YourBoost srls
E' una società di consulenza digitale che opera nel campo dell'Inbound Marketing, dell'eCommerce, degli Archivi Digitali, Marketing Culturale e territoriale.
La YourBoost, il tuo accelleratore, proprio come dice il suo nome è una società di consulenza che affiancandosi alla tua azienda ne favorisce lo sviluppo. Tutto questo partendo da due principi:
1) equilibrio economico finanziario alla base di ogni tipologia di intervento ed investimento in azeinda
2) crescita grazie all'utilizzo del mondo digitale che rappresenta, almeno attualmente, l'unica effet
19/06/2026
Un buon cruscotto non sostituisce una buona riunione.
E una buona riunione non corregge dati senza proprietario.
Nelle PMI il reporting migliora davvero quando entra in un ritmo gestionale chiaro.
Ogni settimana pochi responsabili leggono gli stessi indicatori, distinguono segnali da problemi già esplosi e assegnano decisioni con una scadenza. Il mese serve per consolidare e verificare la direzione complessiva, non per scoprire per la prima volta ciò che accade.
La differenza non la fa la tecnologia.
La fa la disciplina con cui il dato attraversa quattro passaggi:
segnale → interpretazione → decisione → verifica.
Se manca l'ultimo passaggio, la riunione produce attività ma non apprendimento. Se manca un responsabile, l'indicatore resta una preoccupazione condivisa. Se ogni settimana cambiano definizioni e fonti, il confronto perde credibilità.
Si può iniziare in modo semplice: cinque indicatori, una pagina, trenta minuti, decisioni annotate e controllo degli impegni nella riunione successiva.
Il controllo di gestione diventa così un processo di coordinamento, non soltanto una produzione periodica di report.
Quale indicatore dovrebbe entrare nella vostra agenda settimanale prima che diventi una sorpresa mensile?
PS. I contenuti di questo post sono generati con l'assistenza dell'IA.
18/06/2026
Il fatturato ti dice dove sei arrivato.
La pipeline ti dice dove potresti finire.
La capacità produttiva ti dice se puoi mantenere la promessa.
Molte PMI osservano bene il primo dato e collegano poco gli altri due.
Commerciale, produzione e controllo di gestione lavorano così con orizzonti diversi. Le vendite vedono opportunità. Operations vede carichi. L'amministrazione vede risultati consolidati. La direzione deve ricostruire il quadro durante la riunione.
Il cambio di prospettiva è costruire pochi indicatori collegati lungo la stessa catena decisionale:
- opportunità qualificate per mese previsto;
- ordini acquisiti con margine atteso;
- capacità impegnata nelle settimane successive;
- commesse esposte a ritardi o varianti.
Presi singolarmente sono numeri di reparto. Letti insieme raccontano se la crescita commerciale è sostenibile operativamente ed economicamente.
Gli indicatori anticipatori non indovinano il futuro. Rendono visibili prima le incoerenze tra ciò che stiamo vendendo, ciò che possiamo produrre e ciò che ci resterà.
Nella tua azienda vendite, capacità e margine vengono letti nello stesso quadro oppure si incontrano solo quando nasce un problema?
PS. I contenuti di questo post sono generati con l'assistenza dell'IA.
17/06/2026
Un dashboard con trenta KPI può nascondere l'azienda meglio di un foglio vuoto.
Succede quando ogni reparto aggiunge i propri numeri e nessuno chiarisce quali decisioni dovrebbero supportare.
Il risultato è una riunione piena di percentuali, colori e confronti. Si commentano scostamenti, si discutono definizioni e si chiede di preparare un'altra analisi.
Ma le priorità restano incerte.
L'errore non è misurare troppo in assoluto. È confondere disponibilità dei dati e capacità di governo.
Un KPI direzionale deve:
- segnalare una condizione rilevante;
- avere un responsabile che può intervenire;
- portare a una decisione quando supera una soglia.
Se un indicatore non cambia nessuna scelta, probabilmente è informazione di contesto, non uno strumento di guida.
Pensiamo alla puntualità delle consegne. Il dato mensile descrive il servizio ottenuto. Il numero di commesse a rischio nei prossimi dieci giorni può invece attivare una revisione di capacità, materiali e priorità.
La direzione non ha bisogno di vedere tutto nello stesso momento.
Ha bisogno di vedere ciò che richiede attenzione adesso.
Quanti KPI presenti nei vostri report producono davvero una decisione, un responsabile e un'azione?
PS. I contenuti di questo post sono generati con l'assistenza dell'IA.
16/06/2026
Il costo di un dato tardivo non è il ritardo del report.
È la decisione sbagliata che nel frattempo sembra ragionevole.
Il commerciale continua a promettere consegne rapide perché non vede la capacità già impegnata. Gli acquisti rinviano un ordine perché il fabbisogno futuro non è leggibile. La produzione inserisce straordinari per recuperare una priorità che poteva essere gestita prima.
Ogni reparto decide con una parte della realtà.
Quando il risultato economico evidenzia il problema, le singole scelte appaiono quasi sempre comprensibili. È la loro somma a essere costosa.
Per questo la qualità del controllo di gestione non dipende solo dalla precisione contabile. Dipende dalla velocità con cui rende visibili le tensioni operative.
Sapere a fine mese che il margine è sceso serve. Vedere ogni settimana quante commesse stanno entrando sotto soglia permette ancora di intervenire su prezzo, specifiche, acquisti o pianificazione.
Il dato utile non è necessariamente quello perfetto.
È quello abbastanza affidabile da orientare una decisione mentre esistono ancora alternative.
Quale scelta importante viene presa oggi nella tua azienda usando informazioni che saranno complete soltanto tra un mese?
PS. I contenuti di questo post sono generati con l'assistenza dell'IA.
15/06/2026
Il report arriva il 15 del mese.
Ma il problema è iniziato sei settimane prima.
In molte PMI la direzione riceve dati formalmente corretti quando ormai servono soprattutto a spiegare ciò che è già successo.
Il fatturato è sotto obiettivo. Le ore di produzione sono aumentate. Il margine è sceso. Alcune consegne sono slittate.
A quel punto si analizza, si cercano cause e si convocano riunioni. Ma ordini, carichi, sconti e priorità che hanno prodotto quei risultati sono stati decisi molto prima.
Il problema non è avere pochi numeri.
È governare l'azienda attraverso indicatori retrovisori.
Un dato consuntivo è utile per misurare. Raramente è sufficiente per correggere in tempo.
Il cambio di prospettiva è chiedersi quali segnali anticipano il risultato: qualità della pipeline, carico macchina futuro, ordini con margine sotto soglia, ritardi dei fornitori, preventivi fermi, capacità già impegnata.
Non serve prevedere tutto. Serve vedere prima ciò che può ancora essere modificato.
Una direzione efficace non usa i dati soltanto per capire perché il mese è andato male. Li usa per impedire che il prossimo prenda la stessa direzione.
Nella tua azienda i numeri aiutano a decidere oppure arrivano quando le decisioni sono già diventate conseguenze?
PS. I contenuti di questo post sono generati con l'assistenza dell'IA.
❓Quanti clienti hai perso… solo perché ti sei dimenticato qualcosa di importante?
Un follow-up saltato.
Una richiesta lasciata in sospeso.
Una telefonata che “poi lo richiamo”.
💥 Succede ogni giorno nelle aziende.
Non per cattiva volontà, ma per mancanza di metodo.
E qui entra in gioco il CRM.
👉 Non come software da usare.
👉 Ma come sistema per non dimenticare più chi ti ha scelto.
🎬 In questo video ti racconto cosa succede quando lasciamo che la memoria sostituisca la strategia.
👇 Guardalo e poi dimmi nei commenti:
Ti è mai capitato di perdere un cliente per una dimenticanza evitabile?
13/06/2026
Questa settimana il tema non e' stato "delegare di piu'".
E' stato governare meglio.
Quando l'imprenditore diventa il collo di bottiglia, il rischio e' leggerlo come un problema personale: sono troppo presente, non mi fido, il team non e' pronto.
Ma nelle PMI B2B il punto e' spesso molto piu' gestionale.
Le persone non decidono perche' mancano criteri. Le eccezioni salgono perche' mancano soglie. Il CRM non aiuta perche' non e' memoria organizzativa. Le riunioni arrivano tardi perche' manca ritmo. I margini soffrono perche' le urgenze non vengono lette come scelte di sistema.
Il nuovo articolo YourBoost sulla leadership imprenditoriale PMI parte da un fatto semplice: la crescita sana non puo' dipendere dal titolare sempre presente.
Ma la soluzione non e' togliere il titolare dall'azienda.
E' togliere la dipendenza inutile dal titolare.
Significa trasformare controllo personale in metodo:
decision rights, soglie di autonomia, processi commerciali, CRM aggiornato, report essenziali, riunioni operative.
Quando questi elementi funzionano, l'imprenditore non perde ruolo.
Smette di essere il passaggio obbligato di ogni problema e torna a guidare le scelte che spostano il futuro dell'azienda.
Tra criteri, soglie, CRM, ritmo gestionale e margini: da quale leva partiresti per ridurre il collo di bottiglia?
PS. I contenuti di questo post sono generati con l'assistenza dell'IA.
12/06/2026
Il collo di bottiglia dell'imprenditore si vede nei margini prima che nell'agenda.
Ogni eccezione gestita a voce ha un costo.
Uno sconto concesso per chiudere. Una consegna anticipata promessa senza verificare la capacita'. Una variante accettata per non perdere il cliente.
Singolarmente sembrano decisioni pragmatiche.
Sommandole, diventano erosione gestionale.
Il tema non e' dire sempre no.
Il tema e' capire quale costo organizzativo produce ogni si'.
Nelle PMI il titolare interviene per salvare la relazione o velocizzare la trattativa. Ma se l'azienda non misura l'effetto su margine, capacita' e servizio, la leadership resta reattiva.
Serve un cambio di prospettiva:
non valutare solo se una decisione risolve il problema di oggi, ma se crea un precedente sano per il sistema di domani.
Una PMI matura collega vendite, operations e controllo di gestione.
Prima di accettare un'eccezione, guarda margine residuo, capacita' occupata, clienti spostati e standard indeboliti.
Il titolare non deve diventare meno commerciale. Deve diventare piu' selettivo su dove mettere la sua autorita'.
La vera domanda non e' "possiamo farlo per questo cliente?".
E': "se questa eccezione diventasse abitudine, che azienda staremmo costruendo?".
Nella tua azienda le eccezioni vengono misurate o restano decisioni isolate?
PS. I contenuti di questo post sono generati con l'assistenza dell'IA.
11/06/2026
Le riunioni non risolvono il collo di bottiglia.
Lo risolve il ritmo decisionale.
Molte PMI fanno riunioni quando il problema e' gia' esploso: cliente arrabbiato, consegna in ritardo, preventivo fermo, reparto che aspetta.
A quel punto la direzione interviene, sblocca, corregge.
E per qualche giorno sembra tutto sistemato.
Poi il ciclo ricomincia.
Il problema non e' la mancanza di confronto.
E' la mancanza di una cadenza gestionale stabile.
Una PMI che vuole uscire dalla dipendenza dal titolare ha bisogno di pochi momenti ricorrenti: review commerciale sulle opportunita' critiche, allineamento produzione-commerciale, lettura di margini e capacita', decisioni assegnate con responsabile e scadenza.
Non serve trasformare l'azienda in burocrazia.
Serve evitare che ogni problema diventi urgente perche' nessuno lo ha guardato prima.
Il titolare resta coinvolto, ma non come pronto soccorso permanente.
Entra dove il suo contributo orienta, non dove la struttura ha dimenticato di coordinarsi.
Questo e' il punto gestionale della leadership: costruire un sistema che porta in direzione solo cio' che merita davvero direzione.
Nella tua azienda le riunioni servono a prevenire decisioni bloccate o solo a recuperarle quando sono gia' in ritardo?
PS. I contenuti di questo post sono generati con l'assistenza dell'IA.
10/06/2026
Se il CRM non entra nelle decisioni, resta un archivio.
E un archivio non libera l'imprenditore.
In molte PMI il CRM viene introdotto come strumento commerciale: contatti, trattative, attivita'.
Tutto corretto.
Ma insufficiente.
Il punto gestionale e' un altro: il CRM deve diventare memoria organizzativa.
Deve aiutare l'azienda a rispondere a domande che oggi finiscono nella testa del titolare: quali opportunita' sono ferme, quali promesse sono state fatte, quali preventivi hanno margine sotto soglia, quali trattative richiedono direzione.
Quando queste informazioni non sono condivise, la delega resta fragile.
Il collaboratore puo' essere capace, ma se non vede storia, margini, priorita' e prossimi passi, prima o poi chiedera' conferma.
E l'imprenditore tornera' a fare da memoria vivente dell'azienda.
Il cambio di prospettiva e' semplice: non serve un CRM pieno, serve un CRM usato per decidere meglio.
Meno campi inutili.
Piu' informazioni critiche.
Meno controllo sulle persone, piu' visibilita' sul processo.
Nel nuovo articolo sulla leadership imprenditoriale PMI questo punto e' centrale: il collo di bottiglia nasce dove le informazioni restano personali.
La tua azienda usa il CRM per registrare attivita' o per ridurre dipendenza dalla memoria del titolare?
PS. I contenuti di questo post sono generati con l'assistenza dell'IA.
Clicca qui per richiedere la tua inserzione sponsorizzata.
Digitare
Contatta l'azienda
Sito Web
Indirizzo
Rimini
Orario di apertura
| Martedì | 09:00 - 17:00 |
| 17:30 - 18:00 | |
| Venerdì | 09:00 - 17:00 |
| 17:30 - 18:00 |