Giulia Argiroffi
Consigliera comunale a Palermo
Gruppo civico OSO
Ieri l’Istituto Autonomo Case Popolari ha consegnato al Comune il MERCATO COPERTO DI BALLARÒ a Piazza del Carmine.
Colpisce e sconcerta vedere rappresentanti delle istituzioni farsi fotografare tra sorrisi, strette di mano e pacche sulle spalle davanti a quello che è con ogni evidenza un fallimento urbanistico e sociale di enormi proporzioni.
Un progetto nato male e portato avanti peggio: un intervento che non valorizza il luogo, ma ha alimentato degrado, abbandono, smarrimento e senso di sconfitta in una delle aree più significative della città.
Ancora più grave è che tutto questo venga raccontato come un successo, come un motivo di orgoglio istituzionale.
Lo spettacolo andato in scena ieri è stato, sotto ogni punto di vista — politico, civile, civico e umano — profondamente imbarazzante.
Per l’incapacità dell’assessore Tamajo che non è in grado di fare neanche i bandi per affidare la progettazione, non possiamo rispettare la scadenza del 12 gennaio 2027 di inizi lavori nelle scuole dello ZEN, dello Sperone e di Borgo Nuovo e quindi perdiamo l’intero finanziamento di 46 mln di euro, e dobbiamo restituire quanto già speso.
Cosa ancora più grave, come se non bastasse il danno economico finanziario per un ente in piano di riequilibrio, mettiamo a rischio potere fondamentali per i nostri territori più fragili.
E Tamajo, protetto da una maggioranza irresponsabile e solo propagandistica, nega il confronto.
Che br**ta, pessima politica.
27/05/2026
Esprimiamo forte preoccupazione e pieno sostegno ai titolari di locali, pub e attività della movida cittadina, oggi in agitazione dopo le indiscrezioni emerse durante il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto Massimo Mariani, in merito a una possibile riduzione degli orari di apertura dei locali come risposta al fenomeno della cosiddetta “malamovida”.
Riteniamo profondamente sbagliato continuare a scaricare su commercianti, imprenditori e lavoratori del settore della ristorazione e dell’intrattenimento le responsabilità di una gestione inefficace del fenomeno. Anticipare la chiusura dei locali significa colpire attività che operano nel rispetto delle regole, pagano le tasse, creano occupazione e contribuiscono alla vitalità economica e sociale della città.
Degrado, violenza e abuso di alcol non si contrastano con misure punitive e improvvisate. Servono invece controlli seri, continui e coordinati delle forze dell’ordine, presidi costanti nelle aree più sensibili, una presenza concreta dello Stato nelle ore serali e notturne e un confronto reale con gli operatori del settore.
Le frequenti risse che si verificano nelle zone della movida generano paura tra gestori, clienti e residenti, privandoli della serenità necessaria per vivere la città in sicurezza. Garantire tutela e condizioni adeguate di sicurezza urbana è un dovere preciso delle istituzioni.
È inaccettabile scegliere ancora una volta la strada più semplice e propagandistica, penalizzando chi lavora onestamente invece di affrontare il problema con strumenti adeguati e una seria pianificazione della sicurezza urbana.
Porteremo la questione nelle sedi istituzionali competenti per difendere i diritti degli esercenti e impedire misure che rischiano di impoverire ulteriormente il tessuto economico e sociale della città, senza offrire una reale soluzione al problema della sicurezza
Quando NON VEDERE, NON SENTIRE e NON SAPERE diventano strumenti di potere, non siamo più davanti a ignoranza, ma a una scelta politica.
Una scelta fatta di arroganza e silenzi che sembrano connivenze.
Mi vergogno di essere rappresentato da un sindaco che dichiara di NON SAPERE mentre la città paga milioni ogni anno senza trasparenza, che sostiene di non conoscere nomi e dinamiche che a Palermo tutti conoscono, che incontra in segreto ambasciatori e poteri, salvo poi sottrarsi al confronto pubblico.
Palermo ha bisogno di verità e coraggio.
La guerra esiste. La mafia esiste.
COMPLICITÀ, OMISSIONI e AMBIGUITÀ sono il terreno su cui continuano a crescere.
AFFARE AFFITTI A PALERMO
24/05/2026
L’”AFFARE AFFITTI” A PALERMO
STASERA REPORT IL FRUTTO DI UN LAVORO FATTO DA MESI. SCUOLE DI PALERMO IN AFFITTO, SVARIATI MILIONI E FANTASMI DI COSA NOSTRA. RIMARRETE SENZA PAROLE. ANCHE QUESTA VOLTA NON CI GIREREMO DALL’ALTRA PARTE GLI INTERESSI CHE STIAMO TOCCANDO, SONO MILIONARI NON CI FERMIAMO
Piersanti Mattarella prima di essere ucciso nel 1979 disse che modificare il Sistema delle locazioni avrebbe potuto portare alla sua fine.
Con i consiglieri comunali di Palermo Argiroffi e Forello da mesi studiamo carte, dopo ripetuti accessi agli atti ci siamo imbattuti in un vero e proprio verminaio, frutto di un attento lavoro dentro le istituzioni. Insieme al coinvolgimento di Report e del bravissimo Danilo Procaccianti, abbiamo presentato tutti gli atti politici e parlamentari all’interno delle istituzioni. Nei prossimi giorni ci rivolgeremo alla Corte di Conti perché questa storia é surreale e ok non ci gireremo dall’altra parte anche questa volta.
Riteniamo sia utile voi sappiate cosa accade dentro le scuole di Palermo. Mura che dovrebbero trasudare legalità, eppure si nascondono delle verità oscure.
Perché qui non parliamo soltanto di scuole. Non parliamo soltanto di affitti. Non parliamo soltanto di immobili. Parliamo di Palermo. Del suo passato che non passa mai. Dei fantasmi del “sacco” che continuano a camminare nei corridoi della pubblica amministrazione con le scarpe lucide e le carte bollate sotto braccio.
La politica ha il dovere di spiegare il perché il comune di Palermo continui a pagare cifre mostruose a società immobiliari per gli affitti delle scuole, spesso esponendosi a contenziosi pesantissimi.
Ringraziamo Report per averci dato spazio, consapevoli che non ci fermeremo ai media e chiederemo di smetterla di pagare milioni a privati chiacchierati e di costruire scuole ed edifici pubblici
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