SC360
Fotografie Panoramiche e Virtual Tour
Le fotografie panoramiche o immersive sono immagini navigabili a 360° che danno la sensazione di essere appunto "immersi" nella scena rappresentata. I tour virtuali sono costituiti invece da sequenze di immagini panoramiche a 360° che riproducono la totalità dell’ambiente in cui sono state realizzate. Oltre ad una destinazione artistica questo genere fotografico offre specifiche possibilità di ap
16/09/2020
Passeggiata trentina
17/10/2019
Il complesso residenziale incaico di Paredones risale al XV sec. d.C., quando gli Incas conquistarono pacificamente questa regione di pianura, nel 1476, anche se lo avrebbero governato per soli 60 anni, prima dell’arrivo dei conquistatori spagnoli.
Come in tutti i luoghi conquistati dagli Incas, il principe Tupac Inca Yupanqui (9° imperatore) ordinò di costruire qui due grandi Unità di Controllo Amministrativo: Caxamarca (nella Valle di Nasca) e Tambo del Collao (nella Valle de El Ingenio).
Ognuno di essi venne fatto costruire secondo rigidi schemi tipologici, urbanistici e culturali, che avessero l’impronta imperiale di Cusco, e l’imperatore lasciò il loro comando a un Governatore della élite Reale di Cusco.
Per questo Caxamarca, conosciuta come Paredones, è un complesso residenziale incaico composto da una serie di edifici di mattoni, un palazzo in pietra e un corridoio che conduce a dei gradini di pietra che portano fino a quello che una volta era un tempio dedicato al sole.
Le colline circostanti sono coperte con i resti di case di qualità inferiore, tombe e tonnellate di resti di ceramiche rotte.
Le costruzioni sono costituite di un solo piano di forma rettangolare, in adobe e pietra, suddiviso in due settori, all’uso incaico, secondo la divisione dell’universo in due metà.
Il centro dell’universo incaico era demarcato da un torrione, quindi nella parte destra di Paredones si trova la zona residenziale del governatorato e dell’élite amministrativa incaica. I tetti, oggi scomparsi, erano elaborati con paglia, pali di huarango e canne.
L'intero sito copre circa 2km² . (https://www.progettonasca.org/sito-di-paredones)
15/10/2019
Ollantaytambo( Quechua : Ullantaytampu ) è una città e un sito archeologico inca nel sud del Perù a circa 72 km a nord-ovest della città di Cusco. Si trova ad un'altitudine di 2.792 m (9.160 piedi) sul livello del mare nel distretto di Ollantaytambo , provincia di Urubamba , nella regione di Cusco. Durante l' Impero Inca , Ollantaytambo era la proprietà reale dell'imperatore Pachacuti, che conquistò la regione,e costruì la città e un centro cerimoniale. (wiki)
13/10/2019
Cahuachi, in Perù, fu un centro cerimoniale della civiltà Nazca dal I fino al VI secolo, situato a circa 30 km., in direzione sud est, dall'attuale città di Nazca, sulla costa centrale del Perù, all'interno della conca idrografica del fiume Rio Grande de Nazca, vicino alle famose linee.
Il suo nome significa luogo dove vivono i vedenti.[1]
L'archeologo italiano Giuseppe Orefici ha effettuato scavi sul sito per qualche decade, portando con sé una squadra ogni anno. Nel sito sono presenti oltre 40 monticelli sulla cui cima vi sono strutture fatte in adobe.
Il sito archeologico di Cahuachi dista circa 30 km., in direzione sud est, dall'attuale cittadina di Nasca, situata sulla costa centrale del Perù, all'interno della conca idrografica del Rio Grande. L'ampia zona di scavo è ubicata sulla riva sinistra del Rio Nasca, corso d'acqua a carattere torrentizio il cui volume idrico dipende dalle piogge che cadono sui monti della sierra andina, fenomeno che condiziona gran parte della vita nell'ampia vallata. Per le sue caratteristiche peculiari, Cahuachi è stato definito un sito cerimoniale da W. Duncan Strong nel 1957, la sua funzione era non solo religiosa e rituale, ma anche direzionale e amministrativa. (wiki)
10/10/2019
Moray è un sito archeologico situato in Perù, nei pressi della località di Maras, nella Valle Sacra degli Incas, a circa 36 km da Cuzco.[1] Il sito contiene una serie di terrazzamenti circolari concentrici, che formano una sorta di anfiteatro.
Il sito fu fotografato per la prima volta nel 1931 da due piloti della marina militare degli Stati Uniti d'America, Robert Shippee e George Johnson;[2] nel 1944 l'archeologo statunitense John Rowe iniziò ad esplorare scientificamente il luogo.[3]
La più diffusa delle ipotesi formulate per spiegare la funzione dell'artefatto indica nel sito un laboratorio per l'adattamento delle diverse specie agricole coltivate a differenti quote di altitudine. Altre ipotesi suppongono si trattasse di un sito per cerimonie e funzioni religiose. (wiki)
09/10/2019
Le antichissime ma attualmente sfruttate Saline di Maras.
link 360way:https://www.360cities.net/image/salinas-de-maras-peru
Link Google: https://goo.gl/maps/dmXumZoH5JPsczYy5
09/10/2019
Il Vinicunca (chiamata anche Montaña de Siete Colores e Montaña Arcoíris) è una montagna delle Ande alta 5.200 m s.l.m. Si trova a sud-est della città di Cusco, tra le province di Quispicanchi e Canchis, nella regione di Cusco, in Perù.
È caratterizzata dalla presenza di striature verticali parallele di 7 colori diversi, che fanno in modo che la montagna assomigli a un arcobaleno.
I diversi colori sono dovuti ai diversi minerali, che nel corso di milioni di anni si sono depositati e sovrapposti. Il fatto che oggi i diversi strati siano in strisce verticali si può spiegare con la tettonica delle placche: la collisione fra la placca di Nazca e la placca sudamericana ha spinto la crosta terrestre verso l’alto (generando la catena montuosa delle Ande).
I diversi colori sono dati dai seguenti minerali:
Il rosso è dato dall'ossido di ferro;
Il rosa è dato dal manganese;
Il giallo deriva dallo zolfo;
Il biancastro deriva dalla marna (carbonato di calcio);
L'ossidazione del rame per reazione con acqua e ossigeno ha portato alla colorazione blu-verde;
Il marrone è composto da un fanglomerato di roccia e magnesio;
Le strisce nere sono date dal granito. (Wiki)
Link Google: https://goo.gl/maps/BKXW9LyXKzWASiJT8
link 360cities: https://www.360cities.net/image/rainbow-mountain-vinicunca-peru
Il lago Santo Parmense con i suoi 81.550 m2 di superficie, è il più vasto lago glaciale della provincia di Parma e dell'Emilia-Romagna, ed anche il maggiore lago naturale di tutto l'Appennino settentrionale. Ha una profondità massima di circa 22,5 metri. (Wiki)
Link google: https://goo.gl/maps/Ndp1EM3kyN12
link 360cities: https://www.360cities.net/image/santo-lake
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23/09/2018
Matera dalla Murgia
link 360cities: https://www.360cities.net/image/matera-1
link google: https://goo.gl/maps/n7kFwxH9BjH2
21/09/2018
Una vista dei Sassi di Matera
12/11/2017
La chiesa di San Pietro arroccata sulla roccia del promontorio delle Bocche di Porto Venere.
05/11/2017
La splendida Abbazia di San Fruttuoso
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