Equa - Agrobiodiversità TreeCare Landscape
Progettiamo, costruiamo, divulghiamo biodiversità
27/08/2026
Un biolago è una piscina che si mantiene limpida da sola. Al posto del cloro lavorano le piante e i processi biologici che depurano l’acqua.
A giugno siamo andati a vederne uno da Il Biolago Italiano, che li progetta e li realizza, per mostrarlo dal vero ai clienti di un progetto che stiamo valutando. Ci siamo immersi anche noi.
La differenza si capisce entrando in acqua. Niente pareti azzurre e niente odore di cloro: intorno ci sono piante acquatiche, insetti, il paesaggio che prosegue dentro il bacino. Acqua, vegetazione e ambiente funzionano come un unico ecosistema.
È anche il motivo per cui un biolago non si guarda solo d’estate. Si integra nel paesaggio, cambia con le stagioni e resta un elemento del giardino anche nei mesi in cui nessuno ci nuota.
E voi? Avete mai fatto il bagno in un biolago o in una biopiscina?
In primavera vi avevamo raccontato gli sfalci differenziati al Parco di Via Grandi a Calerno e al Parco dell’Amicizia tra i Popoli di Sant’Ilario d’Enza. A distanza di mesi i prati sono ingialliti e hanno quasi concluso il loro ciclo.
Per molti un prato così sembra trascurato: è invece il segno che la natura ha completato il suo percorso. Le fioriture hanno lasciato spazio ai semi, milioni, pronti a dare vita alla prossima stagione. Per tutta l’estate gli insetti impollinatori hanno trovato qui nutrimento e rifugio, e centinaia di piccoli organismi un posto dove vivere.
Visti dall’alto, questi prati sembrano quasi un disegno: i percorsi sfalciati accompagnano le persone attraverso il parco, mentre le aree lasciate crescere hanno cambiato colore settimana dopo settimana, creando un mosaico di forme e sfumature.
Forse il futuro dei nostri parchi passa anche da qui: lasciare più spazio alla natura e imparare a conviverci.
07/08/2026
Prima di decidere come intervenire su un albero, bisogna sapere com'è fatto dentro. La tomografia sonica lo mostra senza forare la pianta, per capire quanto è solido.
Vuoi sapere come sta un tuo albero? Contattaci.
04/08/2026
È aperto il Bando 2027 della Regione Emilia-Romagna per la tutela degli alberi monumentali. Le domande si possono presentare fino al 30 settembre.
Il bando finanzia valutazioni di stabilità, cure conservative, interventi colturali e messa in sicurezza per esemplari di valore storico, paesaggistico ed ecologico. Possono accedervi enti pubblici e proprietari privati.
Una candidatura tecnica ben costruita, con valutazioni misurabili e una progettazione adeguata alla specie, pesa nella valutazione regionale. Negli anni abbiamo seguito esemplari come la Farnia del Parco Ducale di Parma, i platani di Piazzale della Pace e le Quattro Farnie di Nonantola.
Se gestisci un albero monumentale e stai pensando di presentare domanda, c'è ancora tempo per preparare una candidatura solida.
La susina Zucchella è uno dei piccoli tesori della biodiversità del nostro territorio. Le sue origini sono antichissime: compare negli affreschi del Quattrocento ed è citata nei testi del Settecento come uno dei frutti preferiti di Maria Luigia.
Tradizionalmente veniva usata per marmellate e composte dal gusto piacevolmente acidulo, perfette per farcire crostate e dolci fatti in casa. Ha polpa soda e consistente, e la pianta ha una particolarità: produce frutti ad anni alterni.Quest'anno i nostri alberi sono davvero carichi di Zucchelle.
E voi, la conoscete? L'avete mai assaggiata? 💜🌿
C'è una parte degli alberi che non vediamo mai, e proprio per questo tendiamo a dimenticarcene: le radici. Eppure è lì, sottoterra, che si decide buona parte della loro vita.
Capita che intorno a un tronco venga sigillato tutto sotto cemento o asfalto, riducendo drammaticamente la fertilità e gli scambi gassosi radicali. La pianta va in sofferenza, e con gli esemplari più vecchi il rischio è perderli.
Per questo olmo abbiamo fatto il contrario: tolto ciò che lo soffocava e restituito alle radici terreno e respiro, così da accompagnarlo ancora a lungo.
Se gestisci alberature, pubbliche o private, possiamo affiancarti nella loro cura.
Quando cede un ramo di queste dimensioni la domanda arriva subito: si abbatte?
Questo platano del Parco Ducale di Parma ha perso qualche notte fa un ramo che ne ha compromesso la struttura. In molti casi la risposta sarebbe stata l'abbattimento. Vista la peculiarità dell'esemplare abbiamo scelto un'altra strada: ridurre i rami, e con loro le leve, fino a lasciare un totem.
Un totem è un albero habitat in piccolo: pochi rami, nessun pericolo per chi passa sotto, e una pianta che mantiene la sua identità nel posto in cui è sempre stata.
Tra abbattere e conservare c'è una valutazione da fare, esemplare per esemplare. Se gestisci alberature, pubbliche o private, scrivici.
Sapete cosa sono questi piccoli bottoncini gialli sulle foglie del ciliegio? Sono i nettari extrafiorali. Non li produce il fiore, ma specifiche ghiandole su foglie e piccioli. La loro secrezione zuccherina attira gli insetti utili, favorisce relazioni mutualistiche ed è una fonte di energia per le api nei periodi di minore fioritura. Di solito sul ciliegio sono rossi come il frutto, ma qui il ciliegio è giallo, e i nettari raccontano di che colore sarà la ciliegia ancor prima che si formi. Un piccolo fenomeno naturale che racconta la complessità della biodiversità 💛🐝🍒🌿
15/07/2026
In estate le piante rallentano. Temperature elevate, forte irraggiamento e minore disponibilità idrica le portano in una fase di riposo fisiologico.
In queste condizioni si può intervenire con la potatura estiva, o potatura verde: si esegue sulle parti vive, durante la stagione vegetativa, per contenere lo sviluppo, riequilibrare la chioma e ridurre i carichi strutturali.
È una pratica sempre più utilizzata, in affiancamento alla potatura invernale. Viene proposta anche per riduzioni progressive e ravvicinate, nei casi di difetti strutturali particolarmente critici. ricordatevi sempre che la miglior potatura è quella che non si nota.
Vuoi capire se le tue piante vanno potate ora? Contattaci.
10/07/2026
Ci sono alberi che hanno visto secoli passare. Cedri piantati prima dell'unità d'Italia, farnie che hanno fatto ombra a generazioni, platani che custodiscono un pezzo di città dentro la corteccia.
Sono i nostri alberi monumentali. Patrimonio biologico e culturale, vivente e fragile insieme.
Proteggerli oggi è un atto di cura. Il Bando 2027 della Regione Emilia-Romagna apre una possibilità in più per chi se ne prende cura, con la scadenza del 30 settembre 2026.
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