"Non suonare quello che c'è. Suona quello che non c'è." Miles Davis "Don't play what's there. Play what's not there." Charlie Parker
he guarantee marks of a spirit of research, but rather the identification of new projective fields within which music meets the imaginary of the present and the translates into sounds, "creates an image of the world that has nothing to do with the world, an art of thinking that has nothing in common with thinking" (Henri Focillon, Vie des formes). Music is understood as a vehicle for an idea and, ultimately, as the personality of the interpreter. We must focus on the musician and his idea, and not feel ourselves to be the vehicle of musical matter. Off the beaten track, looking for new ways to constantly challenge ourselves, without crystallizing music in a formula. The project, born from an idea by Salvatore Montieri, was born as a collective of musicians, each of which has a wealth of very different educational and professional experiences, and starts from a substrate that includes the popular forms of traditional music, classical music , the popular forms of blues, band music, black music, incorporating jazz, rock, fusion, funky influences fused to a predominant electric instrumentation in determining the sound. The German composer K.Stockhausen has spoken of beauty in music, comparing it to a foreigner who presents himself to us by speaking perhaps an incomprehensible language, but asking to be welcomed and listened to. Hence, on one hand, the idea that music is an encounter with a form of radical, unexpected strangeness derives; for another, that music is essentially an experience, listening to a thought that transforms itself and those who rely on it. "Music is one's experience, one's thoughts, one's wisdom. If you don't live it, it will never come out of your instrument." Charlie Parker
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"Non suonare quello che c'è. Miles Davis
"Off The Beaten Track", fuori dai comuni sentieri, dalle solite rotte, alla continua ricerca e sperimentazione musicale, intesa come un processo di pensiero che, attraverso i suoni, individua nuovi campi proiettivi dell'immaginario e restituisce all'esperienza musicale una dimensione d'incanto. Non i gesti della trasgressione e dei limiti da oltrepassare, che non ci appaiono più come i marchi di garanzia di uno spirito di ricerca, bensì l'individuazione di nuovi campi proiettivi all'interno dei quali la musica incontra l'immaginario del presente e lo traduce in suoni, "crea un'immagine del mondo che non ha nulla a che fare con il mondo, un'arte di pensare che non ha nulla in comune col pensare" (Henri Focillon, Vie des formes). La musica viene intesa come veicolo di un'idea e, in ultima analisi, come personalità dell'interprete. Bisogna concentrarsi sul musicista e la sua idea, e non sentirsi di essere noi stessi il veicolo di materia musicale. Off the beaten track, alla ricerca di nuove vie mettendoci costantemente in discussione, senza cristallizare la musica in una formula. Il progetto, nato da un'idea di Salvatore Montieri, nasce come un collettivo di musicisti, ognuno dei quali ha un bagaglio di esperienze formative e professionali molto diverse, e parte da un substrato che comprende le forme popolari della musica tradizionale, la musica classica, le forme popolari del blues, della musica bandistica, della musica nera, incorporando influenze jazz, rock, fusion, funky fuse ad una strumentazione elettrica predominante nel determinare il suono. Il compositore tedesco K.Stockhausen ha parlato della bellezza in musica paragonandola ad uno straniero che si presenta a noi parlando magari una lingua incomprensibile, ma chiedendo di essere accolto e ascoltato. Di qui discende, per un verso, l’idea che la musica sia un incontro con una forma di estraneità radicale, inattesa; per un altro, quella che la musica sia essenzialmente un’esperienza, l’ascolto di un pensiero che trasforma sé stesso e chi vi si affida. "La musica è la propria esperienza, i propri pensieri, la propria saggezza. Se non la vivi, non verrà mai fuori dal tuo strumento."