Maria Rosa Menzio

Maria Rosa Menzio

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Libri: Le stelle ad una, C1V; Spazio, Tempo, Bollati; Tigri/Teoremi, Secrets of Sov Cosm. Springer-Verlag; Rubina, Rondine ; III mela, Hoepli; Sig.

LeBlanc, Doppio/Alchimista, Non era un lavoro, Scienza Express; Bridges betw Science&Humanities, Cambridge

25/04/2026

L’ORO BIANCO DI DRESDA

di Maria Rosa Menzio

Personaggi e Interpreti
Johann F. Böttger Alessio Pontenani
Il narratore Andrea Jouve
La Maga di Dresda Mirella Coen
Bianca Maria Rosa Menzio
Danza: Marco Dalponte, Roberto Mandosso, Margherita Premoli, Susanna Patroncini

Gong player: Patrizia Genesi

Direzione Tecnica: Fulvio Cavallucci
Costumi: Oscar Tamerlano degli Omaridi S.G.S.F.
Produzione “Teatro e Scienza”
Regia di Maria Rosa Menzio

Il testo è tratto da “Il Doppio e l’Alchimista” di M.R. Menzio, Scienza Express 2024

Partito come alchimista, il tedesco Johann Friedrich Böttger (figura storica) rie-
sce, anche se in prigione, a scoprire la formula della porcellana dura, gelosa-
mente custodita dai cinesi. Fra battaglie e storia, tradimenti e rievocazioni
della guerra di Prussia, si arriva al famoso baratto dei “dragoni”: i 600 miglio-
ri soldati di Augusto il Forte di Sassonia ceduti in cambio di 150 porcellane
appartenute al concorrente Federico di Prussia. Ma la formula nasconde un
segreto legato a un anello e a una donna misteriosa di nome Bianca…

Astronaute, matematiche e scienziate: le storie invisibili della corsa allo spazio 10/03/2026

https://sheisascientist.com/2026/03/07/astronaute-matematiche-e-scienziate-le-storie-invisibili-della-corsa-allo-spazio/

Astronaute, matematiche e scienziate: le storie invisibili della corsa allo spazio La storia della corsa allo spazio è spesso raccontata come una sequenza di imprese eroiche individuali, quasi sempre al maschile. Dietro quelle missioni, però, esiste un lavoro collettivo fatto anc…

05/01/2026

Forse non ho avuto fortuna, ed è per questo che sono nato in una famiglia musulmana. Tuttavia, personalmente, non sono una persona che crede nel destino.

Fin dall'infanzia, sono cresciuto ascoltando molto risentimento e derisione verso i non musulmani e le altre religioni. Da bambino, non conoscendo bene la religione, non prestavo molta attenzione a queste cose. Naturalmente, aspettarsi rispetto verso le altre religioni da parte dei musulmani può essere considerato ingenuo.

Nell'Islam, non ci sono parole che insegnano il rispetto o l'amore verso i non musulmani. Il Corano e gli hadith contengono molte derisioni e accuse contro i non musulmani. Nel mondo, l'Islam è l'unica religione che si arroga il diritto di mancare di rispetto e di condannare le altre fedi.

Se persone di altre religioni presentano le vere parole del Corano e degli hadith, ciò viene considerato una grande ingiustizia dai musulmani radicali e comunitaristi. Per loro, la minima critica alla religione è un crimine grave, un atto di blasfemia.

Per loro, Maometto è un grande uomo, senza eguali. I musulmani possono criticare tutte le religioni del mondo, ma i non musulmani non possono criticare Maometto.

Il Corano e gli hadith raccontano molte ingiustizie e irregolarità compiute da Maometto e dai suoi compagni, ma se un non musulmano lo dice, riceve minacce di morte.

Anche se i musulmani affermano che nella religione non c'è costrizione, se qualcuno lascia l'Islam, per loro è inaccettabile. Se qualcuno si converte da un'altra religione all'Islam, ne sono molto felici; ma se qualcuno lascia l'Islam, è considerato un crimine grave, punibile con la morte.

Un apostata musulmano viene isolato dalla famiglia e dalla società. Per un semplice atto di apostasia, anche la sua stessa famiglia può abbandonarlo; è costretto a fuggire per salvare la propria vita, sia nel proprio paese che all'estero.

Lascio ai lettori il giudizio su che tipo di religione sia questa. Quello che dico è la verità, perché sono un ex musulmano. Ho letto il Corano e gli hadith e ho deciso di lasciare l'Islam.

Nessuno mi ha pagato per abbandonare l'Islam; piuttosto, spinto dalla mia coscienza, sono stato costretto a lasciarlo. Penso che nessuna persona mentalmente lucida possa seguire l'Islam con piena consapevolezza. L'Islam non parla di umanità.

Bisogna avere compassione per coloro che, nonostante tutto questo, si aggrappano ancora all'Islam. Molti forse lo praticano per paura della famiglia e della società.

Alcuni guidano la preghiera nella moschea, ma lo fanno per paura delle persone. Molti musulmani pregano regolarmente in moschea per timore del giudizio sociale. Se non ci fosse la paura della morte o dell'esclusione, molti abbandonerebbero l'Islam.

DETTO DA UN EX MUSULMANO

07/11/2025

12 novembre, ore 16.00 - Liceo Pascal (Chieri)
Spettacolo MARIA CURIE, una donna di Dario Focardi
con Laura Nardi
Regia di Paolo Giommarelli
Produzione Associazione Causa LISBONA E ROMA
Progetto in collaborazione TDR, Consorzio EGO – VIRGO ed I.N.F.N. sezione di Pisa, collaborazione di Fabio Giommarelli

Ci siamo avventurati nella sua vita: Marie Sklodowska Curie. Ci siamo persi tra le testimonianze di chi l’ha incontrata, e abbiamo capito di trovarci al cospetto di un mito del Novecento. La maggior parte delle scienziate della nostra epoca affermano di avere ricevuto dal suo esempio l’ispirazione decisiva per intraprendere il proprio percorso. Come Marie, anche loro devono affrontare la nemesi del pregiudizio di genere, la fatica di essere madri e scienziate. Curie fu una delle primissime donne a frequentare i corsi della Sorbona, nonché la prima e unica (in assoluto, finora) a vincere due premi Nobel, per la fisica nel 1903 e per la chimica nel 1911. Gli scritti di parenti e amici e i diari di Marie stessa ci portano ad abbozzarne un ritratto di persona ardente e sospinta lontano, nei territori non ancora esplorati dalla sperimentazione scientifica, da una volontà ferrea e da una sete di conoscenza inestinguibile. Una passione totalizzante che l’ha portata spesso a sacrificare la salute e a trascurare gli affetti più cari, e la sua stessa vita in nome della Scienza.

07/11/2025

10 novembre, ore 11.00 - Liceo Cavour (sede)
Spettacolo GLI OCCHIALI DI ROSALIND

Associazione L’Aquila Signorina – Le Tre Corde (BOLOGNA)
Spettacolo prodotto col sostegno della Regione Emilia Romagna/LR13

È una ricostruzione nei termini della fiction letteraria dell’incontro, avvenuto realmente nel 1970, tra Anne Sayre (1923 – 1998), che stava scrivendo la biografia dell’amica Rosalind Franklin, e Francis Crick (1916 – 2004), premio Nobel per la Medicina nel 1962 assieme a J. Watson e M. Wilkins per aver definito la struttura delle molecole del DNA.
Lo spunto si trova in alcuni brani contenuti in “Rosalind Franklin and DNA” della stessa Sayre. Lo spettacolo imma-gina con molta libertà, ma sempre restando fedele ai docu-menti disponibili sulla vicen-da, le parole e il tono dell’incontro tra la Sayre e Crick, datato 16 giugno 1970. È quasi una partita a scacchi che alterna rivelazioni biografiche: è poco noto che Rosalind frequentò Crick – per il quale aveva una decisa ammirazione – e sua moglie Odile, anche durante la malattia che la uccise.
Il dialogo tra gli attori che interpretano i due personaggi (Anne Sayre – Barbara Bonora e Francis Crick – Gabriele Argazzi) servirà a ripercorrere i momenti salienti di quei due anni passati da Rosalind al King’s College ad occuparsi del DNA, ma metterà soprattutto a confronto due tensioni opposte. Da una parte una scrittrice alla ricerca dei motivi profondi che avevano portato un team di ricercatori e i loro superiori a ignorare ripetutamente il ‘code of honour’ degli scienziati (Randall del King’s College e Bragg del Cavendish si accordarono per trovare il modo di far uscire l’articolo di Watson e Crick in una forma che accontentasse entrambi gli Istituti senza destare i sospetti di Rosalind), arrivando perfino, nel caso di Watson, a sentirsi così sicuri di sé da mettere in piazza le loro malefatte. Dall’altra l’imbarazzo di uno scienziato affermato e celebrato, che s’era trovato a leggere nero su bianco, su un libro che si preparava a vendere milioni di copie, che lui stesso e un collega di pochi scrupoli avevano raggirato una collega, usando i suoi dati per costruirci su una brillante carriera. Crick era rimasto con il cerino in mano e non gli restava che limitare i danni, facendo la miglior figura possibile.

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