LOSKA
Laboratorio occupato per la Sperimentazione di Kultura Antagonista
04/07/2026
A.T.R.I. punx (Autoproduzione Totale RocknRoll Intransigente) e LOSKA presenta:
Giovedì 9 Luglio
DISERTA! Doom jazz da Roma
Tuktu And The Belugas Quartet Guitar Based Synth Music da Roma
FREE ENTRY
START 21
21/06/2026
NON SAPPIAMO DOVE SFROCIARE
Giugno è il mese del Pride, ma noi non parteciperemo alle sue forme istituzionalizzate. E, poiché non sapevamo proprio dove sfrociare, ci vogliamo prendere uno spazio nostro per posizionarci politicamente su ciò che il Pride significa per noi, con le nostre pratiche e a partire dai nostri desideri e quello che ci piace fare.
Una due giorni di iniziative, attività e giochi a partire dalle riflessioni attorno al CORPO Q***R e le sue declinazioni.
In questa città mancano spazi q***r di gioco e divertimento, dove potersi esprimere come corpi e come identità. Ci piacerebbe riappropriarci del corpo come strumento ludico e rivoluzionario, usando il gioco come modalità di incontro e di sovvertimento delle dinamiche del sistema eterocis patriarcale e capitalista.
FROCE ASTERISCO è un collettivo politico non misto di persone trans, froce e donne, che attraversa e supporta disordinatamente i contesti politici antagonisti terroni e di Napoli.
FROCE ASTERISCO nasce dal desiderio di abitare collettivamente la città e lo spazio pubblico; parlare di corpo q***r nelle sue declinazioni; discutere di salute, sessualità, dolore, relazioni, desiderio, territorio e lavoro; condividere strumenti di sopravvivenza e sapere situato; sovvertire pratiche corporee genderizzate, e, magari, prenderci pure bene.
10/06/2026
ASSEMBLEA IN TAVOLI TEMATICI
a seguire aperitivo e musichetteO.SKA 10 giugno - 18.00
Partendo da un confronto su ciò che per noi significa corpo q***r, abbiamo generato riflessioni, raccolte in aree tematiche comunicanti, che vogliamo condividere per collettivizzare saperi e pratiche.
Ecco alcuni spunti che tracciano il percorso di mercoledì:
gli ostacoli che una persona q***r riscontra nell’accesso al lavoro; l’accessibilità e la gratuità di servizi fondamentali per la nostra salute; il dominio politico delle pratiche di movimento (danza, sport, gioco) che impatta sulle nostre scelte e sul nostro corpo; una socialità slegata dal consumo, generatrice di momenti di gioco e piacere.
L’assemblea di mercoledì 10 è il primo momento di condivisione allargata del percorso verso:
“NON SAPPIAMO DOVE SFROCIARE”
27&28 giugno 2026
musica, laboratori, presentazioni, giochi.
Programma in arrivo! :)
07/06/2026
Con profondo dolore salutiamo Youssou Ndiaye, un amico, un compagno di strada, una presenza che ha lasciato un segno autentico nelle nostre vite e nel nostro spazio.
Abbiamo conosciuto Youssou alla sQuola popolare Loska, dove aveva iniziato a frequentare il corso di italiano per persone migranti. Da semplice studente era diventato nel tempo una parte attiva e preziosa della nostra piccola comunità. Con lui abbiamo condiviso numerosi progetti, momenti di impegno e di crescita collettiva, i tornei del Mediterraneo Antirazzista e tante altre esperienze che porteremo sempre con noi.
Qualche tempo fa si era trasferito a Bergamo per lavoro, alla ricerca di quella stabilità che troppo spesso viene negata a chi prova a costruirsi un futuro con dignità a sud.
Ci lascia una persona speciale, che mancherà profondamente a tutte e tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo. Un abbraccio pieno di affetto va alla sua famiglia e ai suoi cari.
Il suo ricordo continuerà a vivere nelle cose che abbiamo costruito insieme, nelle parole condivise e nell'affetto che ha saputo costruire intorno a sé.
Ti porteremo con noi. Sempre.
Ciao Youssou.
23/04/2026
17/04/2026
25 APRILE
CONTRO GUERRA E CAROVITA
CON LA RESISTENZA PALESTINESE
CACCIAMO IL GOVERNO MELONI!
SABATO 25 APRILE ORE 11.00 PORTA CAPUANA (NA)
Il 25 aprile non è solo il giorno di ricordo e memoria della liberazione dal nazifascismo, ma rivendicazione costante dell'antifascismo come pratica quotidiana e sempre attuale contro ogni progetto autoritario, contro razzismo e patriarcato. Un impegno antifascista che significa oggi anche esprimere solidarietà e sostegno alla lotta di liberazione dei popoli oppressi dall’imperialismo e dal fascismo, alla resistenza palestinese, libanese, iraniana, venezuelana, cubana e all’autodeterminazione di tutti i popoli della terra.
Il genocidio portato avanti dall’entità sionista, con oltre centomila morti, prosegue normalizzato, spacciato da “tregua” a Gaza e in Cisgiordania, intensificandosi in Libano e in Iran, al fine di controllare rotte, risorse energetiche, e non solo. Il “metodo Gaza” avanza con la stessa ferocia e con le stesse complicità occidentali, europee, italiane – con aziende come Leonardo e MSC in prima linea, con le basi militari NATO/USA in Italia come il JFC di Lago Patria e quelle di Sigonella, Aviano, Ederle, il Muos di Niscemi – senza dimenticare i paesi del golfo nelle retrovie.
Il sistema capitalistico di sfruttamento tenta di conservarsi e di prolungare la sua vita già ampiamente oltre il sostenibile per l’umanità e il pianeta. Per farlo, l’élite occidentale suprematista e sessista bianca deve imporre col riarmo un’economia di guerra, ovvero profitti per pochi padroni e sacrifici per molti subordinati. Il governo italiano, quindi, decide di destinare soldi al riarmo e al genocidio sottraendoli alla sanità pubblica, all’istruzione, al lavoro, alla cura dei nostri territori: così aumenta, di giorno in giorno, l’invivibilità dei territori, il costo della vita e la “guerra tra poveri”. In parallelo, si introducono manovre volte a minare la capacità di agire della società, criminalizzando e reprimendo ogni dissenso (vedi l’ennesimo ddl sicurezza e il ddl che equipara antisionismo e antisemitismo), instillando il seme dell’islamofobia, generando confusione tra opposizione politica e “terrorismo”, applicando una sospensione selettiva dei diritti in un progetto autoritario accelerato dall’avanzata delle destre ma non solo che accomuna il governo meloni con gran parte degli stati occidentali.
È necessario costruire presidi antifascisti anche nei luoghi della formazione, a partire dalle scuole, il cui potere emancipatorio è da sempre oggetto di attacchi da parte dei poteri autoritari che oggi favoriscono la crescita di organizzazioni di stampo fascista. La Riforma Valditara e il ddl Gasparri reprimono ogni possibilità di analizzare la realtà e riflettere criticamente sulle nuove, e vecchie, rivoluzioni che si muovono nel resto del mondo. L’università, luogo di produzione del sistema sociale, permeata dalla privatizzazione e dalla aziendalizzazione, è sempre più funzionale a un sistema economico di sfruttamento. L’economia di guerra ha gradualmente asservito i saperi al profitto di aziende belliche. Rettori nei comitati med-or, una fondazione della Leonardo spa; tirocini con la Leonardo spa o accordi stretti con la NATO come nel caso della Federico II, spacciandolo per offerta formativa.
Contro questo progetto fascista di società del governo Meloni e contro l'avanzata delle destre in tutto il mondo è necessario oggi più che mai costruire un fronte di opposizione sociale e di radicale antagonismo.
L’israelizzazione delle società occidentali è già in atto e ci vuole preparare alla guerra non solo attraverso l’esportazione di pratiche violente e di polizia, sistemi di controllo e sorveglianza informatica, ma anche disciplinando i cittadini occidentali sul modello dei sionisti, carnefici e spettatori del genocidio, ‘patrioti’ e ‘in guerra’ anche quando da turisti aggrediscono attivisti, solidali, comportandosi come padroni nelle nostre città.
Tutto ciò dimostra anche la paura del governo italiano e del sistema sionista nei confronti della Resistenza palestinese e del movimento di solidarietà che è stato capace di dissolvere la cortina di fumo che copre genocidio, occupazione e apartheid: la necessità dell’unione delle lotte antimperialiste e anticoloniali è più chiara che mai. Nonostante i tentativi di promuovere la narrazione delle divisioni noi siamo uniti, complici e solidali al fianco del popolo palestinese che è unico e unito fra Cisgiordania, Striscia di Gaza, Territori del ’48, diaspora ed esilio, nella lotta per la sua autodeterminazione e per il ritorno alla propria Terra. La strada da percorrere è quindi al fianco del popolo palestinese e della sua resistenza che è viva, non assoggettata né svuotata, e continua a difendere la propria Terra contro l’occupante da quasi un secolo di colonialismo di insediamento. Per tutto questo, la resistenza partigiana al nazifascismo di ieri è, oggi, la resistenza palestinese al sionismo, ogni soggettività che lotta contro l’oppressione imperialista e coloniale, la militarizzazione degli spazi e della nostra società, la gentrificazione, il patriarcato, il precariato. I partigiani di ieri erano “colpevoli” di essere antifascisti, i partigiani di oggi sono “colpevoli” di Palestina. Che il 25 aprile, giorno della resistenza dei popoli oppressi, sia il rilancio della mobilitazione a sostegno della lotta antimperialista, contro guerra, riarmo e carovita, contro il governo fascista e la sua finta opposizione.
03/04/2026
In questi mesi sono cominciati i lavori nella zona della colmata dell’ex Italsider per le strutture che ospiteranno l’America’s Cup del 2027. Da anni le abitanti e gli abitanti, i comitati territoriali e le realtà di base chiedono una reale bonifica del mare, della spiaggia e una sua fruizione pubblica e gratuita. L'attuale amministrazione comunale ed il governo, ribaltando una legge del 2015 che prevedeva l'intera rimozione della colmata, ottenuta dopo anni di mobilitazioni, hanno invece optato per l’ennesima cementificazione: porto per gli yacht e strutture ricettive di lusso a discapito della necessaria bonifica. Alla faccia dei processi partecipativi e democratici!
Il tutto perfettamente in linea con le politiche del governo, che continua a disinvestire dalla spesa sociale ma trova sempre i soldi per grandi opere inutili e le spese militari. Dal ponte sullo Stretto alla TAV, dall’America’s Cup alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, grandi opere e grandi eventi diventano occasioni di profitto per l’imprenditoria e di visibilità per la classe politica, a spese di chi abita i territori e dell’ambiente. Così a Bagnoli, dove il comune ha brillato per incapacità, inefficienza logistica e comunicativa durante la crisi bradisismica, e adesso aggiunge ulteriore nocività con i lavori per l’America’s Cup: il trasporto di materiale nelle ultime settimane ha sollevato polveri sottili nell’aria, sforando regolarmente i limiti di sicurezza secondo i dati dell’ARPAC, e quando inizieranno gli interventi che coinvolgeranno il fondale costiero la movimentazione di metalli pesanti della colmata metterà a rischio il mare dell’intera città.
In una città ostaggio di processi predatori e di sfruttamento, dove la turistificazione selvaggia sta cacciando le persone dalle proprie case, dove i servizi sono ridotti all’osso o smantellati, non serve nuovo cemento per il profitto di pochi e sulla pelle – letteralmente – di chi abita i territori. Bagnoli interessa tutte e tutti, non solo la zona ovest: l’inquinamento prodotto avvelena l’aria e il mare di tutta la città. Ne parleremo con attiviste e attivisti dei comitati territoriali di Bagnoli
22/02/2026
Il 27 febbraio, ore 20:00, dopo il corteo della Rete SET e dei comitati di quartiere in lotta per il diritto all’abitare a L.O.Ska si terrà un’iniziativa di autofinanziamento verso l’8 marzo in cui oltre alla socialità, alle musichette e alla cena vegana-gluten free, sentiremo degli interventi da lotte cittadine che ci posizioneranno come froce, donne e soggettività trans nella materialità dei conflitti sociali.
Interverranno Non Una Di Meno, lo Sportello per il diritto all’abitare e la rete No America’s cup
06/02/2026
Viviamo in una fase storica cruciale in cui le ricette neoliberiste camminano di pari passo con l’avanzata di fascismi e autoritarismi quasi ovunque nel mondo occidentale: austerity e finanziarizzazione sembrano andare perfettamente d’accordo con schemi sociali sempre più reazionari e con una repressione ogni giorno più feroce. Tutto questo in uno scenario globale in cui la competizione per le risorse e la crisi dell’egemonia statunitense prospettano un’epoca di conflitti e di corsa al riarmo. La minaccia della de-dollarizzazione di ampi settori commerciali legati ai BRIICS+, del predominio energetico di paesi come la Cina e la Russia, e della spietata concorrenza cinese nel campo manifatturiero, nel controllo delle supply chains e nel supporto allo sviluppo come strumento di costruzione di relazioni diplomatiche sono tangibili: l’unica risposta possibile da parte degli USA sembra quella di mantenere la propria egemonia attraverso una politica di potenza militare. Una politica di potenza sempre più diretta, che non ritiene più necessario nemmeno l’utilizzo di mediazioni linguistiche o di giri di parole, di guerre “umanitarie” e di “esportazioni della democrazia”: la prospettiva è la guerra, punto. Schiacciate da questo conflitto globale sono, come sempre, le popolazioni – prime fra tutte quella palestinese e quella curda – moneta di scambio nelle contrattazioni per la riorganizzazione di poteri regionali e non o per la tessitura di alleanze strategiche.
In questo scenario di guerra ormai imminente il progetto neoliberista prosegue senza freni. La corsa al riarmo è a tutti gli effetti elemento ideologico cruciale per indirizzare energie e finanziamenti verso il complesso militare-industriale, presentato oggi come unica possibilità di ripresa economica per le società occidentali prede della crisi produttiva e della stagnazione economica. Il risultato è stato l’ultima finanziaria che promette sempre più soldi all’industria bellica e alla spesa sociale le briciole, quando ce ne sono. In questo progetto di società non c’è infatti posto per il supporto ai settori più fragili della popolazione o, figuriamoci, per politiche redistributive; il welfare stesso è oggi al centro di un processo di finanziarizzazione sempre più evidente. Così, mentre i salari stanno al palo ormai da anni e il costo della vita continua ad aumentare, perfino l’accesso a servizi essenziali come la salute o la previdenza sociale rischia di diventare privilegio per pochi; per non parlare della totale assenza di politiche sul disagio abitativo sempre più esteso, complice un mercato immobiliare che nelle grandi città è ormai ostaggio dei processi di gentrificazione, turistificazione o di grandi opere speculative come quella delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina e quella dell’America’s Cup a Napoli. Le risorse vengono spostate verso spese militari, controllo delle frontiere, accordi strategici e difesa degli interessi economici, mentre diritti sociali, welfare, scuola e sanità vengono svuotati. Milioni per opere simboliche e corridoi logistici utili alle solite grandi imprese, nulla o quasi per case popolari, scuole, presidi sanitari, trasporti e bonifiche ambientali; grandi eventi al posto di infrastrutture materiali e sociali. Il nostro sguardo nasce da qui, dal Sud: dall’emigrazione forzata, dalla disoccupazione strutturale, dalla devastazione ambientale, dall’abbandono dei servizi, dalla presenza soffocante dello Stato quando c’è da reprimere e dalla sua assenza quando c’è da garantire diritti e giustizia sociale. Da quella parte di Paese che storicamente è stata usata come serbatoio di manodopera, terra da sfruttare e devastare, periferia da svuotare. Una discarica sociale, ma anche materiale: lo sa bene questo territorio, da Napoli Est a Bagnoli, dalla Terra dei Fuochi all’Agro Caleno, dove decenni di politiche industriali ed energetiche e gestioni scellerate del ciclo di trattamento dei rifiuti hanno lasciato solo tossicità e devastazione, e dove invece di bonifiche si prospettano solo grandi eventi inutili e nuova impiantistica ad altissimo impatto.
È a questa altezza dello scontro che dobbiamo posizionarci per continuare a lottare contro questo progetto di società capitalista, razzista e patriarcale. L’attacco alle esperienze di lotta e all’antagonismo è senza precedenti: dalle misure che riempiono i numerosi decreti e pacchetti sicurezza e che mirano a neutralizzare qualsiasi forma di dissenso alle zone rosse e agli sgomberi, effettuati e minacciati, degli spazi autorganizzati e autogestiti, da Askatasuna a Officina99, dallo Spin Time al Gridas. Napoli, come tanti altri centri metropolitani, ne è un esempio. Turistificazione, assenza totale di politiche abitative e zone rosse disegnano i tratti di una città dove le questioni sociali diventano problemi di ordine pubblico, dove interi settori sociali sono abbandonati alla marginalizzazione, dove l'ipocrisia del decoro nasconde l'idea di città - pacificate e neutralizzate - disponibili solo per chi ha il lusso di potersele permettere. I deliri securitari d’altra parte non sono più solo patrimonio della destra, l’intero arco parlamentare è ossessionato da un’idea di sicurezza fatta di limiti al dissenso, di sanzioni sempre più pesanti, di citta militarizzate e di una giustizia sempre più feroce: la distopia di territori neutralizzati e pacificati è oggi un sogno condiviso da destra a sinistra. Per chi come noi è cresciutə nelle periferie materiali ed esistenziali di questo paese, quello che è successo a Torino non nasce dal nulla, la rabbia non nasce – e non si esaurirà – in un pomeriggio di scontri: è il prodotto di ingiustizie strutturali. Nasce dall’annientamento dei diritti basilari, dagli sfratti, dai contratti a termine infiniti, dai turni massacranti, dai territori avvelenati, dalle partenze forzate e dalla mercificazione di ogni spazio di vita, dalla repressione spietata di ogni soggettività fuori norma. È dal grandioso corteo di sabato 31 gennaio che dobbiamo ripartire, da quelle 50000 persone che hanno condiviso con determinazione l’antagonismo a questo progetto di società. I fascisti al governo piangono i danni mentre le loro politiche devastano i territori e le esistenze, i benpensanti di sinistra ripropongono la solita solfa sulla divisione tra buoni e cattivi mentre stanno a guardare senza far nulla le ingiustizie di una società dove il divario tra chi sta di qua e chi sta al di là della linea del privilegio si allarga sempre di più: noi rivendichiamo quel corteo, tutte le sue espressioni e tutte le sue pratiche. Che la grande giornata di lotta del 31 sia l’inizio di un processo in cui costruire un’opposizione determinata a questo governo, al fascismo che avanza, all’ipocrisia della cosiddetta sinistra. Ripartiamo anche dalla potenza delle grandi mobilitazioni dell’autunno in solidarietà con la Palestina, che hanno dimostrato che la determinazione e la forza di chi lotta insieme può davvero bloccare tutto e far paura a chi governa. Riprendiamoci le strade e le piazze, costruiamo l’opposizione sociale a questo governo, a partire dal corteo contro la speculazione e l’America’s Cup del 7 febbraio (h 10 alla Cumana di Bagnoli), dal corteo regionale in difesa degli spazi del 14 febbraio (h 15 a piazza Garibaldi), dal corteo regionale contro devastazione ambientale e gli impianti inutili e dannosi del 21 febbraio (h 14.30 a Pastorano, Via Appia km 193, 300). A chi chiude gli spazi promettiamo che ci troveranno, ostinatamente, nelle piazze.
Clicca qui per richiedere la tua inserzione sponsorizzata.
Digitare
Sito Web
Indirizzo
Calata Trinità Maggiore
Naples
80134