Cecopsy
Ce.co.psy | Dott.Marco Moraca | Centro Consulenza Psicologica a Pavia offre servizi psicologici per l'Individuo, la famiglia e l'impresa, anche on line.
Il Centro Consulenza Psicologica riunisce professionisti competenti sia in ambito clinico che in ambito aziendale proponendo attività trasversali a queste competenze per favorire lo sviluppo ed il benessere individuale in senso globale. Inoltre, comune intento, è quello di diffondere, promuovere e sviluppare le conoscenze nell’ambito della psicologia applicata e della ricerca in tal senso, per fav
Quando qualcuno cerca di ridimensionarti, non sempre ti sta proteggendo. A volte sta proteggendo se stesso.
Ti è mai capitato che, proprio mentre stavi crescendo, qualcuno abbia iniziato a ricordarti chi eri quando soffrivi? Raccontamelo nei commenti.
Ci sono persone che, quando ti vedono ritrovare equilibrio, serenità e direzione, iniziano a offrirti informazioni, opinioni o consigli che sembrano gratuiti ma che, in realtà, finiscono per sabotare il tuo percorso.
Ti ricordano i tuoi fallimenti, ti riportano alle tue ferite, evocano persone e situazioni che ti hanno fatto soffrire. Non lo fanno sempre per cattiveria. Molto spesso lo fanno perché il tuo cambiamento li costringe a confrontarsi con ciò che loro non stanno facendo nella propria vita.
Alfred Adler parlava di sentimento di inferiorità. Quando questo sentimento non viene compensato da un autentico movimento evolutivo, da quella che definiva volontà di potenza intesa come tensione costruttiva verso il miglioramento, può trasformarsi nel bisogno di ridurre l’altro per sentirsi meno piccoli.
Per questo alcune persone, invece di camminare al tuo fianco, cercano inconsapevolmente di riportarti indietro.
Chi ti vuole bene non ti accompagna nei luoghi in cui hai sofferto per ricordarti il dolore. Ti aiuta a guardare avanti per ricordarti chi stai diventando.
L’amore, l’amicizia e la vicinanza autentica non hanno bisogno di abbassare nessuno per elevare qualcuno. Chi ti ama davvero trova gioia nella tua crescita e non nostalgia della tua fragilità.
Perché una relazione sana non ti riporta continuamente a ciò che eri. Ti sostiene mentre costruisci ciò che puoi diventare.
E tu, hai mai avuto la sensazione che qualcuno cercasse di riportarti in una versione di te che avevi già superato?
🎵 Musica di sottofondo: Credimi - Marco Moraca
📖 Dal libro “Risolversi per risolvere”, disponibile in tutte le librerie e nei principali store online. Link in bio.
La dipendenza affettiva: quando l’altro diventa la mia identità…
Ti è mai capitato di sentirti bene solo quando una persona è presente? Ti è mai successo di accorgerti che l’unico modo per placare l’ansia fosse ricevere un messaggio, una telefonata o una conferma da qualcuno? Raccontamelo nei commenti.
La dipendenza affettiva spesso non nasce dall’amore, ma dalla difficoltà di costruire un’identità sufficientemente solida e autonoma. Quando il mio equilibrio dipende costantemente dalla presenza dell’altro, rischio di attribuirgli un compito impossibile: restituirmi quel senso di valore e di sicurezza che dovrei imparare a costruire dentro di me.
In questi casi non è l’amore a mancare, ma il rapporto con se stessi. Cerchiamo nell’altro una risposta alla paura, al vuoto, all’incertezza. Eppure nessuna relazione può compensare stabilmente ciò che non abbiamo ancora imparato a riconoscere e coltivare nella nostra interiorità.
Secondo Alfred Adler, la crescita personale passa attraverso lo sviluppo del sentimento sociale: la capacità di sentirsi parte della comunità mantenendo al tempo stesso la propria individualità. Per questo costruire una buona relazione con se stessi non significa diventare egoisti o chiudersi agli altri. Significa prendersi cura del proprio equilibrio per poter entrare nelle relazioni da persone complete, non da persone che cercano continuamente di essere completate.
Quando impariamo a stare bene con noi stessi, l’altro smette di essere una necessità e torna a essere una scelta. E da quel momento la relazione non serve più a colmare un vuoto, ma ad amplificare ciò che già siamo.
E tu, ti sei mai accorto che il tuo benessere dipendeva troppo dalla presenza di qualcuno?
🎵 Musica: “La tua splendida ironia” – Marco Moraca Official, disponibile su Spotify e YouTube.
📖 Dal libro “Risolversi per risolvere”, disponibile in libreria e al link in bio.
La gelosia non è una prova d’amore.
Ti è mai capitato di confondere la gelosia con l’amore? Raccontamelo nei commenti.
Nella cultura comune la gelosia viene spesso raccontata come la misura dell’importanza che attribuiamo a qualcuno. Se è geloso, allora ci tiene. Se soffre quando rischia di perderci, allora ama davvero.
Eppure la gelosia parla molto più spesso di paura che di amore.
Paura di non essere abbastanza, paura del confronto, paura di essere sostituiti, paura di perdere il controllo di una situazione che vorremmo poter governare. Per questo motivo la gelosia non è necessariamente il segnale della profondità di un sentimento, ma può rappresentare il tentativo di proteggersi da un senso di inadeguatezza o di vulnerabilità.
Nella prospettiva adleriana non è tanto importante ciò che sentiamo, ma ciò che facciamo di quel sentimento. Una persona può essere gelosa senza diventare possessiva, invasiva o controllante. Quando invece la gelosia diventa una giustificazione per limitare la libertà dell’altro, non stiamo più parlando di amore ma del bisogno di ridurre la nostra insicurezza attraverso il controllo.
L’amore maturo non elimina la paura. Sceglie di non lasciarsi guidare dalla paura.
E tu, pensi che la gelosia sia una dimostrazione d’amore oppure un segnale di insicurezza? Scrivimelo nei commenti.
📚 Domani 10 giugno vi aspetto alla Libreria Santelli per un incontro con l’autore dedicato alla psicologia e al mio libro Risolversi per risolvere. Sarà bello incontrarci e confrontarci dal vivo.
🎵 Musica: Credimi – Marco Moraca Official, disponibile su Spotify e YouTube.
📖 Risolversi per risolvere, acquistabile in libreria e nei principali store online. Link in bio.
Ecco una versione corretta e più fluida:
L’amore non dovrebbe chiederti di rinunciare alle tue amicizie
Tu cosa ne pensi? In una relazione è giusto mantenere le proprie amicizie, anche quelle con persone dell’altro sesso? Scrivilo nei commenti.
Molte persone credono che, quando nasce una relazione romantica, le amicizie debbano trasformarsi in amicizie di coppia oppure essere progressivamente abbandonate, soprattutto se riguardano persone dell’altro sesso.
È una convinzione diffusa, ma spesso rischiosa. Secondo la prospettiva adleriana, ciascuno di noi è il risultato delle relazioni che hanno contribuito alla costruzione della propria identità. Le amicizie che ci accompagnano nel tempo non rappresentano una minaccia per la coppia, ma una parte importante della nostra storia personale.
Pensare che un’amicizia debba essere sacrificata per proteggere una relazione significa confondere l’amore con il controllo. Se tra due persone non è nata una relazione sentimentale prima, non esiste alcun motivo per cui debba necessariamente nascere dopo.
Una coppia sana si fonda sulla fiducia, non sull’isolamento. L’amore maturo non restringe il mondo dell’altro, ma lo arricchisce, permettendo a ciascuno di continuare a coltivare i propri legami significativi.
Il 10 giugno alle ore 17:30 ti aspetto presso la Libreria Santelli di Sesto San Giovanni. Sarà un’occasione per incontrare il DOC, confrontarci sui temi di “Risolversi per risolvere” e condividere insieme riflessioni, domande ed esperienze. L’ingresso è gratuito, con prenotazione consigliata al link in bio.
🎵 Musica del Reel: Credimi – Marco Moraca
📖 Risolversi per risolvere è disponibile in tutte le librerie e nei principali store online. Link in bio.
E tu cosa ne pensi? L’amore dovrebbe lasciare spazio alle amicizie o richiedere delle rinunce?
Genitori perfetti o genitori consapevoli?
Le paure dei genitori possono fare più rumore dei bisogni dei figli. E quando accade, rischiamo di vedere ciò che temiamo invece di ciò che nostro figlio sta davvero vivendo. Tu quanto riesci a distinguere una cosa dall’altra? Scrivimelo nei commenti.
La maggior parte dei genitori non è cattiva. Spesso è semplicemente maldestra. Fa quello che può con gli strumenti che ha ricevuto, educa di pancia, seguendo l’istinto. E l’istinto non è un nemico: è una risorsa preziosa.
Il problema nasce quando l’istinto diventa l’unica guida.
Educare significa avere il coraggio di dubitare delle proprie certezze, informarsi, mettersi in discussione, imparare nuovi modi di leggere i bisogni di un figlio. Oggi abbiamo una fortuna che le generazioni precedenti non avevano: possiamo accedere facilmente a conoscenze, studi e strumenti che ci aiutano a comprendere meglio lo sviluppo emotivo dei bambini.
Molto spesso ciò che osserviamo nei nostri figli non parla di loro, ma delle paure che abitano noi genitori. E quando una paura guida la relazione, rischia di interferire con la costruzione di un attaccamento sicuro.
Essere empatici significa riuscire a incontrare il figlio nella sua unicità. Significa ascoltarlo con le sue orecchie, guardare il mondo con i suoi occhi e vibrare con il suo cuore. Significa riconoscere, come ci ricordava Alfred Adler, che ogni individuo è unico e irripetibile e che il compito dell’educazione non è modellare una persona, ma accompagnarla a diventare se stessa.
Tu quanto riesci a distinguere i bisogni di tuo figlio dalle tue paure? Scrivimelo nei commenti.
🎵 Musica di sottofondo: La tua splendida ironia – disponibile su Marco Moraca Official su Spotify e su YouTube.
📖 Dal libro Risolversi per risolvere, disponibile in libreria e nei principali store online. Link in bio.
📍 Ti aspetto il 10 giugno alle ore 17:30 presso la Libreria Santelli di Sesto San Giovanni per un nuovo incontro dedicato ai temi della crescita personale e delle relazioni. Biglietti disponibili su Eventbrite e al link in bio.
STASERA. ORE 20:30. VERONA NON MANCATE
Tu quanto coraggio hai avuto nella tua vita quando si è trattato di amare davvero?
Questa sera, alle ore 20:30, al Teatro Satiro Off, andrà in scena la prima assoluta di “Risolversi per risolvere – Del coraggio e dell’amore”.
Uno spettacolo-conferenza fuori dagli schemi, in cui il DOC, vestendo i panni del terapeuta, si smaschera come cantautore. Attraverso la narrazione di casi clinici, riflessioni psicologiche e le sue canzoni, prenderanno vita temi che appartengono a tutti noi: l’amore, la paura, le relazioni, le ferite, le scelte e il coraggio di diventare ciò che siamo.
Un modo originale ed emozionante per parlare di psicologia, riflettere insieme e lasciarsi attraversare da domande che spesso evitiamo di porci.
E quale città migliore di Verona, città che nella sua storia ha conosciuto il coraggio e l’amore come poche altre?
Ultimi biglietti disponibili al link in bio.
Ci vediamo questa sera.
Tu quale scelta d’amore stai rimandando per paura? Scrivimelo nei commenti.
📖 Risolversi per risolvere disponibile in libreria e nei principali store online. Link in bio.
Chiacchierata imperdibile quella accaduta giovedì scorso e oggi in replica al link di cui sotto… Un grazie al mio collega e amico il Dott. Goffredo Bordese Psicologo 😊
https://www.facebook.com/share/v/18jLP3Ui5H/?mibextid=wwXIfr
La dipendenza affettiva nasce molto prima dell’amore
Tu quanto riesci a sentirti stabile quando qualcuno si allontana? Scrivimelo nei commenti.
La dipendenza affettiva, in ottica adleriana, spesso nasce da un accudimento primario vissuto come instabile, assente o emotivamente poco contenitivo. Non significa per forza mancanza di amore, ma mancanza di riconoscimento profondo.
Il bambino cresce allora con una convinzione invisibile: “Da solo non basto.” E da adulto rischia di cercare nell’altro non un incontro… ma una conferma continua del proprio valore.
Per Adler il senso di inferiorità è naturale, ma quando diventa troppo intenso può strutturare uno stile di vita dipendente. Questo non significa essere “condannati” per sempre. Significa però che quella tendenza va rieducata, spostando il significato della pressione interna: da bisogno disperato di essere scelti… a capacità di costruire valore personale e appartenenza autentica.
La dipendenza affettiva non è amare troppo. È pensare di esistere solo attraverso lo sguardo dell’altro.
E tu… riesci a sentirti degno anche senza continue conferme?
🎭 Il 31 maggio sarò al Teatro Satiro Off di Verona. Sono disponibili ancora gli ultimi biglietti al link in bio.
🎵 La tua splendida ironia – Marco Moraca Official su Spotify e YouTube.
📖 Risolversi per risolvere acquistabile in libreria e nei principali store online. Link in bio.
La dipendenza affettiva non è amare troppo. È smettere di esistere quando l’altro si allontana.
Tu quanto riesci a sentirti degno anche senza conferme continue dall’esterno? Scrivimelo nei commenti.
Siamo tutti, in parte, dipendenti affettivi. Perché tutti abbiamo bisogno di amore e riconoscimento. Il problema nasce quando l’altro smette di essere un incontro e diventa il luogo in cui misuriamo il nostro valore. È lì che iniziamo a vivere di conferme, adattandoci, trattenendoci e perdendo pezzi autentici di noi stessi pur di non essere lasciati.
Se non costruiamo un’identità anche a prescindere dall’altro, rischiamo di alimentare un “non sé”: una versione di noi costruita per essere accettata e non realmente vissuta. Nel finalismo adleriano l’amore sano accompagna la crescita della persona, non la sua cancellazione.
Forse il vero lavoro interiore non è trovare qualcuno che ci completi, ma imparare a non scomparire dentro l’amore.
Tu hai mai avuto la sensazione di perdere te stesso per sentirti amato?
🎵 “Credimi” di Marco Moraca su Spotify e YouTube.
📍 Prossimi appuntamenti:
🎙️ 28 maggio ore 21:00 – Diretta YouTube con Goffredo Bordese
📻 30 maggio ore 11:00 – Diretta su Radio UAU
🎭 31 maggio – Verona, Teatro Satiro OFF
✨ Tutti gli eventi sono gratuiti tranne lo spettacolo di Verona. Biglietti e libro Risolversi per risolvere disponibili al link in bio.
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Via Dei Mille 116
Pavia
27100
Orario di apertura
| Lunedì | 09:00 - 12:00 |
| 14:00 - 18:00 | |
| Martedì | 09:00 - 12:00 |
| 14:00 - 18:00 | |
| Mercoledì | 09:00 - 12:00 |
| 19:00 - 20:00 | |
| Giovedì | 09:00 - 12:00 |
| 19:00 - 20:00 | |
| Venerdì | 09:00 - 13:00 |
| 14:00 - 17:00 |