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🔴 LIVE SPECIALE FED | Decisione FED, Dot Plot e Conferenza Stampa di Kevin Warsh 17/06/2026

🔴 LIVE SPECIALE FOMC | OGGI ALLE 19:45

La riunione della Federal Reserve rappresenta uno degli eventi più importanti per i mercati finanziari globali.

Oltre alla decisione sui tassi d'interesse, l'attenzione degli investitori sarà rivolta alle nuove indicazioni della banca centrale americana e alla conferenza stampa del Presidente della FED, Kevin Warsh.

Durante la diretta analizzeremo in tempo reale:

• La decisione della FED sui tassi
• Le nuove proiezioni economiche e il Dot Plot
• Le dichiarazioni di Kevin Warsh
• La reazione immediata dei mercati finanziari
• I possibili scenari operativi per trader e investitori

🎙️ In diretta con Salvatore Bilotta e Pietro Perrino.

Un appuntamento fondamentale per comprendere come la politica monetaria statunitense possa influenzare azioni, obbligazioni, valute e materie prime nelle prossime settimane.

📌 Ti aspettiamo alle 19:45.

👉🏻 Link della diretta:

🔴 LIVE SPECIALE FED | Decisione FED, Dot Plot e Conferenza Stampa di Kevin Warsh In occasione della riunione del Federal Open Market Committee (FOMC...

Iran, petrolio e banche centrali: perché lo shock energetico non è finito | Daily Finance 17/06/2026

𝐃𝐚𝐢𝐥𝐲 𝐅𝐢𝐧𝐚𝐧𝐜𝐞 | 𝐏𝐞𝐭𝐫𝐨𝐥𝐢𝐨, 𝐈𝐫𝐚𝐧 𝐞 𝐛𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐥𝐢: 𝐥𝐨 𝐬𝐡𝐨𝐜𝐤 𝐧𝐨𝐧 è 𝐟𝐢𝐧𝐢𝐭𝐨

La giornata parte da un tema centrale: l’accordo provvisorio tra Stati Uniti e Iran. Per Teheran potrebbe arrivare un importante sollievo finanziario, ma per i mercati la domanda vera è un’altra: basta questo per chiudere il capitolo dello shock energetico?

Secondo alcuni funzionari della BCE, la risposta è no. Anche se la tensione geopolitica dovesse raffreddarsi, il mercato energetico resta fragile: infrastrutture, flussi commerciali, premi al rischio e aspettative sull’inflazione continuano a pesare sulle decisioni delle banche centrali.

E infatti il tema tassi resta vivo. La Svezia mantiene il costo del denaro fermo all’1,75%, ma segnala una maggiore probabilità di rialzo. La Bank of Japan, invece, aggiorna le linee guida per le operazioni di mercato monetario, mentre la BCE continua a lavorare sul legame tra stabilità finanziaria e politica monetaria.

Nel Daily Finance di oggi collegheremo tutti questi punti: geopolitica, petrolio, inflazione, banche centrali e mercati. Poi passeremo alla parte operativa con SPfinance Quant Radar, FX Retail Sentiment e analisi futures.

Perché il mercato può anche respirare, ma quando energia e tassi tornano al centro della scena… la prudenza resta obbligatoria.

https://youtube.com/live/fY8xZpzpGeA?feature=share

✍️ 𝐒𝐏𝐟𝐢𝐧𝐚𝐧𝐜𝐞 – 𝐅𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞

Iran, petrolio e banche centrali: perché lo shock energetico non è finito | Daily Finance Nel Daily Finance di oggi partiamo dal nuovo accordo provvisorio tr...

16/06/2026

Il trading online affascina molti, ma spesso delude chi parte con aspettative sbagliate.

Non è una scorciatoia per arricchirsi in fretta, ma un’attività che richiede studio, metodo, gestione del rischio e disciplina.

👉 Leggi l’articolo completo qui:

https://www.spfinance.biz/post/trading-online-guida-completa-per-principianti

✍️ 𝐒𝐏𝐟𝐢𝐧𝐚𝐧𝐜𝐞 – 𝐅𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞

www.spfinance.biz

Accordo USA-Iran: perché i mercati salgono e il petrolio crolla 15/06/2026

🔥 Accordo USA-Iran: perché oggi i mercati guardano a petrolio, risk-on e Stretto di Hormuz

La giornata parte con un tema fortissimo: l’accordo quadro tra Stati Uniti e Iran sta cambiando il sentiment dei mercati.
Il Brent scende verso area 83 dollari, gli asset rischiosi provano a respirare e lo Stretto di Hormuz torna al centro della lettura macro-finanziaria. Quando il rischio geopolitico si riduce, almeno temporaneamente, il mercato tende subito a ricalibrare aspettative su petrolio, inflazione, dollaro, tassi e borse.

Ma attenzione: non basta leggere “accordo” per archiviare il rischio. Restano aperti molti punti delicati: sanzioni, fondi iraniani congelati, nucleare, posizione di Israele e reale tenuta del cessate il fuoco.

Ne parliamo oggi in live alle 12:00, collegando la notizia ai mercati e mostrando anche le novità del sito SPfinance e le nuove funzionalità pensate per gli utenti Premium.

👉 Segui la live qui:
https://youtube.com/live/uHEroqKewdU?feature=share

✍️ 𝐒𝐏𝐟𝐢𝐧𝐚𝐧𝐜𝐞 – 𝐅𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞

Accordo USA-Iran: perché i mercati salgono e il petrolio crolla I mercati europei aprono in positivo dopo la notizia di un accordo ...

Asset allocation: la base degli investimenti consapevoli 11/06/2026

Prima ancora di scegliere un titolo, un ETF o il “momento giusto”, c’è una domanda più importante: come è costruito il portafoglio?

L’asset allocation è la base degli investimenti consapevoli, perché definisce il rapporto tra rischio, rendimento, orizzonte temporale e obiettivi personali.

👉 Leggi l’articolo completo qui
https://www.spfinance.biz/post/asset-allocation-la-base-degli-investimenti-consapevoli

✍️ 𝐒𝐏𝐟𝐢𝐧𝐚𝐧𝐜𝐞 – 𝐅𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞

Asset allocation: la base degli investimenti consapevoli Guida SPFinance: asset allocation la base degli investimenti consapevoli. Analisi chiara, contesto di mercato e indicazioni pratiche per trader e investitori.

11/06/2026

📊 Daily Snapshot: Europa debole, tech sotto pressione e mercati guidati da Iran, BCE e PPI USA

La giornata si apre con un clima più fragile sui mercati europei, con i future che indicano un avvio al ribasso dopo una nuova fase di tensione geopolitica e dopo la correzione del settore tecnologico a Wall Street. Il tema Iran resta centrale: il CENTCOM ha confermato nuovi attacchi contro obiettivi iraniani, mentre Teheran ha risposto colpendo obiettivi militari statunitensi nella regione. L’Iran ha inoltre dichiarato chiuso lo Stretto di Hormuz, anche se gli Stati Uniti hanno smentito problemi al transito commerciale.

Il petrolio ha reagito al rialzo, ma senza una vera esplosione dei prezzi. Il Brent agosto 2026 sale di circa lo 0,6%, segnale che il mercato sta ancora trattando il rischio geopolitico come una minaccia seria, ma non come uno shock strutturale sull’offerta. Questo è il punto da monitorare con più attenzione: finché il petrolio resta contenuto, il mercato può provare a mantenere una lettura ordinata; se invece Hormuz diventasse davvero un problema operativo, cambierebbe rapidamente la narrativa su inflazione, rendimenti e banche centrali

Sul fronte azionario, la pressione arriva soprattutto dal tech. Wall Street ha chiuso in forte ribasso, con Nasdaq e S&P 500 penalizzati dalle prese di profitto sui titoli legati all’intelligenza artificiale. Il mercato inizia a interrogarsi sul posizionamento eccessivo dopo il forte rally delle ultime settimane, con diversi strategist che invitano alla prudenza. Il rischio è che il tema AI, finora motore principale del mercato, diventi temporaneamente anche la principale fonte di volatilità

In Asia il quadro è rimasto debole, con vendite diffuse sui listini e particolare pressione sui titoli tecnologici. L’Europa arriva quindi all’apertura con due problemi: da un lato il rischio geopolitico e il petrolio, dall’altro la debolezza del comparto tech globale. Non è una combinazione semplice, soprattutto in una giornata in cui il mercato dovrà digerire anche la decisione BCE e i dati macro americani

Sul valutario, il dollaro è leggermente più debole e il DXY torna sotto quota 100, mentre EUR/USD prova a recuperare in vista della BCE. Il mercato si aspetta un aumento dei tassi, ma il vero punto sarà il linguaggio di Lagarde: crescita, inflazione, energia e rischi geopolitici saranno le parole chiave. Anche USD/JPY resta da seguire, con gli operatori in attesa della prossima riunione della BoJ e con l’incertezza legata al ricovero del governatore Ueda

Oggi il dato macro più importante dagli Stati Uniti sarà il PPI di maggio, insieme alle richieste di sussidi di disoccupazione. Dopo un CPI sostanzialmente in linea, il PPI può diventare rilevante perché può influenzare le aspettative sul PCE, il dato di inflazione più seguito dalla Fed. Se il PPI dovesse risultare più forte del previsto, potremmo vedere nuova pressione su Treasury, Nasdaq e oro. Se invece il dato fosse più morbido, il mercato potrebbe provare a recuperare parte del tono perso ieri

Per oggi monitorerei soprattutto petrolio, Nasdaq, DXY, Treasury e oro. Il petrolio resta il termometro del rischio Iran-Hormuz; il Nasdaq ci dirà se la correzione sul tema AI è solo presa di profitto o qualcosa di più profondo; il dollaro e i rendimenti mostreranno come il mercato interpreta PPI e BCE; l’oro sarà utile per capire se prevale la logica di bene rifugio o quella di pressione da rendimenti reali più alti

La lettura operativa è questa: il mercato entra nella giornata con una struttura più vulnerabile, ma non ancora rotta. Se petrolio e rendimenti restano sotto controllo, la debolezza dell’azionario potrebbe restare una correzione tecnica. Se invece il PPI sorprende al rialzo o arrivano nuove notizie aggressive da Hormuz, il mix tra geopolitica, inflazione e tech affollato può rendere la seduta decisamente più nervosa

✍️ SPfinance – Finanza per passione

Photos from SpFinance's post 10/06/2026

📊 Daily Snapshot: USA in attesa del CPI, Nasdaq sotto pressione e geopolitica ancora rumorosa

La sessione americana si prepara ad aprire con un mercato più prudente, quasi in modalità attesa, perché oggi il dato chiave è l’inflazione USA di maggio. I future azionari statunitensi sono in ribasso, con il Nasdaq che sottoperforma in modo più evidente, mentre dollaro e petrolio restano relativamente stabili nonostante il nuovo scambio di attacchi tra Stati Uniti e Iran. Il punto interessante è proprio questo: la geopolitica resta molto presente, ma per ora il mercato sembra trattarla più come rischio da headline che come vero shock macro immediato.

Il fronte Iran continua comunque a essere centrale. Gli Stati Uniti hanno condotto nuovi attacchi in risposta all’abbattimento di un elicottero Apache, mentre l’Iran ha risposto colpendo basi statunitensi in Bahrein, Kuwait e Giordania. La Casa Bianca continua però a sostenere che la posizione sull’accordo con Teheran non è cambiata e che una trattativa resta ancora possibile. Questa doppia narrativa, attacchi da un lato e diplomazia dall’altro, rende il mercato particolarmente sensibile a ogni nuova dichiarazione.

Sul petrolio, nonostante le tensioni, Brent e WTI non stanno esplodendo al rialzo. Questo è un segnale importante: gli operatori non sembrano ancora prezzare una vera interruzione prolungata dell’offerta. Finché il greggio resta stabile, il mercato può evitare una lettura troppo stagflazionistica. Ma se il petrolio dovesse tornare a spingere con forza sopra i recenti range, allora il discorso cambierebbe rapidamente, soprattutto per inflazione e rendimenti.

L’azionario europeo ha perso forza nel corso della mattinata, con lo STOXX 600 scivolato in territorio negativo. I settori più difensivi, come immobiliare, food & beverage e personal care, hanno tenuto meglio, mentre tecnologia, risorse di base e finanziari sono rimasti sotto pressione. Anche i future americani confermano una seduta più fragile, con il Nasdaq penalizzato dall’attesa del CPI e da un contesto meno favorevole per il growth.

Il dato sull’inflazione USA sarà quindi il vero spartiacque della giornata. Un CPI più alto delle attese rafforzerebbe l’idea di una Fed ancora restrittiva, con possibile pressione su Treasury, oro, Nasdaq e asset più sensibili ai tassi. Un dato più morbido, invece, potrebbe alleggerire il dollaro, favorire un recupero dei bond e ridare ossigeno al comparto tecnologico.

Sul valutario il DXY è leggermente più debole, ma resta in una fase di posizionamento in vista del dato. Da monitorare anche USD/JPY, reso più volatile dalle notizie sul ricovero del governatore BoJ Ueda e dalla possibile assenza alla riunione di giugno. Il CAD resta interessante in vista della decisione della Bank of Canada, mentre NOK sovraperforma dopo dati di inflazione norvegese più forti delle attese.

Per oggi, a mio avviso, gli asset da seguire sono soprattutto quattro: Nasdaq, perché sarà il primo a reagire al mix CPI-rendimenti; Treasury a 10 anni, perché diranno se il mercato teme davvero una Fed più dura; oro, che resta sotto pressione e potrebbe soffrire ancora in caso di inflazione forte; petrolio, perché rimane il termometro più immediato del rischio Iran e dello Stretto di Hormuz.

La lettura operativa è semplice: oggi il mercato non sta cercando solo direzione, sta cercando conferme. Se il CPI dovesse uscire caldo e i rendimenti salire, il rischio è una seduta più pesante per tecnologia, metalli preziosi e asset rischiosi. Se invece il dato dovesse sorprendere al ribasso, potremmo vedere un rimbalzo più ordinato, soprattutto su Nasdaq e bond. In mezzo resta la geopolitica, che per ora non sta rompendo gli equilibri, ma può sempre cambiare il tono della giornata con una singola notizia.

✍️ 𝐒𝐏𝐟𝐢𝐧𝐚𝐧𝐜𝐞 – 𝐅𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞

Cos'è il ciclo economico e perché guida i mercati 09/06/2026

Prima di chiedersi “dove va il mercato?”, bisognerebbe chiedersi: “in che fase del ciclo siamo?”

Espansione, rallentamento, recessione e ripresa non sono solo parole da manuale. Sono il contesto dentro cui si muovono azioni, obbligazioni, valute e materie prime.

Ne parliamo oggi sul Blog Ufficiale SPfinance.

👉Leggi l'articolo completo qui
https://www.spfinance.biz/post/cos%C3%A8-il-ciclo-economico-mercati

✍️ 𝐒𝐏𝐟𝐢𝐧𝐚𝐧𝐜𝐞 – 𝐅𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞

Cos'è il ciclo economico e perché guida i mercati Guida SPFinance: cos'è il ciclo economico e perché guida i mercati. Analisi chiara, contesto di mercato e indicazioni pratiche per trader e investitori.

Photos from SpFinance's post 09/06/2026

📊 𝐃𝐚𝐢𝐥𝐲 𝐒𝐧𝐚𝐩𝐬𝐡𝐨𝐭 : 𝐄𝐮𝐫𝐨𝐩𝐚 𝐜𝐚𝐮𝐭𝐚, 𝐩𝐞𝐭𝐫𝐨𝐥𝐢𝐨 𝐢𝐧 𝐫𝐚𝐟𝐟𝐫𝐞𝐝𝐝𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐞 𝐦𝐞𝐫𝐜𝐚𝐭𝐢 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐚𝐩𝐩𝐞𝐬𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐠𝐞𝐨𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚

La giornata si apre con un mercato europeo prudente rispetto alla forza vista in Asia e nei future americani. Il tema dominante resta il fronte Iran, anche se il petrolio corregge dopo le tensioni recenti. Il Brent è in calo di circa l’1,1%, sostenuto dalla narrativa di possibile de-escalation, dopo che Trump ha dichiarato che sono in corso negoziati sull’Iran e che una “vittoria totale” potrebbe arrivare entro due settimane.

Il mercato, però, non sembra ancora voler comprare completamente questa storia. I segnali diplomatici sono più distensivi, ma restano ostacoli importanti su programma nucleare, arricchimento dell’uranio, blocco navale e sanzioni. In pratica, gli operatori stanno provando a ridurre il premio al rischio sull’energia, ma senza abbassare del tutto la guardia.

Sull’azionario, Wall Street ha chiuso prevalentemente positiva, con il Nasdaq in forte recupero grazie a tecnologia e semiconduttori. Il movimento resta però concentrato: il tech continua a trainare, mentre diversi settori difensivi e ciclici mostrano più debolezza. Questo rende il mercato forte in apparenza, ma non necessariamente solido nella sua ampiezza.

In Asia il quadro è stato più costruttivo, favorito anche dai dati commerciali cinesi migliori delle attese. Esportazioni e importazioni hanno battuto le previsioni, aiutando il sentiment regionale, anche se le tensioni USA-Cina restano vive dopo l’inserimento di Alibaba, Baidu, BYD e Tencent nella lista del Pentagono delle società accusate di supportare l’esercito cinese.

Sul valutario, il dollaro appare leggermente più debole, mentre le valute G10 provano a recuperare terreno. Da monitorare sempre USD/JPY sotto area 160, livello sensibile per il Giappone in vista della BoJ della prossima settimana. Lato Europa, EUR/USD rimbalza dopo il minimo in area 1,1500, ma manca ancora un catalizzatore chiaro.

Il comparto obbligazionario resta centrale. I Treasury si muovono senza grande direzione, mentre i Bund restano deboli dopo le pressioni arrivate dall’energia. Se il petrolio continuerà a scendere, potremmo vedere sollievo sui rendimenti; se la geopolitica dovesse riaccendersi, il mercato tornerebbe rapidamente a ragionare in termini di rischio inflazionistico.

Per oggi monitorerei soprattutto tre aree: petrolio, perché Brent e WTI restano il termometro del rischio Iran; Nasdaq, perché tech e semiconduttori guidano ancora la narrativa azionaria americana; dollaro, in particolare DXY e USD/JPY, perché nuova forza del biglietto verde o tensioni sullo yen segnalerebbero un mercato meno tranquillo di quanto sembri.

Sul fronte dati, attenzione alla bilancia commerciale tedesca, a esportazioni e importazioni, inflazione messicana, variazione settimanale ADP USA, vendite di case esistenti, scorte all’ingrosso ed EIA STEO, particolarmente utile per leggere le dinamiche attese sull’energia. Da seguire anche Lagarde, perché ogni riferimento a crescita, inflazione ed energia può muovere le aspettative sulla BCE.

La lettura operativa è questa: il mercato vuole credere alla de-escalation, ma non ha ancora abbastanza elementi per abbassare completamente la guardia. Se petrolio in calo, rendimenti stabili e Nasdaq forte dovessero viaggiare insieme, la seduta potrebbe restare costruttiva. Se invece tornano tensioni su energia, dollaro e rendimenti, il recupero azionario rischia di diventare fragile.

✍️ 𝐒𝐏𝐟𝐢𝐧𝐚𝐧𝐜𝐞 – 𝐅𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞

03/06/2026

📊 Daily Snapshot – Apertura USA: petrolio in rally, dollaro più forte e mercato diviso tra AI e rischio geopolitico

La sessione americana si prepara ad aprire con un mercato che resta sospeso tra due forze molto diverse: da un lato la resilienza dell’azionario, soprattutto sul Nasdaq e sui titoli legati all’intelligenza artificiale; dall’altro una nuova escalation tra Stati Uniti e Iran che sta riportando il petrolio al centro della scena macro-finanziaria.

Il tema dominante della giornata è senza dubbio il Medio Oriente. Gli Stati Uniti hanno colpito l’isola iraniana di Qeshm, mentre l’Iran ha risposto con attacchi contro basi statunitensi in Kuwait. Il CENTCOM ha dichiarato che gli attacchi dei droni iraniani sono stati sventati con successo, ma il mercato ha comunque reagito in modo netto sul comparto energetico, con il Brent in rialzo di circa il 2,7%. Questo movimento non va letto solo come una reazione geopolitica: quando il petrolio accelera in modo così deciso, il mercato inizia subito a ragionare su inflazione, rendimenti e banche centrali.

In Europa il quadro è più fragile. Lo STOXX 600 ha aperto in calo, penalizzato anche dalle nuove tariffe statunitensi legate alle indagini della Sezione 301, con pressioni soprattutto su finanziari, automotive e chimica. Il retail è stato invece uno dei pochi settori positivi, sostenuto dai risultati di Inditex. Questo ci dice che il mercato europeo oggi non sta ragionando solo sul rischio geopolitico, ma anche sul tema commerciale, che torna a essere una variabile da monitorare con attenzione.

Negli Stati Uniti, invece, i future sono più contrastati. Il Nasdaq prova a sovraperformare, sostenuto ancora una volta dalla narrativa AI e dal forte movimento di Marvell, mentre il resto del mercato appare più prudente. È interessante notare come, anche in una fase di tensione geopolitica, il mercato continui a cercare leadership nei soliti segmenti growth e tecnologici. Questo però, a mio avviso, rende la lettura meno semplice: se il rialzo resta concentrato su pochi nomi, la struttura del mercato rimane forte in apparenza ma più vulnerabile sotto la superficie.

Sul valutario il dollaro torna a rafforzarsi, aiutato sia dal rialzo del petrolio sia dal contesto geopolitico. Il DXY si muove verso area 99,40, mentre USD/JPY resta uno degli osservati speciali della giornata. Lo yen ha recuperato terreno dopo i commenti della premier giapponese Takaichi e del governatore BoJ Ueda, con il Giappone che continua a far capire di essere pronto a intervenire sul mercato valutario se necessario. Area 160 su USD/JPY resta quindi una soglia molto delicata.

Il fronte obbligazionario conferma la parte più importante della storia: i rendimenti stanno seguendo il rialzo dell’energia. Treasury, Bund e Gilt sono sotto pressione, perché il mercato teme che un petrolio più alto possa complicare il lavoro delle banche centrali. In particolare, il dato JOLTS già superiore alle attese ha alimentato l’idea di un mercato del lavoro USA ancora solido, e oggi l’attenzione si sposta su ADP, ISM servizi, ordini di fabbrica e Beige Book della Fed.

La mia opinione per oggi è che il mercato vada letto partendo dal petrolio. Se Brent e WTI continueranno a spingere al rialzo, il rischio è vedere una pressione crescente sui rendimenti e una rotazione più difensiva sull’azionario. Se invece il petrolio dovesse stabilizzarsi, il Nasdaq potrebbe continuare a beneficiare della narrativa AI, soprattutto se i dati USA non dovessero risultare troppo forti.

Oggi non è una giornata da leggere in modo lineare. Il mercato sta provando a restare costruttivo, ma il mix tra petrolio alto, rendimenti in salita, tensioni geopolitiche e dati USA importanti rende la seduta molto sensibile alle notizie. In queste fasi, più che cercare subito una direzione definitiva, conviene osservare quali asset confermano davvero la narrativa dominante.

✍️ Salvatore Bilotta
SPfinance – Finanza per passione

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