MADE IN ART

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Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di MADE IN ART, Creator digitale, Via Cagliari 9, Parma.

L’Associazione Culturale Made in Art dal 2001 esplora la capacità delle arti visive di produrre rappresentazioni trasformative in ambiente e ripensa il territorio come luogo nevralgico di produzione sostenibile e culturale. Fondata a Parma nel 2010, Made in Art è un’associazione culturale no-profit che si distingue per una visione sistemica della cultura come dispositivo generativo e trasformativo

01/06/2026

⛰️ *Domenica 7 giugno 2026*
*Esploratori dei sensi nelle Dolomiti con la guida Laura Torresan* parte del progetto Selva Edu.

🌸 *Programma
*Ore 10.00 ritrovo al parcheggio Seggiovie Skypass (Via Pescul 120)* per un *itinerario multisensoriale* dedicato a famiglie fino al Rifugio Aquileia. Un percorso facile e accessibile per esplorare la montagna, la natura e la cultura locale attraverso i cinque sensi e tramite *attività creative*.

*Ore 12.30 arrivo al parcheggio Seggiovie Skypass (Via Pescul 120)*
è necessaria la prenotazione scrivendo a [email protected] oppure compilato il modulo: https://shorturl.at/9dDLS (numero limitato di posti)

Photos from Museo Ettore Guatelli's post 31/05/2026

Lincotek

24/05/2026

al Museo Guatelli

Oggi andate alla fondazione museo Guatelli a Parma ci trovate una bellissima mostra di Mario Cresci e ci trovate pure lui in persona!
La fondazione Guatelli, un posto magico ed incredibile per i fotografi e non solo un set fotografico naturale, infinito meraviglioso senza tempo!

Photos from Museo Ettore Guatelli's post 24/05/2026

Ieri al Museo Ettore Guatelli ha inaugurato “Essere a tempo”: una mostra che invita a fermarsi, guardare e misurare il tempo attraverso lo sguardo del grande fotografo Mario Cresci.

Dalle prime sperimentazioni degli anni Sessanta fino alla ricerca più recente, i suoi cicli – “Interni Mossi”, “Ritratti Reali”, “Misurazioni” – raccontano come ogni luogo vissuto possa diventare un nuovo inizio per il linguaggio visivo.

La mostra è visitabile negli orari del Museo fino al 12 giugno 2026.

Museo Ettore Guatelli
Amici di Ettore Guatelli e del Museo
GUATELLI contemporaneo

23/05/2026

Maurizio Galimberti

Grande Monica Bellucci ,l'unica Diva Italiana che fa ba***re il cuore al Festival del cinema di Cannes 2026 🎶🎶🎶
MB
1999 mosaico Polaroid
By Maurizio Galimberti ©️

19/05/2026

📅 SABATO 23 MAGGIO 2026
🕠 ORE 17.30

Il Museo Ettore Guatelli inaugura "Essere a tempo", mostra personale di Mario Cresci, nuovo appuntamento della rassegna Guatelli contemporaneo!

Dopo le mostre di Maria Lai e Maurizio Galimberti, il Museo Guatelli accoglie una raccolta delle serie più significative del lavoro di Cresci, tra fotografia, memoria, antropologia e sperimentazione visiva.

Attraverso lavori come Interni Mossi, Ritratti Reali e Misurazioni, la mostra percorre luoghi, esperienze e trasformazioni dello sguardo, in un dialogo profondo con il tempo e con la realtà contemporanea.

📍 Museo Ettore Guatelli (Via Nazionale, 130, Ozzano Taro, PR)
🎟 INGRESSO LIBERO

Photos from Museo Ettore Guatelli's post 11/05/2026

Una giornata intensa di incontri, suoni, visioni e sapori al Museo Ettore Guatelli.

Dalle terre pugliesi di Ceglie Messapica con Antonio Addamiano con Dep Art Out, fino al viaggio musicale di Andrea De Rocco dei Negramaro, il Museo si è trasformato in uno spazio di dialogo tra arte contemporanea, musica e memoria.

Grazie a tutti coloro che hanno condiviso con noi questa esperienza. Continueremo il nostro cammino.

GUATELLI contemporaneo
Amici di Ettore Guatelli e del Museo

Photos from MADE IN ART's post 18/12/2025

Aronne Pleuteri
Durante un sopralluogo a Borca di Cadore è stato utilizzato un “filtro” per osservare il paesaggio montano attraverso lo sguardo di un animale non umano: un grande cartello di cartone, con la scritta “cibo per orsi”, che rendeva simbolicamente commestibile tutto ciò che veniva inquadrato. In un territorio dove gli orsi ancora non ci sono, questo dispositivo diventa un invito immaginario al loro ritorno, esteso anche agli abitanti dei boschi delle valli vicine.
Paulina Moncada
Una montagna isolata, tagliata da una cornice ad arco, entra in scena come un personaggio: il paesaggio diventa teatro. Davanti scorrono fasce di colore – acqua, terra, vegetazione – che trasformano il panorama in un ritratto più vicino alla memoria che alla descrizione realistica. La finestra che incornicia la montagna introduce una lieve distanza: ciò che si vede non è solo un luogo, ma un paesaggio mentale, sospeso tra realtà e immaginazione.
Matteo Trentin
Una fotografia d’archivio dell’inaugurazione del Centro Vacanze ENI nel 1958 si trasforma in una pittura in formato cartolina, ricoperta da uno strato sottile di paraffina e colofonia, resina di conifere raccolta sul territorio. L’architettura simbolo del villaggio appare come trattenuta in una teca di resina, sospesa tra passato e presente, tra materia industriale e linfa delle conifere del bosco. Il sito emerge così come traccia in perenne ridefinizione, nel dialogo inesauribile tra memoria del paesaggio, intervento umano e possibilità future di riconfigurazione.
Pierluigi Scandiuzzi
Che belle le cartoline quando si va in vacanza. Ah giusto…per chi ci riesce ad andare, i pittori non ci vanno mai in vacanza! Mi è sembrato giusto quindi dipingere uno scorcio di Borca, il mt. Pelmo immaginando di essere lì, magari en plein air a ritrarlo. Giusto perché che non si dica in giro, ipoteticamente quello sarebbe stato solo per lavoro e non vacanza!
Sofie Tobiášová
Sofie mette in scena il rapporto antico tra esseri umani e montagna: migliaia di anni di convivenza, tra protezione e pericolo. Il Pelmo, quasi nascosto tra le nuvole, veglia sulla Val Borca come una guardia silenziosa. Nel quadro affiora anche il peso della storia della pittura di montagna – rimandi a tanti dipinti precedenti, a tanti sguardi già passati da lì. (Paul, Georgia, Marsden, Caspar, Peter, Gustave…). “Perché hai scelto questo? Cosa significa? Cosa comunica?” Ciò che resta è una sorta di contratto tacito: la montagna accetta di farsi abitare e rappresentare, ma resta sempre altra, irriducibile.

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