Sulle orme di Maria
Sulle orme di Maria, è una pagina religiosa cattolica, dedicata ai devoti di Maria e di San Giustino.
12/06/2026
Non chiediamo a Dio di toglierci la croce, perché spesso è proprio lì che si rivela il senso più vero della nostra vita. Chiediamogli piuttosto di renderci capaci di portarla.
La croce non è cercata, non è desiderata, arriva e basta. Ci espone alla nostra fragilità, ci spoglia delle illusioni di controllo, ci costringe a fare i conti con ciò che siamo davvero. Ma è anche il luogo in cui smettiamo di affidarci solo alle nostre forze e impariamo, a volte nel silenzio e nel pianto, ad appoggiarci a Dio.
Gesù non ha mai nascosto questa verità. È stato chiaro, disarmante, senza sconti quando ha detto:
«Chiunque vuole ve**re dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua» (Vangelo secondo Matteo 16,24).
Non dice “la croce in generale”, ma la sua croce. Quella personale, concreta, quotidiana. Quella che pesa proprio dove siamo più vulnerabili.
Portare la croce non significa rassegnarsi, né fingere che il dolore non faccia male. Significa attraversarlo senza chiudere il cuore, lasciando che Dio cammini con noi passo dopo passo. È chiedergli non una vita più facile, ma un cuore più saldo. Non l’assenza della fatica, ma una presenza che non ci abbandona.
Perché Dio non ci ha promesso la felicità su questa terra, ma una comunione che inizia già nel dolore e si compie oltre il dolore. La grazia, spesso, non sta nel cambiare la strada, ma nel darci la forza di percorrerla fino in fondo, con C risto accanto, portando la croce insieme a Lui.🙏🏼❤️
07/06/2026
Oggi è la Solennità del Corpus Domini e cioè festa del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo (Corpus Domini).
E' una Festa cattolica in onore del Sacramento dell'Eucaristia, che si celebra 60 giorni dopo la Pasqua.
Questa festa è stata istituita dopo il "miracolo eucaristico di Bolsena" nel quale dall'ostia uscirono alcune gocce di sangue per testimoniare della reale presenza del Corpo di Cristo. Si festeggia il giovedì dopo la festa della Ss. Trinità anche se in alcuni Paesi come l'Italia è stata spostata alla domenica successiva.
Bolsena è celebre per il suo miracolo, avvenuto nel 1263, quando un Sacerdote boemo pellegrino di passaggio, celebrando la S. Messa sull’altare della martire, ancora tanto onorata a Bolsena, tormentato dal dubbio circa la reale presenza di Gesù Cristo nell’Eucaristia, cioè circa la «transustanziazione» del pane e del vino nel Corpo e nel Sangue del Signore, vede che il Sangue bagna la piccola tovaglia, detta Corporale, sulla quale è compiuto il santo rito del sacrificio eucaristico. Meraviglia e stupore dei presenti. Subito il sacro Corporale, macchiato dal Sangue divino, fu portato alla vicina Orvieto, dove allora risiedeva il Papa, nostro lontano predecessore, Urbano IV (1261-1264), il quale, verificato il prodigio, istituì la festa del « Corpus Domini », dando così estensione in tutta la Chiesa al culto pubblico e solenne dell’Eucaristia, già diffuso in quegli anni nelle Fiandre (in reazione all’eresia di Berengario contraria appunto alla transustanziazione). Ne derivarono due capolavori : il Duomo di Orvieto, e l’officiatura liturgica di S. Tommaso d’Aquino, allora vivente, sull’Eucaristia. Orvieto conservò il Corporale del miracolo, ma Bolsena la memoria ed il culto del fatto originario; così che, dopo non breve attesa, noi oggi conferiremo alla Chiesa del miracolo il titolo di Basilica minore.
In ITALIA abbiamo:Siti ed edifici storici
Il Miracolo Eucaristico di Lanciano
Il Miracolo Eucaristico di Lanciano è avvenuto circa l'anno settecento. Ciò si desume da circostanze e concomitanze storiche dovute alla p***ecuzione in Oriente da parte dell'Imperatore Leone III, l'Isaurico, il quale iniziò una feroce p***ecuzione contro la Chiesa e il culto delle immagini sacre (iconoclastia). In concomitanza della "lotta iconoclasta" nella Chiesa orientale, molti monaci greci si rifugiarono in Italia, tra essi i monaci basiliani, discepoli di San Basilio (329-379) Vescovo di Cesarea di Cappadocia (nell'attuale Turchia Orientale). Alcune comunità di esse si rifugiarono a Lanciano.
Un giorno un monaco mentre celebrava la Santa Messa fu assalito dal dubbio circa la presenza reale di Gesù nella Santa Eucaristia. Pronunziate le parole della consacrazione sul pane e sul vino, all'improvviso, dinanzi ai suoi occhi vide il pane trasformarsi in Carne, il vino in Sangue.
La tradizione, non attenta come noi oggi ai particolari delle vicende umane, non ci ha consegnato i dati anagrafici del monaco-sacerdote tra le cui mani si è verificato lo straordinario e inatteso mutamento. Sappiamo che era un monaco di rito orientale, greco, appartenente alla grande famiglia spirituale dei basiliani. Un documento del 1631, che riferisce il Prodigio con dovizia di particolari, ci aiuta ad entrare nel mondo interiore dell'anonimo protagonista, dipingendolo "non ben fermo nella fede, letterato nelle scienze del mondo, ma ignorante in quelle di Dio; andava di giorno in giorno dubitando, se nell'ostia consacrata vi fosse il vero Corpo di Cristo e così nel vino vi fosse il vero Sangue".
Un uomo dunque tormentato dal dubbio, disorientato dalle varie correnti d'opinione, anche nel campo della fede, lacerato dalla inquietudine quotidiana.Famiglia
Quale fu la sua reazione di fronte alla inattesa mutazione che coinvolse anche le specie sacramentali? Attingendo dal citato documento, leggiamo: "Da tanto e così stupendo miracolo atterrito e confuso, stette gran pezzo come in una divina estasi trasportato; ma, finalmente, cedendo il timore allo spirituale contento, che gli riempiva l'anima, con viso giocondo ancorché di lacrime asperso, voltatosi alle circostanti, così disse: 'O felici assistenti ai quali il Benedetto Dio per confondere l'incredulità mia ha voluto svelarsi in questo santissimo Sacramento e rendersi visibile agli occhi vostri. Venite, fratelli, e mirate il nostro Dio fatto vicino a noi'". E' il sentimento comune che si accompagna ad ogni esperienza di Dio e del suo misterioso agire con i figli degli uomini. Il pane e il vino, investiti dalla forza creatrice e santificatrice della Parola, si sono mutati improvvisamente, totalmente e visibilmente in Carne e Sangue.
31/05/2026
Oggi sei invitato ad entrare nel Mistero della SS. Trinità e nell'intimità di Dio.
Chi entra in Dio non desidera altri beni, perché ha con sé il Sommo Bene; in lui non c'è aridità né angoscia ma solo il tenero pensiero di Dio e il desiderio di lodarlo di continuo.
Chi vive in intimità con Dio è sempre lieto e vive nella quiete, non si turba di nulla, perché ha trovato il suo riposo nel celeste Sposo.
Nell'intimità con Dio, all'anima assetata viene concessa l'acqua in abbondanza. E non le manca certo la croce, ma la croce na la turba e non le toglie la pace. Ogni prova passa presto, come una grande ondata a cui subito segue la bonaccia. La dolce presenza di Dio subito le fa dimenticare tutto.
(Pagina Dono Di Dio)
24/05/2026
Vieni, o Santo Spirito,un solo Dio con il Padre e con il figlio! Ti adoro nella tua opera della miracolosa formazione dell’umanità di Gesù nella SS. Vergine Maria madre di Dio!
Vieni a formare nelle nostre anime e in tutta l umanità Gesù Cristo, l oggetto delle compiacenze divine,sicché tutto il mondo e tutti i secoli siano un cantico unico di gloria e di amore all adorabile Dio eterno Padre, per mezzo del suo divin Figlio in te , o Santo Spirito di Dio!
(Devozionale San Giustino)
Buona Pentecoste con Gesù,Maria e Giuseppe 🙏🏻
22/05/2026
𝗦𝗔𝗡𝗧𝗔 𝗥𝗜𝗧𝗔 𝗗𝗔 𝗖𝗔𝗦𝗖𝗜𝗔, prega per noi🙏🏻
❤️𝙇𝙚 𝙖𝙥𝙞 𝙙'𝙤𝙧𝙤 𝙣𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙘𝙪𝙡𝙡𝙖
Tanto tempo fa, tra le bellissime e verdi montagne dell'Umbria, in un paesino chiamato Roccaporena, nacque una bambina di nome Margherita, che tutti chiamavano affettuosamente Rita. Si racconta che quando era ancora piccolissima nella sua culla, un giorno arrivò uno sciame di api bianche e dorate. Invece di pungerla, le api entravano e uscivano dolcemente dalla sua bocca, lasciandole gocce di miele dolcissimo. Fin da neonata, Rita portava con sé un segno speciale di pace e dolcezza.
❤️𝙐𝙣 𝙘𝙪𝙤𝙧𝙚 𝙘𝙝𝙚 𝙥𝙖𝙘𝙞𝙛𝙞𝙘𝙖 𝙩𝙪𝙩𝙩𝙤
Crescendo, Rita divenne una mamma e una moglie esemplare, ma la vita a quei tempi era difficile e c'erano molti bisticci violenti tra le famiglie del paese. Quando purtroppo p***e suo marito e i suoi due figli a causa di queste brutte liti, Rita non lasciò spazio alla rabbia o alla vendetta nel suo cuore. Al contrario, si rimboccò le maniche e lavorò con una pazienza infinita per far fare la pace a tutti i rivali, insegnando che il perdono è l'unica medicina che guarisce le ferite.
❤️𝙄𝙡 𝙗𝙖𝙨𝙩𝙤𝙣𝙘𝙞𝙣𝙤 𝙘𝙝𝙚 𝙙𝙞𝙫𝙚𝙣𝙣𝙚 𝙫𝙞𝙩𝙚
Più tardi, Rita entrò in un convento a Cascia per dedicarsi completamente a fare del bene. Per metterla alla prova, la Madre Superiora le diede un compito bizzarro: "Prendi questo rametto di legno secco, piantalo nell'orto e annaffialo ogni giorno". Rita ubbidì con grande umiltà e sorriso. Giorno dopo giorno, versò l'acqua sul legno secco e, ecco il miracolo: quel rametto prese vita, mise le radici e si trasformò in una splendida vite carica di uva dolcissima, che ancora oggi dopo secoli cresce in quel cortile!
❤️ 𝙐𝙣𝙖 𝙧𝙤𝙨𝙖 𝙞𝙣 𝙥𝙞𝙚𝙣𝙤 𝙞𝙣𝙫𝙚𝙧𝙣𝙤
Quando Rita divenne anziana e si ammalò, una sua cugina andò a trovarla in un freddissimo giorno di gennaio. C'era tantissima neve fuori e tutto era gelato. Rita, con un filo di voce, le fece una richiesta strana: "Vai nel giardino della mia vecchia casa e portami una rosa e due fichi". La cugina pensava che Rita stesse sognando, ma andò a controllare. Incredibile: in mezzo alla neve gelata, spuntavano una rosa rossa bellissima e profumata e due fichi maturi! La natura aveva ubbidito al cuore d'oro di Rita.
❤️@𝘾𝙤𝙨𝙖 𝙘𝙞 𝙞𝙣𝙨𝙚𝙜𝙣𝙖 𝙎𝙖𝙣𝙩𝙖 𝙍𝙞𝙩𝙖?
Rita ci insegna che per il bene non esiste nulla di impossibile. Ci mostra che con il perdono e la gentilezza si possono sciogliere i cuori più duri, proprio come il sole scioglie la neve. Ci insegna che anche quando tutto intorno a noi sembra freddo e difficile, se manteniamo la speranza e l'amore, possiamo far nascere dei bellissimi fiori di pace ogni singolo giorno.
𝓜𝓪𝓶𝓶𝓪𝓣𝓾𝓵𝓲𝓹𝓪𝓷𝓸 🌷
20/05/2026
Domenica 24 Maggio, Pentecoste
Che cos’è la Pentecoste?
Il giorno di Pentecoste si celebra la discesa dello Spirito Santo sulla Vergine Maria e sugli apostoli riuniti nel Cenacolo, un evento che segna la nascita della Chiesa e l'inizio della sua missione nel mondo.
La festività, celebrata cinquanta giorni dopo la Pasqua, si articola nei seguenti punti principali:
Eremo Abbazia di Santo Spirito a Maiella
La discesa dello Spirito Santo: Secondo il racconto del Nuovo Testamento (Atti degli Apostoli), mentre i discepoli erano riuniti, si udì un forte fragore simile a un vento impetuoso e apparvero delle lingue di fuoco che si posarono su ciascuno di loro.
Il dono delle lingue: Tutti i presenti furono colmati dallo Spirito Santo e iniziarono a parlare in lingue diverse. Questo permise alla folla accorsa a Gerusalemme di comprendere il messaggio cristiano ciascuno nella propria lingua, superando la barriera linguistica.
La nascita della Chiesa: Questo momento trasformò i discepoli da uomini impauriti a coraggiosi missionari. Dopo il discorso pubblico dell'apostolo Pietro, quel giorno si convertirono circa tremila persone🙏🏻❤️
16/05/2026
Inaugurazione e benedizione della statua di San Giustino, nel Giardino dei
Santi, nel Santuario di Pompei🙏🏻
14/05/2026
"Se avessi il dono della Profezia, e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza e avessi tutta la fede in modo da spostare le montagne, ma non avessi la Ca**tà non sarei nulla!!! Se distribuissi tutti i miei beni per nutrire i poveri, se dessi il mio corpo per essere arso, e non avessi la Ca**tà, non mi gioverebbe nulla!!!"
(San Paolo)
11/05/2026
Oggi, 11 Maggio, ricorre l’Anniversario della Madonna delle divine Vocazioni, Superiora della Congregazione dei padri Vocazionisti
(Cit. San Giustino)
Nostra Signora delle Divine Vocazioni, prega per noi🙏🏻❤️
08/05/2026
8 MAGGIO ORE 12
SUPPLICA ALLA
MADONNA DI POMPEI
Questo il testo completo della Supplica alla Madonna di Pompei:
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
O Augusta Regina delle Vittorie, o Sovrana del Cielo e della Terra, al cui nome si rallegrano i cieli e tremano gli abissi, o Regina gloriosa del Rosario, noi devoti figli tuoi, raccolti nel tuo Tempio di Pompei, in questo giorno solenne, effondiamo gli affetti del nostro cuore e con confidenza di figli ti esprimiamo le nostre miserie. Dal Trono di clemenza, dove siedi Regina, volgi, o Maria, il tuo sguardo pietoso su di noi, sulle nostre famiglie, sull’Italia, sull’Europa, sul mondo. Ti prenda compassione degli affanni e dei travagli che amareggiano la nostra vita. Vedi, o Madre, quanti pericoli nell’anima e nel corpo, quante calamità ed afflizioni ci costringono. O Madre, implora per noi misericordia dal Tuo Figlio divino e vinci con la clemenza il cuore dei peccatori. Sono nostri fratelli e figli tuoi che costano sangue al dolce Gesù e contristano il tuo sensibilissimo Cuore. Mostrati a tutti quale sei, Regina di pace e di perdono.
Ave Maria...
È vero che noi, per primi, benché tuoi figli, con i peccati torniamo a crocifiggere in cuor nostro Gesù e trafiggiamo nuovamente il tuo cuore.
Lo confessiamo: siamo meritevoli dei più aspri castighi, ma tu ricordati che sul Golgota, raccogliesti, col Sangue divino, il testamento del Redentore moribondo, che ti dichiarava Madre nostra, Madre dei peccatori. Tu dunque, come Madre nostra, sei la nostra Avvocata, la nostra speranza. E noi, gementi, stendiamo a te le mani supplichevoli, gridando: Misericordia! O Madre buona, abbi pietà di noi, delle anime nostre, delle nostre famiglie, dei nostri parenti, dei nostri amici, dei nostri defunti, soprattutto dei nostri nemici e di tanti che si dicono cristiani, eppur offendono il Cuore amabile del tuo Figliolo. Pietà oggi imploriamo per le Nazioni traviate, per tutta l’Europa, per tutto il mondo, perché pentito ritorni al tuo Cuore. Misericordia per tutti, o Madre di Misericordia!
Ave Maria...
Degnati benevolmente, o Maria, di esaudirci! Gesù ha riposto nelle tue mani tutti i tesori delle Sue grazie e delle Sue misericordie.
Tu siedi, coronata Regina, alla destra del tuo Figlio, splendente di gloria immortale su tutti i Cori degli Angeli. Tu distendi il tuo dominio per quanto sono distesi i cieli, e a te la terra e le creature tutte sono soggette. Tu sei l’onnipotente per grazia, tu dunque puoi aiutarci. Se tu non volessi aiutarci, perché figli ingrati ed immeritevoli della tua protezione, non sapremmo a chi rivolgerci. Il tuo cuore di Madre non permetterà di vedere noi, tuoi figli, perduti, Il Bambino che vediamo sulle tue ginocchia e la mistica Corona che miriamo nella tua mano, ci ispirano fiducia che saremo esauditi. E noi confidiamo pienamente in te, ci abbandoniamo come deboli figli tra le braccia della più tenera fra le madri, e, oggi stesso, da te aspettiamo le sospirate grazie.
Ave Maria...
Chiediamo la benedizione a Maria Un’ultima grazia noi ora ti chiediamo, o Regina, che non puoi negarci in questo giorno solennissimo. Concedi a tutti noi l’amore tuo costante ed in modo speciale la materna benedizione. Non ci staccheremo da te finché non ci avrai benedetti. Benedici, o Maria, in questo momento, il Sommo Pontefice. Agli antichi splendori della tua Corona, ai trionfi del tuo Rosario, onde sei chiamata Regina delle Vittorie, aggiungi ancor questo, o Madre: concedi il trionfo alla Religione e la pace alla Società umana. Benedici i nostri Vescovi, i Sacerdoti e particolarmente tutti coloro che zelano l’onore del tuo Santuario. Benedici infine tutti gli associati al tuo Tempio di Pompei e quanti coltivano e promuovono la devozione al Santo Rosario. O Rosario benedetto di Maria, Catena dolce che ci rannodi a Dio, vincolo d’amore che ci unisci agli Angeli, torre di salvezza negli assalti dell’inferno, porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più. Tu ci sarai conforto nell’ora di agonia, a te l’ultimo bacio della vita che si spegne. E l’ultimo accento delle nostre labbra sarà il nome tuo soave, o Regina del Rosario di Pompei, o Madre nostra cara, o Rifugio dei peccatori, o Sovrana consolatrice dei mesti. Sii ovunque benedetta, oggi e sempre, in terra ed in cielo. Amen.
Salve Regina...
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