ha un buco nel cuore e qualche altro in periferia. L’amore è quando ti dice ti amo in me e mi amo in te. Amore è quando dimentichi il suo nome ma rammenti come ti arriva dentro. Amore è farlo pensandolo il resto è chimica, buona alchimia.

OPUS EST AMORIS MORTUI (l'opera dell'amore morto)
Lavoro pubblicato con il titolo “L’eco delle parole” visibile su youtube e siti internet:
https://www.youtube.com/
http://www.poetipoesia.com/minisiti/
www.poetipoesia.com e www.amazon.it

22/05/2025
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