Simone Picotti

Simone Picotti

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Simone Picotti, Europa Verde Perugia.

05/02/2025

Premesso che nelle batterie non c'è nessun elemento che non sia già utilizzato nel settore civile e industriale.

Una tipica batteria al litio da 60 kWh pesa circa 180 kg ed al suo interno contiene grossomodo:

50 kg di grafite
25 kg di rame
20 kg di alluminio
20 kg di acciaio
15 kg di nichel (*)
10 kg di manganese
6 kg di cobalto (*)
6 kg di litio
5 kg di ferro puro

(*) Solo nei tipi NCA-GRAFITE in via di eliminazione

Il resto è costituito da materiali isolanti e dall'elettrolita.

I materiali più inquinanti dal punto di vista delle emissioni di CO2, sempre proporzionale ai kWh necessari alla loro produzione, sono l'alluminio (17 kWh/kg) ed il nichel (30 kWh/kg).
Il Cobalto, invece, non è estratto da solo, ma come sottoprodotto in miniere di rame e nichel.

Del primo, tra serramenti e padelle in casa ne abbiamo almeno 200 kg, più altri 100kg nel motore dell'auto.

Il secondo, invece, è usato ovunque in milioni di tonnellate l'anno: dalle leghe metalliche inossidabili, ai cosmetici .

Il Cobalto è usato come legante in acciai duri, (punte per trapani, denti di seghe circolari) ma soprattutto come catalizzatore nell'industria petrolifera, nelle vernici usate nell'industria della ceramica.

Gli altri elementi sono di normale utilizzo da almeno un secolo a questa parte...
Quindi, dove sta il problema?

Se proprio vogliamo preoccuparci dell'impatto AMBIENTALE di questi elementi, dovremmo farlo per gli oltre 5 MILIARDI di BATTERIE al LITIO attualmente presenti in altrettanti cellulari e dei 30 MILIARDI di questi elementi rottamati finora chissà come.

Ci sono alcuni MILIARDI di queste batterie presenti nei 500 milioni di PC PORTATILI, più diversi MILIARDI in altrettanti apparecchi elettrici senza filo (trapani, avvitatori, smerigliatrici ... aspirapolveri)

Sono proprio queste piccole batterie che in gran parte saranno a perdere nell'ambiente, perché legate al comportamento dei singoli, mentre il 100% delle batterie delle auto elettriche entra nel giro del riciclo.

Infine
Un altro aspetto sulla pericolosità del litio, sfuggito ai detrattori di questa transizione:

Oltre 6 MILIONI di PERSONE sul pianeta vivono grazie ad una batteria al litio impiantata nel loro corpo, in altrettanti pacemaker...

04/02/2025

"Vedi Napoli e poi muori".

Sarebbe forse questo il titolo più adatto per Europa Verde?

Difatti, la "1° Conferenza Nazionale delle elette e degli eletti AVS", a molti osservatori è apparsa come una prova generale di partito unico.

Certo, non è da escludere che l'evento che andrà in scena nella città partenopea il 22 e 23 febbraio, sia effettivamente una bella occasione per approfondire le "best practice", come recita il comunicato.

Buone pratiche da cui - inspiegabilmente - restano fuori tematiche legate alla salute, all'energia (si pensi alle CER, o all'efficientamento, tanto per citarne un paio), o ancora alla green economy... ma tant'è, chist'é, come direbbe il Principe De Curtis.

Aldilà delle prevedibili (e legittime), finalità autoreferenziali di reciproco autoelogio, non sarà che si stiano scaldando i motori verso quella tanto auspicata (specie da Sinistra Italiana), invero tanto temuta (specie da Europa Verde, o quantomeno una sua parte consistente), fusione?

Il verbo transitivo fondere, peraltro, porta in sé due significati. Apparentemente simili, ma in realtà molto diversi.

Fondere, inteso come unire due simili per crearne un terzo organico, summa e sintesi dei precedenti (fondere assieme due metalli per creare una lega più resistente).

O fondere inteso come sciogliere, dissolvere, liquefare, operazione che si ottiene quando crei un'associazione tra due cose molto diverse (fondere il ghiaccio).

Dai sondaggi che certificano un calo pressoché costante (da ché si parlava di superare il 7%, ora si è scesi a meno del 6%), ci si augura che si realizzi la prima ipotesi.

Ce n'è bisogno, ne ha bisogno Bonelli ed i suoi sodali, che in prospettiva sanno che potrebbero non vedersi riconfermate le poltrone (in questo caso un aiuto il caro Fratoianni son certo glielo darà).

E se la seconda ipotesi, invece, non fosse il male assoluto?

Vien da chiedersi, infatti, che scenario ci si possa attendere dopo quest'operazione.

Sinistra Italiana, che grazie a Europa Verde è resuscitata con un colpo di scena degno del miglior Romero, ha cannibalizzato quasi tutto il possibile.

Gli elettori che avevano a cuore tematiche ambientaliste e animaliste oramai si rivolgono verso altri lidi (M5S o addirittura PD e FI), quando non abbracciano il sempre più vasto deserto dell'astensionismo.

Ma il vuoto di rappresentanza potrebbe - attenzione - esser recuperato prima e meglio, se quest'operazione andasse a buon fine.

Non essendoci più un partito dichiaratamente, convintamente, cocciutamente, fottutamente, ecologista... lo si potrà creare.

O meglio... ricreare.
Attingendo a persone, valori, idee, competenze, energie e - perché no - al logo che Europa Verde e i Verdi portano in dote, recuperando così un patrimonio importante, un patrimonio di cui c'è bisogno oggi più che mai.

Sono convinto che gli European Greens, che non hanno mai nascosto un certo mal di pancia per l'operazione AVS (e l'anomalia tutta italica di aver eletto con lo stesso simbolo 6 eurodeputati in 2 distinti gruppi parlamentari), in questo ci sosterrebbero pure.

Angelo, tutto ciò ti ricorda qualcosa? Forse che la storia ha il vizio di ripetersi? Certo... magari una volta si è su un fronte, e la successiva su un altro, una volta si vince, una volta si perde.

Staremo a vedere...

Ritorno al motore termico: gli italiani preferiscono auto tradizionali per i costi delle elettriche 03/02/2025

Secondo un articolo del Sole 24 Ore, gli italiani continuano a preferire le auto tradizionali a causa dell’elevato costo delle elettriche. Un rapporto di Deloitte evidenzia che, in Italia, l’interesse per i veicoli a combustione interna è risalito dal 19% al 32% negli ultimi due anni. Il Global Automotive Consumer Study 2025 conferma che gli italiani stanno tornando a interessarsi ai motori termici proprio per via del costo elevato delle auto elettriche.

Sempre secondo l’indagine di Deloitte, il prezzo si conferma il fattore dominante nella scelta del veicolo per il 56% degli italiani, seguito dalla qualità del prodotto (54%). Oltre al prezzo d’acquisto, le principali preoccupazioni degli italiani riguardano 4 aspetti critici:

1) Autonomia insufficiente, che spaventa il 41% degli intervistati.
2) Tempi di ricarica troppo lunghi (40%).
3) Carenza di infrastrutture di ricarica (36%).
4) Difficoltà nell’installare un punto di ricarica domestico (25%).

--> Il prezzo delle auto elettriche è davvero un problema?
Guardando la classifica delle auto più vendute in Italia nel 2024, sembra che il prezzo sia una preoccupazione degli italiani solo fino a quando entrano nei concessionari 😁. Infatti, tra le tre auto più vendute troviamo:

Jeep Avenger e-Hybrid, che in configurazione intermedia arriva a costare → 29.200 €
Volkswagen Tiguan Diesel (versione base) → 44.700 €
Renault Captur Mild Hybrid (versione intermedia) → 29.700 €

Ma anche tra i piccoli SUV il prezzo non sembra un problema:
Alfa Romeo Junior Ibrida (configurazione intermedia) → 31.700 €

A confronto, una Tesla Model 3 (berlina di medie dimensioni da 4,7 metri con quasi 300 CV, quindi nemmeno paragonabile ad una Avenger che è un piccolo e costoso SUV cittadino) costa oggi 36.975 € nell’unica versione disponibile, che coincide con un full optional di altre case automobilistiche, quindi il prezzo si equivale per categorie di auto più piccole e diventa molto conveniente rispetto alle auto di pari categoria.

Escludendo la Fiat Panda, che si rivolge a un target ben preciso, il prezzo non sembra un problema reale per chi ha un’idea chiara di quanto costi un’auto elettrica.

--> L’autonomia delle elettriche è davvero insufficiente così da "preoccupare" il 41% degli italiani?
Secondo i dati ufficiali, una Tesla Model 3 ha un’autonomia effettiva di circa 400 km (513 km secondo il ciclo WLTP) nella versione più economica.

Il chilometraggio medio annuo delle auto in Italia è di 20.916 km (ACI), il che significa che:

a) Gli italiani trascorrono in media 1 ora e 25 minuti al giorno in auto.
b) La velocità media è di 29,5 km/h.
c) Il percorso medio giornaliero è di 41 km.

Quindi, una Tesla Model 3 potrebbe essere ricaricata completamente ogni 10 giorni, avendo un’autonomia 10 volte superiore alla percorrenza media giornaliera di un italiano.

Anche questa preoccupazione sembra poco fondata, a meno che non si tratti di chi prende informazioni su Facebook e considera i social una fonte “scientifica” attendibile, ovvero il 99% o più degli italiani 😅.

--> Tempi di ricarica: è davvero un problema caricare un'auto elettrica?
Riprendendo l'esempio precedente se percorriamo 41 km al giorno, una Tesla Model 3 consuma circa 6,58 kWh. Il tempo necessario per ricaricare questa energia nell'auto dipende dalla potenza di ricarica:

Con una Wallbox da 7,4 kW → sono necessari 53 minuti.
Con una comune presa domestica da 3 kW → 131 minuti (2 ore e 11 minuti).
Dato che gran parte delle auto rimane parcheggiata circa 8 ore al giorno, è possibile ricaricare 24 kWh ogni notte con una normale presa da 3 kW, l'energia sufficiente per percorrere 171 km al giorno, ovvero 4 volte la percorrenza media degli italiani.

Quindi, questa “preoccupazione” è infondata.

Inoltre, il 25% degli italiani trova complicato installare una colonnina di ricarica domestica, ma in realtà non serve affatto un punto di ricarica dedicato, tranne in rari casi (ad esempio, per chi percorre molti km ogni giorno, cioè più di 170/200 km al giorno).

--> Carenza di infrastrutture di ricarica: è anche questo un problema reale o una percezione "da social"?

Al 30 settembre 2024, risultano installati in Italia 60.339 punti di ricarica pubblici. Per capire il ritmo di crescita, basta considerare che:
Settembre 2023 → 47.228 punti di ricarica.
Settembre 2022 → 32.776 punti di ricarica.
Si nota anche una crescita significativa delle colonnine in autostrada, che hanno raggiunto 1.057 punti di ricarica, di cui il 64% ha una potenza superiore ai 150 kW. Inoltre, il 42% delle aree di servizio autostradali è ormai dotato di infrastrutture per la ricarica.

(Ndr: è possibile attraversare tutta l'Italia e tutta l'Europa utilizzando solo supercharger Tesla, ma resta salva la possibilità di fruire di colonnine di altri operatori, magari con card ad abbonamento molto vantaggiose).

Infine il "carburante": ad oggi un litro di diesel costa circa 1,75€, un moderno diesel percorre circa 18 km al litro, quindi per 100km costa circa 9,73 €.
Un elettrico riesce a percorrere 100km con circa 14 kWh, caricando da casa il costo è di circa 0,25€/kWh cioè 3,50 €, quindi il costo per 100 km di un'auto elettrica è circa il 64% più basso rispetto a un diesel!

(Ndr: io pur avendo il fotovoltaico, ho una bioraria a zero € di notte e nel weekend, dunque non pago nulla, ma si possono stipulare contratti dedicati a pochi centesimi di € per kWh).

Da non "dimenticare che" l'Italia importa il 98% del petrolio consumato nell'anno (derivati compresi) mentre produce il 40% di energia elettrica da fonti rinnovabili (quindi non soggetta ai capricci di OPEC e marmaglia varia), nei primi 6 mesi del 2024 nel nostro Paese la copertura da rinnovabili é arrivata al 52,5%

Dati alla mano, molte delle preoccupazioni sugli alti costi, la scarsa autonomia e i lunghi tempi di ricarica delle auto elettriche sembrano più percezioni errate degli italiani che problemi reali.

Forse, più che una questione di prezzo, autonomia o tempi di ricarica, la diffusione delle auto elettriche in Italia è una questione di mentalità.

(Ndr: senza considerare l'assenza dei tagliandi, il piacere di guida nel totale silenzio, senza puzza, vibrazioni e con una potenza erogata istantaneamente, senza considerare gli incentivi nazionali o locali, la ridotta svalutazione, l'assenza del bollo, l'accesso alle ZTL, il parcheggio gratis sulle strisce blu e l'assicurazione più bassa, oltre all'intrinseca longevità del mezzo elettrico, che supera agevolmente il milione di km, e tanto altro ancora).

L'articolo uscito sul sole24ore è qui: https://24plus.ilsole24ore.com/art/auto-elettriche-troppo-care-cosi-motore-termico-riconquista-italiani-AGGDRIeC

Post di Michele Merciri.

Ritorno al motore termico: gli italiani preferiscono auto tradizionali per i costi delle elettriche Secondo un Rapporto di Deloitte, in Italia in due anni l’interesse per i veicoli a combustione rimbalza dal 19% al 32%. Il Global Automotive Consumer Study 2025 infatti rivela che gli italiani stanno tornando ad interessarsi ai motori termici tradizionali a causa dei costi elevati delle auto elett...

26/01/2025

Sabato 1 febbraio, ore 14:00 a Bologna.

Primo incontro nazionale SempreVerdi, la corrente di Europa Verde che mette al centro le tematiche storiche del partito dei Verdi.

Unisciti a noi, torniamo a parlare di ambiente!

16/01/2025

Sostituire le auto termiche con auto elettriche è il gesto più efficace che si possa fare per affrontare le più grandi ingiustizie del mondo. Questo cambiamento non riguarda solo l’ambiente, ma tocca direttamente la salute umana, la sicurezza globale, la giustizia sociale e il futuro delle generazioni a ve**re. Le auto elettriche rappresentano l’inizio di una transizione che, dopo il loro successo, investirà anche settori come navi e aerei, rendendo il trasporto globale sostenibile e giusto.

1. Salute pubblica: Riduzione dell’inquinamento atmosferico
• 7 milioni di morti all’anno (OMS): L’inquinamento atmosferico, in gran parte causato dalle emissioni di veicoli a combustione interna, provoca milioni di decessi ogni anno per malattie respiratorie e cardiovascolari.
• Le auto termiche contribuiscono al 20-30% delle emissioni di NOx e particolato fine nelle aree urbane. La transizione alle auto elettriche potrebbe preve**re almeno 1,5-2 milioni di morti all’anno, migliorando la qualità dell’aria e riducendo drasticamente l’incidenza di patologie croniche.

2. Mitigazione dei cambiamenti climatici
• 24% delle emissioni globali: I trasporti generano circa 8 gigatonnellate di CO2 all’anno, contribuendo al riscaldamento globale che causa eventi climatici estremi, come ondate di calore, alluvioni e siccità.
• La sostituzione delle auto termiche con quelle elettriche alimentate da fonti rinnovabili potrebbe ridurre queste emissioni di 4 gigatonnellate, prevenendo disastri climatici che causano oggi 150.000 morti all’anno (OMS) e che potrebbero salire a milioni nei prossimi decenni.

3. Geopolitica: Riduzione della dipendenza dal petrolio
• Conflitti per il petrolio: Il controllo delle risorse petrolifere è stato il motivo di circa il 30% delle guerre dal 1950, causando milioni di morti.
• Finanziamento ai regimi autoritari: Circa il 40% del petrolio mondiale proviene da regimi autoritari. Ogni acquisto di carburante finanzia indirettamente politiche repressive e l’acquisto di armi.
• La transizione elettrica eliminerebbe la dipendenza dal petrolio, riducendo conflitti e sostenendo democrazie più stabili. Ad esempio, la fine della dipendenza petrolifera potrebbe preve**re guerre simili a quelle che, negli ultimi 20 anni, hanno causato oltre 1 milione di vittime.

4. Giustizia sociale: Sicurezza alimentare e idrica
• Desertificazione: I cambiamenti climatici, accelerati dalle emissioni dei trasporti, causano la perdita di 12 milioni di ettari di terra fertile ogni anno (UNCCD).
• Questo fenomeno colpisce oltre 800 milioni di persone, provocando carestie e migrazioni forzate. Riducendo drasticamente le emissioni, le auto elettriche aiuterebbero a rallentare il degrado ambientale, prevenendo la fame e migliorando la sicurezza idrica per milioni di persone.

5. Benefici economici e sanitari
• Riduzione dei costi sanitari: L’inquinamento atmosferico costa ai sistemi sanitari globali circa 2,9 trilioni di dollari ogni anno (OMS).
• La transizione elettrica potrebbe tagliare questi costi di almeno 600 miliardi di dollari l’anno, reinvestibili in servizi essenziali come istruzione, salute e infrastrutture. Questo miglioramento economico globale potrebbe salvare indirettamente milioni di vite.

6. Oltre le auto: Il futuro dei trasporti sostenibili
• Le auto elettriche sono solo l’inizio. Dopo il loro successo, la tecnologia sarà estesa a:
• Navi elettriche: Il trasporto marittimo, responsabile di circa il 3% delle emissioni globali di CO2, potrebbe essere elettrificato, riducendo ulteriormente l’impatto ambientale.
• Aerei elettrici: Il settore aereo, che contribuisce per il 2,5% delle emissioni globali, è già oggetto di sperimentazioni. Gli aerei elettrici, combinati con combustibili sintetici, potrebbero eliminare quasi completamente le emissioni del trasporto aereo entro il 2050.

7. Innovazione e occupazione
• Creazione di posti di lavoro: Il settore delle energie rinnovabili e dei veicoli elettrici sta creando milioni di nuovi posti di lavoro. Si stima che entro il 2030 la transizione energetica possa generare 24 milioni di posti di lavoro (IRENA), contribuendo a ridurre la disoccupazione e migliorare la qualità della vita in tutto il mondo.

Conclusione

Sostituire le auto termiche con quelle elettriche è il gesto più incisivo che si possa compiere per combattere le grandi ingiustizie globali: salute pubblica, cambiamenti climatici, guerre, povertà e disuguaglianze economiche. Questa transizione non solo salverà milioni di vite ogni anno, ma aprirà la strada a una rivoluzione nei trasporti globali, rendendo sostenibili anche navi e aerei. Iniziando con un’auto elettrica, si può contribuire a un futuro più giusto, sano e pacifico per tutti.

12/01/2025

"Ho preparato una risposta.

Ah, cari analfabeti funzionali, avete visto che festa? Facebook ha tolto i fact-checker ufficiali e voi siete già lì a stappare lo spumante, convinti di aver vinto la battaglia contro "la dittatura del pensiero unico". Ma lasciate che vi spieghi con calma (e un po’ di sarcasmo) a cosa state davvero andando incontro.

1. Avete perso il vostro scudo invisibile

Prima c’erano i fact-checker professionisti che segnalavano le vostre bufale, e voi potevate piangere al complotto dei "poteri forti". Ora tocca alla gente comune, quella che magari sa leggere, scrivere e contare fino a dieci senza usare le dita. Ogni volta che postate la vostra ultima "scoperta segreta", ci sarà qualcuno pronto a smontarvi pezzo per pezzo... e non ci saranno più scuse.

2. Vi siete appena isolati

Con "Community Notes", quando scrivete che "le scie chimiche sono un complotto per controllare le menti" o che "il 5G è un forno a microonde gigante", arriveranno le note della comunità che spiegheranno, con tanto di fonti, perché state raccontando fandonie. E la cosa più bella? Lo vedranno tutti i vostri amici! Pian piano nessuno metterà più "like" ai vostri post e finiranno per ignorarvi. Ma ehi, voi potrete sempre dar la colpa al "sistema".

3. Gli utenti intelligenti si divertiranno

Pensavate che il nuovo sistema vi desse carta bianca, invece è un circolo di gladiatori, e voi siete il bersaglio mobile. Gli utenti con un QI sopra la temperatura ambiente inizieranno a correggervi con precisione chirurgica, condito da sarcasmo. Le vostre bufale diventeranno meme. Complimenti: da influencer a barzelletta in 3... 2... 1...

4. Avete firmato per la vostra stessa fine

Ogni fake news che condividerete diventerà una prova del perché non bisognerebbe ascoltarvi. Pian piano nessuno vi prenderà più sul serio. Sarete relegati in gruppi chiusi dove vi darete ragione tra di voi, tipo un club del libro per gente che non sa leggere.

In sintesi:

Avete vinto? No, cari, vi siete appena scavati la fossa sociale. Ma tranquilli, potete sempre scrivere che è tutta colpa del 5G o dei Rettiliani. Buona fortuna... ne avrete bisogno!"

25/12/2024

🎅 Buone feste, e facendo tesoro degli errori del passato, guardiamo avanti per un futuro migliore 🌎

20/12/2024

Con la nomina ad assessore di Fabio Barcaioli di Sinistra Italiana si chiude il cerchio (o dovrei dire il cappio), stretto intorno ad Europa Verde Umbria, la quale tocca il punto più basso della sua storia recente.

La colpa non è del soggetto in questione, si badi bene, ma è il risultato dell'incapacità dei nostri co-portavoce regionali Gianfranco Mascia ed Eva Hausegger di lottare per una rappresentanza in linea con i valori di Europa Verde.

E dire che di nomi sul tavolo ce n'erano e validi, oltre che di Europa Verde anche di Sinistra Italiana.

Da Alfonso Morelli (già ex assessore all'ambiente a Narni, nonché ingegnere ambientale e pure amico di Stefania Proietti), a Federico Santi (ingegnere anch'esso e secondo per preferenze dopo il consigliere eletto Ricci), e altri ancora, la rosa era varia e interessante.

Ma, inspiegabilmente, all'ultimo minuto il cambio in corsa a favore del segretario regionale di Sinistra Italiana (attenzione, non di Alleanza Verdi e Sinistra come talvolta si legge in giro), ha lasciato molti basiti. E non solo all'interno di Europa Verde.

Di certo l'elettorato di Europa Verde, nonostante abbia dato il suo determinante sostegno ad AVS permettendo dunque di ottenere un consigliere ed un assessore, si vede nuovamente privato di una rappresentanza.

Così come avvenuto alle amministrative di Perugia, con un consigliere ed un assessore entrambi espressione di SI.

Ma, mal comune mezzo gaudio, ci consoliamo (si fa per dire) sapendo che è la stessa storia un pò ovunque.

Dato che da ieri non sto facendo altro che rispondere a telefonate o messaggi in relazione a ciò, ho dunque ritenuto opportuno fare questo post per ribadire che il sottoscritto non ha nessuna responsabilità in merito a questa decisione.

Tolta quella minoranza (in genere di altri partiti), che mi chiama per percularmi bonariamente (simpatici), la maggioranza di voi è comprensibilmente inferocita.

Non è infatti passato inosservato, nel mondo ecologista e animalista umbro, che il ristoratore Barcaioli era lo stesso che pubblicamente chiedeva di poter proiettare il documentario Food For Profit di Giulia Innocenzi, che denuncia gli orrori dell'industria della carne, e privatamente serviva agnello, salmone, maialino, vitello, coniglio e tutta una serie di altre bestiole nel suo locale.

Lo stesso che negli incontri pubblici strizzava l'occhio a chi chiedeva più protezione per la natura e la fauna selvatica, ma che in privato intimava al sottoscritto di non postare contenuti relativi al referendum abolizione caccia per non indispettire il suo elettorato.

La misura è ormai colma, ed a seguito di ciò ho chiesto le dimissioni di Gianfranco Mascia ed Eva Hausegger dai loro ruoli di co-portavoce regionali.

Così come ho chiesto a Mascia di dimettersi anche dal suo ruolo di Consigliere Federale Nazionale per l'Umbria, inspiegabilmente concessogli pochi giorni fa dopo un - a dir poco - deludente risultato elettorale.

A fronte di migliaia di € di campagna elettorale (sono in attesa della rendicontazione finale), il sostegno dei più alti rappresentanti del partito (a cominciare da Bonelli), e dopo l'essersi imposto come capolista... prendere solo 244 preferenze arrivando 14esimo su 20, è il segno di un mancato radicamento sul territorio di cui non si può non tener conto.

Andrebbe anche detto che gran parte dei voti li ha ottenuti grazie all'accoppiata con Francesca Arca (con zero budget), oltre che al sostegno (seppur faticoso) del sottoscritto, ma su questo sorvoliamo.

Europa Verde è stata anche questa volta ridotta ad un prodotto usa e getta, una lattina dai colori sbiaditi che una volta consumata può essere buttata via senza troppi scrupoli. E questo non è più accettabile.

Tuttavia, voglio concludere lasciandovi un messaggio di speranza. E non perché questa, come si suol dire, sia l'ultima a morire, ma perché l'esperienza ci insegna che l'ora più buia è sempre quella che precede l'alba.

Toccare il fondo fa male, ma ha l'indubbio vantaggio di consentirci di trovare una solida base da cui spiccare il volo.

Sono certo che non tutto il male vien per nuocere, e che da questi episodi dolorosi si possano trarre degli insegnamenti proficui, per liberarci da catene e zavorre interne ed esterne al partito, per ripartire da zero e tornare a parlare dei temi a noi cari, per indirizzare finalmente le nostre energie al bene comune, al bene del nostro pianeta e di ogni forma di vita che lo abiti, per un futuro di pace e armonia.

In questo io credo, io credo in Europa Verde e per ciò sono disposto a lottare.

09/12/2024

Nel 2009 a Viareggio esplosero vagoni di GPL e si contarono 32 morti, 17 feriti e 136 sfollati.

Più recentemente, nel 2018, un tamponamento con un'autocisterna a Bologna causa altri 2 morti e 145 feriti.

Oggi l'esplosione nella raffineria di Firenze, il cui bilancio attuale (destinato a peggiorare), parla di 2 morti, 8 feriti e 4 dispersi.

E questi incidenti sono solo la punta dell'iceberg.

Nel mondo non si contano i danni da fracking e le trivellazioni in aree protette, guerre sanguinose per il greggio e petroliere che liberano tonnellate di sostanze tossiche nei mari, morti e feriti causati da gas, benzina e gasolio ogni giorno.

Senza parlare di un inquinamento da CO2 fuori controllo.

Ma il problema sono le pale eoliche, le auto elettriche, ed il fotovoltaico.

04/12/2024

Facciamo chiarezza.

Da un pò di tempo si è scatenata una campagna anti-eolico senza precedenti nella nostra regione, e non solo, con tanto di petizioni e manifestazioni.

Oggetto del contendere è l'installazione di 69 aerogeneratori, o pale eoliche che dir si voglia, nei comuni di Foligno, Trevi, Sellano, Valtopina, Nocera Umbra e Gualdo Tadino (oltre ad altri 32 nel confinante territorio marchigiano).

Stando ai toni allarmistici dei volantini che circolano, si parla di "ingenti movimenti terra ed estese cementificazioni, decine di km di nuove strade di accesso e cavidotti, che devasteranno irreversibilmente il paesaggio ed il patrimonio naturalistico-ambientale e storico archeologico".

Le pale eoliche invece sorgono lungo strade già tracciate, a cui (è vero), vengono collegate attraverso sentieri, ma di qualche decina o al massimo qualche centinaio di metri. Non certo decine di km. Peraltro detti sentieri rimarranno per anni perlopiù inutilizzati, stante l'intrinseca affidabilità degli impianti.

Inoltre si parla di "ampi disboscamenti, con l'abbattimento di foreste secolari di querce, cerri e faggi, che metteranno in pericolo la sopravvivenza di specie animali e vegetali, costituendo una minaccia per la biodiversità".

Come tutti abbiamo avuto modo di vedere, le pale eoliche sorgono in quote dove non ci sono alberi ad alto fusto, guardacaso anche a causa del vento che non rende loro possibile prosperare. L'idea di disboscare, inoltre, non solo è contraria ad ogni logica, ma cozzerebbe anche con tutte le normative vigenti.

Si vuole poi far credere che "aumenteranno frane e dissesti idrogeologici, anche a causa dell'elevato rischio sismico".

Ulteriore conferma della infondatezza di tali argomentazioni, ci deriva dal fatto che, per loro natura, le fondazioni degli impianti in oggetto, nulla temono dai terremoti o da altre calamità naturali, quali frane o smottamenti, rappresentando anzi (se proprio vogliamo dargli un peso), un argine a questi fenomeni grazie al consolidamento del terreno e al solido ancoraggio che fungerebbe da "diga" agli eventi più estremi.

Si vuole poi far credere che "gli impianti, spesso in prossimità dei centri abitati possono avere conseguenze negative sulla salute a causa del rumore".

Delle due l'una: da un lato si contesta che gli impianti vengano realizzati nel bel mezzo di boschi protetti, dall'altro si dice che sono troppo vicini ai centri abitati. A parte questa ennesima incongruenza, i generatori eolici, a differenza di altri sistemi di produzione di energia da fonti fossili o da nucleare, non causano alcun danno per la salute di alcun organismo, men che meno umano.

E, dulcis in fundo, l'aspetto economico, secondo cui "gli impianti comprometteranno le prospettive di sviluppo economico-sociale delle aree montane".

Peccato che, proprio nelle aree oggetto di spopolamento e abbandono, solo la green economy possa giocare una partita fondamentale per riportare famiglie, ricchezza e prosperità in queste comunità. Non solo vantaggi sulla bolletta, ma anche un indotto fatto di tecnici, installatori, manutentori, ingegneri e tutte le ditte locali che di questi nuovi sviluppi possono avvantaggiarsi.

In conclusione, l'energia è un bene prezioso per tutti, ma le recenti e sempre più numerose catastrofi ambientali causate dal surriscaldamento climatico, ci impongono di adottare nel breve termine scelte coraggiose, se non vogliamo dover dire addio al mondo così come lo conosciamo.

Le milioni di specie animali (avete letto bene, milioni!) già estinte e quelle in via di estinzione, debbono farci riflettere sullo sviluppo che vogliamo.
E' innegabile che ogni scelta energetica porti con sé dei danni collaterali, ma è nostro compito identificare quelle con il miglior rapporto costi/benefici.
Ad oggi l'eolico è la fonte energetica con il minore consumo di suolo, che causa meno danni all'avifauna ed alla biodiversità, che impatta meno sugli ecosistemi e che produce meno CO2 per kWh prodotto, nonché la più economica e, di contro, la più redditiva per famiglie e imprese.

E, aggiungo, gli aerogeneratori sono anche meravigliosi da vedere. Ma se questo può essere un aspetto soggettivo, è sui dati scientifici che dobbiamo basare le nostre scelte.

Non permettiamo che cittadini poco informati siano strumentalizzati da comitati nati su logiche NIMBY, cui amministratori locali poco illuminati danno spesso legittimità politica, in ossequio ai diktat di quella destra (vedasi chi amministra quei comuni appena citati), negazionista dei cambiamenti climatici e china alle potenti lobbies dell'industria fossile.

Laddove possibile, piuttosto, evitiamo i gasdotti, i rigassificatori, gli inceneritori e le folli teorie sul nucleare di "nuova generazione".
Privilegiamo semmai impianti offshore, integriamo il fotovoltaico, le batterie di accumulo gravitazionale ed ogni misura in grado di efficientare gli edifici.

L'energia, per sua natura, è gratis e pulita. E' ora di dire basta a chi vuol farci pagare per usufruire, oltretutto, di quella sporca.

Simone Picotti Simone Picotti, Europa Verde Perugia.

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